
Ha vinto la Spagna, la più brava
Spagna-Inghilterra si decide nella ripresa, con la zampata di Oyarzabal a regalare il quarto Europeo alle Furie Rosse
Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90' e alla fine l’Inghilterra perde. Non era così? Verrebbe da pensarlo, dato che anche questa volta i Tre Leoni vedranno festeggiare gli altri. Al di là dei corsi e ricorsi storici, però, non poteva che finire così: in un Euro 2024 non così ricco di squadre belle da vedere, la Spagna sin dalla prima partita, il 3-0 alla Croazia, ha mostrato un gioco impressionante. Con il passare delle partite poi abbiamo visto che erano poche le squadre in grado di rivaleggiare con le Furie Rosse per il gioco, forse solo la Germania. E infatti quel quarto di finale di Stoccarda pieno di polemiche è stata forse la finale anticipata del torneo. Spagna-Inghilterra, la finale vera, è stata una partita in bilico fino a 5' dalla fine solo perché la Spagna si era mangiata tante occasioni da rete sia sull’1-0 sia sull’1-1 prima di trovare il gol del titolo, dando l’occasione di sperare a un’Inghilterra piena di cuore e che per un’altra volta era riuscita a pareggiare uno svantaggio, ma che era troppo inferiore ai suoi avversari.
Il primo tempo è stato preceduto da una cerimonia di chiusura stupenda e dall’arrivo sul campo della coppa, portata nientemeno che da Giorgio Chiellini, capitano dell’Italia campione d’Europa uscente. I tifosi inglesi, memori di quella finale, hanno tra l’altro fischiato l’ex difensore della Juventus. La partita, come molte finali, ha avuto un inizio molto tattico: la Spagna tiene la palla ma evita di affondare, mentre l’Inghilterra contiene gli avversari dando l’impressione di essere pericolosa solo a tratti. Il primo tiro in porta è una girata di Foden in seguito a un calcio d’angolo impostata bene ma che ha trovato Unai Simon pronto per la presa. Una delle poche emozioni del primo tempo, perché la Spagna dà sempre l’impressione di essere superiore ma l’Inghilterra difende in maniera molto ordinata, portando l’arbitro Letexier a decretare la fine del primo tempo su un giusto 0-0.
Solo 2' dopo l’inizio del secondo tempo, però, ecco che arriva il gol della Spagna: Carvajal serve Yamal che la passa a sua volta a Nico Williams, abile a fulminare Pickford da dentro l’area di rigore con un gran sinistro. Inizia una fase di grande confusione per gli inglesi, che rischiano più volte di subire il secondo gol e ci vanno vicinissimi in particolare quando Yamal calcia di sinistro e trova un tiro che otto volte su dieci sarebbe entrato, ma non questa volta perché un Pickford autore di una grandissima prestazione la manda in calcio d’angolo. La pressione spagnola si allenta ed ecco che arriva il pareggio dell’Inghilterra: Bellingham - che oggi ha giocato una partita all’altezza di ciò che ha mostrato a Madrid - fa la sponda per Palmer da dentro l’area di rigore e il talento del Chelsea trova il gol con un grandissimo tiro, aiutato da una piccola deviazione di Zubimendi. L’inerzia sembra essere dalla parte dell’Inghilterra, ma la squadra di Southgate smette di giocare e allora prima Yamal si mangia un gol non troppo difficile, sparandola su Pickford, e poi Cucurella la sventaglia per Oyarzabal che trova il gol del 2-1 che fa esplodere di gioia i suoi tifosi. Un clamoroso colpo di testa di Guehi salvato sulla linea da Dani Olmo è l’ultima occasione per l’Inghilterra, seguita da quattro minuti di recupero che si sono chiusi decretando la vittoria spagnola.
Quella della Spagna di de la Fuente è una vittoria non meritata, di più. Preso per sostituire Luis Enrique dopo la deludente spedizione qatariota, il tecnico nativo di Haro - ma basco e tifoso dell’Athletic grazie a suo padre, e quindi appartenente anche lui alla scuola di allenatori migliore al mondo in relazione alle dimensioni geografiche - ha modernizzato il gioco troppo macchinoso che la nazionale spagnola aveva mostrato al Mondiale portando in Germania una squadra con una chiara impostazione “spagnolista”: chiarissimo gioco di posizione, ma anche capace di verticalizzare più di quanto avessero mostrato altre nazionali spagnole per servire al meglio i suoi due fenomeni, Nico Williams e Lamine Yamal. Parliamo di una squadra che nel corso dell’Europeo ha perso il pallino del gioco solo per mezz’ora nel secondo tempo contro la Germania e per 5' nel primo tempo contro la Francia. Si fa fatica a ricordare altri tornei per nazionali così dominati sul piano del gioco. La Spagna adesso ci si aspetta che tra due anni si presenti negli Stati Uniti come una delle favorite di diritto: se de la Fuente in soli due anni ha mostrato un gioco così bello, a che punto potrà arrivare al quarto anno di lavoro?
L’Inghilterra, per l’ennesima volta, torna a casa a mani vuote. È legittimo chiedersi se Gareth Southgate continuerà a essere il CT dei Tre Leoni: tranne che per la partita contro i Paesi Bassi la sua nazionale ha giocato un calcio francamente molto brutto, ma non è neanche facile accompagnare alla porta l’allenatore che ti ha portato a fare una semifinale mondiale e due finali europee dopo un periodo buio. Non sono tanti, comunque, gli allenatori inglesi che vengono in mente per raccogliere il suo testimone: e se fosse ora di tornare su uno straniero dopo le esperienze con alti e bassi di Eriksson e Capello? A conti fatti è stato un po’ deludente Bellingham: ha pareggiato la partita contro la Slovacchia con quello che è stato forse il gol più bello della competizione e in finale non ha fatto mancare il suo apporto, ma dopo la stagione con il Real Madrid forse ci si poteva aspettare qualcosa in più. Chi invece, al di là della delusione, può tornare a casa soddisfatto è Palmer: il trequartista classe 2002 ha sempre mostrato il suo talento quando è subentrato e ha segnato in finale con un gran gol, mostrando molto chiaramente che per la sua nazionale sarà difficile prescindere da lui nei prossimi anni. L’Inghilterra in fin dei conti rimane una nazionale giovane e c’è ancora tempo per vincere un trofeo che continua a mancare dal 1966, ma ora questo digiuno inizia a diventare molto fastidioso, quasi una maledizione. Vedremo se sarà destinato ad andare avanti.
L'Europeo di Sportellate non è solo articoli e considerazioni sparse! Potete infatti acquistare il nostro magazine con le guide a Euro 2024, ascoltare il nostro podcast Charisteas o iscrivervi alla nostra lega del FantaEuropeo.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














