
Pecunia non olet
I rapporti tra Euro 2024, Qatar e Cina vanno oltre alle singole sponsorizzazioni
Euro 2024 in Germania ha portato con sé grandi sorprese dal punto di vista sportivo, ma non solo: anche diverse polemiche sulle aziende che l’hanno supportato.
Se Qatar 2022 aveva reso manifeste al mondo le pessime condizioni lavorative e la mancanza di rispetto dei diritti umani nel paese ospitante, il torneo tedesco è solo l’ultimo esempio di come la FIFA - tramite UEFA - ha dribblato nel corso della sua storia i collegamenti politico-economici che la propria entità ha con certi paesi.
Le accuse di corruzione contro Joao Havelange prima e Sepp Blatter poi raffigurano una FIFA che, fin dalla nascita, ha sfruttato il ruolo globale per porre un’influenza sul mappamondo sportivo. Negli ultimi anni, rapporti più o meno trasparenti con Qatar e Cina non hanno fatto molto per deviare la traiettoria dell’organizzazione.
QATAR
Nel 2018, l'informatrice della FIFA Bonita Merciades ha pubblicato il libro "Whatever it takes - The inside story of the FIFA way": tra i molti dettagli dubbi che circondano le offerte per l’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022, Merciades ha sottolineato come il Qatar abbia offerto un "pagamento bonus di $100 mln alla FIFA da Al Jazeera se il Qatar avesse vinto il 2022".
Nel marzo 2019, il Sunday Times ha rivelato che lo stato del Qatar, nel 2010, ha offerto in segreto $400 mln alla FIFA per i diritti di trasmissione dei Mondiali 2018 e 2022 nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa appena 21 giorni prima che la FIFA stessa assegnasse la Coppa 2022 al Qatar.
Giusto prima dell'inizio di questi Europei, FIFA ha annunciato sul proprio sito di essere “lieta” di rivelare Qatar Airways come sponsor, di fatto un’estensione dell'accordo negoziato nel 2020.
La ragione per la quale Qatar Airways - e il Qatar in generale - ha, come scrive Simon Hughes di The Athletic, “acquistato una fetta di Euro 2024”, è da ricercare nella faida per il controllo dei cieli: Qatar Airways ha annunciato nel 2019 di voler costruire un nuovo terminal e due nuove piste per il suo aeroporto di Doha, dovendo però affrontare la concorrenza dell’Arabia Saudita. I sauditi avevano dichiarato nel 2022 di voler costruire entro il 2030 l’aeroporto più grande del mondo nella capitale Riyadh, al costo di $29 miliardi (il progetto è da inserire all'interno della creazione di Neom, la città futuristica che il principe Mohammed Bin Salman vorrebbe erigere a conclusione del Saudi Vision 2030).
Figura di spicco nella politica qatariota ed europea è Nasser Al-Khelaifi: presidente del PSG, CEO di beIN Media Group, presidente dell’European Club Association (ECA) – la corte dei conti del calcio europeo, organismo indipendente che, da statuto, “mira a creare valore per i suoi membri, salvaguardando, rafforzando e sviluppando gli interessi dei club europei”.
La lunga lista di accuse riferite al patron del Paris Saint-Germain non hanno scalfito la sua figura politica: dal pagamento di $3.5 milioni alla Pamodzi Sports Marketing di proprietà di Massata Papa Diack, figlio di Lamine Diack, ex presidente della Federazione Internazionale di Atletica (IAAF), per l’organizzazione dei Mondiali di atletica leggera 2017 (quell’edizione andò a Londra, ma quella successiva venne assegnata a Doha), all’incriminazione per l’assegnazione dei diritti della Coppa del Mondo del 2026 e 2030 a beIN Sports, nulla è ancora bastato a comprometterne l'autorità nel Vecchio Continente.
Come sottolineato da Nick McGeehan, ex ricercatore nel Golfo con Human Rights Watch, “i qatarioti sanno che il modello di sponsorizzazione funziona, è un modo molto efficace per mettersi sotto i riflettori in modo positivo. […] L’investimento del Qatar nel calcio è un esercizio di branding nazionale”.
CINA
Oltre al Qatar, un altro paese che è stato assoluto protagonista in termini di sponsorizzazioni a Euro 2024 è senza dubbio la Cina. BYD, Alipay, Vivo e AliExpress sono brand che hanno campeggiato sui cartelloni pubblicitari di ognuno dei 10 stadi in Germania.
Il 27 marzo 2024, l'UEFA ha annunciato AliExpress come partner ufficiale di EURO 2024: l'annuncio è arrivato solo due settimane dopo che la Commissione europea ha avviato un'indagine formale sulla piattaforma per le preoccupazioni sui contenuti illegali, tra cui l'incapacità di AliExpress di far rispettare i propri termini di servizio, ponendo rischi per la salute dei consumatori vendendo medicinali e alimenti contraffatti.
La Commissione europea ha inoltre sottolineato che il gigante dell'e-commerce consente ancora l'accesso a materiale pornografico attraverso i propri database, nonostante una prima indagine lo avesse già fatto emergere - già nel 2022, gli Stati Uniti avevano aggiunto AliExpress a un elenco annuale di mercati identificati come coinvolti nella contraffazione e nelle violazioni del copyright.
Nonostante tutto ciò, l'UEFA ha scelto AliExpress come sponsor per EURO 2024 e la piattaforma ha ricevuto ulteriore sostegno quando David Beckham, una delle figure più importanti del marketing sportivo mondiale, è stato annunciato come ambasciatore globale nel maggio appena trascorso.
L'UEFA ha anche stretto partnership con società di proprietà della piattaforma commerciale cinese Alibaba (parzialmente di proprietà del governo, come buona parte delle aziende di successo globale fondate in Cina) tra cui Alipay. Nel dicembre 2020, il New York Times e la società di ricerca sulla sorveglianza IPVM hanno pubblicato un report per il quale Alibaba offriva ai suoi clienti un software di riconoscimento facciale in grado di identificare le minoranze etniche, appositamente creato per cercare gli Uiguri, minoranza islamica di stanza nello Xinjiang (regione orientale della Repubblica Popolare Cinese).
Alibaba ha poi dismesso questo strumento ma nell'aprile 2021 Human Rights Watch ha pubblicato un altro rapporto sulle torture e detenzioni del governo di Pechino contro gli Uiguri, non esitando a definire questi interventi “crimini contro l’umanità” e conseguenti all'installazione dei software di Alibaba.
Secondo Australian Strategic Policy Institute (ASPI), molti Uiguri sono anche costretti ai lavori forzati: "Uyghurs for Sale" rivela che sono coinvolti importanti marchi globali nei settori dell'abbigliamento, della tecnologia (Vivo, altro partner di Euro 2024) e dell'automotive (BYD).
Tornando ad Alipay, durante il COVID-19, quando le persone in Cina procedevano a iscriversi all'app offerta dall'azienda, il governo cinese assegnava loro un codice colore – verde, giallo o rosso – che indicava il loro stato di salute: questo permetteva alle autorità di tracciare i movimenti delle persone nel tempo e di dettare se dovessero essere messe in quarantena o autorizzate a entrare in metropolitane, centri commerciali e altri spazi pubblici.
Il livello di tracciamento cinese era già stato utilizzato nel 2008 per le Olimpiadi di Pechino e nel 2010 per l’Expo di Shangai, ma con il passare degli anni il livello di sorveglianza della Cina non ha fatto che aumentare.
Singolare è che la casa automobilistica maggiormente rappresentativa del torneo tedesco non sia stata Volkswagen, bensì BYD: si parla del marchio di vetture più vendute in Cina, ora produttore dei veicoli elettrici più popolari al mondo.
Il fatto è peculiare non solo per il ruolo che Volkswagen ha avuto negli anni a livello globale, ma anche perché BYD è tutt’ora soggetta a dazi di importazione sia da parte dell’UE che dagli USA. Due giorni prima dell'inizio di Euro 2024, l'Unione Europea ha annunciato l’imposizione di un ulteriore 17,4% in aggiunta ai dazi all'importazione del 10% che i clienti europei di BYD stavano già pagando. L’amministrazione Biden ha calcato maggiormente la mano, imponendo i dazi addirittura al 100%.
Sia UE che USA ritengono che il governo cinese stia sovvenzionando la sua industria automobilistica nel tentativo di accaparrarsi il mercato globale dei veicoli elettrici, effettuando il cosiddetto dumping: entrare nel mercato a prezzi molto bassi per prendersi tutte le quote delle altre aziende, spazzandole via, per poi potersi permettere di alzarli.
Una settimana prima dell'inizio degli Europei in Germania, la Commissione europea "ha concluso in via provvisoria che la catena del valore dei veicoli elettrici a batteria (BEV) in Cina beneficia di sovvenzioni sleali, che stanno causando una minaccia di danno economico ai produttori di BEV dell'UE", sovvenzioni stimate dall’istituto tedesco Kiel in €220 mln nel 2020 e €2,1 mld nel 2022.
Come abbiamo visto, sia il Qatar che la Cina sono ben lontane dal soddisfare i diritti sociali e civili per tutta la popolazione. Tuttavia, dire che questo problema riguardi solamente queste due nazioni sarebbe come mettersi delle fette di salame sugli occhi.
L’esempio più vicino nel tempo è quello degli Stati Uniti, che ospiteranno i Mondiali 2026. Al netto di tutto il soft power che gli USA hanno messo sempre in atto dal punto di vista politico, possiamo vedere come i diritti sociali e civili siano forse pienamente garantiti a tutti i cittadini sul proprio suolo, ma assolutamente non a quelli nel resto del mondo.
A Gaza, l’amministrazione Biden (nonostante qualche dichiarazione di facciata) sta finanziando la condotta di Israele contro la popolazione palestinese, inducendo ancora di più il primo ministro Benjamin Netanyahu a continuare nella sua distruzione umanitaria della popolazione e del territorio. Che siano paesi medio-orientali, americani, africani o persino europei non cambia molto: chi più chi meno dovrebbe fare mea culpa e mettersi una mano sulla coscienza. Pecunia olet, a dispetto di quanto si asseriva nell'Antica Roma: altrimenti dovremmo ridurre lo sport a mero sport, facendo finta che non abbia un ruolo politico ed economico nella società contemporanea.
Che non abbia contribuito a plasmare lo scenario globale attuale.
Cosa palesemente non vera.
(P.S. Sul rapporto tra Cina ed Euro 2024, l'ultimo dei Dialoghi di Confucio è must read)
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