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Dragoni
, 22 Luglio 2024

Giulia Dragoni è tornata


Un prestito annuale alla Roma, per continuare a crescere e aumentare il livello della Serie A

Giulia Dragoni è uno dei talenti più brillanti del calcio femminile europeo. Il suo ritorno in Serie A in prestito alla Roma è quindi notizia di rilievo internazionale. Quando le voci della trattativa si sono diffuse, i tifosi sono rimasti sorpresi come il meme di Pikachu: si era ormai dato per scontato che fosse un addio all'Italia e alla Serie A al momento dell'approdo al Barcellona, e non un arrivederci. Si era maturata la consapevolezza che il suo futuro meritava palcoscenici più prestigiosi del nostro campionato.

Le notizie si confermavano sul finire del campionato, l’estate si imponeva nelle giornate, la possibilità di vederla giocare in Serie A - anche solo per una stagione - era diventata sempre più realtà e meno utopia.

La classe 2006 cresce nella Pro Sesto, dove già da bambina dimostra di avere un feeling con il pallone diverso da tutti gli altri. Giulia è una bambina con la fascia da capitana al braccio che palleggia tra i compagni che svolgono il riscaldamento, come fosse immersa in una bolla di sapone che si rompe solo quando incontra sulla sua strada un altro bambino. La connessione tra lei e la palla sembra spezzarsi, ma solo per un istante, per poi ricominciare a camminare palleggiando.

Nel 2020, all’età di 14 anni, l’Inter la ingaggia mettendola in Primavera, facendola giocare 3/4 anni sotto età. A 16 anni passa in prima squadra ed esordisce nell’ultimo quarto d’ora di Fiorentina-Inter, prima di 4 presenze in Serie A. Nel mercato di gennaio arriva la chiamata irrinunciabile del Barcellona, che la acquista a titolo definitivo. Dragoni diventa la prima giocatrice straniera della storia della Masia, firmando fino al 2025. La trafila delle giovanili dell'Italia è pura formalità: salta le categorie come se fossero livelli di un videogioco troppo facile.

Nel 2022 già gioca con l’Under 19, e l’impressione è di vedere una giocatrice fuori posto. Dragoni dimostra di essere un livello sopra le altre in campo: va a una velocità diversa, le sue progressioni palla al piede sono imprendibili, per le avversarie è come rincorrere un treno. Non riescono a tenere il suo passo. La forza fisica nei contrasti è ingestibile, le rimbalzano addosso, ma è soprattutto la tecnica palla al piede che le permette di giocare un calcio con le lancette dell’orologio in avanti di 4 o 5 secondi.

Un esempio, contro la Bosnia U19.

Nel 2023, Dragoni esordisce in nazionale maggiore partecipando al Mondiale di Australia e Nuova Zelanda, tristemente finito ai gironi. Gioca le 3 partite da titolare dimostrando, sul palcoscenico più importante, tutte le qualità senza far trapelare particolare emozione. Porta palla in mezzo a tante avversarie, come se la conduzione fosse protetta da un'ovatta che la isola mentre accarezza la sfera fino a che non decide di liberarsene.

Dragoni ha carisma. La si vede chiamare assiduamente palla, smarcandosi per farsi trovare sempre disponibile e tendendo le braccia tese. Sto qui, datemi la palla. Non si nasconde mai, anche se aggredita, perché sa come eludere la pressione e servire le compagne. Non dà mai l’impressione di poter perdere il pallone.

Anche le cifre del Mondiale di Dragoni sono la certificazione che una giocatrice come lei deve giocare ad alti livelli: 82% dei passaggi completati – 91% nella partita d’esordio contro l’Argentina; 3,91 dribbling per 90’; 3,13 passaggi bloccati/90; 11,74 palloni recuperati/90. Dragoni si è mostrata una centrocampista che distribuisce palloni come un mazziere fa con le carte, che cerca – e spesso trova –  la superiorità saltando l’avversaria e riuscendo a creare pericoli.

Questa spiccata propensione offensiva è controbilanciata da un'ottima lettura del gioco anche in fase difensiva, a renderla una centrocampista completa. In più, cosa che non guasta a livello emotivo, riesce a regalare attimi di stupore non preventivato che sono tra i tanti motivi per cui è bello guardare il calcio.

Dopo il mondiale, Dragoni passa in prima squadra al Barcellona dove ha la possibilità di allenarsi con le migliori calciatrici al mondo. La sua stagione è fatta di molte panchine, di spezzoni di gara - anche in Champions contro il Rosengård, e di una presenza da titolare, nella Copa de La Reina, contro l’Albacete in cui trova il suo primo gol tra le grandi in blaugrana.

Perché il Barça accetta il suo prestito?

Dragoni è una mezzala che si butta nei mezzi spazi e fa da raccordo tra difesa e attacco: le sue progressioni palla al piede, la capacità di resistere e saltare le pressioni avversarie e il modo con cui si relaziona al pallone danzandoci sopra sono le sue caratteristiche principali. Il Barcellona sa di avere per le mani una giocatrice dal futuro prospero, quindi non vuole lasciarla andare via facilmente. Il problema è che, in questo stesso ruolo, il Barcellona ha diverse alternative di qualità tecnica di primo ordine: Bonmatí – attualmente la miglior giocatrice al mondo e Pallone d’Oro in carica –, Putellas – due volte Pallone d’Oro –, Guijarro e non solo.

La quantità spropositata di talento a disposizione del Barcellona, specialmente a centrocampo, fa sì che lo spazio a disposizione di Dragoni sia assai limitato. Un talento come il suo non può essere lasciato a prendere polvere in panchina, la sua crescita calcistica ne risentirebbe molto. Per questo l’alternativa migliore per il Barcellona è quella di un prestito secco, per testarla lontano dai pochi e blandi spezzoni che al momento troverebbe in maglia blaugrana, assicurandosi comunque il rinnovo fino al 2027.

La Roma, da questo punto di vista, è forse la squadra migliore per Dragoni. Nella capitale troverà diverse compagne di nazionale – il blocco Roma nelle azzurre del CT Soncin è piuttosto ampio –, non avrà grandi difficoltà d’inserimento nel gruppo; tornerebbe in Italia, dove calcisticamente si è formata e sa perfettamente cosa aspettarsi dall’ambiente e dal campionato. Tutti aspetti che faciliteranno il passaggio da un contesto all’altro – specie per una sola stagione –, senza contare che viene a giocare in una Serie A in crescita, ma sicuramente meno intensa rispetto al campionato spagnolo o altri tornei europei, permettendole di esprimersi ancora meglio.

Dragoni a Roma potrà vivere la stagione con più leggerezza rispetto ad altre mete: non dovrà partire ogni domenica dal 1', levandosi un fardello di pressione non indifferente e potendo programmare con più tempo la propria crescita. La Roma ha già di partenza un gruppo molto forte e – specialmente a centrocampo – non ha bisogno con costanza dei guizzi di Dragoni per risolvere le partite. La logica suggerisce che rientrerà nelle 14/15 titolari di mister Spugna, con la prospettiva di essere impiegata a gara in corso aggiungendo le qualità necessarie a sbloccare la partita o addormentarla quando le squadre sono già stanche.

A Roma, Dragoni avrà anche l’opportunità di giocare anche in Champions League, aumentando il minutaggio in campo internazionale e giocando partite non già scritte in partenza come capiterebbe col Barcellona - "costretto" a giocare seriamente solo a partire dai quarti. In un altro contesto a Dragoni sarebbe stato chiesto di farsi carico dei problemi della squadra e di risolverle con il suo talento, dimenticando totalmente che è pur sempre una 2006 – 18 anni da compiere a novembre – e che fisiologicamente ha bisogno di tempo per crescere, sbagliare e imparare senza avere troppe dita puntate addosso.

Ha senso per la Roma il prestito secco?

La Roma fa bene ad assicurarsi le prestazioni di una giocatrice come Dragoni, anche solo per una stagione e senza la possibilità concreta di prolungarne la permanenza oltre il 2025: una giocatrice del genere non capita spesso tra le mani. La società giallorossa, in particolare nelle figure di Bavagnoli (Head of Women’s football), Migliorati (DS) e Spugna, negli anni hanno operato sempre molto bene sul mercato, andando a migliorare pezzo per pezzo la rosa, colmando le lacune che mostrava durante la stagione, creando una macchina da Serie A quasi perfetta.

Nel 2023/24 la Roma – andando a cercare l’ago nel pagliaio – ha dimostrato di avere problemi nel creare le occasioni in assenza di Manuela Giugliano - giocatrice che crea più occasioni nel campionato italiano con 7,31 SCA (Shot Creating Action) ogni 90’ e 1,04 GCA (Gol " ") ogni 90’. Con Giugliano direttamente coinvolta, la Roma tira più di 7 volte in partita e segna almeno un gol a gara; senza la numero 10, la squadra di Spugna si è dimostrata a tratti prevedibile, scontata, senza lo spunto che può trasformare un'azione innocua in occasione da gol.

Questo problema si è manifestato soprattutto in Champions, in particolare durante la sconfitta per 2-1 maturata nell'ultima gara del girone contro l’Ajax. Nonostante un ottimo primo tempo in cui la squadra di Spugna aveva dato l’impressione che la qualificazione fosse alla portata, nel secondo tempo la Roma ha dovuto fare a meno di Giugliano –botta al ginocchio: improvvisamente si è spento l’interruttore delle giallorosse, nessuna sembrava avere un’idea di come attaccare la difesa delle ajacidi. A questo – forse – potrà sopperire Dragoni, che ha nel proprio bagaglio la volontà di cercare la giocata non banale e sempre propositiva.

Dragoni potrà essere anche una risorsa in più al fianco di Giugliano, per cercare di scardinare le difese avversarie, ma principalmente una valida alternativa alla numero 10, senza pagare in fantasia e creatività in attacco.

La Roma non poteva valorizzare una 2006 della propria Primavera?

Il settore giovanile giallorosso è prospero di giocatrici talentuose, che costituiscono un importante bacino da cui la prima squadra può attingere (basti pensare a Pellegrino Cimò o Galli). 4 scudetti nelle ultime 5 stagioni di campionato Primavera sono una testimonianza inoppugnabile del lavoro giallorosso sul proprio vivaio, ma nessuna sembra pronta per stare stabilmente su un palcoscenico importante come Dragoni.

Quando la si vede in campo si ha l’impressione che Dragoni, in quel contesto, ci giochi da almeno 5 anni. Per le scelte che fa quando ha la palla al piede, per i rischi che corre nel saltare la pressione senza buttare palla, per come opta – quando possibile – sempre per la via più originale ed entusiasmante per passare la palla.

La Roma consolida la propria forza ogni anno di più, non solo in Italia ma anche in Europa. L’arrivo di Dragoni dice anche a che punto del percorso si trova la squadra giallorossa, che diventa attrattiva per calciatrici forti non solo a fine carriera - vedasi l'arrivo nel 2023 di Kumagai - ma anche per una giovane che cerca un trampolino di lancio.

https://twitter.com/ASRomaWomen/status/1813635033074446588

Al momento la strada è ancora lunga per convincere queste giocatrici a passare gli anni migliori della propria carriera in Serie A, ma mosse come questa sono di per sé significative nel confermare i passi avanti mossi nel recente passato. Intanto godiamoci questa stagione di Dragoni in Italia, in prestito alla Roma. Chi l’avrebbe mai detto?

  • Romano, classe 1999, a tempo perso studia ingegneria e si diletta su Excel, utile difensore mancino per il calciotto

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