
5 assist di tacco in 10 giorni
Forse lo avete dimenticato ma a gennaio 2024 è successo qualcosa di paranormale.
Il giovedì gioco a calcetto con un blocco di colombiani pacifici e uno di professori francesi non troppo simpatici, un amico italiano con cui abbiamo una connessione nostalgica e un sindacalista inglese. La terza settimana di gennaio il sindacalista inglese non è venuto a giocare e ha mandato nel gruppo del fútbol una foto del figlio che sbadiglia, gli occhi chiusi e sereni di chi non sembra avere preoccupazioni nonostante sia appena venuto al mondo - e la didascalia: “Kenny sognando il giorno in cui il Newcastle vincerà la Champions League”.
Mentre Kenny iniziava a respirare fuori dal ventre materno, la mia squadra - sospinta dall’emozione per la sua nascita - stava giocando una delle migliori partite degli ultimi tempi: scambi corti a uno o due tocchi, costruzione dal basso, solo incitamenti per i compagni che sbagliavano. Martín, il fratello maggiore di Kenny, ha sedici anni, un piercing al sopracciglio ed è una freccia iperdinamica che lotta su ogni pallone; con lui, in attacco, non ci siamo mai risparmiati a provare l’ultimo tocco. Verso la fine della partita ho ricevuto un passaggio in verticale dall’amico italiano e con il corpo orientato verso la nostra porta ho servito un assist di tacco filtrante che ha smarcato Martín per il gol della vittoria.
Era il 18 gennaio 2024 e ho sentito che qualche energia del cosmo stava cospirando affinché nel mondo la gente che tira i calci a un pallone realizzasse assist di tacco come fossero passaggi normali. Dopo quelli di Zirkzee, Arnautovic, Vlahovic e Bernabé che avevano chiuso il 2023, in dieci giorni - dal 10 al 20 gennaio - siamo stati circondati da assist di tacco. Sono stati fra noi anche quando non lo sapevamo, in un breve ma intenso zeitgeist dominato dai passaggi serviti spalle al compagno con la parte "sbagliata" del piede. Ne abbiamo segnalati solo alcuni.
Arthur Cabral per Fredrik Aursnes
Benfica-Braga 3-2, Ottavi di finale di Coppa di Portogallo, 10 gennaio 2024
Questo assist di tacco, se lo avessi visto prima, è quello a cui mi sarei ispirato per smarcare Martín sul campetto del Colegio San Luis Gonzaga, ma probabilmente la vista è un senso sopravvalutato e l’energia degli assist di tacco si è propagata da Lisbona a Cali, dal corpo di Arthur Cabral al mio, senza che me ne accorgessi. La dinamica è stata molto simile, il risultato anche. Ok, non era lo stadio Da Luz ma la sorpresa e la gioia, anche a decine di milioni di euro di distanza, sembrano essere state le stesse. Il laterale norvegese Aursnes indica Cabral, corre verso di lui, lo abbraccia, come fa Martín con me. I difensori del Braga si prendono male, sbracciano e sbuffano, come i francesi contro cui giochiamo. Vinciamo di un gol, con quel gol, proprio come il Benfica.
Il tacco di Cabral prende in controtempo tutta la difesa del Braga, i difensori in un attimo - il momento dell’impatto del pallone con il tacco dell’attaccante - sono costretti a voltarsi di scatto e correre dietro ad Aursnes senza riuscire a prenderlo. È il primo assist stagionale di Cabral, fino a quel momento ha preso più cartellini gialli, due. La Coppa di Portogallo sembra essere l’ambiente dove riesce a esprimersi al meglio: due gol e un assist in poco meno di due partite giocate. Contro il Braga ha segnato un gol difendendo una palla sul lato sinistro dell’area di rigore e liberandosi con un Cruyff Turn di tacco destro e concludendo con una rasoiata potente di sinistro sotto le gambe del portiere. Ha esultato lanciandosi letteralmente tra i tifosi del Benfica, saltando con un sol balzo dal terreno di gioco agli spalti. “È stato fantastico, il suo gol bellissimo da vedere, sono tornato a segnare e il suo assist è stato incredibile", ha dichiarato ai microfoni Fredrik Aursnes.
Marcus Thuram per Hakan Calhanoglu
Monza-Inter 1-5, 20° di Serie A, 13 gennaio 2024
Il tacco di Thuram per Calhanoglu ricorda il celebre tacco di Guti. I due gesti emanano generosità, entrambi avrebbero potuto tirare ma hanno deciso di favorire un compagno. Guti avrebbe certamente segnato - e non si può non vedere nel suo gesto la ricerca dell’estetica e della volontà di stupire; l’opportunità di Thuram, magari non era chiara quanto quella di Guti ma l’attaccante francese era abbastanza libero, al limite dell’area piccola, da aprire il piatto destro e fare gol. Questo genere di colpi di tacco somiglia a certi veli che precedono i gol, hanno la stessa funzione: Guti e Thuram non segnano ma le luci della ribalta sono tutte per loro. In molti ricordano l’assist di tacco di Guti (che poi ne ha fatto anche un altro senza senso per Zidane da fuori area) ma pochi ricordano con precisione l’autore del gol: Ronaldo, Benzema, Raul?
Thuram in pochi attimi è riuscito a calcolare che la probabilità di segnare era comunque più bassa di quella di appoggiare con il tacco la palla all’indietro per l’accorrente Calhanoglu, uno che in quanto a precisione balistica è secondo a pochissimi. Come Aursnes anche Calhanoglu non esita a indicare il compagno, corrergli incontro e andarlo ad abbracciare. Guardando l’azione al rallentatore è interessante notare come Thuram sembra aver deciso di servire il compagno dietro di lui già dal suo ingresso in area. Avanza verso l’area piccola ma inizia a frenare e orientare il corpo per l’assist ruotando il busto e la testa verso sinistra. Filippo Inzaghi, per dire, avrebbe tenuto lo sguardo fisso sul pallone e avrebbe segnato. Thuram è un altro tipo di giocatore, più razionale e meno istintivo, quasi zen in questa azione, associativo anche in queste situazioni.
Olivier Giroud per Theo Hernandez
Milan-Roma 3-1, 20° di Serie A, 14 gennaio 2024
Per onore delle statistiche, questo è l’unico tra i cinque assist di tacco presi in considerazione che ha coinvolto due giocatori della stessa nazionalità, che come ha detto lo stesso Giroud si conoscono a memoria. A me Giroud non è mai sembrato una persona umile e quando ha dichiarato: “Sono stato un po' fortunato perchè la palla è passata sotto le gambe dell'avversario. Theo ha fatto un grande gol", ci sono rimasto quasi male. Non voglio credere che sia stata la fortuna a far passare quella palla in mezzo alle gambe dell’indifeso Rasmus Kristensen. Posso forse credere al fatto che il Giroud del mondo delle idee non ci abbia pensato ma sono sicuro che il suo corpo, nel mondo delle esperienze, invece l’abbia fatto. La sensibilità con cui tocca quel pallone con una parte del corpo ubicata dietro agli occhi assomiglia alla carezza di un tipo sensibile per davvero, disinteressato, senza secondi fini. Il pallone scivola lento verso Theo come una palla da biliardo appena sfiorata dalla stecca, rotola pianissimo, esita sul bordo della buca, e cade proprio dove deve cadere. Theo riceve la palla da biliardo a forma di carezza e la trasforma in una palla infuocata, uno schiaffo fortissimo che colpisce con violenza la traversa e si insacca alle spalle di Mile Svilar. Il passaggio dalla sensibilità alla violenza può essere breve.
Questo è l’unico colpo di tacco della serie che viene in qualche modo offuscato dal grande gol di Theo. Forse quella persona che pensavo non fosse umile in realtà non è Giroud ma Theo. Dopo il gol Theo non indica Giroud, non lo va ad abbracciare ma corre come un matto verso la bandierina del corner a esultare. Un gruppo di compagni gli corre dietro, prima Okafor e Loftus-Cheek, poi arrivano anche Adli, Musah e Calabria. Giroud non arriva. Appena dopo il gol rimane immobile, non sembra esultare, ma guardare Theo esultare. Da un’immagine aerea si vede Giroud con il corpo rigido, i piedi piantati a terra, alzare il braccio destro e aprire la mano. Forse ci rimane male. Sembra quasi voler dire sconsolato a Theo: “Ma cosa fai? Vieni a ringraziarmi. ‘Sto gol l’abbiamo fatto assieme”. Non fa in tempo ad abbassare la mano che un compagno lo abbraccia, un secondo compagno sopraggiunge e fa lo stesso. Da un’altra immagine ravvicinata dell’esultanza di Theo si vede per un attimo Giroud in lontananza, sfuocato, abbracciato a quei due stessi compagni, immobile, ancora fermo sulla zolla d’erba dalla quale ha realizzato l’assist di tacco.
Federico Dimarco per Marcus Thuram
Inter-Lazio 3-0, Semifinale di Supercoppa Italiana, 19 gennaio 2024
L’Inter a gennaio 2024 è in stato di grazia e i suoi giocatori si associano con la stessa disciplina delle formiche tagliafoglie, sembra che anche loro abbiano capito che per arrivare alla fine della stagione vivi e soddisfatti del raccolto sia essenziale mettere l’individualità al servizio del collettivo. Sono due le azioni dei nerazzurri in questo speciale zeitgest degli assist di tacco. Entrambe coinvolgono Marcus Thuram, un giocatore che non ci aspettavamo potesse avere un impatto così importante sul calcio italiano e che ha dimostrato un’intelligenza che sembra superiore a molti dei suoi colleghi.
Quello che Federico Dimarco gli serve è sicuramente l’assist più bizzarro dei cinque qui raccolti. Provate a fare il fermo immagine del momento in cui Dimarco impatta il pallone: sembra un compasso lanciato in aria che - nel fotogramma successivo - cade a terra di faccia. Da terra fa in tempo a girarsi e compiacersi per quello che ha fatto. Su un cross dalla sinistra di Alessandro Bastoni diretto verso Lautaro Martinez, Dimarco riesce a deviare il pallone verso il centro dell’area piccola. Il tocco non è frutto di ragionamento e preparazione, come il tacco di Thuram per Calhanoglu, ma è un gesto istintivo che mette fuorigioco cinque difensori della Lazio, incluso il portiere Provedel, e trasforma un cross che sarebbe stato respinto con facilità in una palla solo da spingere in porta.
In questo colpo e in ciò che lo precede c’è tutta l’energia, la voglia di partecipare e la capacità di improvvisare e stupire - già manifestata con il gol da centrocampo della stagione 2022/23 - di Dimarco. Il pistone nerazzurro non fa solo su e giù per la fascia, ma dopo aver portato il pallone sulla trequarti, si appoggia su Barella e si butta dentro, riempie l’area e invece di lasciar sfilare la palla, agisce e crea un’occasione da gol dal nulla. Thuram insacca a porta vuota e - non è Theo - quindi sapete già cosa fa.
Aitana Bonmatí per Caroline Graham Hansen
Barcellona-Levante 7-0, Finale di Supercoppa di Spagna femminile, 20 gennaio 2024
Il Barcellona ha dominato la finale di Supercoppa di Spagna rifilando sette gol al Levante. Il quarto gol lo hanno firmato Aitana Bonmatí, Pallone d’Oro 2023, e la numero 10 norvegese Caroline Graham Hansen. "Vedere Aitana giocare è uno spettacolo tra i migliori possibili nel calcio femminile di oggi", ha scritto Elena Marinelli, "è una calciatrice [...] che trova sempre il feeling con le compagne dalle doti più esplicitamente realizzative, che la lasciano rifinire le azioni, crearle, con la libertà di muoversi come preferisce".
In questa azione, dopo un errore del Levante, il Barcellona avanza in ripartenza, con tre giocatrici: Hansen sulla destra, Bonmatí al centro e Mariona sulla sinistra. Il Levante è in inferiorità numerica, due giocatrici provano ad arginare l’avanzata di Hansen e Bonmatí lasciando libera Mariona. Hansen porta palla in velocità, Bonmatí taglia dal centro verso il lato destro dell’area di rigore - "con la libertà di muoversi come preferisce" - e a quel punto la fantasista norvegese fa una cosa deliziosa: anticipa un contrasto e con uno scavetto di esterno destro libera Bonmatí sola davanti alla porta. Bonmatí è defilata, potrebbe provare il tiro, nelle sue corde ci sarebbe senz’altro un cucchiaio a scavalcare la portiera ma decide invece di moltiplicare la delizia e serve con un colpo di tacco Hansen, chiudendo la triangolazione - “trova sempre il feeling con le compagne dalle doti più esplicitamente realizzative”. Hansen segna al 35' il primo dei tre gol che le permetteranno di vincere il premio di miglior giocatrice della partita. In campionato, fino a quel momento, ha già segnato 12 gol in 12 partite.
L’intesa tra Bonmatí e Hansen è totale, Hansen segna due dei tre gol su assist della catalana, Bonmatí segna un gol e prende un palo su assist di Hansen. A fine partita la norvegese ha dichiarato: "Ho faticato ad entrare in partita, ma le mie compagne mi hanno aiutata a entrare nel gioco. Oggi mi è piaciuto molto giocare con loro". A chi non piacerebbe giocare con Bonmatí?
Altri assist di tacco tra il 10 e il 20 gennaio 2024
- Championship, Middlesbrough-Rotherham United: Morgan Rogers ha fatto un assist di tacco bellissimo, stoppando la palla con il piatto destro, alzandosela e colpendola al volo per l’inserimento di Marcus Forss, che ha segnato.
- Segunda División: il difensore Fran Gámez, dopo una percussione centrale ha lasciato con un colpo di tacco la palla all’altezza della lunetta dell’area di rigore per l’accorrente Maikel Mesa che con un bel tiro da fuori ha segnato all’incrocio dei pali. Real Zaragoza ed Eldense hanno pareggiato 1-1.
- Serie C: la Virtus Francavilla ha pareggiato con il Crotone grazie al gol di Ingrosso su assist di tacco di Di Marco (scritto staccato, peccato, avremmo avuto due autori di assist di tacco omonimi in dieci giorni)
- Promozione: il Civitella è riuscito a imporsi sul Faenza per 2-1 grazie a un assist di tacco di Gjonaj per Cucchi che ha segnato con un diagonale a fil di palo.
- Serie A: se solo Khvicha Kvaratskhelia avesse approfittato meglio del tacco di Alessio Zerbin, la 20° di Serie A 2023/24 si sarebbe potuta trasformare nella storica giornata dei tre assist di tacco. Invece Guillermo Ochoa, l’estremo difensore della Salernitana, ha parato di piede il tiro ravvicinato dell’attaccante georgiano.
- Serie A, Roma-Verona: purtroppo 21° e non 20° di Serie A, Lukaku ha tirato addosso alla difesa su un suggerimento di tacco di Karsdorp.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.













