
Guida alla pallamano a Parigi 2024
La Francia, campione in carica in entrambi i tornei, saprà riconfermarsi in casa?
Giovedì 25 luglio, ore 9: il fischio d’inizio di Slovenia-Danimarca segna l'inizio del torneo femminile di pallamano alle Olimpiadi di Parigi 2024. Sabato 27 luglio, ore 9: Spagna-Slovenia darà invece il via a quello maschile.
La pallamano è uno sport molto spettacolare, tra i più seguiti in Europa - con un’eccezione notevole: l’Italia. Su un campo 40x20 si affrontano due squadre da 7 giocatori; le gare durano 60' divisi in due tempi da 30', e possono terminare in parità. Regole base e di fondamentale importanza: è consentito palleggiare e fare 3 passi con la palla in mano; esiste un’area (a 6 mt dalla porta in ogni direzione) in cui può entrare solo il portiere; le sostituzioni sono “volanti” ed illimitate.
Consigli sul perché appassionarsi alla pallamano, soprattutto durante Parigi 2024: i punteggi sono in generale piuttosto alti; il gioco è veloce; il contatto fisico, anche duro, è parte integrante di ogni azione.
Le Olimpiadi sono, insieme ai Mondiali, l’appuntamento più atteso della pallamano mondiale, l’occasione per vedere all’opera i più grandi atleti di questa disciplina e godersi le sfide tra superpotenze europee (Francia, Spagna e Danimarca su tutte) e Nazionali delle altre confederazioni.
Sia al maschile che al femminile, 9 delle 12 selezioni vengono dal Vecchio Continente, dove la pallamano è nata e dove raggiunge il suo massimo sviluppo. Esistono comunque diverse nazionali competitive anche al di fuori dei confini dell’Europa: le Olimpiadi sono l’occasione di assistere alle migliori sfide possibili, evitando i risultati quasi tennistici dei primi turni di Mondiali ed Europei.
La pallamano come la conosciamo oggi è alla sua 14° Olimpiade: il torneo maschile fu introdotto a Monaco 1972, mentre quello femminile nel ’76 a Montreal. A Berlino 1936, però, venne disputato il torneo di field handball - una sorta di antenato della pallamano moderna, giocato all’aperto da 11 uomini per squadra su un campo molto simile a quello da calcio -, vinto dalla Germania con 96 gol fatti e solo 19 subiti.
Alcune teorie, peraltro, legano la sua introduzione ai Giochi alla passione che l’allora Cancelliere tedesco - un ex pittore austriaco - aveva per questo sport. Questo perché il legame tra la pallamano e la Germania è molto forte: proprio a Berlino, nel 1917, fu codificato il primo nucleo del regolamento della pallamano indoor.
Al via dei due tornei saranno 24 nazionali: oltre alla Francia - automaticamente qualificata come Paese ospitante e campione olimpico in carica sia al maschile che al femminile - ben 7 altre nazioni parteciperanno a entrambe le kermesse: Danimarca, Germania, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria schiereranno sia una formazione maschile che una femminile. Completano il tabellone degli uomini la Croazia e le extraeuropee (Argentina, Giappone ed Egitto); tra le donne, cercheranno la medaglia d’oro anche Angola, Brasile, Corea del Sud e Paesi Bassi.
Le partite dei gironi si giocheranno alla South Paris Arena, la Fiera di Parigi; a partire dai quarti di finale - maschili e femminili - il torneo si sposterà allo stadio Pierre Mauroy, normalmente casa dei Dogues del LOSC Lilla ma già teatro di partite di pallamano ai Mondiali 2017, dove gli oltre 28000 biglietti disponibili vennero polverizzati.
La pallamano sarà ben rappresentata anche alla Cerimonia d’Apertura: 5 tra le nazioni partecipanti hanno infatti scelto pallamanisti come portabandiera; per la Danimarca sfilerà il portiere (e due volte Giocatore dell’Anno) Niklas Landin, al suo ultimo torneo con la nazionale; la bandiera neerlandese sarà portata da Lois Abbingh, quella ungherese da Blanka Böde-Bíró, quella slovena da Ana Gros e quella dell’Angola da Azenaide Carlos, alla 5° Olimpiade consecutiva.
La grande favorita agli ori olimpici è la Francia. A Tokyo, tre anni fa, i padroni di casa sono saliti sul gradino più alto del podio in entrambi i tornei, e cercheranno una doppia doppietta davanti al pubblico amico. Parigi sarà anche l’occasione per i bleus di salutare Nikola Karabatic, da molti considerato il più grande giocatore della storia della pallamano: 3 ori (e 1 argento) olimpici, 4 Mondiali e altrettanti Europei vinti con la Nazionale transalpina dopo, ha annunciato il ritiro alla fine del torneo.
Torneo maschile
Sul 40x20 maschile, come ormai da qualche anno, la principale avversaria sarà la Danimarca: le due principali potenze si sono sfidate diverse volte negli ultimi anni, giocandosi l’oro olimpico sia a Rio 2016 che a Tokyo 2020, il Mondiale 2023 e gli Europei dello scorso gennaio (la Danimarca ha conquistato le olimpiadi del 2016 ed il titolo iridato, la Francia ha trionfato a Tokyo ed agli Europei).
Anche il paese dei Lego saluterà alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi: oltre al già citato Niklas Landin, Parigi 2024 sarà l’ultima competizione per il trentaseienne Mikkel Hansen, campione olimpico nel 2016, tre volte Giocatore dell’Anno e tra i migliori giocatori della sua generazione. La corsa danese al gradino più alto del podio passerà, oltre che da Hansen e Landin, dalle prestazioni del terzino del Fuchse Berlin Mathias Gidsel, tra i migliori realizzatori al mondo.
Oltre alle due grandi favorite, altre nazionali possono puntare alla gloria olimpica, pur partendo indietro nei favori del pronostico: la Svezia è arrivata a medaglia in 3 delle ultime 4 competizioni internazionali, vincendo gli Europei del 2022, e può vantare alcuni dei migliori giocatori nello sport, come il portiere Andreas Palicka o il centrale Jim Gottfridsson.
Nel Girone A, quello più facile, incontreranno due nazioni di tradizione pallamanistica come Croazia e Spagna: se per i primi, due volte campioni olimpici, si prospetta un torneo da possibili underdogs guidati dal veterano Domagoj Dubnjak, la generacion dorada iberica sta volgendo ormai al termine, e la squadra di Jordi Ribera dovrà lottare per provare a giocarsi un posto nel medagliere. Le tre nazionali affronteranno la Germania, storica superpotenza della pallamano mondiale, a secco di titoli dall’Europeo 2016: il team di Alfred Gislason, dopo il 4° posto agli Europei, è arrivato 2° al preolimpico, ma può contare su diversi giocatori che competono in Champions League e sull’esperienza ad altissimi livelli di tutta la squadra.
Nel Girone B, oltre alla supersfida Francia-Danimarca, gli occhi sono puntati sull’Egitto: i campioni d’Africa vengono da buone prestazioni nelle due ultime edizioni dei Mondiali (due quarti di finale), ma hanno perso lo storico allenatore, lo spagnolo Roberto Garcia Parrondo, sostituito dal connazionale Juan Pastor. Con Argentina (Girone A) e Giappone (Girone B) probabilmente troppo deboli per lottare davvero per le posizioni che contano, le speranze di vedere una medaglia fuori dal continente europeo sono tutte sulle spalle dei Faraoni. Il girone, molto difficile, vedrà gli egiziani affrontare anche l’Ungheria, di ritorno ai Giochi dopo 12 anni, e la Norvegia, formazione di grande talento ma incostante nelle ultime apparizioni.
Torneo femminile
Se la Francia è tra le favorite per l’oro olimpico anche nel torneo femminile, lo stesso non si può dire della pur forte Danimarca. Le transalpine sono campionesse olimpiche e mondiali in carica; le danesi - due terzi posti consecutivi ai Mondiali - torneranno alle Olimpiadi per la prima volta dopo la deludente spedizione di Londra 2012, partono un po’ indietro nei pronostici.
La vera superpotenza scandinava è la Norvegia: le ragazze di coach Thorir Hergeirsson hanno vinto 4 degli ultimi 5 Europei, e cercheranno di conquistare il terzo oro olimpico nel canto del cigno di due delle loro migliori giocatrici, la centrale Stine Bredal Oftedal e il portiere Katrine Lunde, a 44 anni ancora tra le migliori al mondo.
I Paesi Bassi, tra le migliori formazioni al mondo nella seconda parte degli anni ’10 (tre medaglie ai Mondiali, con l’oro conquistato nel 2019, e due agli Europei), deve fare i conti con la fine del gruppo storico ricoperto d'alloro: le Oranje non saranno probabilmente tra le favorite per il titolo, ma potranno lottare per una medaglia di bronzo, a cui potrebbero candidarsi anche Germania, Svezia, Slovenia e Brasile: quest'ultimo, uscito malconcio da Tokyo 2020 (ultimo posto nel girone) ma campione delle Americhe in carica, che porterà, oltre alle veterane - Bruna De Paula, Renata De Arruda e soprattutto la trentasettenne Barbara Arenhart -, diverse debuttanti alla rassegna di Parigi.
Una menzione d’onore va fatta per l’Angola: per le africane si tratta dell'8° Olimpiade consecutiva, ma il miglior risultato è stato un quarto di finale. Uscire dal Girone B sarà complesso ma non impossibile: sulla partita secca, il gioco fisico e veloce delle angolane può mettere in difficoltà molte avversarie: che sia la volta buona per la portabandiera Carlos e le sue compagne?
Di chi innamorarsi?
I giocatori e le giocatrici da tenere d’occhio nella competizione dei Cinque Cerchi saranno diversi. Nel torneo maschile, tutti gli occhi saranno puntati sui già citati Karabatic e Hansen, alla loro ultima sfida sul 40x20. Dovesse esserci un’altra finale Francia-Danimarca, l'epilogo di carriera sarà poetico per una e tragico per l’altra stella dell’ultimo decennio (abbondante) della pallamano mondiale.
Entrambi potranno contare su compagni forti ed esperti: Mathias Gidsel o Niklas Landin (Danimarca) e Ludovic Fabregas o Elohim Prandi (Francia). Nella Svezia, circoletto rosso su Jim Gottfridsson, centrale premiato come MVP degli Europei nel 2018 e nel 2022; la Germania potrà contare su un portiere esperto come Andreas Wolff, sul centrale Juri Knorr e sulla verve del giovane Marko Grgic, che in un anno è passato dall’avere 0 presenze in Bundesliga alla convocazione per le Olimpiadi.
Tra le stelle di domani, sarà un’Olimpiade importante per giocatori come il norvegese Tobias Grøndahl (2001), il giapponese Shuichi Yoshida (2001), passato da poco al Nantes, una delle migliori squadre in Francia, e dotato di una prestanza fisica non comune nelle formazioni asiatiche, e l’egiziano Ahmed Hesham (2000), che cercherà di portare l’Egitto a superare il quarto posto del 2020, il miglior risultato per i Faraoni, insieme al ventiseienne Yahia Omar, tra i più formidabili attaccanti nello sport.
Nel torneo femminile starà a Stine Bredal Oftedal, alla sua ultima Olimpiade, guidare la Norvegia nella lotta per la medaglia d’oro; le darà una grossa mano il terzino Henny Reistad, inserita in questa stagione nella squadra dell’anno dell’EHF. La Francia potrà contare su una squadra stellare in cui si evidenziano giocatrici come il pivot Sarah Bouktit, a soli 21 anni già tra le migliori del continente, e il capitano Estelle Nze Minko.
Parate garantite in Danimarca con Sandra Toft, miglior portiere al mondo nell’ultima stagione con le ungheresi del Győri ETO, dove ritroverà l’anno prossimo la sua compagna di nazionale Kristina Jørgensen, tra le migliori marcatrici della scorsa Champions League, vinta proprio da Toft e compagne. Nel Győr campione d’Europa giocavano anche Ana Gros, una delle migliori giocatrici al mondo, dalle cui prestazioni dipenderà molto del successo della sua Slovenia, e la brasiliana Bruna De Paula, stella della formazione verdeoro.
Tabellone maschile
Girone A - Croazia, Germania, Giappone, Slovenia, Spagna e Svezia
Girone B - Argentina, Danimarca, Egitto, Francia, Norvegia e Ungheria
Fase a gironi: 25 luglio-4 agosto
Quarti: 7 agosto
Semifinali: 9 agosto
Finali: 11 agosto
Tabellone femminile
Girone A - Corea del Sud, Danimarca, Germania, Norvegia, Slovenia e Svezia
Girone B - Angola, Brasile, Francia, Olanda, Spagna e Ungheria
Fase a gironi: 25 luglio-4 agosto
Quarti: 6 agosto
Semifinali: 8 agosto
Finali: 10 agosto
Postilla: Beach Handball Showcase
A margine dei Giochi Olimpici, tra il 27 ed il 29 luglio, la IHF (la Federazione Internazionale) ha organizzato il Beach Handball Showcase: 3 squadre maschili e 3 femminili, selezioni all-star formate da giocatori e giocatrici da tutto il mondo, si uniranno alle selezioni nazionali francesi di beach handball con l’obiettivo di sfruttare la visibilità di Parigi 2024 per rendere più conosciuta alle masse la versione estiva della pallamano indoor.
Il beach handball è stato inventato negli anni '90 in Italia ma si pratica principalmente nell’Europa mediterranea e in Sudamerica; si differenzia dalla pallamano indoor, oltre che per la superficie di gioco, anche per i tempi (2 da 10' più eventuali shoot-out, una sfida 1vs1 con il portiere), per il numero di giocatori (4 anziché 7), per l’assenza di contatto fisico e soprattutto per l’enfasi data al gioco spettacolare: gol al volo, acrobatici e del portiere valgono due punti!
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