
Cosa deve fare la Lazio sul mercato?
Ibridi, relativamente economici ma intensi: ecco gli ingredienti ancora mancanti alla Lazio di Baroni.
È arrivata, puntuale come sempre, la stagione peggiore per un laziale: l'estate. Non ci sono partite ufficiali, fa caldo, ma soprattutto c'è il calciomercato. Questa parola fa effetto come l'aglio per i vampiri, e il motivo è legato al padre padrone della Lazio - presidente sembra riduttivo: Claudio Lotito. Se vogliamo ipotizzare le mosse del club, non possiamo non passare da chi ha in mano le redini di questa società a conduzione familiare dalla scala gerarchica snella, verticale, soprattutto molto chiara.
"Serve la qualità, non il nome. Oggi c’è un calcio fisico, dinamico, se non ce l'hai purtroppo soffri"
(Claudio Lotito, conferenza di presentazione di Marco Baroni)
La mentalità è sempre la solita: comprare a poco. Un calciatore della Lazio non si giudica solo da quanto viene pagato, però sembra che ci sia una direzione verso la fisicità che lega i nuovi arrivati a chi ancora potrebbe rinforzare la rosa di Baroni. Tchaouna, Noslin, Dele-Bashiru e Nuno Tavares: è evidente la volontà di aggiungere atletismo che è mancato alla rosa, e che adesso Lotito ritiene necessario per il calcio moderno. A ciò però si aggiunge una novità: la volontà di non commettere gli sbagli del passato.
"La Lazio è un punto d'arrivo" è uno dei mantra che i biancocelesti conoscono a memoria: i problemi di spogliatoio dell'ultima stagione, denunciati da Lotito stesso, sembrano aver toccato il presidente al punto da voler forse provare a far diventare i biancocelesti un club basato sul player trading. Come dichiarato alla stampa, i giocatori per Lotito durano 3 anni e poi passano, perché non esistono più le bandiere. Vedremo: nel mentre Fabiani ha avuto il mandato di ringiovanire la rosa, da anni una delle più anziane del campionato, e l'ha fatto.
Il più "anziano" degli acquisti è Castrovilli, classe '97, giudicato un'occasione di mercato. Preso a zero dopo la scadenza di contratto con la Fiorentina, è colui che porta più qualità che doti fisiche, ma soprattutto tanti dubbi dal punto di vista della salute: nelle ultime 3 stagioni ha giocato 44 partite in A sulle 114 totali; ha terminato il 2023/24 disputando 6 partite nel finale quando Italiano ha scelto di schierare la Fiorentina-B in campionato, coi titolari a districarsi tra Coppa Italia e Conference League; ha anche trovato il tempo di fare 1 gol e 2 assist, dimostrando come il livello calcistico non è il punto focale della discussione.
Castrovilli è una scommessa rischiosa, un po' come Fisayo Dele-Bashiru. Lui forse più di tutti rispecchia il discorso atletico di Lotito, ma la sua esperienza a livelli più alti è una salvezza raggiunta all'ultima giornata della passata Süper Lig in Turchia con l'Hatayspor. Un'annata in cui ha dimostrato la sua incidenza sotto porta (8 gol e 3 assist): la sua fisicità debordante è il simbolo della Lazio 2.0 che si sta cercando di costruire per Baroni.
Lo stesso coefficiente dinamico lo si ritrova anche in Nuno Tavares, arrivato alla Lazio per mettere fine alla maledizione del terzino sinistro che dura dai tempi di Aleksandar Kolarov. Un'illusione, visto l'infortunio muscolare dopo soli 25' di gioco nella prima amichevole stagionale? Il problema, secondo le ultime notizie, dovrebbe tenere il portoghese lontano dai campi per 3 settimane: non un inizio benaugurante, ma le qualità offensive dell'ex Arsenal fanno pensare che possa avere senso scommettere su di lui.
Nel Marsiglia di Tudor ha mostrato tutto lo strapotere atletico e tecnico: 6 gol, di cui 3 col piede debole, e una costante minaccia per gli avversari nell'1vs1 e in inserimento in area di rigore. I dubbi risiedono più sul lato difensivo, essendo abituato a esprimersi meglio come esterno a tutta fascia invece di terzino in una linea a 4. Il sistema di Baroni potrebbe però aiutarlo: dovrebbe essere un approccio basato più su riferimenti a uomo, simil-Tudor, che di reparto e a zona, simil-Sarri.
L'attacco è stato invece puntellato da Tchaouna e Noslin. Il primo è un colpo orchestrato da tempo dalla dirigenza della Lazio, che prescinde dall'arrivo del mister ex Lecce e Verona. Il secondo invece è uno degli artefici della miracolosa salvezza dell'Hellas, simbolo del mercato di gennaio che ha rivoluzionato la rosa di Baroni, mostrando a tutti potenzialità ancora inespresse alla soglia dei 25 anni. Se il francese copre la partenza di Felipe Anderson, l'olandese ha ereditato - con un anno di ritardo rispetto a una separazione che avrebbe giovato a entrambi? - la posizione in campo di Immobile.
L'ex Salernitana si giocherà prevalentemente un posto sulla destra con Isaksen: alla prima esperienza in Serie A ha già fatto vedere lampi interessanti (4 gol e 3 assist), i suoi strappi palla al piede e la fantasia potranno essere molto utili a una Lazio che vuole ribaltare il campo in velocità. Il talento di Tchaouna - capocannoniere di EuroU19 nel 2022 - è lì da vedere: il francese ha l'occasione di mostrarsi a un livello più alto.
Assieme a Noslin, Tchaouna condivide la capacità di saper svariare su tutto il fronte offensivo: il #14 biancoceleste dovrebbe alternarsi con Castellanos per ridare ai biancocelesti quei gol mancati nella stagione scorsa. Noslin si è dimostrato abile sia da centravanti che sull'esterno: un attaccante dinamico che svaria molto, e che può diventare una minaccia sia in profondità che dialogando sulla trequarti con i compagni. 5 gol e 4 assist in 17 partite di campionato rappresentano un biglietto da visita e un punto di partenza interessante per il maggior investimento dell'estate laziale.
I 20 milioni spesi, con l'aggiunta dell'IVA del 22% - come precisato da Lotito in persona - rappresentano sia una nota di fiducia della società che una spada di Damocle in mano ai tifosi, pronti a sguainarla in caso le prime partite di Noslin andassero male.
"Noi stiamo cercando di partire da una mobilità sia offensiva che con i centrocampisti, e questa rotazione che stiamo ricercando è congeniale ai nostri interpreti. Giocheremo con la difesa a quattro, i due esterni alti e poi delle rotazioni. Noi stiamo cercando di portare aggressività e pressione, tutti si devono adoperare in questa fase, nessuno escluso," ha detto Baroni dopo l'amichevole con la Triestina.
L'ex Lecce e Verona sembra avere le idee chiare per la sua Lazio: un perimetro posizionale e un'area centrale di tipo relazionale. Come spiegato da Antonio Gagliardi, vi sono già diversi esempi di come si possano commistionare principi posizionali e relazionali - vedi Bologna e Inter nell'ultima Serie A. Il mercato estivo biancoceleste sembra seguire questa linea: tutti i giocatori acquistati sono eclettici e ibridi, in grado di ricoprire più ruoli e soprattutto più funzioni.
Inoltre, sono profili che aumentano l'intensità di una squadra che, stando alle dichiarazioni del tecnico, dovrebbe affidarsi all'aggressività senza palla e all'imprevedibilità in fase di possesso.
Su questa linea di pensiero possiamo individuare ancora alcune mancanze nella rosa. Se in porta e nel reparto difensivo non ci sono interventi da fare, diverso è il discorso dal centrocampo in su. Rovella, Guendouzi, Vecino, Castrovilli e Dele-Bashiru: solamente in 5 per 3 posti nella sezione nevralgica. Se Akpa-Akpro vede le sue possibilità di rimanere aumentare sempre più - anche per mancanza di richieste - quelle di Cataldi sembrano scarseggiare ogni giorno di più. La rosa lo avrebbe eletto come capitano, e di base sarebbe l'alternativa a Rovella, ma il suo profilo sembra sposarsi male con le idee e la struttura di Baroni.
Un'aggiunta in mezzo al campo va certamente fatta: in caso di partenza del prodotto del settore giovanile laziale, non è escluso che possano essere due.
Davanti invece il dubbio è tra l'esterno sinistro e la punta. Un ultimo nome per puntellare la delantera biancoceleste verrà quasi sicuramente aggregato: al momento, le chances vedono Fabiani rivolto più verso l'ipotetica riserva di Zaccagni - quest'anno, con la 10 di Luis Alberto passata sulle sue spalle, promette di diventare sempre più leader tecnico di questo gruppo. Si attendono comunque uscite anche in questo reparto: Cancellieri, nonostante i gol di rabona nelle partitelle, sembra in attesa di sistemazione. Al momento la lista over 22 della Lazio è piena: la necessità di vendere gli esuberi, come il sempre redivivo Fares, è di vitale importanza.
Centrocampista
Prendendo come riferimento le parole di Baroni, è inutile distinguere tra trequartista, mezzala e mediano: più o meno tutti devono saper fare più o meno tutto, nel centrocampo mobile e dinamico che si sta cercando di costruire. L'identikit porta a calciatori in grado di non discostarsi dalla fisicità che caratterizza la rosa, ma che allo stesso tempo possano dare una spruzzata di qualità in più.
Jobe Bellingham - Sunderland
L'eredità di Milinkovic-Savic e di Luis Alberto è difficile da prendere, ma il fratellino di Jude sembra avere tutto per essere la persona giusta alla quale affidare il testimone. Il mix fisico e qualitativo lo rende un tuttocampista disegnato dal sarto per la Lazio 2.0. Impiegato principalmente da trequartista, Bellingham ha già dimostrato che il feeling con il gol è di casa, avendone realizzati 7 nella scorsa stagione.
Nel Sunderland si è visto perfino da punta, nonostante in principio sia stato impiegato in una mediana a due. Il profilo sarebbe l'ideale per completare il centrocampo, aumentando sia la profondità che le possibili opzioni per Baroni: il mister fiorentino avrebbe l'opportunità di plasmare uno dei 2005 più promettenti d'Europa, con alle spalle già un campionato da protagonista in Championship. Quello su Jobe sarebbe un investimento importante - 15-20 milioni, secondo gli esperti di mercato - ma potrebbe essere la ciliegina di qualità nella torta di fisicità ed eclettismo che sta venendo impastata a Formello.
Marco Brescianini - Frosinone
Se si parla di versatilità e di fisico in Serie A, non si può evitare di pensare a Brescianini. Il centrocampista del Frosinone è stato un vero e proprio jolly per Di Francesco che lo ha utilizzato ovunque in mezzo al campo, ma anche come terzino e falso 9. Grande passo su distanze ampie per via delle lunghe leve, più difficoltà nel breve, a cui abbina un sinistro pulito ed efficace, sia nel controllo palla che nel tiro in porta, e soprattutto una spiccata intelligenza tattica. È proprio la sua lettura del gioco ad avergli dato un profilo da box to box con caratteristiche da incursore che possono tornare utili al calcio che vuole portare Baroni.
Nel 4-2-3-1 di partenza potrebbe disimpegnarsi sia davanti la difesa che dietro la punta, proprio come Guendouzi, ovvero uno dei profili che dai dati Opta scopriamo essere più somigliante al prodotto del settore giovanile del Milan. Il treno del grande calcio sembrava perso per lui, ma gli occhi di club come Napoli, Fiorentina e Bologna possono regalargli il profumo d'Europa. Di certo non lo vedremo in Serie B, e la Lazio è ancora in tempo per inserirsi.
Eduard Spertsyan - Krasnodar
Sarà la provenienza in comune, ma similitudini tra Spertsyan e Mkhitaryan ci sono eccome. In mezzo a tutta questa fisicità potrebbe far comodo un profilo diverso, più qualitativo, senza però rinunciare all'intensità, il trademark dell'immediato futuro dei capitolini. Parliamo di un giocatore dalle grandi doti aerobiche, ma soprattutto tecniche, dimostrate da un ottimo utilizzo di entrambi i piedi, abilità balistiche superiori alla media e lucidità in zona di rifinitura.
Forse i "soli" 178 cm possono rappresentare il giusto complemento a un centrocampo che sembra latitare di quel pizzico di fantasia e di stravaganza che l'armeno porta in dote assieme ai gol - ben 29 negli ultimi tre campionati russi, da quando il classe 2000 si è imposto nella prima squadra del Krasnodar.
Adem Zorgane - Charleroi
Con i rumors che vedrebbero Cataldi in uscita, la Lazio potrebbe sentire la mancanza di qualità in regia: il solo Rovella non basta. Se si parla di playmaking, è difficile fare meglio di Adem Zorgane, volendo puntare lo sguardo fuori dai top 5 campionati europei. Secondo Opta, l'algerino è il miglior centrocampista per xG assistiti, passaggi progressivi, tocchi, passaggi in area di rigore e distanza coperta palla al piede della Belgian Pro League.
Trattasi di playmaker moderno, di grande impatto fisico - 184 cm per 79 kg - ed estremamente tecnico, per gli amanti dell'estetica pure ambidestro. Il capitano dello Charleroi è maestro del centrocampo, che influenza sia la prima costruzione che la rifinitura della sua squadra. Se sono gli ibridi e i tuttocampisti, che possono fare le fortune di questo nuovo ciclo biancoceleste, il classe 2000 è decisamente la spolverata di magia che può servire alla Lazio, senza per questo rinunciare all'atletismo di un box-to-box.
🇩🇿 Adem Zorgane (24) in 2023/24
— DataMB (@DataMB_) June 5, 2024
🏅 Forward passes : 99.9th percentile
🏅 Progressive passes : 99.7th percentile
🏅 Key passes : 96th percentile
🏅 Defensive actions : 82nd percentile
📊 vs Belgian Pro League midfielders, per 90
🥇 Passes — 1st
🥇 Key passes — 1st
🥇 Forward… https://t.co/Gg01QoS3yR pic.twitter.com/1QhwJwKnN6
Cesare Casadei - Chelsea
Chiudiamo con un'occasione di mercato. È notizia recente che Casadei è stato escluso dalla rosa del Chelsea alla partenza della tourneè statunitense dei Blues: il senso del gol non è mai mancato al giocatore azzurro, e nemmeno la fisicità e la presenza in area. Nelle varie Italia giovanili, specie col CT Nunziata, è stato abituato a districarsi tra reparti piuttosto mobili, fondati su quei principi relazionali che sembrano poter rappresentare la base della fase di possesso della Lazio di Baroni.
Ecco perché le letture di Casadei, con e senza palla, oltre all'innata abilità di incursore, possono fare al caso della Lazio. Lo stesso ragazzo potrebbe gradire un ritorno in Italia per rilanciarsi, dopo che in Inghilterra non è riuscito a imporsi né al Chelsea né durante il prestito al Leicester.
🚨Casadei scores for Italy pic.twitter.com/vyCkrW8BwS
— Felix (@FelixJohnston_) March 22, 2024
Esterno sinistro
La Lazio cerca alternative alle spalle di Zaccagni: il dubbio sembra essere tra una scommessa, un giovane talento e un usato più sicuro. Il prototipo è quello di un calciatore abile nel dribbling, a piede invertito, che abbia il passo per essere pericoloso in ripartenza. Se a centrocampo c'è bisogno di investimenti importanti per quello che sembra il reparto più carente di tutta la rosa, l'attacco biancoceleste è sostanzialmente al completo. Manca l'ultimo tassello per puntellare una batteria che presenta grandi variabili, sia dall'inizio che a gara in corso.
Armand Laurienté - Sassuolo
La soluzione migliore? Probabilmente sì. Il pezzo mancante di questo attacco di scommesse può essere uno come Laurienté, che non ha rispettato le attese riposte su di lui dopo la prima stagione in Italia, ma che in Serie A ha già dimostrato come far valere le proprie qualità. Spicca l'abilità specifica nell'1vs1: l'ala del Sassuolo è stato 4° sia per dribbling completati a partita nella Serie A 2023/24, sostanzialmente 2 ogni 90', che per corse palla al piede in area di rigore.
La sua velocità aiuterebbe la Lazio a sentirsi meno orfana di Zaccagni quando dovrà riposare. Per l'abilità e la potenza del calcio, Laurienté potrebbe fare di più rispetto ai 5 gol messi a referto nell'ultima annata, ed è ciò che lo ha finora separato da un protagonismo maggiore a un livello superiore rispetto a quello del Sassuolo. I neroverdi sono bottega cara e non sembra vogliano scendere sotto i 15 milioni di euro, nonostante la retrocessione in B; i capitolini non vorrebbero salire oltre i 10. Come si suol dire in questi casi, si tratta.
📝 #Lazio, lista over 22 piena: va liberato almeno uno slot.
— LazioSpace (@LazioSpace) July 23, 2024
Giovedì vertice di mercato tra #Fabiani e #Baroni per programmare nuovi colpi, ma tutti gli slot over 22 sono occupati.
Tradotto: per far entrare #Laurienté, serve liberare un posto.
➡️ @ilmessaggeroit
Viktor Djukanovic - Hammarby
Per questioni di lista e di ringiovanimento, l'ala montenegrina può essere l'idea che piace più a Lotito - e quindi alla Lazio: costa poco e ha talento. Il classe 2004 viene da una stagione da 11 gol con l'Hammarby, e ha già timbrato due volte nel campionato svedese in corso. Djukanovic rappresenta lo stereotipo del giocatore che fa sempre la stessa cosa, ma la fa benissimo.
Djukanovic è il solito esterno a piede invertito che ama rientrare per calciare: tutti lo sanno, ma ha la palla incollata al piede e una grande frequenza di tocco, quindi è impossibile riuscire ad arginarlo. Lo sanno bene i difensori del Vasteras, dribblati 14 volte su 18 tentativi nel derby del 29 aprile. La sua balistica spiega bene perché, una volta sterzato, punta sempre la porta: questo suo istinto, unito a una stazza di 184 cm, gli permetterebbe di districarsi anche come punta della Lazio di Baroni. Certamente sarebbe un investimento più rischioso di Laurienté, ma anche a più alta ricompensa, e che potrebbe crescere con calma alle spalle di Zaccagni.
Andreas Schjelderup - Benfica
Ultimo, ma non per talento, Andreas Schjelderup. Il 2004 è tornato al Nordsjaelland in prestito, chiuso da Di Maria e Neres al Benfica: il premio di miglior giovane del campionato danese ha confermato la bontà di questa scelta. Di ritorno in Superligæn ha dichiarato di non essere più un ragazzo di 18 anni ma un adulto di 20: ecco spiegate le difficoltà trovate all'arrivo in Portogallo, squisitamente di testa e non dettate da limiti o incongruenze a livello calcistico.
Rispetto a Laurienté e Djukanovic, il norvegese si trova a suo agio negli spazi stretti - non solo nei duelli contro i terzini avversari - assecondando l'indole da 10. Il 2023/24 da protagonista ha certamente rilanciato le sue quotazioni anche per una considerazione nelle rotazioni del Benfica: a Lisbona dovrà guadagnarsi la fiducia di Roger Schmidt, e non è impresa facile, ma rimane comunque una suggestione più complicata rispetto agli esterni di Sassuolo e Hammarby. Se Schjelderup non ci riuscisse, ecco che diventerebbe un'occasione di mercato difficile da farsi scappare per la Lazio.
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