
Kevin Durant è un'esperienza spirituale
I 26 punti di scarto di Serbia-USA sono il risultato dell'atto di forza di KD e LeBron. Jokic? Troppo solo
Si pensava che, considerate le sue condizioni fisiche e quel dolore al polpaccio che non gli aveva permesso di scendere in campo neanche un minuto nelle cinque amichevoli preolimpiche, Kevin Durant non avrebbe avuto più di tanto spazio in un roster americano già straricco di punte offensive e scorer affinatissimi. E così è stato, ma in quei 17' in campo in Serbia-USA ha mostrato di avere ancora fame di vittoria, e ora l’MVP di Tokyo 2020 è a caccia della sua quarta medaglia d’oro olimpica e punta a migliorare il suo record di miglior marcatore ogni epoca alle Olimpiadi per Team USA, già a quota 435 punti prima di questa edizione.
Per cominciare la partita Steve Kerr si affida al quintetto già ampiamente rodato nella tournèe preolimpica e conferma Holiday, preferito a Edwards, insieme a Curry, Booker, LeBron James e Joel Embiid, pizzicato fin da subito dal pubblico francese che non ha perdonato il suo rifiuto di giocare per la nazionale padrona di casa. La partita segue fondamentalmente lo stesso copione dell’amichevole del 17 luglio giocata fra queste due squadre ad Abu Dhabi: la partita è equilibrata fino all’intervallo, con le due squadre che si scambiano parziali e controparziali, ma nel secondo tempo LeBron e compagni dilagano e portano il punteggio finale sul 110-84.
La svolta della partita arriva con l’ingresso in campo di Durant sul finire del primo quarto: con lui Team Usa cambia marcia e il 7 piazza quattro bombe con retina che si muove appena, più un tiro dal gomito alto che è automatico per il leader dei Phoenix Suns. In meno di 10 minuti sigla 21 punti con il 100% dal campo e un irreale 5/5 da tre punti, e lui e James in combinata portano a casa 33 punti e 13/13 al tiro. Nel solo primo tempo. Nel secondo per KD un solo tiro e un errore che “macchia”, ma non più di tanto, la sua partita fin lì perfetta. La squadra nel terzo parziale prende il largo e il suo intervento non è più richiesto, così si va a sedere in panchina dopo due liberi segnati che portano il suo bottino a quota 23 punti.
Team USA è semplicemente impareggiabile per quantità e qualità di talento offensivo. Basti pensare che Jrue Holiday, spesso considerato per le sue doti nella metà campo difensiva, ha chiuso come terzo marcatore della partita con 15 punti, segnando spesso in situazioni di 1v1 e di gioco rotto, e Kerr e il suo staff possono permettersi di tenere a 0' in Serbia-USA un fresco campione NBA come Jayson Tatum. Non solo il talento individuale, ma anche spaziature ben eseguite permettono a capitan James e compagni di imporre il ritmo della partita e pregustare il primo posto del girone.
Dopo un buon inizio con Avramovic e Jokic che firmano il primo allungo della partita, la Serbia è riuscita a mantenere il controllo sulla partita e il parziale del secondo periodo, nonostante lo show messo in piedi da Durant, è stato perso solo di 4 lunghezze, 29-33. Poi è subentrata la stanchezza e i ragazzi di coach Pesic sono stati costretti ad arrendersi alla squadra in campo che ha più energie e lucidità. Jokic è linfa vitale per la sua Serbia: 20 punti a referto e unico della sua squadra a chiudere con un plus minus non negativo nonostante i 26 punti di scarto finali di Serbia-USA. I serbi ora devono pensare alla prossima partita contro Porto Rico, che rischia di essere già fondamentale per gli esiti del girone.
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