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Atalanta
, 18 Luglio 2024

Cosa deve fare l'Atalanta sul mercato?


Cosa è arrivato e cosa deve arrivare per completare l'Atalanta più forte di sempre

15 maggio, 2 giugno e 11 giugno 2024. Marten de Roon, Giorgio Scalvini e Teun Koopmeiners. Risentimento al flessore sinistro, rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro ed elongazione dell'inserzione inguinale della coscia sinistra. Tre infortuni dai tempi di recupero e dalla gestione completamente diversa, ma con lo stesso denominatore comune: un giocatore dell'Atalanta in meno esposto nella vetrina di Euro 2024.

Quanto questi tre imprevisti abbiano modificato i tempi e le procedure del calciomercato dell'Atalanta non è chiarissimo, o almeno non può esserlo alla metà di luglio. Hanno accelerato alcune trattative che erano già in programma ma stimolate da necessità numeriche? Hanno impedito che il mercato facesse schizzare le offerte derivanti da un paio di prestazioni notevoli, in particolare di Scalvini e Koopmeiners?

A scanso di equivoci, la squadra di mercato dell'Atalanta ha provveduto ad accontentare la promessa più importante stretta con Gian Piero Gasperini in sede di contrattazione per il rinnovo: volti nuovi sin dal 10 luglio, "primo giorno di scuola" a Zingonia per i risparmiati da Euro2024 e Copa America.

Per un'Atalanta che, privata da impegni internazionali, avrebbe potuto anche fare corsa di simil-testa per lo Scudetto ma che, con una Champions League rinnovata da non vivere come spettatrice non pagante, si troverà a navigare nel gruppo dei migliori senza dettare il ritmo, sperando di non staccarsi al primo scatto secco, i colpi già messi a segno sono tre. O meglio, quattro.

Il trio d'attacco, ai nastri di partenza, vedrà il riscattato - in tutti i sensi - Charles De Ketelaere ruotare con Nicolò Zaniolo, ennesima pelle inaridita consegnata al trattamento con olio rigenerante di Gasperini-massaggiatore; la difesa dell'Atalanta, come un lascito ereditario, passa il testimone del difensore-veloce-fondamentale-per-recuperare-in-campo-aperto da Palomino a Benjamin Godfrey, il cui approdo a Bergamo a gennaio 2024 è sfumato per l'abolizione del Decreto Crescita. Lo scambio Sulemana-Adopo non dovrebbe sconvolgere: il ghanese tornerebbe a Zingonia dopo un fugace passaggio nelle giovanili e risulterebbe probabilmente più utile a livello di compilazione di liste che di campo.

I primi 13 della scorsa Serie A e i primi 14 della vincente Europa League 2023/24 sono ancora a disposizione dell'Atalanta: Miranchuk è da considerare, stavolta per davvero, al confine del progetto tecnico e in procinto di condividere lo spogliatoio con quel che rimane di Brad Guzan e Saba Lobjanidze - 8' più recupero al posto di Kvaratskhelia in Georgia-Cechia 1-1 di Euro 2024 - all'Atlanta United, mentre non è stato esercitato il diritto di riscatto per Holm.

Gol carino, ma pure l'assist non scherza.

I due sono gli unici due elementi di rotazione dell'ultima Atalanta recisi dall'albero, con gli altri introiti derivanti dalle cessioni di germogli coltivati a Zingonia e maturati nei campi di tutta Italia: Okoli a titolo definitivo al Leicester come Cambiaghi al Bologna e l'accoppiata Zortea-Piccoli a Cagliari - il primo a titolo definitivo, il secondo, reduce dall'annata più costante della carriera a Lecce, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto.

Due titolari (o quasi) dentro, due riserve (o quasi) e 5 esuberi fuori. Cosa deve fare ancora l'Atalanta per non vivere le stesse sensazioni del precedente mercato estivo, con un reparto mestamente incompleto dopo il rifiuto di Buongiorno e la legittima impennata delle richieste per Hien al 28 agosto? Consci che le vie del mercato sono infinite, portano spesso in lidi più remunerativi delle Prealpi Orobie e amano cambiare direzione da un momento all'altro, ecco chi dovrebbe aggiungersi alla banda di Gasperini di qui a qualche settimana: nomi e cognomi, pro e contro, fattibilità e utopia, varie ed eventuali.

Secondo portiere (se e solo se parte Musso)

Nella scorsa stagione, nonostante le premesse di gerarchie fluide tra Carnesecchi e Musso potevano portare alla svalutazione - non solo tecnica, ma anche squisitamente economica in termini di minusvalenza - dell'argentino, l'Europa League si è rivelata non solo rifugio ma inatteso serbatoio di stimoli per lui e per l'Atalanta. A bilancio, l'ex Udinese "pesa" ora €5.1 mln: considerata la titolarità indiscussa di Carnesecchi, chi prendere se Juan ambisse a giocarsi le carte da titolare in altri lidi?

Lorenzo Montipò - 74, 46, 60, 49. Dopo le prime 4 stagioni in A della carriera, si avrà anche la legittima voglia di subire meno gol, anche a costo di scendere più raramente in campo con la maglia dell'Atalanta? Per il piemontese si tratterebbe di un ritorno da 12° a 8 stagioni di distanza (Serie B 2016/17 tra Carpi e Novara).

Piccola postilla tecnica: per i dati raccolti da Opta, Carnesecchi è stato il 2° portiere dell'ultima Serie A per azioni difensive fuori dall'area di rigore per 90' (1.45), mentre Montipò è stato il 4° più sollecitato del campionato come sweeper keeper dopo Costil, appunto Carnesecchi e Maignan (1.16/90).

Alessio Cragno - Dopo averlo fatto al Michele De Gregorio pre esplosione di rendimento e quello che è rimasto di Andrea Consigli, finalmente l'ex Cagliari si troverebbe all'Atalanta in un contesto dove ha senso ed è giusto che sia il secondo nelle gerarchie. Non è certo che Nesta lo ritenga il riferimento per la porta del Monza, e l'asse tra orobici e brianzoli è sempre caldo - sì, si è scritto di un interessamento anche dei biancorossi per Musso. Nessuna idea, tuttavia, di cifre e modalità dell'eventuale operazione.

Per ricordarsi che faccia ha.

Difensore centrale (almeno uno, possibilmente mancino)

Sead Kolasinac. E basta. Tra tutti i difensori a disposizione di Gasperini, centrali o braccetti, il bosniaco è l'unico di piede sinistro (Bonfanti dovrebbe vivere una stagione in prestito in alta Serie B o bassa Serie A). Anche potendo adattare Djimsiti e, quando rientrarà, Scalvini, inserire in rosa un altro mancino amplierebbe le alternative bergamasche.

Ricardo Rodríguez - Imposizione ai massimi livelli del calcio europeo in Germania (uno allo Schalke 04, l'altro al Wolfsburg). Inizi da terzino sinistro se non addirittura quinto a tutta fascia per poi evolversi come braccetto mancino. Una delle annate migliori per rendimento della carriera oltre i 30 anni in un sistema difensivo con riferimenti a uomo disegnato da un allievo di Gasperini (uno al Marsiglia 2022/23 di Tudor, l'altro al Torino 2023/24 di Juric), insufficienti a garantire un rinnovo di contratto ma necessari per permetterne un inserimento immediato nei meccanismi di Gasperini.

Per poter dirottare parte del budget su altri profili, magari più offensivi e di conseguenza più costosi, perché l'Atalanta non può replicare con Ricardo Rodriguez lo stesso esperimento riuscito con il fu svincolato Sead Kolasinac?

L'ultimo campionato di Serie A ha visto entrambi su - praticamente gli stessi - altissimi livelli.

Leonardo Balerdi - Poco meno di un'ora all'inizio di Atalanta-Marsiglia, semifinale di ritorno dell'Europa League 2023/24. Il tunnel che collega gli spogliatoi del Gewiss Stadium al campo sbuca sul terreno appena sotto la Pisani, già gremita da una mezz'oretta.

Entra in campo per il riscaldamento prima il Marsiglia dell'Atalanta, di corsa nella metà campo opposta per iniziare a far entrare in temperatura i muscoli. Leonardo Balerdi no: fa due palleggi con un pallone trovato vicino alla bandierina e lo scaraventa ai compagni, inizia a trotterellare lateralmente.

Alza lo sguardo e ci sono migliaia di tifosi dell'Atalanta che lo stanno fischiando, gli lanciano un paio di bicchieri di birra svuotati. Una decina, una ventina di secondi così. Uno a caricarsi di adrenalina, gli altri a sfogare la tensione. I fischi si ammutoliscono solo quando Balerdi gira le spalle e scatta verso gli altri marsigliesi. Addirittura qualche applauso, per la fierezza e lo spirito agonico e agonista dimostrato.

Basterebbe questo per far entrare l'argentino ex Boca e Borussia Dortmund nelle grazie bergamasche, ma in più si aggiunge l'aver giocato nel terzetto arretrato di Tudor al fianco o al posto di Kolasinac, in ognuna delle tre caselle. Un 2x1, che include il 2° difensore d'Europa per tackle a partita degli ultimi 365 giorni di calcio internazionale - 3.22 a gara, solo Mats Hummels e i suoi 3.44 hanno fatto di più.

Dávid Hancko - Centrale mancino nella difesa altissima a 4 del Feyenoord, terzino con la maglia della nazionale slovacca, il braccetto nella difesa dell'Atalanta sembra il compromesso storico per l'esuberanza atletica e l'aggressività difensiva di Hancko. L'esperienza precedente in Italia è tutt'altro che memorabile - o meglio, lo è nel senso peggiore del termine: 5 presenze da riserva di Biraghi nella Fiorentina 2018/19, una delle quali condita dall'assist per Muriel che apre le marcature di un Chievo-Fiorentina 3-4 in cui segnano tutti gli attaccanti gialloblù schierati da Di Carlo (Stepinski, Pellissier e Djordjevic).

La baldanza per rompere le linee sia in fase di non possesso - nessuno ha recuperato più palloni per 90' dello slovacco nell'ultima Champions (7.67) - che palla al piede - solo Ruben Dias ha accumulato più metri in conduzione progressiva a gara (192 mt) e tocchi totali (99.83) di Hancko - non difetta di certo. L'investimento sarebbe corposo, anche per un'Atalanta da Champions League, ma sarebbe riposto in un difensore che nell'ultima stagione ha trascorso in panchina soltanto 35 (!) dei minuti giocati dal Feyenoord.

https://www.youtube.com/watch?v=Jd4jOkXUqsU&pp=
Un tipo simpatico, almeno sembra.

Arthur Theate - Tra Rennes e Belgio, non è chiaro quale contesto tattico fosse meno indicato per valorizzarlo. In Ligue 1 da centrale di sinistra in una difesa a 4, in nazionale come terzino bloccato, Theate non ha mai visto riproporsi la struttura che il Bologna di Mihajlovic aveva contribuito a massimizzarne il rendimento: una difesa a 3, con l'ex Ostende come braccetto sinistro e molta più libertà concessa per progredire in avanti (1.41 conduzioni palla al piede nella trequarti avversaria nella Serie A 2021/22: solo Dimarco, alternatosi tra il ruolo di braccetto e di quinto della prima Inter di Inzaghi, ha numeri migliori tra i difensori di quella A).

Riportato nel "suo" habitat, nella logica di centellinare maggiormente le fatiche di Kolasinac, e farlo esordire in Champions League potrebbero essere stimoli più adeguati dei palliativi economici offerti dall'Al-Ittihad (così come per Stefano Pioli, anche il suo passaggio in Arabia è stato bloccato al momento delle firme).

Quinto a tutta fascia (almeno uno, possibilmente mancino)

Quanto è replicabile la stagione di Zappacosta, in perenne crescita atletica da fine gennaio a fine maggio, a 32 anni appena compiuti? Matteo Ruggeri ha davvero così tanti margini di miglioramento per tiranneggiare la corsia sinistra come ha fatto nel 2023/24, dove la maturazione tattica di Bakker non ha offerto una reale concorrenza? Sia a destra che, specialmente se l'olandese dovesse andare in prestito, a sinistra, le fasce sono il settore numericamente più bisognoso di innesti dell'Atalanta.

Robin Gosens - Se il nuovo Gosens, inseguito vanamente dal gennaio 2022, fosse di nuovo Gosens? Non ci si aspetterebbe di replicare i picchi vissuti nella prima esperienza all'Atalanta, sarebbe un acquisto forse più caldeggiato dalla dirigenza che dallo staff tecnico e il miglioramento nella batteria degli esterni sinistri sarebbe sì notevole ma non tale da garantire una rinnovata titolarità costante al tedesco.

Quello che tornerebbe a varcare i cancelli di Zingonia sarebbe un Gosens in declino atletico da oltre due stagioni, dove l'ipertrofia sembra essersi mutata in zavorra. Attorno alla decina di milioni di euro, tuttavia, l'Atalanta non dovrebbe più costringersi ad adattare esterni il cui sinistro è piede debole.

Da ascoltare, con un traduttore automatico a portata di mano, per comprendere la profondità del Robin Gosens-essere umano.

Amar Dedic - Nel 97° percentile per salvataggi (3.5 per 90'), nel 99° per % di prese possesso palla riuscite (70.6%!), nel 95° per distanza totale di trasporto palla (136 mt a gara), nel 78° per duelli aerei vinti (57.1%): l'ultima Champions League ha individuato nel bosniaco del Salisburgo uno degli esterni difensivi più intensi e difficili da superare.

Se è vero che il "sistema Red Bull" e le tattiche gasperiniane hanno anche radicali discrasie, uno dei punti in comune sono i compiti difensivi assegnati a chi è chiamato a coprire l'ampiezza avversaria e la lunghezza verticale nella quale gestire l'1vs1. In Austria calciava persino gli angoli da sinistra, a rientrare, a dimostrazione che la gittata e la sensibilità del destro non mancano. La valutazione si aggirerebbe attorno ai €20 mln, cifra che ti può avvicinare sia al Manchester United che al Galatasaray (sic): che sia necessaria l'intercessione del connazionale Kolasinac per benedire il suo arrivo all'Atalanta?

Patrick Dorgu - "Siamo sicuri che Dorgu sia un terzino?": il prosieguo della domanda di mister Gotti post Milan-Lecce 3-0 potrebbe essere "Perché non vederlo a tutta fascia, per dargli una maggiore copertura con gli scivolamenti del braccetto, così da fargli ricevere in zone più avanzate del campo e farlo difendere in avanti senza troppe remore?".

Il finale di stagione non ha visto il 2004 di Copenhagen impiegato come "quinto" bensì come trequartista esterno di una squadra dal baricentro medio-basso, sostanzialmente il corrispettivo dell'esterno gasperiniano doc. Di talenti danesi arrivati 19enni a Bergamo da far esplodere, l'Atalanta pare intendersene...

Josh Doig - Primo errore di sistema: dall'Hellas Verona, un quinto scalpellato dagli artigiani dei riferimenti a uomo a tutto campo non passa al Torino di Juric come step di crescita. Secondo errore di sistema: la seconda destinazione italiana è il Sassuolo di Dionisi, Bigica e Ballardini, tutti orientati a utilizzarlo da terzino e costringerlo a un lavoro di scalate difensive che non gli appartiene. Terzo errore di sistema: il Sassuolo retrocede in Serie B e Josh Doig è presente sin dal primo giorno di ritiro neroverde, non essendo stato convocato dalla Scozia per Euro 2024.

Per compensare i precedenti ed evitare che se ne verifichino altri, la correzione agli errori di sistema della carriera del nativo di Edimburgo è il passaggio all'Atalanta per alternarsi a Ruggeri e tornare a giocare con Isak Hien.

Rayan Aït-Nouri - Un concittadino di Pogba e Mbappé, seguito sin dalla seconda parte del 2021/22, abituato a Wolverhampton a uno dei pochi sistemi difensivi di Premier comparabili a quello dell'Atalanta, con una conduzione palla sia tecnica che dinamica di quelle che si dice in Italia fa le onde - sia paragonandolo ai più propriamente detti terzini di Premier League che inserendolo nel calderone dei centrocampisti, solo Alphonso Davies e Chiedozie Ogbene (Luton) hanno superato i 2.40 dribbling in conduzione a partita che il nazionale algerino ha registrato nell'ultima annata.

Aït-Nouri sarebbe l'unico, tra quelli citati, a partire sin da subito avanti nelle gerarchie sulla fascia sinistra dell'Atalanta.

Fraintesi (ruolo travisato)

La duttilità tattica calcistica è una qualità che, specialmente nel settore centrale del centrocampo, Gian Piero Gasperini ha sempre apprezzato e valorizzato. Koopmeiners è arrivato come mediano d'impostazione sul lungo e si è evoluto in trequartista finalizzatore; Éderson è stato immaginato nel primo ritiro atalantino come trequartista dietro una coppia di punte ed è diventato il secondo recuperatore di palloni del campionato; Pašalić cambia collocazione a ogni alito di vento, a seconda delle necessità e dei buchi da colmare. Tre nomi che, soprattutto in caso di cessione di Teun, potrebbero cambiare nuovamente il volto della mediana nerazzurra. Ammesso che giocheranno in mediana...

Matt O'Riley - Le capacità in zona di rifinitura e di finalizzazione si sono rivelate ben più che da Celtic e da Scottish Premiership, specialmente nell'ultima stagione. Proprio per queste qualità nel creare vantaggio in spazi congestionati, la visione che proponiamo è differente da quella veicolata dalle principali testate giornalistiche: se la trattativa tra scozzesi e bergamaschi dovesse andare a buon fine, dato per assodato l'accordo tra O'Riley e l'Atalanta, l'inglese di nascita e danese d'adozione potrebbe non essere il "sostituto" del presunto partente Koopmeiners bensì di Miranchuk?

Perché farlo passare come il cambio di un tuttocampista iperconsistente quando O'Riley ha sempre catturato l'attenzione per un'andatura caracollante e l'indole da rabdomante nel cercare la ricezione alle spalle della linea, tra i corpi avversari davanti e attorno a sé? Col Celtic non si è mai mostrato un gran primo pressatore, e avanzarlo il più possibile nello schieramento in non possesso ne limiterebbe al massimo corse all'indietro e metri di campo da coprire.

Sarebbe un upgrade per l'Atalanta rispetto a Miranchuk? Chiaramente sì, anche solo per integrità fisica. Basterebbe a colmare le caselle dell'attacco? No: per quello - visione ancora più impopolare - potrebbe venire incontro il prossimo nome.

Marco Brescianini - "Congelata" per dare precedenza al traffico sul Cagliari-Atalanta e ai primi approcci con la Scozia, la trattativa per riportare Brescianini nella provincia natale - si è trasferito sin da piccolo a Erbusco, nel bresciano, ma la carta d'identità riporta Calcinate, una ventina di km scarsi da Zingonia e altrettanti da Bergamo - è riportata da molti come più che ben avviata.

Anche in questo caso si è etichettato l'arrivo di Brescianini a Bergamo come quello del nuovo Ambrosini - capigliatura identica, quantità e qualità calcistica agli antipodi - o del vice de Roon - stesso discorso - o del primo cambio di Éderson - gli 11.194 km percorsi di media dal brasiliano sono stati l'11° dato dell'ultima Serie A, i 9 km percorsi di media dall'italiano sono stati l'11° dato della rosa del Frosinone. E se, anche in questo caso, Brescianini non arrivasse a Bergamo per dare fiato ai centrocampisti quanto all'attaccante centrale?

A Frosinone lo si è visto terzino sinistro contro Hellas e Milan, centrocampista centrale di destra a 2 la settimana dopo, mezzala sinistra a inizio stagione, mediano in assenza di Barrenechea, trequartista in tutte le posizioni possibili del 3-4-2-1 e del 4-2-3-1 e, nel trittico Salernitana-Empoli-Inter a cavallo tra aprile e maggio, centravanti.

Tre gare che hanno regalato forse il Brescianini più "traslabile" a un livello competitivo superiore, dove la sua frequenza di passo è a oggi un limite non da poco: il Brescianini che viene incontro per ricevere spalle alla porta, rapido nel leggere la postura della difesa e valutare le distanze dei compagni per scaricare al più libero e riempire l'area a rimorchio.

Sofyan Amrabat - Un giocatore che è esploso in Italia, passato successivamente a Firenze e lasciatosi il-contrario-di-bene con l'ambiente gigliato: dove l'abbiamo già sentito? Al di là della cabala, il duello di mercato per l'Amrabat visto all'Hellas di Juric era stato vinto dalla Fiorentina per "colpa" dell'indiscussa intoccabilità della titolare de Roon-Freuler.

Raggiunto l'apice col Mondiale 2022 col Marocco e toccato il fondo nel marasma tattico del Manchester United di ten Hag, l'inserimento in rosa di una dynamo così portata a garantire un quantitativo enorme sia di scalate aggressive in avanti che di transizioni negative potrebbe nientemeno inserire stabilmente de Roon nelle rotazioni dei braccetti dell'Atalanta e allungare all'olandese la carriera di un paio d'anni. [Troppo, eh? Dipende anche da quanto facilmente lo libererebbero dal North West England...]

Attaccante (possibilmente con spiccate doti in protezione spalle alla porta)

Già il finale di stagione scorso, specialmente nella finale di Coppa Italia, ha mostrato che una figura oltre a Scamacca in grado di ricoprire costantemente la zona centrale dell'attacco e liberare l'attacco della profondità dell'Atalanta manca. Zaniolo è già a Zingonia ma, che sia una prima punta o un attaccante che possa partire dal centrosinistra, la Dea dovrebbe muoversi per puntellare anche questo reparto.

Giacomo Raspadori - Gasperini come Vincenzo Muccioli, Zingonia come San Patrignano, Giacomo Raspadori come l'ennesimo essere umano capitato in un contesto tossico riabilitato nella comunità. (È una metafora, non si parla di droghe pesanti ma di tirare calci a un pallone e muoversi su un prato, non si parla di dipendenze ma di aver perso la vitalità e la brillantezza che chi ti ha conosciuto prima di un momento complicato sa che possiedi ancora).

Leonardo Pavoletti - "Fortissimo, il miglior centravanti italiano" (novembre 2018). "Sei straordinario. Bello rivederti e vederti fare questi gol. Fin quando hai ancora forza continua a giocare" (dicembre 2023).

Esiste una persona che ama più Leonardo Pavoletti di Gian Piero Gasperini? Almeno nel mondo nel calcio, difficile. E allora perché non sfruttarne le doti taumaturgiche nei minuti di recupero convulsi e in apnea? Perché non fabbricare la risposta italiana in Champions League alle prestazioni a Euro 2024 di Weghorst e Füllkrug? Perché non innalzare la capacità della squadra di riempire l'area e dominare il gioco aereo, in cui tutti i giocatori dell'Atalanta gli sono nettamente inferiori? Perché non rivivere il binomio Gasperini-Pavoletti e godersi l'ultimo distillato di Pavoloso?

[Perché gli anni sono quasi 36. E le gambe starebbero pure implorando di piantarla qui.]

A match made in Heaven.

Giovanni Simeone - Altro prodotto dell'Hellas 2021/22 che tanto voleva somigliare - riuscendoci - all'Atalanta di Gasperini, del figlio del Cholo si parla dall'arrivo di D'Amico come DS orobico e difficilmente si smetterà di etichettarlo come "vice-X", qualsiasi X sia, per il ruolo di centravanti del Gasp.

Anche senza scomodare il picco realizzativo di quell'anno, anche a Napoli il Cholito si è confermato ai vertici del calcio italiano per l'intensità in prima pressione, fondamentale per il sistema difensivo atalantino: nel 94° percentile degli attaccanti per contrasti totali (1.35 per 90'), nel 99° per quelli nella trequarti avversaria (0.90), nel 98° per dribblatori sfidati (1.35) e nel 94° per passaggi intercettati (1.24). Esattamente il riferimento avanzato se, nelle ultime porzioni di partita, l'Atalanta vorrà tenere al massimo l'intensità della pressione sulla prima uscita avversaria.

Rayan Cherki - In scadenza a giugno 2025, impegnato con la Francia Olimpica, una bisnonna barese e un ambidestrismo da far stropicciare gli occhi. Serve altro per immaginarselo connettersi nello stretto con Scamacca?

Forse qualche gol in più nel CV, dove i 17 gol in carriera al Lione e i 13 tra Under21 e Under19 transalpina poco si addicono al "qualche attaccante che alzi la soglia personale di gol". Ma uno che sa farli fare ai compagni in questo modo, spaziando su tutto il fronte della trequarti, e con così ampi margini di minuti in cui stare connesso nella partita, è ciò che alzerebbe il tetto tecnico di un'Atalanta dal pavimento sotto i piedi già elevatissimo.

  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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