
The Last Steph
Una finale decisa dalla leggenda del miglior tiratore di sempre. The Last Dance di Curry-James-Durant doveva essere, e cosi è stato.
Ci perdoneranno Germania e, soprattutto, Serbia: la memoria degli appassionati di pallacanestro assoceranno il 10 agosto 2024 alla finale di Parigi di Steph Curry, autore di 2 minuti che basterebbero a giustificare una carriera. Peccato che l'ex Davidson non avesse bisogno di questa prestazione per ricordarci di chi, o forse di cosa, si stia parlando.
La finale per il bronzo è vissuta sulla tripla doppia di Jokic, che ha spinto i suoi a un podio meritatissimo dopo l'impresa sfiorata con gli americani: 19 punti, 12 rimbalzi e 11 assist per il Joker, che poi ha dato sfogo alla sua voglia di festeggiare.
La Germania non ne aveva letteralmente più: Wagner ha provato a farsi perdonare la semifinale negativa con 18 punti, macchiati da uno 0/4 da 3 punti, mentre Schroeder non è mai riuscito a coprire il proprio ruolo di creatore primario per i teutonici, che si vedono sfuggire una medaglia dopo una prima parte di torneo in cui avevano impressionato tutti.
Francia-USA
La finale che tutti si auguravano alla vigilia parte con una grandissima pressione degli USA sulla palla: il reparto guardie francese era considerato il punto debole dei padroni di casa e Lebron e compagni provano a creare recuperi o comunque a mangiare secondi sui 24 avversari.
Le prime tre giocate di Wemby sono imperiali: tripla, schiacciata dopo aver battuto dal palleggio un Embiid non in grado di marcarlo e un canestro dal post sempre contro il lungo 76ers, che lo contiene bene ma che non può nulla contro la capacità di Victor di allungare le sue chilometriche braccia. La Francia rimane a contatto così, nonostante transizioni difensive da torneo parrocchiale, che portano a troppi canestri facili degli Stati Uniti.
Dopo 5' si capisce che Collet intende ripristinare l'Ancien Regime: dentro Gobert per Cordinier per provare a chiudere il pitturato con gli USA che iniziano 2/10 da 3 (0/3 per Curry), proponendo anche una 2-3 non attaccata bene dagli americani. Gli USA cambiano sistematico sui P&R e i francesi con 1/8 da 3 terminano comunque vicini il primo quarto, sul punteggio di 20-15.
Il secondo quarto sarà quello decisivo a conti fatti: dei primi 26 punti USA, ben 13 sono in contropiede. La Francia per due volte non mette un uomo a rallentare la transizione di Lebron, che conclude al ferro in entrambe le occasioni. Fortunatamente per Fournier e compagni Guerschon Yabusele cava fuori dal cilindro una prestazione di grande energia, sintetizzata dalla schiacciata in testa a Lebron James, non proprio qualcosa che capita a chiunque. Il grosso limite della Francia è che il primo tempo si chiude con un 3/16 dall'arco, con il 5/9 degli americani produce il primo break. Il punteggio di 49-41 per gli USA è tutto sommato un affare per i transalpini, che proprio all'ultimo respiro sfruttano l'errore di un Edwards troppo dimesso con De Colo per 2 punti in contropiede.
Nel terzo quarto si riconoscono alcune linee di tendenza. La Francia in attacco si affida subito alla palla in post, dalla quale prova a creare gioco con Wemby o, in seconda battuta, Lessort finalmente più aggressivo. Dall'altra parte gli USA cercano di macinare contropiedi per non far piazzare la zona della Francia, che propone 2 lunghi più Yabusele come lineup di base per trovare almeno un mismatch offensivo: i soli 2 punti di Gobert, con appena una conclusione in tutto il match lasciano piuttosto basiti.
Si arriva al massimo vantaggio USA sul 61-47 dopo la seconda tripla di Curry, nata da un P&R invertito con Lebron sul quale Yabusele e Lessort non comunicano: chi in quella distrazione legge uno scoramento della Francia ha ragione da vendere.
Quando i ritmi si abbassano, i linguaggi del corpo trasmettono stanchezza da ambo le parti: gli USA forse pensano di averla chiusa, la Francia trova due triple di De Colo e Fournier in faccia a Curry che le ridanno energia e speranza, nonostante un Cordinier lontano da quello dei quarti e della semifinale.
Si termina 72-66: un miracolo, pensando che il conto dei punti in contropiede recita 29-6 per gli USA.
L'ultima frazione inizia con Wemby su Durant e viceversa. Le due squadre sono visibilmente sulle gambe: fioccano errori, palle perse e i primi 6 minuti e mezzo hanno un parziale di 10-10. La sequenza tra 4:35 e 4:13 residui è il seguente: palla persa Lebron, Lessort non si capisce con Yabusele, comico non canestro degli americani e altra palla buttata alle ortiche dalla Francia.
A quel punto si è sul 82-74 e sembra difficile capire come la Francia possa ricucire lo strappo. De Colo da 3 da ossigeno ai suoi, a cui risponde Curry (1), poi arriva un contropiede finito da Wemby per il meno 3. Poi ancora Curry con una magata su Yabusele (2). Di la Wemby prova a rispondere da 3, ma sbaglia e sul rimbalzo Durant lucra due liberi. Sembra di nuovo finita sul 87-79 a 2:22. Ancora De Colo, ma di nuovo Curry per il 90-81 (3). Batum 90-84 a 1:10 dalla fine e... ancora Curry con 2 uomini addosso (4!!!) tripla, che è quella della staffa a 1:18 per il 93-84. A quel punto la Francia cede: contro tutto ciò è impossibile far fronte. 12 punti, 4 triple in 2 minuti di gioco della finale di Parigi 2024 Olimpica: mai visto.
Negli ultimi 3:32 il parziale è 16-13 per gli Stati Uniti, che si laureano campioni olimpici per la quinta volta consecutiva. La Leggenda di Durant, James e Curry ha un nuovo capitolo.
Conclusioni
- Gli americani confermano il risultato, allontanando gli spettri dopo il brutto Mondiale 2023. L'orizzonte non appare unicamente roseo: i supereroi hanno 36 (Curry e Durant) e 40 primavere. A Los Angeles non ci saranno: per ora la generazione degli Edwards, Tatum e Booker sembra essere di un livello inferiore. La speranza a stelle e strisce si chiama Cooper Flagg, la prossima prima scelta al Draft che già ha incrociato la strada di Team USA, pur se in una gara di scrimmage. In attesa di capire cosa ne sarà di Zion Williamson e del suo rapporto con gli infortuni, il fatto che le ultime #1 e #2 al Draft NBA siano francesi (quest'anno anche la seconda) e che i migliori giocatori della Lega siano un greco, un serbo, uno sloveno e un canadese dovrebbe far preoccupare in vista dell'Olimpiade di casa.
- Il resto del mondo è in grado di offrire più di una squadra in grado di impensierire il dominio americano: l'impressione è che i limiti strutturali della concezione americana della nazionale debbano cambiare. La conoscenza reciproca, la non necessità di adattarsi a un contesto di basket diverso e i ruoli ben definiti cominciano a diventare vantaggi non da poco per le altre selezioni. Gli Stati Uniti devono riflettere sul come evitare di concederli con continuità.
- La rivoluzione del "3 point or layup" è arrivata anche nel basket FIBA: le squadre fanno un estensivo ricorso al tiro da 3 punti per svuotare l'area e il tiro dall'arco anche in transizione non è più visto come il demonio. Anche senza arrivare agli estremismi della Golden State di Kerr, Curry e Thompson, chi - Australia e Grecia su tutte - non ha una discreta quantità di tiratori da 3 affidabili nel roster, fa fatica ad avanzare. Bozze di sistemi eliocentrici si sono visti in Germania, Serbia e ovviamente Canada, la grande delusa di questa Olimpiade - che ha tutto nel futuro per rubare la scena al mondo intero.
- La finale per il bronzo e per l'oro di Parigi 2024 hanno evidenziato che le energie atletiche, in questo tipo di tornei, sono una risorsa essenziale. Avere a disposizione 12 giocatori senza eccessivi scarti di livello è di fondamentale importanza per ripartire il carico di minuti ed evitare di arrivare con le pile scariche.
Le Olimpiadi di basket maschile più attese della storia? Probabilmente sì. Quelle più divertenti e con più storie da mandare a memoria? Forse. Quelle più belle, coinvolgenti e spettacolari? Senza dubbio. Ci siamo divertiti tanto, alla fine soprattutto grazie a Stephen Curry. Sarebbe stato difficile chiedere di più.
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