
Solo amore per Jasmine Paolini
L'azzurra si arrende in finale a una Barbora Krejcikova praticamente perfetta.
Pensare di scrivere questo articolo anche solo poche settimane fa era francamente inimmaginabile. E invece Jasmine Paolini ci ha regalato un sogno, giungendo fino alla finale di Wimbledon 2024 contro ogni più rosea aspettativa. L'ultima volta che una tennista giocò una finale all'All England Club dopo essere arrivata in fondo al Roland-Garros era il 2016, e la giocatrice in questione era, ovviamente, Serena Williams. Di fronte all'azzurra oggi la ceca Barbora Krejcikova, già campionessa Slam ed ex numero 2 del mondo, in finale grazie alla vittoria in rimonta sulla favorita del torneo, Elena Rybakina. Indubbiamente un'occasione per entrambe, con Krejcikova che può contare su una maggiore esperienza e Paolini sulla cresta dell'onda in un meraviglioso 2024.
Nel primo set a fare la differenza è l'abitudine a giocare certe partite. Il record di Paolini nei tornei del Grande Slam ci dà un'idea molto chiara di quanto sia stato grande il salto nel 2024, ma contemporaneamente di quanto Jasmine sia carente di esperienza (15V-2S nel 2024, 4V-18S in quelli passati). Krejcikova entra sciolta e soprattutto convinta, al contrario di una Paolini fisiologicamente un po' tesa, che perde subito il game al servizio. La ceca ha addirittura un'altra palla break per andare sopra 3-0, ma Paolini non molla e porta a casa il game del 2-1: la tensione sembra scacciata. E invece no. Krejcikova serve perfettamente e Paolini fatica a rispondere, a trovare la giusta distanza dalla palla e a mettere i piedi in campo. Il terzo game tenuto in extremis dall'azzurra è solo un miraggio; il doppio break arriva e il terzo set termina 6-2 per Krejcikova.
Le pause tra un set e l'altro sono forse tra i momenti più affascinanti del tennis, specie quando trascorse negli spogliatoi. Diventare invisibili per essere lì e capire cosa si dicano allo specchio in quei pochi minuti, è uno dei desideri più intimi di noi appassionati. E rientri in campo come quello di oggi di Paolini contribuiscono ad aumentarne la magia. L'azzurra inverte la rotta rispetto al set precedente e ottiene subito tre punti diretti con il servizio, con Krejcikova che commette qualche imprecisione. Il linguaggio del corpo di Jasmine però è cambiato, e con quello anche il ritmo generale della partita e il rendimento in risposta. Per la prima volta nel match Paolini riesce a mettere i piedi dentro il campo e a comandare gli scambi. A inizio set dice a se stessa di andare incontro alla palla, ed è esattamente quello che fa. Le braccia e le gambe si liberano dalla tensione e si lasciano andare. Krejcikova non regge il ritmo e viene travolta 6-2.
Questa volta ad andare negli spogliatoi è la tennista ceca, per cercare di cambiare nuovamente l'inerzia di una partita che stava dominando. Nei primi 6 game, entrambe tengono il servizio senza troppa fatica. Krejcikova in particolare, perde un solo punto in battuta, ritrovando quella costanza con la prima e quella facilità di muovere il gioco che le avevano fatto vincere il primo set. Dall'altra parte Jasmine sembra aver fatto qualche passo indietro, sia fisicamente, più lontana dalla linea di fondo, sia qualitativamente, trovando di nuovo difficoltà in risposta e con la distanza dalla palla. Nel settimo game arriva il break di Krejcikova a causa di un doppio fallo di Paolini, costretta a spingere la seconda dall'aggressività dell'avversaria. Da lì in poi entrambe fanno il loro fino ad arrivare al momento della verità, sul 5-4 e servizio Krejcikova; ora anche la ceca sente la tensione. Se nei precedenti cinque game in battuta aveva perso solo un punto, ora Jasmine riesce a forzare i vantaggi. Krejcikova però gioca e soprattutto serve meglio, e dopo aver annullato due palle break concretizza il secondo match point.
"Anche se sono un po' triste, cerco di sorridere lo stesso perché oggi è comunque una bellissima giornata", ha detto Jasmine Paolini nel postpartita sul centrale, con in mano il piatto della seconda classificata. Una frase che sintetizza perfettamente il perché ci piaccia così tanto. La forza, la tenacia, l'umiltà, la capacità di sorridere anche quando le cose vanno male, anche quando dall'altra parte della rete l'avversaria serve per il match, anche dopo aver perso la partita più importante della sua vita. Una frase che si addice perfettamente al nostro stato d'animo: è un peccato perché oggi c'erano più chance rispetto alla finale del Roland Garros, ma non riusciamo a essere veramente tristi, arrabbiati o frustrati. Ci siamo alzati in piedi durante quell'ultimo game, soffrendo con lei dopo quella risposta sbagliata di rovescio e allargando le braccia sconsolati per la qualità di Krejcikova, che ha vinto con merito. Jasmine non sarà riuscita a vincere Wimbledon, ma pensandoci bene ha fatto ben di più: ha sciolto il cuore di tutti, e noi non possiamo fare altro che sorridere, insieme a lei.
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