
Cosa deve fare il Napoli sul mercato?
Idee fresche (e forti) per risollevare gli animi partenopei.
La sonora sconfitta del Bentegodi contro il rimaneggiato Hellas Verona di Paolo Zanetti è suonata come una fastidiosa sveglia del lunedì mattino per l'intero mondo Napoli inebriato dall'arrivo di Antonio Conte accolto dalla piazza come Gesù Cristo alle porte di Gerusalemme. Ancora una volta sembra esser stato commesso l'errore di cadere nel pozzo artesiano della retorica spicciola, avendo sperato che bastasse un allenatore di fama con un buon palmarès e metodi para-militari per guarire dall' emorragia causata dalle profonde ferite che la pessima stagione scorsa ha causato in seno al club.
Il presidente De Laurentiis, compiuta una giusta inversione a U circa il fatto che la sua creatura scudettata potesse essere allenata da chiunque essere senziente munito di regolare attestato UEFA, per mesi ha condotto un serrato corteggiamento verso il tecnico leccese, condannandosi anche alla soluzione di comodo Ciccio Calzona come post-Mazzarri pur di non precludersi la possibilità di portare alle pendici del Vesuvio il tanto stimato ex allenatore di Juventus e Inter fuori dal circolo delle big a seguito dalla disastrosa avventura in Premier League col Tottenham.
Conte e il Napoli hanno scelto di abbandonarsi alla passione senza tener conto dei traumi causati dalle relazioni precedenti. L’idillio totale mostrato durante la conferenza di presentazione di Palazzo Reale è già un lontano ricordo: quella che sembrava una coppia perfetta sta dando i primi segnali di cedimento, non solo per la nomea che il patron azzurro si trascina dal suo ingresso nel mondo del calcio. La causa principale delle crepe nel rapporto è riconducibile esclusivamente al calciomercato.
È indubbio che, al suo arrivo, Conte ha dovuto fare i conti con una squadra totalmente da ricostruire e non adatta a interpretare il tanto caro 3-4-2-1. Dall’altra parte, bisognava esser coscienti che affidarsi totalmente a un allenatore pretenzioso avrebbe richiesto uno sforzo soprattutto in termini economici.
In un calciomercato in cui stanno circolando pochissimi soldi e la formula più utilizzata sembra essere quella del prestito con diritto/obbligo di riscatto esercitabile solamente al raggiungimento di determinati obiettivi, il Napoli sta procedendo avendo le spalle scoperte dagli introiti assenti dovuti alla mancata qualificazione alla Champions League e la cessione non ancora avvenuta di Victor Osimhen, rallentata dalla clausola rescissoria dalla cifra monstre di 130M di euro pagabili in un’unica tranche.
Nonostante ciò, uno sforzo importante è stato già fatto. Conte ha avuto la possibilità di lavorare sin dai primi giorni del ritiro estivo con due centrali nuovi di zecca come Alessandro Buongiorno e Rafa Marin, per i quali sono stati sborsati oltre €40 mln a fronte di entrate esigue dovute alla cessione di Østigård (Rennes) e le uscite temporanee Lindstrøm e Cajuste verso la Premier e del brasiliano Natan in Spagna. A 10 giorni dalla chiusura delle operazioni è stato poi ufficializzato anche il trasferimento dell’ala brasiliana David Neres dal Benfica per €30 mln, al netto dell’abbondanza nel ruolo visto Matteo Politano (il cui contratto è stato recentemente ritoccato) e Cyril Ngonge, strappato all’Hellas Verona solamente sei mesi fa per una cifra di poco inferiore ai €20 mln.
Chi accusa il Napoli di eccessiva parsimonia dovrebbe mettere da parte credenze personali e confortarsi con la cruda realtà, frutto sì delle scellerate scelte passate, ma impossibile da affrontare adesso senza usare il benché minimo buonsenso - a meno che non si voglia andare incontro a conseguenze ben più gravi del 10° posto del 2023/24. Qualche malpensante potrebbe suggerire l’idea di un cambio di modulo, essendo la mediocre rosa partenopea modellata sullo spallettiano 4-3-3, ma la difesa a tre pare essere una condizione non-negoziabile su cui il tecnico ha posto il veto:
«Vi chiedo di non andare sui discorsi tattici, perché se pensiamo che sia tattica significa non aver capito niente della situazione. Fateci lavorare sotto tutti i punti di vista. Stiamo lavorando, se alcune funzionano meglio ed altre meno ci proveremo col lavoro. Ricordo ancora l’anno scorso, seguivo il Napoli, col famoso 4-3-3, la linea, sempre 4-3-3, e poi alla fine decimo posto»
Benvenuto David! pic.twitter.com/Zjzvc3smxW
— AurelioDeLaurentiis (@ADeLaurentiis) August 21, 2024
Non resta dunque che andar dietro al proprio leader in battaglia seguendo ciecamente i piani d’attacco preparati per vincere una guerra che s’annuncia lunga e sanguinolenta. Il giovane Manna, alla sua prima vera esperienza da direttore sportivo dopo essere stato per anni in ombra alla Juventus ma non impedendogli di guadagnare la forte stima di Massimiliano Allegri, è chiamato al gravoso compito di accontentare il proprio allenatore evitando allo stesso tempo incidenti diplomatici con la presidenza ed il prosieguo di melodrammatiche conferenze stampa che hanno già catturato l’attenzione dei media nazionali ed internazionali.
Ecco alcuni profili, in linea con i parametri economici del Napoli che potrebbero aiutare Antonio Conte nella transizione dal tanto vituperato 4-3-3 memoria al suo 3-4-2-1.
Braccetto di sinistra
Il reparto difensivo merita particolare attenzione. L’inadeguatezza da esterno a tutta fascia di capitan Giovanni Di Lorenzo favorirà un suo impiego da braccetto di destra, ruolo ricopribile anche da Rrahmani relegato suo malgrado a riserva anche al centro con la presenza di Buongiorno. Resta scoperta la casella del braccetto di sinistra in cui il consunto Juan Jesus è l’unico impiegabile senza snaturarne il modo di giocare. L’esperienza da difensore centrale accumulata da Mathias Olivera con l’ Uruguay di Marcelo Bielsa non sembra riscontrare l’interesse del tecnico azzurro che anche col Verona, forse lanciando un segnale ai piani alti del club, ha preferito impiegarlo come alternativa all’esterno mancino Spinazzola. Naufragata la trattativa per lo spagnolo Mario Hermoso il Napoli dovrebbe andare dunque alla ricerca di un nuovo difensore centrale mancino.
Jakub Kiwior
La conferma dell'ucraino Zinchenko ufficializzata con il cambio di numero e l'acquisto di Riccardo Calafiori dal Bologna hanno messo in serio dubbio la permanenza di Jakub Kiwior all'Arsenal, la cui gestione da parte di Mikel Arteta è stata abbastanza discutibile viste le qualità mostrate durante l'esperienza proprio nel campionato italiano con lo Spezia. Con la maglia dei Gunners il polacco non ha quasi mai giocato nel suo ruolo naturale essendo stato impiegato solamente in due occasioni come centrale mancino.
Il resto dei match [38 in totale] lo hanno visto ricoprire o il ruolo di terzino invertito chiamato ad accentrarsi ed affiancare il registra di centrocampo oppure quello di difensore centrale di destra per sopperire all'assenza per infortunio del titolare William Saliba. Il costo del cartellino dovrebbe aggirarsi attorno ai 25M di euro ma il calciatore potrebbe chiedere di essere ceduto anche con una formula temporanea a patto che il Napoli accettasse di accollarsi gran parte dell'ingaggio e l'inserimento di una clausola di acquisto.
Mikayil Faye
Faye è una delle gemme del Barça B, acquistato un anno fa dai croati dell'NK Kustosija che a loro volta lo avevano scoperto grazie ad una intensa attività di scouting in Africa. A vent'anni, dopo l'allenata in Segunda Division e la chiamata della nazionale maggiore dei Les Lions allenata da Aliou Cissè, sembra essere pronto per il grande salto. Dotato di fisicità importante e di una padronanza invidiabile del pallone per un difensore della sua età, lo renderebbero l'elemento perfetto da calare nella realtà azzurra.
Su di lui hanno già posato gli occhi il Rennes e il Lille, non spaventati dalla richiesta dei blaugrana per il cartellino di 15M di euro ma piuttosto dalla volontà degli spagnoli di inserire una clausola di riacquisto. Una formula che certamente non sarebbe gradita al presidente De Laurentiis ma che potrebbe essere aggirata con il pagamento di un'ulteriore tranche atta a far decadere il diritto di recompra. Con il suo eventuale acquisto il Napoli chiuderebbe le porte ad altri calciatori extracomunitari avendo occupato il primo slot con Neres.
Ben Davies
Il difensore gallese rappresenterebbe probabilmente l’ideale di calciatore adatto al Napoli di Antonio Conte in questo momento storico. Ha 31 anni, è ai margini del progetto Tottenham ancor prima dell’infortunio al polpaccio che lo ha costretto ai box nel finale della scorsa stagione ed è stato allenato dall’attuale allenatore azzurro proprio come braccetto mancino nella difesa a tre.
Percepisce circa 2.5M di euro all’anno, ha il contratto in scadenza tra dodici mesi ed è rappresentato dalla stessa agenzia che cura gli interessi di Billy Gilmour con il quale il Napoli porta avanti serrati contatti da ormai più di due settimane per il trasferimento dal Brighton.
Mezz'ala (vice Anguissa)
Appurato che la figura di alternativa a Stanislav Lobotka verrà ricoperta dal Gilmour per il quale Napoli e Brighton stanno limando i dettagli sui bonus prima di sanzionare il trasferimento e permettere al calciatore di viaggiare verso l’Italia per svolgere le visite mediche, dubbi restano ancora su chi possa rinforzare il centrocampo a seguito della cessione di Cajuste e del reso per mancato utilizzo rispedito all’Aston Villa della meteora Leander Dendoncker. A meno che non si vogliano chiedere gli straordinari ad Anguissa nei prossimi giorni il Napoli deve rimediare al problema andando a scandagliare il mercato alla ricerca di soluzioni credibili sia dal punto di vista tecnico che finanziario.
Salih Özcan
Il centrocampista turco è in uscita dal Borussia Dortmund per divergenze tecniche con l’attuale tecnico dei gialloneri Nuri Sahin. A 26 anni, con un ingaggio alla portata per il club azzurro, potrebbe rivelarsi un buon profilo verso cui rivolgersi per evitare di non scadere nella frenesia che attanaglia la maggior parte dei club negli ultimi giorni di mercato. Dotato di una buonissima tecnica di base potrebbe giocare sia con che al posto di Anguissa. Partito come titolare in mediana, nella scorsa stagione ha perso progressivamente il posto fisso in squadra quando l’allora tecnico Edin Terzić decise di aumentare la qualità nel cuore del gioco rinunciando appunto ad un distruttore come il turco arretrando così il raggio d’azione del ben più fantasioso Sabitzer.
Mandela Keita
Profilo molto simile a Özcan è il belga dalle origini guineane Mandela Keita, 22enne centrocampista dell’Anversa sul quale sembrano essersi posati gli occhi del direttore Giovanni Manna. I costi da sostenere però sarebbero importanti. Gli inglesi del Southampton hanno già testato le intenzioni del club belga con due offerte che sono state rispedite prontamente al mittente.
Keita viene visto come ideale calciatore da lotta e governo essendo molto abile nel recupero del pallone tanto quanto a ripulirlo per i compagni. Il club allenato da Mark van Bommel non farebbe sconti avendo le casse finanziarie che scoppiano di salute a causa delle remunerative cessioni realizzate recentemente con la vendita di Vermereen all’Atletico Madrid e Ilenikhena all’AS Monaco. Valutazione di Keita che pare non essere al di sotto dei €15 mln.
Warren Bondo
Alzi la mano chi, vedendo giocare il Monza di Palladino o la versione attuale di Alessandro Nesta durante il precampionato della squadra monzese, non è stato rapito dalla qualità mostrata da Bondo. Il ventenne francese non ha mai sfigurato quando sceso in campo. Si differenzia da Anguissa per il modo di intendere il ruolo di centrocampista chiamato a fare da spalla al regista: è energico, contestatore di palloni di pregevole fattura, non ama prendersi licenze particolari in fase di possesso. E’ votato completamente alla riconquista e allo scarico verso chi è più dotato di lui. Servirebbe uno sforzo economico non indifferente per far vacillare Adriano Galliani dal cederlo ma i rapporti tra l’ ex AD del Milan ed il presidente De Laurentiis sono storicamente ottimi anche per via delle recenti trattative che hanno visto Zerbin, Popovic e Petagna trasferirsi in biancorosso.
Esterno destro
Le sbalorditive capacità di Pasquale Mazzocchi da novello neomelodico piuttosto che da sportivo impiegato nel vil giuoco del pallone rendono il ruolo di esterno a tutta fascia un’assoluta priorità per la buona riuscita del calcio di Antonio Conte. L’acquisto da parte dell’Atalanta di Bellanova, il meglio su piazza diventato incredibilmente disponibile a meno di due settimane dalla fine del calciomercato, contribuiranno a rendere l’atmosfera attorno al Napoli sempre più tossica e tinta di venature pessimistiche. Rispondere con decisione sarà complicato. Oltre all’ormai ex granata si sono già mossi parecchi specialisti nel ruolo che avrebbero potuto fare le fortune dei partenopei: Emerson Royal si è accasato al Milan, Teze ha recentemente firmato per il Monaco che potrebbe liberare il brasiliano Vanderson (valutazione oltre i 30M) verso la Premier League, il Borussia Dortmund è riuscito ad ottenere Couto in prestito con diritto di riscatto dal Manchester City. Qualcosa che stuzzica la fantasia però c’è ancora in giro:
Devyne Rensch
Non è propriamente il prototipo di esterno destro straripante fisicamente amato da Conte come la storia ci ha insegnato ma è un’occasione di mercato che il Napoli non dovrebbe farsi scappare per nessuna ragione al mondo. Giovanissimo, non ha alcun infortunio alle spalle, contratto in scadenza tra meno di dodici mesi ed una propensione a dare del tu al pallone che lo renderebbe nettamente uno dei giocatori più dotati dell’intera rosa del Napoli.
Se l’allenatore azzurro dovesse continuare a chiedere ai suoi esterni di sfidare i terzini avversari nell’1vs1, preferendo che gli attaccanti esterni occupino i mezzi spazi per stare più vicini alla punta, allora Rensch è da piazzare in cima alla lista dei desideri.

Amar Dedic
Risalgono a giugno i rumor che hanno accostato il Napoli al terzino bosniaco il cui cartellino è di proprietà del Red Bull Salisburgo. Col tempo però le voci si sono raffreddate complice anche uno status fisico non ottimale e una richiesta di pagamento di una cifra superiore ai 20M. Come Rensch è dotato di buona tecnica ma di un uso del fisico profondamente diverso dal terzino olandese e quindi molto più affine al gusto dell’allenatore partenopeo.
João Mário
Ci sarebbero più probabilità di uscire vivi da una vasca di squali piuttosto che riuscire a strappare un buon calciatore João Mário a una bottega cara come il Porto. Una piccola chance però c’è. Con l’avvento di Vitor Bruno sulla panchina dei Dragões il terzino portoghese sembra aver perso l’esclusività di un posto nell’ undici titolare in favore del giovane prodotto dell’academy Martim Fernandes, sorprendentemente presente dall’inizio in tutti e tre i primi impegni della squadra biancoblu dopo aver assaggiato il sapore del calcio dei grandi nei mesi finali della passata stagione. C’è la sensazione che, qualora un’offerta convincente dovesse arrivare, il club del neo-presidente André Villas-Boas potrebbe anche pensarci due volte prima di rifiutarla.
La "pedina" per il 3-5-2
Se una settimana fa gli eventi avessero seguito la loro evoluzione naturale a quest’ora gli azzuri avrebbero a disposizione Marco Brescianini, pedina fondamentale per l’eventuale switch dal 3-4-2-1 al fantomatico 3-5-2. Un calciatore con tempi d’inserimento, goal nei piedi, mancino. Invece sappiamo tutti com’è andata: intoppi tra il Napoli e il Frosinone nonostante le visite mediche già effettuate, l’inserimento dalle retrovie dell’Atalanta, la conclusione della trattativa a favore della squadra allenata da Gasperini e la beffarda doppietta all’esordio contro il Lecce.
Quel che resta alla Dea Partenope è un pugno di mosche in una mano e tanti rimpianti nell’altra. Al Napoli la figura di calciatore di raccordo tra centrocampo ed attacco è diventata necessaria dopo la scelta (inspiegabile dopo il rinnovo) di mettere sul mercato Folorunsho, non concedere una vera chance a Gaetano dopo il fruttuoso periodo in prestito a Cagliari, l’addio di Zielinski, la cessione di Elmas e la mancata conferma di Junior Traorè. Virare su obiettivi concreti piuttosto che sperare che dalla presidenza arrivi il placet per rompere i cordoni della borsa e presentarsi con almeno venticinque milioni di buoni motivi affinchè a Manchester accettino di lasciar partire lo scozzese Scott McTominay sembra essere una saggia decisione.
Iván Martín
Nome accostato a sorpresa nei giorni scorsi dall’esperto di mercato Matteo Moretto. Il valore del cartellino sembra viaggiare su cifre accessibili per le casse del Napoli e gli ottimi rapporti tra gli azzurri ed il Girona, ormai al quarto anno consecutivo in cui i due club organizzano amichevoli estive durante le rispettive preparazioni precampionato, potrebbero accelerare i tempi. Martìn è il tipico calciatore spagnolo cresciuto con la palla incollata ai piedi, capace anche di muoversi senza palla aggredendo gli spazi lasciati vuoti dall’attaccante.
L’anno scorso 5 reti e 4 assist giocando proprio in posizione avanzata rispetto al duo di centrocampo formato dal buttafuori Yangel Herrera e il regista Aleix Garcia. Ha nel suo attuale contratto in essere con i catalani una clausola di rilascio da 12M di euro.
Giovani Lo Celso
Noto da qualche giorno è il il viaggio del direttore sportivo Giovanni Manna a Londra alla ricerca di acquirenti per Cajuste dopo la trattativa naufragata con il Brenford. Si è scritto anche che il dirigente partenopeo abbia approfittato del viaggio nella capitale inglese per aggiornarsi anche col Chelsea per l’affaire Lukaku-Osimhen e per scandagliare il mercato alla ricerca di rinforzi adatti a migliorare la qualità del roster azzurro. Vien dunque naturale pensare che sia stato valutato per il ruolo di centrocampista offensivo anche il nome di Giovani Lo Celso, argentino di passaporto italiano fuori dai piani del Tottenham per la stagione appena iniziata. Questa sessione di mercato inoltre potrebbe rappresentare l’ultima chance per il club del Nord di Londra di recuperare almeno parzialmente dell’esoso esborso economico compiuto nel 2020 per strapparlo dal Betis Balompié. Tra dodici mesi infatti il contratto del ragazzo scadrà e sarà dunque libero di svincolarsi a parametro zero. L’acquisto a titolo definitivo per una cifra relativamente bassa o un prestito con diritto di riscatto a patto che tra l’argentino ed il Tottenham estendano almeno di un altro anno l’accordo attuale potrebbero essere facili vie da percorrere per conciliare le volontà di tutte e tre le parti di trovare una soddisfacente soluzione.
Carlos Alcaraz
L’argentino è conosciuto già da Manna avendolo trattato ai tempi della Juventus. Centrocampista d’inserimento, potrebbe essere impiegato sia nella coppia centrale di centrocampo che alle spalle della prima punta. Come disse nell’intervista di presentazione successiva alla firma per i bianconeri “ama correre in avanti” ed essere incisivo in zona goal grazie ad un buonissimo tiro della distanza che purtroppo ho personalmente provato sulla mia pelle essendosi abbattuto sull' Emirates Stadium come un uragano estivo, spazzando via le già esigue speranze di vincere il titolo nella stagione 2023/24.
È extracomunitario e ha un contratto lungo ma il Southampton ha già dimostrato coi fatti di non volerlo trattenere a tutti i cosi, specialmente davanti a una proposta economica vantaggiosa.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














