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Italia
, 28 Luglio 2024

Italia, buona la prima!


Doppia vittoria negli esordi olimpici di pallavolo: i ragazzi sfavillanti col Brasile, le ragazze superano la Rep. Dominicana

L'Olimpiade della pallavolo maschile parte alla grande, con un’importantissima vittoria dei ragazzi di Fefè De Giorgi contro il Brasile. Un match già decisivo, perché l'Italia era stata destinata a un girone di ferro, con i verdeoro e la Polonia, super favorita alla vittoria finale. Con il 3-1 maturato nel pomeriggio di sabato, gli azzurri di fatto hanno già ipotecato la qualificazione ai quarti di finale: anche in caso di sconfitta con i polacchi, basterà una vittoria contro l’Egitto, unica compagine africana e non certo in grado di impensierirci, almeno sulla carta. Il Brasile ha provato in tutti i modi a farci la festa, ma la reazione azzurra del primo set e la freddezza di fine secondo hanno indirizzato chiaramente la gara: due fasi della gara determinate dalla calma “olimpica” dei nostri, che hanno dimostrato di credere nelle loro certezze tecniche e hanno mostrato una solidità mentale che lascia ben sperare sia nei momenti di down tecnico, sia di fronte alle provocazioni delle vecchie volpi carioca.

Il Brasile era un ostacolo temibilissimo: i verdeoro presentavano una nazionale di veterani all’ultima occasione olimpica, con gente che ha scritto la storia del volley come Bruno Rezende, Lucarelli, Leal, Lucas, accompagnati dal giovane talento di Darlan (migliore in campo dei suoi): alcuni di loro avevano vinto già la medaglia d’oro, sanno benissimo come si giocano certe gare, ed in una gara secca sarebbero potuti essere l’avversario peggiore. L'Italia ha sfoderato una prestazione brillantissima sotto rete: i 13 muri vincenti (contro i 4 del Brasile) sono stati decisivi almeno quanto le nostre percentuali di attacco su palla alta, in cui l’abilità di Michieletto e l’intelligenza tattica di Lavia hanno fatto la differenza. Fefè De Giorgi ha detto che arrivavamo nelle condizioni giuste: di fronte ad un inizio così insidioso, dimostra di conoscere a menadito questa squadra, e di averle trasmesso convinzione e serenità. Con la Polonia sarà durissima, ma Giannelli e compagni han dimostrato di esserci: il Brasile dovrà vincere con l’Egitto, provare un miracolo con la Polonia (che per talento ha nelle corde, per anagrafe meno) o sperare in un ripescaggio da miglior terza.

Parte vincendo a marce basse, invece, l'Italia femminile: il 3-1 con la Repubblica Dominicana è certamente positivo (era una gara da vincere e si è vinta), ma la prestazione con cui è arrivato non convince, almeno per tre quarti di gara. L'Italia, nei primi due set, ha provato a vivacchiare sui tanti errori avversari, ma nel secondo, quando le caraibiche hanno alzato il ritmo, questa tattica non ha più pagato. A livello individuale, sapevamo di pagare la doppia assenza di Pietrini e Degradi in posto 4, ed effettivamente è andata così: mattinata difficile per Sylla e Bosetti, che hanno faticato stranamente nei fondamentali in cui, solitamente, emergono. A livello tattico, Orro ha faticato a trovare l'intesa con le centrali e, inizialmente, con Paola Egonu, che però nel momento decisivo, a metà terzo set, quando l’Italia era in crisi, è salita in cattedra cambiando l’inerzia del match e mettendo la firma sul sorpasso. Nel quarto set, dopo le pur legittime peripezie della prima ora di gioco, ci siamo sciolti, e siamo andati sul velluto a prenderci i primi tre punti olimpici, mostrando quello che davvero possiamo essere.

La Dominicana è un avversario certamente rispettabile, ma non irresistibile: per ranking FIVB, era la peggiore nel girone, ma resta comunque l’11° squadra al mondo, e ha quella irriverenza caraibica che, in alcuni momenti, è difficile da affrontare. Per contro, difetta certamente in continuità, e questo è esattamente ciò che serviva all’Italia oggi: i tanti errori in attacco ed i clamorosi falli di formazione delle caraibiche, di fatto, ci hanno tenuto in gara nei nostri momenti incolore. Ora ci aspettano la Turchia, con cui presumibilmente ci giocheremo il primo posto del raggruppamento, e i Paesi Bassi, con cui non sarà certamente una passeggiata (le Oranje sono ottave nel ranking e molto “costanti”): con questo tipo di formula e in questo girone, i 3 punti maturati in questo esordio sono, in fin dei conti, fondamentali in ottica passaggio ai quarti di finale. I bookmakers danno per favorita l'Italia, ma come dicevamo nella guida, c’è da andarci cauti: siamo una squadra forte, ma comunque in ricostruzione, perché figlia di un percorso molto accidentato. Se accettiamo queste crepe che questo esordio ha messo in evidenza, proprio loro potranno esser la nostra forza nel corso del cammino.

Nelle altre gare della prima giornata, al maschile spicca la netta vittoria degli USA ai danni dell’Argentina, nel big match di giornata: come sempre, quando vedono i cinque cerchi, le selezioni americane cambiano la marcia rispetto ad ogni altra competizione. Tra le nostre avversarie dirette, al maschile, nessun problema per la Polonia nello scontato match contro l’Egitto, mentre nel femminile domani ci sarà lo scontro tra Turchia e Paesi Bassi. Sempre al femminile, domani e mercoledì arrivano i match importanti per gli USA, contro Cina e Serbia, e sempre domani esordirà l’altra favorita Brasile contro il modesto Kenya. Quanto a noi, l'Italia di Fefè De Giorgi torneranno a Versailles mercoledì contro l’Egitto, mentre l'Italia di Velasco il giorno successivo contro i Paesi Bassi: in entrambi i casi, una vittoria con qualunque punteggio garantirebbe il passaggio ai quarti, in attesa degli scontri per il primo posto nei gironi.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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