
Messias e il Genoa fermano l’Inter
Il gol del brasiliano pareggia i conti allo scadere, dopo che l'Inter l'aveva ribaltata con Thuram.
La Serie A comincia nel modo più rocambolesco ed avvincente possibile: al Marassi i campioni d’Italia sbattono contro il Genoa col risultato di 2-2. La partita, ricca di colpi di scena, è stata divertente per tutto l’arco dei novanta minuti, e si è conclusa nel modo più giusto. Nonostante il Genoa abbia badato per la maggior parte della gara a rimanere compatto e ad arginare i nerazzurri, gli uomini di Inzaghi non sono riusciti a capitalizzare a proprio vantaggio il quasi 68% di possesso palla. Pareggio dunque che rispecchia quanto visto in campo.
La partita prende subito una piega chiara: a gestire il pallone è l’Inter, col Genoa che prova a ripartire in campo aperto con Vitinha e Messias. Thuram infiamma subito il match al 7° minuto, ma il suo tiro risulta strozzato e poco pericoloso. I nerazzurri dominano il possesso, ma a passare avanti è il Genoa. Al minuto 20, infatti, la palla prende una strana traiettoria con Sommer che la segue, indietreggiando verso la propria porta. La sfera, dopo essere sbattuta sulla traversa, carambola nell’area piccola senza che lo svizzero possa intervenire. Proprio qui Vogliacco anticipa i pigri Bisseck ed Acerbi portando avanti i suoi. L’Inter sembra aver subito il colpo, ma dopo dieci giri d’orologio Barella pesca con un cross teso e fulmineo Thuram che, anticipando Bani con un ottimo movimento, insacca il pallone grazie ad un chirurgico colpo di testa. Il primo tempo si conclude con un’altra occasione per il francese ed un doppio intervento prodigioso di Gollini e Badelj su Lautaro e Dimarco. Nella seconda frazione di gioco il canovaccio non cambia, con l’Inter che macina occasioni e la sblocca all’82° ancora una volta grazie a Thuram. La partita sembra avere ormai poco da raccontare, ma al minuto 93 cambia tutto: Bisseck stacca in area per allontanare un apparentemente innocuo cross del Genoa, ma in maniera goffa e scoordinata colpisce il pallone col polso. È calcio di rigore: Messias si incarica della battuta, Sommer gli para il penalty ma la respinta capita nuovamente sui piedi dell’ex Milan che non ha problemi a ribadire in rete.
L’Inter non ha giocato male ma non ha fatto abbastanza per avere la meglio sulla fortezza rossoblù. Intrigante la partita di Barella, il vero faro del centrocampo nerazzurro e il più costante nei novanta minuti. Bene anche Frattesi, al quale bastano pochi minuti per fare una delle sue classiche cavalcate e per mettere in porta Thuram. Il centrocampista si conferma un’arma che, se usata nella maniera giusta, è letale: se dal primo minuto riesce meno a nascondere i propri difetti (vale a dire l’impostazione e la fase di non possesso), a gara in corso è un cavallo difficilmente domabile che fa degli inserimenti la propria dote più importante. Male gli esterni, Mkhitaryan e Lautaro, in ombra ed imprecisi. Partita di luci ed ombre, infine, per Sommer: il portiere ha sì parato un rigore che poteva valere tre punti, ma ha commesso dei gravi errori coi piedi che potevano costare caro.
Il Genoa, invece, ha giocato la sua partita ordinata ed efficace senza rubare niente a nessuno. Difficilmente si può pensare di dominare una squadra forte e rodata come l'Inter, soprattutto se il dislivello tecnico delle due squadre è indubbiamente ampio, ma i rossoblù sono stati pronti a capitalizzare quando necessario e diligenti difensivamente. Messias è stato l’uomo in più per questo Genoa: nel primo tempo è stato offuscato con successo dalla retroguardia nerazzurra, ma nella ripresa è cresciuto. La difesa ha contenuto bene Lautaro, e nel complesso ha disputato una gara sufficiente. Infine, preziosa la partita di Frendrup che ha recuperato degli ottimi palloni e di Badelj, fondamentale per dare equilibrio.
Si è palesato, in questa partita, un limite che l’Inter si porta avanti da tempo: quando l’avversario si chiude, la mancanza di un giocatore che salta l’uomo si fa sentire. Diverse sono le cose da mettere a posto, a meno di una: Thuram ha dimostrato di essere in forma straripante. Il francese è stato (al di là dei due gol) di gran lunga il più ispirato e pericoloso tra le fila nerazzurre, e l’Inter deve assolutamente aggrapparsi all'ex Mönchengladbach per ripartire. Il Genoa, invece, può essere soddisfatto: la sua partita è stata ottima e, con un Pinamonti in più, Gilardino può togliersi qualche soddisfazione.
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