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Calcio femminile
, 13 Agosto 2024

Com'è andato il calcio femminile alle Olimpiadi


Dalla vittoria USA alla caduta della Spagna, passando dal drone-gate: un torneo di calcio a dir poco intenso.

L’ottava edizione del torneo olimpico di calcio femminile si è conclusa con la vittoria degli USA sul Brasile, che è valsa per le statunitensi la quinta medaglia d’oro su otto edizioni del torneo. Oro che mancava alle americane da Londra 2012, dopo l'eliminazione ai quarti di finale (da campione del mondo in carica) di Rio 2016 e il bronzo (sempre da campione del mondo in carica) di Tokyo 2020.

La nazionale allenata da Emma Hayes ha vinto tutte le partite giocate e ha concesso solo due gol a Germania e Australia durante il girone. Gli USA arrivavano a questo torneo con un gruppo in rinnovamento, oramai orfano delle più rappresentative e mitologiche fra le sue atlete, con su tutte l'esclusione decisa dalla ct della 35enne Alex Morgan, reduce da un infortunio. Il tutto, dopo le delusioni della gestione Andonovski (fuori agli ottavi all'ultimo mondiale), e con Hayes che è diventata ufficialmente ct solo a giugno, dopo il termine della stagione scorsa con il Chelsea (peraltro conclusa dall'allenatrice con la vittoria al fotofinish della WSL inglese).

Sarebbe stato lecito, e legittimo, non aspettarsi immediatamente un risultato importante, soprattutto per il poco tempo a disposizione nel costruire una compagine coerente dal punto di vista tattico, storico tallone d'Achille della selezione a stelle e strisce. Invece l’allenatrice inglese è stata capace di dare una forma e un’identità precisa al calcio degli Stati Uniti, riuscendo a plasmarla di volta in volta in base all’avversaria che affrontava e assecondando le naturali propensioni delle calciatrici, seppur non senza alcuni elementi di forzatura nella disposizione dell'11 titolare.

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Tutto questo è stato possibile anche grazie alla grande qualità di cui team USA dispone: la portiera Naeher ha più volte levato le castagne dal fuoco con i suoi interventi tra i pali, e tra le grandi protagoniste del torneo di calcio femminile c’è senza dubbio la centrale di difesa Girma che, a soli 24 anni, è già un pilastro della nazionale statunitense. La stessa Hayes, dopo la semifinale contro la Germania, ha detto che “è la miglior centrale di difesa che abbia mai visto”.

Dall'altro lato del campo, non si può non menzionare il tridente offensivo degli Stati Uniti (schierato in maniera a dir poco variegata da Hayes), il triple espresso Swanson-Smith-Rodman: su 12 gol segnati dalle americane in questo torneo, ben 10 sono stati segnati da questo terribile terzetto, con il culmine nella rete decisiva di Swanson in finale contro il Brasile. Una rete che, oltre a valere l'oro, sa anche di definitiva consacrazione per l'attaccante dei Chicago Red Star. Il modo migliore per gli Stati Uniti di mettere le basi per la preparazione al Mondiale del 2027, inaugurando un nuovo ciclo ambizioso. La USWNT, se mai se ne fosse andata, è decisamente tornata.

Il cammino del Brasile è stato più tortuoso - e sorprendente - rispetto a quello degli Stati Uniti, da vero underdog del torneo. Dopo un convincente inizio contro la Nigeria, la nazionale verdeoro si è fatta rimontare nei minuti di recupero contro il Giappone, perdendo una partita che stava controllando piuttosto bene; poi, all’ultima partita del girone, perde 2-0 contro la Spagna e Marta viene espulsa per un intervento bruttissimo ai danni di Carmona che le costerà due giornate di squalifica. La nazionale allenata da Elias passa il girone solo come terza e l’impressione è che quel fallo da rosso sia stata l’ultima giocata di Marta a un torneo olimpico.

Nonostante le difficoltà il Brasile trova il modo di stare in campo in maniera ordinata e di essere spietato quando ha delle occasioni – cosa che è mancata nella finale contro gli USA. Questo è stato il torneo di un gruppo che dava l’impressione di giocare con delle motivazioni in più rispetto alle altre squadre, come se la posta in gioco fosse leggermente più alta, e quindi ha sfruttato ogni strumento a disposizione, attingendo a energie sconosciute prima, e andando più volte in quella zona grigia del calcio dove le perdite di tempo e le provocazioni sono solo tasselli di una partita non solo tecnico-tattica, ma soprattutto psicologica.

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Quasi nulla ha potuto spezzare quel ritmo con cui il Brasile ha interrotto le partite e piegato l’asse del tempo per farlo scorrere più velocemente. È stato anche il torneo di calcio femminile in cui il gruppo si è dimostrato capace di competere e ambire alla vittoria, cosa del tutto inaspettata a inizio Olimpiade. Da sottolineare le grandi prestazioni di giocatrici come Gabi Portilho, che ha creato continui problemi alle difese avversarie risultando sempre fastidiosa come una zanzara di notte: non la vedi arrivare e quando arriva non sai come liberartene. Poi, la centrale di difesa Tarciane ha giocato un grande torneo, in cui con leadership e carisma è stata sempre all’altezza di guidare la difesa verdeoro. Come non menzionare le prestazioni di Lorena, dei rigori neutralizzati contro Francia e Giappone, delle sue parate che, più volte, hanno tenuto a galla la nazionale e, infine, di quell’aura di insormontabilità che ha accompagnato le sue prestazioni tra i pali.

Marta, alla sua sesta Olimpiade in carriera, non avrà centrato l’oro, ma la sua felicità e il suo sguardo orgoglioso e fiero di quella medaglia d’argento che vale quanto una vittoria sono immagini che rimarranno per sempre nella memoria del calcio.

In questo torneo olimpico ci sono stati risultati inaspettati e cadute che hanno fatto grande rumore, come quella della Spagna. La campionesse del mondo si presentavano come favorite del torneo di calcio femminile, sicure almeno di centrare una medaglia e, invece, si sono dovute accontentare di un quarto posto. Le Furie Rosse, dopo un girone convincente con tre vittorie su tre, hanno tremato improvvisamente contro un'ottima Colombia, capace di portarle a tre minuti dall’eliminazione ai quarti con una prestazione - l'ennesima delle sudamericane - di enorme intensità e applicazione. Per loro sfortuna, la Spagna è stata capace di recuperare una partita all'apparenza ormai persa, arrivare ai rigori e vincerli.

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Invece, contro il Brasile la situazione è rapidamente sfuggita di mano: ogni ripartenza ha fatto più male del dovuto, e i ripetuti errori della portiera spagnola Catalina Coll hanno generato forti insicurezze sulla squadra allenata da Tomé, peraltro fortemente criticata per aver tenuto fuori nella semifinale Alexia Putellas – entrata solo al 77’ – , trascinatrice assoluta delle iberiche nella prima parte del torneo e, per curioso contrappasso, rea del rigore fallito allo scadere della finalina per il bronzo contro la Germania.

Una battuta d'arresto probabilmente temporanea per la selezione iberica, che tuttavia dopo il trionfo mondiale e soprattutto il cosiddetto "caso Rubiales" ha, nel quadro di un percorso dominante in Nations League e nelle qualificazioni a Euro 2025, mostrato anche segni di superficialità e fragilità. Una squadra fortissima ma non invincibile su un campo di calcio, come mostrato anche dalle azzurre.

Casa Germania, il bronzo ottenuto è un risultato importante in una fase di transizione verso l'Europeo: infatti dopo il torneo olimpico il ct della nazionale tedesca sarà Christian Wück. Il ct ad interim Hrubesch è stato tuttavia capace di valorizzare a pieno il potenziale della squadra, costruendo un percorso quasi netto in cui le uniche due sconfitte sono arrivate proprio contro gli Stati Uniti, nei gironi e in semifinale. Hrubesch per sopperire all’assenza dell'infortunata Oberdorf (crociato ko), e per non avere due doppioni in attacco, ha schierato Popp più indietro rispetto a Schüller, sfruttando la sua forza fisica nei duelli, specie quelli aerei, dando sostanza al centrocampo. Schüller, invece, è stata il principale riferimento offensivo della nazionale tedesca, realizzando 3 gol in questo torneo.

La terzina del Bayern Monaco Gwinn è stata una della grandi protagoniste del bronzo tedesco. Oltre a conquistare e realizzare il rigore decisivo nella finalina contro la Spagna, Gwinn ha fornito sempre prestazioni di altissimo livello, segnando anche contro gli USA il gol del momentaneo 1-1, ha fornito due assist e ha segnato il rigore nella lotteria finale ai quarti contro il Canada.

Ma l'eroina di questa squadra, realmente capace di trascinare la Germania nei momenti più difficili, è stata sicuramente la portiera Ann-Katrin Berger, che ha mantenuto 3 volte la porta inviolata con 4,7 parate per partita e, in totale, 17 parate da tiri dentro l’area. Berger, inoltre, è stata fondamentale nella serie dei rigori contro il Canada ai quarti di finale, parandone due e segnando il decisivo per il passaggio del turno. Nella finalina contro la Spagna, è sempre lei a ipnotizzare Putellas dal dischetto al 98', regalando la quarta medaglia di bronzo alla Germania.

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La Francia, padrona di casa a queste Olimpiadi, ha deluso – ancora una volta – le aspettative che gravavano sulla squadra di calcio femminile, fermandosi solo ai quarti di finale contro il Brasile, in una partita giocata non al massimo e condita da qualche errore ed episodio sfortunato pagato caro. Come il doppio errore di Almeida e Bathy, che ha portato al gol-partita di Gabi Portilho per le verdeoro. La Francia ha realizzato 6 gol in questo torneo e 5 sono di Katoto – miglior realizzatrice del torneo – troppo poco per una nazionale che vanta una delle rose più talentuose al mondo, ma che sembra sempre mancare di qualche dettaglio per raggiungere l’obiettivo finale. In questo torneo la Francia ha subito almeno un gol a partita, segno di una certa fragilità in fase difensiva. L’esperienza di Hervé Renard sulla panchina francese si è conclusa e non è stata entusiasmante, al punto che viene da chiedersi: come si presenterà la Francia agli Europei di calcio femminile del prossimo anno in Svizzera?

Infine, non si può non parlare del caso che ha fatto grande scalpore all’inizio di queste Olimpiadi: lo spionaggio da parte del Canada nei confronti della Nuova Zelanda prima dell’inizio del torneo. Questo ha portato all’allontanamento della ct Priestman da parte della federazione canadese, con tanto di sospensione di un anno. La squadra per tutto il torneo è stata allenata da Spence, vice di Priestman. Inoltre, sono stati inflitti 6 punti di penalizzazione al Canada dopo la prima giornata, facendola scivolare in ultima posizione a -3 punti.

In questo a dir poco caotico contesto, per le calciatrici non deve essere stato facile trovare il modo di concentrarsi e dar vita al miglior calcio possibile, anche perché hanno subito le conseguenze di chi attivamente si muoveva per spiare le avversarie. Nonostante ciò, le canadesi hanno vinto tutte le partite del proprio girone – come gli Stati Uniti e la Spagna – riuscendo a qualificarsi come terze e arrendersi solo ai rigori contro la Germania. In una storia da cui tutti escono male, a partire da chi ha commesso queste azioni poco sportive, a chi si è mobilitato prontamente con punizioni oltremodo severe, gravando solo e unicamente sulle calciatrici, proprio quest’ultime sono state in grado di portare avanti il loro torneo nel miglior modo possibile, senza lasciarsi andare.

Le Olimpiadi, di calcio e non solo, sono finite: questo mini-mondiale è stato entusiasmante, caotico, sorprendente, oltre che prestigioso (ben più dell'omologo maschile U23). Questo torneo, tra le squadre che ne escono ridimensionate e altre che hanno alzato decisamente l’asticella delle aspettative, ha restituito un’immagine dell’attuale stato di forma delle migliori nazionali del mondo e, di conseguenza, anche di cosa ci si può aspettare nei prossimi tornei – tra cui gli Europei del 2025 e i Mondiali del 2027: tra il ritorno degli Stati Uniti, la caduta della Spagna e un Brasile che vorrà farsi trovare pronto per il mondiale casalingo, assisteremo sicuramente ad anni entusiasmanti di grande calcio.

  • Romano, classe 1999, a tempo perso studia ingegneria e si diletta su Excel, utile difensore mancino per il calciotto

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