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Copertina mercato Roma
, 23 Luglio 2024

Cosa deve fare la Roma sul mercato?


La rosa di De Rossi sembra destinata a cambiare profondamente.

63, 63, 63, 63. Nelle ultime quattro Serie A, la Roma ha raccolto sul campo gli stessi punti – nella stagione 2020/21 uno era poi stato tolto a tavolino – cambiando tre allenatori e due direttori sportivi. Nel mezzo sono pure arrivate una Conference League, due semifinali e una finale di Europa League, ma mai come in questa estate la Roma sembra nuovamente al punto di partenza, con una direzione tecnica nuova e la necessità di cambiare totalmente approccio.

Nella prima conferenza stampa da allenatore, Daniele De Rossi ha messo molto l'accento sul fatto di avere a disposizione una squadra forte, segnando una netta differenza sul piano comunicativo rispetto a Mourinho, che non aveva mai perso occasione per sottolineare gli errori di Tiago Pinto e dei propri giocatori.

Come capita spesso, la verità sta nel mezzo. La rosa della Roma, sia per le scelte fatte dalle ultime direzioni tecniche che per i paletti economici del Financial Fair Play, rimane incompleta nell’undici tipo e con pochi ricambi a disposizione, convalidando in parte i discorsi di Mourinho – anche se la seconda parte della scorsa stagione ha mostrato come, comunque, ci sia un'ossatura ben più affidabile di quanto detto dal portoghese.

N'Dicka, Mancini, Paredes, Pellegrini, Dybala ed El Shaarawy – con l’aggiunta di Svilar, che ha coperto un grave vuoto in porta – hanno mostrato, quando al meglio, di poter competere per la qualificazione in Champions League. Il problema, come spesso è capitato negli ultimi cinque anni, è quando la loro condizione fisica cala o quando devono essere sostituiti.

Anche per questo motivo, alla Roma servono molti acquisti. Dal 30 giugno sono andati via dieci giocatori tra cessioni, scadenze e ritorni da prestiti e ne sono tornati circa la metà, con il risultato che la rosa si è accorciata pesantemente a livello numerico – va detto che, qualitativamente, le uniche uscite che hanno pesato sono state quelle di Lukaku e Llorente – ma anche che i costi a bilancio della rosa si sono ridotti pesantemente, soprattutto per le uscite di Lukaku, Spinazzola e Rui Patricio, tra i giocatori più costosi dell'intera rosa.

Inoltre, da quest'estate, la Roma, non è più soggetta alla limitazione del transfer balance, potendo quindi aumentare – anche se verosimilmente non accadrà – i costi della rosa.

La Roma ha un margine di manovra ampio come non l'aveva da molti anni: la dimostrazione sono i 28 milioni di euro investiti per il riscatto di Angelino e l’acquisto di Enzo Le Fée, che hanno coperto due importanti carenze di reparto: il terzino sinistro e la mezzala destra – dove Cristante potrebbe, dopo aver giocato titolare quasi ininterrottamente per cinque anni, essere declassato a comprimario.

Al tempo stesso, la dirigenza romanista ha mostrato di volersi muovere con estrema calma, andando a scegliere i profili ideali sia tecnicamente che economicamente, anche in questo segnando una bella differenza dall'approccio avuto nelle ultime gestioni.

In questo momento, alla Roma mancano essenzialmente tre titolari: un terzino destro – Karsdorp è fuori rosa e sul mercato e Kristensen non è stato riscattato – un esterno alto – da capire se come cambio di El Shaarawy o come titolare – e un centravanti.

Secondariamente, alla Roma servirebbero anche dei profili di ricambio – uno o due difensori centrali, un altro centrocampista centrale e un altro giocatore offensivo – ma per quelli è probabile che si ragionerà di più quando la dirigenza sarà riuscita a liberarsi di qualche esubero.

Terzino destro

Quella del terzino destro è una ferita aperta per la Roma da circa un decennio. Dall’addio di Maicon, su quella fascia si sono alternati Torosidis, Florenzi, Bruno Peres, Karsdorp, Çelik e infine Kristensen, e nessuno di questi è riuscito a resistere più di un paio di anni. in generale, il profilo ideale per completare il reparto sarebbe quello di un esterno spiccatamente atletico per dare maggiore varietà rispetto a Çelik, che verosimilmente verrà accomodato in panchina.

Issa Kaboré – Manchester City

Issa Kaboré è da quattro anni proprietà del Manchester City ma con Guardiola non è mai riuscito a giocare, venendo ripetutamente mandato in prestito con risultati progressivamente peggiorati negli anni. Il suo acquisto sarebbe più una scommessa sulle potenzialità che non sul valore attuale: Kaboré, infatti, è stato prima un comprimario con discreti risultati nel Marsiglia di Tudor e poi un comprimario ancor meno brillante nel Luton. In compenso, le caratteristiche atletiche – alto ma slanciato, buona capacità di allungo, corsa fluida e molto costante nell’applicazione – lo rendono un giocatore che, nella Roma giallorossa, non si è quasi mai visto.

Tecnicamente Kaboré ha buoni mezzi: nell'ultima stagione a Marsiglia è stato tra i terzini con più dribbling riusciti in Europa, ha letture discrete e una buona solidità nei duelli. In fase di creazione è un po’ limitato: di fatto produce occasioni solo tramite cross, ma le qualità atletiche potrebbero sposarsi benissimo con la presenza di Dybala. La capacità di offrire sovrapposizioni potrebbe diventare molto utile per portare via uomini e aprire spazi alla Joya.

La principale incognita, in questo caso, è legata alla posizione: negli ultimi due anni, Kaboré ha giocato sempre come esterno di una difesa a tre più ce da terzino. Per quanto sembri avere una buona lettura del campo alle spalle, è da capire quanto possa sostenere i duelli difensivi.

Lorenz Assignon – Rennes

Quello di Lorenz Assignon è forse il profilo che risponde meglio a tutte le necessità della Roma di De Rossi: è un esterno abbastanza giovane – 24 anni compiuti a giugno – con una componente atletica di buon livello ma anche qualità tecniche in possesso molto interessanti. Prima di passare al Burnley in prestito, Assignon è stato uno dei migliori esterni della Ligue 1 per azioni da tiro prodotte (3.38 per 90’) e passaggi chiave (1.78): col Rennes ha mostrato di essere molto solido sia quando deve risalire il campo in progressione sia con che senza palla.

Nel Burnley, da gennaio 2024 in poi, è stato costretto dal contesto – la lotta salvezza in Premier League – ad adottare un approccio più accorto, perdendo presenza negli ultimi metri ma mostrando qualità difensive interessanti, soprattutto in un contesto proattivo, come verosimilmente sarà quello di De Rossi.

Tra le opzioni possibili, quella di Assignon è probabilmente la migliore per la Roma: non è un caso che il club – stando a Gianluca Di Marzio – sia interessato a lui. Inoltre, Roma e Rennes sembrano in ottimi rapporti, costruiti con l’operazione Matic della scorsa estate e con quella di Le Fée in quest’ultima.

Kyle Walker-Peters – Southampton

Quello di Kyle Walker-Peters è un nome che circola in Inghilterra da diversi anni. Al suo esordio in Premier col Tottenham – in cui aveva preso il posto di Kyle Walker, ceduto al Manchester City – sembrava destinato a diventare un giocatore da nazionale ma da allora il suo status si è ridimensionato, portandolo al Southampton, con cui è retrocesso e ritornato dalla Championship.

Walker-Peters è un esterno completo, con un’impostazione principalmente offensiva e di possesso. Nei 5 anni a Southampton ha giocato sia a destra come esterno più convenzionale, che a sinistra da falso terzino, mostrando prima di tutto qualità ottima nelle conduzioni e nella gestione dei ritmi. In particolare, quando viene portato dentro il campo, l'inglese diventa un giocatore che sa manipolare bene i ritmi della circolazione, distribuendo bene il pallone e riuscendo sia a dare la pausa per attirare la pressione che ad accelerare – in conduzione o coi passaggi – e riempire rapidamente la zona di rifinitura.

In generale, Walker-Peters risponde bene alla necessità della Roma di aumentare la propria pulizia in fase di gestione del possesso, aggiungendo un palleggiatore molto abile che potrebbe permettere a De Rossi di mantenere più giocatori avanzati – uno su tutti Pellegrini, che ne guadagnerebbe in termini di dispendio fisico. Al tempo stesso renderebbe la fascia destra una zona debole in non possesso, vista la poca propensione al lavoro di copertura dell’inglese, che male si accoppia con quella di Dybala che gli starebbe davanti. Tuttavia, essendo un giocatore a scadenza nel 2025 potrebbe risultare comunque un investimento intelligente.

Cesar Azpilicueta – Atletico Madrd

Con l’addio di Pinto e Mourinho la Roma sembra aver abbandonato completamente l’idea di affidarsi a giocatori over 30 ma, alla fine, perché non ripensarci, se conviene? Cesar Azpilicueta potrebbe essere il nome giusto per farlo

Azpilicueta rimane un difensore abbastanza solido, che ha risposto bene al passare degli anni e che si incastrerebbe bene come terzino bloccato di una difesa a 4 – liberando maggiormente Angelino sul lato opposto. L’esterno basco è una leggenda del Chelsea: per anni è stato uno dei migliori esterni del mondo, ma con l’età che avanzava il suo ruolo ai Blues si è circoscritto sempre di più a quello di terzo di destra della difesa a tre. Nell’Atletico Madrid è tornato a giocare sull’esterno, dove ha perso gran parte dello strappo ma non le letture.

Come caratteristiche, Azpilicueta è all’opposto dei nomi sopracitati ma, nell’ottica di avere un esterno più attento in copertura, si presterebbe bene. Inoltre, da giocatore iper-duttile quale è sempre stato, potrebbe essere utilizzato in emergenza in una difesa a tre o come esterno di sinistra, allungando la rosa di De Rossi in maniera intelligente.  

A 34 anni e con un contratto in scadenza, è improbabile che Simeone voglia tenere particolarmente il punto sul prezzo del cartellino. Inoltre, Azpilicueta potrebbe aggiungere un altro ottimo tassello al suo tour delle capitali europee prima di un meritato ritiro.  

Esterno offensivo

Dopo quasi quattro anni di difesa a tre, era prevedibile che la Roma avrebbe finito per ritrovarsi a corto di esterni alti. Dal subentro di metà gennaio, De Rossi ha spesso impiegato un tridente asimmetrico, con Dybala portato molto dentro il campo ed El Shaarawy maggiormente aperto in possesso. Che De Rossi voglia ripensare in modo integrale il reparto si è capito quasi subito: negli ultimi mesi si è ritrovato, quasi per disperazione, a tornare alla difesa a tre.

Nella prossima stagione non è ancora chiaro come si articolerà il trio di attaccanti, per cui abbiamo dato priorità a trovare un sostituto del Faraone a sinistra, con una sola eccezione. 

Matias Soulé – Juventus

Matias Soulé è l’unico per cui si sono registrate notizie vere e proprie: la Roma è da diversi giorni in trattativa con la Juventus, forte di un accordo già raggiunto con l’argentino.

Nella scorsa stagione, Soulé ha chiuso con 11 gol e 3 assist nel Frosinone, diventando il primo giocatore nella storia dei ciociari ad arrivare in doppia cifra in Serie A. Non è detto che l’argentino riesca a riprodurre quei numeri nella Roma, ma è anche vero che la sua presenza aumenterebbe enormemente la qualità del reparto offensivo nell'immediato, sia in termini di creazione delle occasioni – tra i migliori esterni della scorsa Serie A per passaggi chiave, passaggi filtranti e azioni da tiro costruite – che in termini di dribbling – solo Kvaratskhelia ne ha completati di più nella Serie A 2023/24. 

L’idea di rinforzare il lato destro dell’attacco può sembrare controintuitiva: la Roma ha già Dybala e Baldanzi che, a meno di improbabili cessioni, tenderanno, come Soulé, a occupare preferenzialmente il mezzo spazio destro per giocare all’interno del campo con il sinistro.

Questo apre uno scenario diverso: Dybala potrebbe spostarsi sul lato sinistro, mantenendo una discreta fluidità posizionale ma con la possibilità di giocare più vicino a Pellegrini e aumentare quindi la produttività di quel lato di campo, lasciando a Soulé la possibilità di prendere integralmente il lato destro. In alternativa, potrebbe essere Dybala a spostarsi al centro dell’attacco, muovendosi incontro per aprire spazi ai suoi compagni di reparto.

Kamaldeen Sulemana – Southampton

Un paio di anni fa, quello di Kamaldeen Sulemana era uno dei nomi più cool della Ligue 1, col Rennes destinato a raccogliere un’enorme plusvalenza. Poi la carriera si è un po’ avvitata su sé stessa: ora il ghanese è a Southampton, dove sta faticando a trovare spazio.

Nonostante tutto, Kamaldeen è ancora un giocatore molto interessante: esterno rapido e leggero, destro naturale, con una buona propensione al dribbling – 5.21 completati per 90’, migliore nella scorsa Championship – ma molto utile anche senza palla, muovendosi costantemente per sollecitare le linee difensive avversarie. Quello che più impressiona di Sulemana è la rapidità con cui muove gambe e pallone. Il dribbling ha una notevole base atletica – è incredibilmente bravo ad accelerare in pochi passi – ma è soprattutto tecnico: tocchi di esterno, scavetti e giocate da campetto abbondano nelle sue compilation.

Nonostante queste qualità e i soli 22 anni, Kamaldeen è un giocatore che va ricostruito: nel Southampton ha giocato meno di 2000' totali nelle ultime due stagioni, nell’ultima non ha mai segnato – raramente supera i 2/3 gol a stagione – e nessuno dei tre allenatori – Nathan Jones, Ruben Selles e Russell Martin – è sembrato crederci veramente. Quella su di lui sarebbe una scelta high risk-high reward: le sue caratteristiche sembrano perfette per completare il pacchetto di esterni della Roma.

Kerem Aktürkoğlu – Galatasaray

Da quattro anni al Galatasaray, Kerem Aktürkoğlu si è consolidato come uno dei migliori esterni del calcio turco e uno dei migliori giocatori delle ultime edizioni della Süper Lig.

Aktürkoğlu è un trequartista che sa fare più o meno tutto: nelle ultime tre stagioni ha segnato 48 gol e fornito 33 assist, mostrando esecuzioni tecniche di primissimo livello ma anche una presenza costante nell'azione anche senza palla. Abilissimo nell'occupare sempre bene le tasche di campo che si creano in fase di possesso, si associa in modo estremamente fluido coi compagni.

Nella Roma, Aktürkoğlu potrebbe trovarsi molto bene a combinare sul lato sinistro, creando un triangolo potenzialmente molto interessante con Pellegrini e Angeliño in cui esaltare il gioco senza palla e la fluidità posizionale, ma potrebbe anche sostituire occasionalmente lo stesso Pellegrini, svolgendo un utile lavoro di raccordo nella zona centrale. Quella su di lui sarebbe una scommessa interessante, a condizioni economiche non particolarmente proibitive – il Galatasaray chiederebbe più di 20 milioni.

Noah Okafor – Milan

Noah Okafor è arrivato al Milan senza capire bene quale sarebbe stato il suo destino in campo. A distanza di un anno, lo svizzero non si è quasi mai visto e non è ancora chiaro se Paulo Fonseca cambierà questa situazione.

Okafor è un profilo abbastanza peculiare: da ormai due anni gioca più spesso al centro dell'attacco che non da esterno ma dalla formazione al Salisburgo si è portato dietro un bagaglio di giocate da ala, che ha come primo desiderio quello di arrivare a incidere negli ultimi 20 metri.

Questa sua tensione verticale si coglie in tutto il suo gioco: quando riceve largo tende ad accelerare quasi subito e nel modo più essenziale possibile, mentre quando si trova in mezzo al campo si diverte a venire incontro, dare appoggi e scattare subito. Anche nelle esecuzioni è molto diretto: lo dimostrano anche i suoi gol col Milan, arrivati quasi tutti calciando di prima o al massimo dopo un tocco.

Okafor potrebbe diventare una pedina molto utile, coprendo sia il posto di esterno sinistro che quello di centravanti e alzando anche il livello fisico dell'attacco, drammaticamente calato per l'addio di Lukaku. La scommessa è quella su un giocatore da rilanciare, dopo una stagione in cui ha faticato a giocare con continuità. La Roma potrebbe accettare abbastanza pacificamente il rischio, specie se dovesse rientrare, come ipotizzavano alcuni insider negli scorsi giorni, nella trattativa per portare Abraham al Milan.

Centravanti

Difficile capire bene che tipologia di attaccante centrale possa tornare utile a De Rossi. Abbiamo premiato la varietà, scegliendo sia registi offensivi che attaccanti più tradizionalmente d'area.

David Datro Fofana – Chelsea

David Datro Fofana è uno dei tanti giovani acquistati in massa dal Chelsea nell'ultimo biennio ma che in Inghilterra non è riuscito a imporsi, finendo prima in panchina con i Blues e poi in prestito in Europa.

In Norvegia, nel Molde, Fofana ha mostrato di essere un attaccante molto completo: ha un primo controllo essenziale ma pulito, una buona rapidità nei movimenti e una meccanica di finalizzazione di alto livello. Da quando è passato al Chelsea ha segnato poco – 6 gol in 1800' nei due prestiti a Union Berlin e Burnley – ma a vederlo in campo si direbbe che le sue qualità si sianno conservate quasi integralmente.

Uno degli aspetti più peculiari del gioco dell'ivoriano – emerso anche fuori dal contesto norvegese – è il dribbling. Fofana sa muoversi molto bene in mezzo agli avversari, riuscendo a girarsi facilmente quando riceve spalle alla porta, ed è molto bravo a portare il pallone in verticale, con uno stile quasi da slalomista.

Nella Roma Fofana sarebbe un giocatore con caratteristiche inedite, che può complementare bene sia le qualità da rifinitori verticali di Dybala e Pellegrini che offrire appoggi per connettersi a loro quando viene incontro. Il Chelsea lo manderà nuovamente in prestito: potrebbe essere un innesto utile a basso costo, possibilmente con la prospettiva di confermarlo la prossima estate.

Wout Weghorst – Burnley

In un calcio dove il ruolo del centravanti sta cambiando continuamente, investire su Wout Weghorst sembra quasi controculturale. Eppure, il suo potrebbe essere un fit interessante per varie ragioni.

Weghorst è un freak fisico con pochi eguali: i 197 cm di altezza e la muscolatura da taglialegna lo rendono il centravanti perfetto su cui appoggiarsi quando serve andare velocemente in verticale. Rispetto a Lukaku e Abraham, l'ex Wolfsburg può però anche fare affidamento su un gioco associativo più solido, che gli consente di rendersi utile anche quando costretto a tenere il pallone spalle alla porta più a lungo.

Il contraltare più importante è chiaramente quello realizzativo. Weghorst non è un cattivo finalizzatore: è circa in linea con i suoi xG e ha un buon conversion rate, ma è un giocatore che tira generalmente poco – in questo modo si speigano i 25 gol totali nelle ultime tre stagioni – per cui la sua presenza potrebbe responsabilizzare in modo eccessivo i suoi compagni.

L'olandese, nonostante i 32 anni, è comunque un attaccante che sa fare tante cose in campo, anche senza palla. Nel Manchester United, per esempio, Erik ten Hag lo ha sfruttato moltissimo per la continua presenza in fase di pressione e riaggressione, qualità mancata tragicamente sia con Abraham che con Lukaku.

Quello di Weghorst è un nome decisamente poco cool; eppure, può essere un complemento molto utile nel caso in cui De Rossi decida di puntare stabilmente su Dybala come falso nove. Come visto anche all'europeo, l'ex Hoffenheim non si fa problemi a contribuire da subentrante e ha un livello di performance abbastanza costante. Inoltre, è in scadenza nel 2025 e verosimilmente il Burnley cercherà di liberarsene subito: due condizioni che potrebbero renderlo un buon affare a basso costo.

Odsonne Edouard – Crystal Palace

Dominatore assoluto della Premiership nel Celtic, Odsonne Edouard ha sofferto pesantemente il salto in Premier League, arrivando al Crystal Palace come ipotetico titolare e venendo rapidamente superato da più o meno tutti nelle gerarchie.

Edouard è un attaccante molto strutturato fisicamente ma anche molto mobile ma con caratteristiche abbastanza atipiche: più che riempire l'area preferisce giocare incontro e largo. Pur segnando poco – al Palace non ha mai superato la doppia cifra – ha delle qualità molto utili per facilitare la risalita del pallone, riuscendo spesso a pulirlo, metterlo giù e farlo circolare, combinando coi compagni per aprire spazi sia lavorando col fisico che affidandosi alla – più che discreta – tecnica di base.

A fine 2023, Hodgson ha parlato di lui come di un giocatore che ha potenziale da esprimere: e nella Roma potrebbe trovarsi bene a farlo, agendo come attaccante di supporto per esaltare le qualità di Pellegrini e Dybala. Inoltre, c'è sempre la prospettiva di tornare a medie realizzative migliori di quelle avute in Premier League e più vicine a quelle avute al Celtic, dove ha regolarmente superato i 20 gol stagionali.

Alcuni estratti del suo dominio in Scozia.

Anche Edouard è a scadenza nel 2025: con l'esplosione di Mateta negli scorsi rischia di aver definitivamente perso il posto nel Palace. Potrebbe essere una buona occasione a basso costo, con un rendimento più o meno garantito.

Santiago Gimenez – Feyenoord

I tifosi giallorossi si ricordano di Santiago Gimenez come del grande spauracchio del Feyenoord negli ultimi due anni. Contro la Roma, il messicano ha quasi sempre vissuto delle serate spiacevoli ma ormai è senza dubbio il miglior attaccante dell'Eredivisie, come dimostrano i 38 gol segnati nelle ultime due stagioni.

Gimenez è un attaccante più classico: non altissimo ma molto massiccio, bravo a usare il fisico per proteggere il pallone e discretamente associativo ma che dà il meglio può combinare rapidamente e lanciarsi in verticale, mostrando tutto il suo set di tagli profondi e movimenti da prima punta old school dentro l'area.

Nel Feyenoord, il messicano ha segnato un po' in tutti i modi: partendo da lontano in conduzione, dentro l'area piccola, di testa e tirando da fuori e il suo livello sembra decisamente superiore a quello dell'Eredivisie, ma per tutti i giocatori che esercitano questo dominio in tornei di seconda fascia è sempre da valutare la sua riproducibilità a livelli più alti.

Nella Roma, Gimenez potrebbe inserirsi bene per dare maggiore verticalità all'attacco mantenendo comunque una buona fluidità coi movimenti incontro. Dovendo ancora compiere 24 anni, su Gimenez si può ragionare anche in ottica di un investimento di prospettiva, ma le richieste del Feyenoord – verosimilmente dai 30 milioni di euro in su – lo rendono un nome abbastanza rischioso.

  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal,
    dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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