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Khéphren Thuram
, 12 Luglio 2024

Khéphren Thuram non è solo un figlio d'arte


E non sarà solo il sostituto di Rabiot nella Juventus di Thiago Motta

Le prime settimane di luglio nel calcio italiano sono da considerare come i primi giorni di scuola: facce mancate nelle nostre vite per alcune settimane, ma soprattutto il momento di conoscere facce nuove.

È questa la sensazione che restituiscono gli account social della Juventus: il ritorno di vecchie facce desiderose di riscattare le ultime deludenti stagioni ma soprattutto l’approdo dei nuovi attori chiamati a riscrivere la storia del club bianconero.

Tra di questi spiccano le immagini di Khéphren Thuram alla Continassa: bagno di folla iniziale e visite mediche di rito. Una rappresentazione non casuale, con in primo piano il suo fisico statuario e un’inquadratura che serve a dare una maggiore idea dei suoi 192 cm di altezza.

https://twitter.com/juventusfc/status/1810615752220692613

Il messaggio che passa è quello che la Juventus si aspetta tanto dalle doti atletiche del giocatore francese, che abbiamo visto all’opera molto bene in questi anni a Nizza e che si sono adattate a diversi stili di gioco nel corso dell’ultimo triennio in Costa Azzurra.

Riuscirà Khéphren Thuram ad inserirsi nelle idee di gioco di Thiago Motta? Cosa gli verrà richiesto nei meccanismi di centrocampo della formazione bianconera? Proviamo a farcene un’idea.

Un centrocampista diverso

Nella definizione del reparto mediano della formazione bianconera presente nella mente della coppia Giuntoli-Motta c’è l’idea di non suddividere i giocatori per posizione ma per la capacità di intercambiarsi tra essi. Durante la scorsa annata sono emerse realtà, in Francia come in Serie A (tra cui, guarda caso, il Bologna) in cui il centrocampo non ha riferimenti precisi, destrutturando definitivamente la concezione di ruolo.

Difficilmente si può identificare il costruttore, l’incursore o l’incontrista: tutti dovranno attrezzarsi, in base alle proprie caratteristiche, a svolgere questi compiti.

In questo alveo Thuram porterà nel centrocampo della Juventus la sua capacità di usare il fisico per difendere la palla e accelerare mediante conduzioni lo sviluppo della manovra.

Thuram confrontato coi centrocampisti dei top 5 campionati europei nell'ultimo anno (Dati: Wyscout)

Nelle statistiche relative all’utilizzo dei dribbling e allunghi palla al piede, emerge chiaramente la capacità di Khéphren Thuram di usare la forza delle gambe per avanzare sul terreno di gioco palla al piede seminando avversari. Una specificità che lo distacca profondamente sai dai centrocampisti a disposizione della Juventus del presente e del passato che da quelli avuti a disposizione da Motta al Bologna nella scorsa stagione.

Al contrario, Khéphren Thuram non ha nelle corde la possibilità di far avanzare il gioco mediante passaggi: se non vede l’occasione per guadagnare metri palla al piede preferisce scaricarla al giocatore più vicino, senza rischiare una giocata verticale.

Dati: Wyscout

Un Khéphren Thuram che gioca poco in verticale e che, quando lo fa, non sempre è all’altezza: l’ormai ex giocatore del Nizza è solito rifugiarsi in una soluzione corta, e quando cerca di far progredire il gioco la sua precisione nell’esecuzione è inferiore, probabilmente a causa del fatto che utilizza questo tipo di passaggi solo quando estremamente forzato.

Nell’analizzare questo dato non può essere escluso, per forza di cose, il sistema di gioco in cui i calciatori vengono inseriti: il calcio proposto da Farioli a Nizza nel 2023/24 prevedeva alcuni elementi di rigidità posizionale e di ricerca di connessioni nello stretto che hanno influito nello stile di gioco di Khéphren Thuram.

Cmp: passaggi completati; PrgP: passaggi progressivi effettuati.

Osservando il numero di passaggi effettuati e di passaggi progressivi effettuati nel corso degli anni in rossonero emergono diversi dati, pur all’interno di range molto simili.

Nelle prime due stagioni, sotto Patrick Vieira, si nota un maggior volume di passaggi effettuati e uno minore di passaggi progressivi - specie nella prima, a causa dello stile di gioco molto rigido imposto dall’ex capitano dell’Arsenal all’Allianz Riviera. Nella seconda, il numero di passaggi progressivi si innalza in corrispondenza a causa dell'avvicendamento in panchina tra Vieira e Adrian Dante Ursea a stagione in corso.

Il 2021-2022, invece, vede l’arrivo di Galtier e di una proposta calcistica molto differente, con volumi di possesso inferiori e una ricerca più rapida della verticalità.

Nelle ultime due stagioni, invece, sotto le gestioni Favre-Digard prima e sotto Farioli poi, emerge un minor coinvolgimento di Khéphren Thuram in costruzione, desumibile dal minor numero di passaggi effettuati seppure in un contesto in cui la squadra esercita tanto possesso palla.

Il completamento di questo percorso mostra un giocatore con compiti di impostazione limitati con la palla al piede, anche per una visione di gioco che non è la specialità della casa. Questo ha portato Khéphren Thuram a essere meno coinvolto in costruzione e semmai proporsi per l’ultimo passaggio una volta portato il pallone nel terzo finale del terreno di gioco.

Come giocherà Thuram nella Juventus?

Come abbiamo avuto modo di vedere, Khéphren Thuram rappresenta un giocatore meno cerebrale e più fisico: il suo profilo, da questo punto di vista, mira a completare e non a determinare lo skillset del centrocampo bianconero.

Corretto definirlo il sostituto ideale di Rabiot? Assunto non peregrino, anche se ci sono differenze di stile ben visibili date dalla maggiore riflessività dell’ex PSG e dalla maggiore intensità del neoacquisto bianconero. I due sono accomunati dalle porzioni di campo che hanno occupato negli ultimi anni, ma le diverse caratteristiche sono l’esemplificazione di quello che vuole essere il nuovo corso bianconero a livello tattico e tecnico.

Il sistema di gioco di Thiago Motta, stupendamente descritto da Antonio Gagliardi e Francesco Bordin sul notiziario del settore tecnico FIGC (disponibile sul sito web della Federazione) non prevede per nessuno dei centrocampisti una posizione predefinita: nel Bologna tutti erano liberi di ruotare e connettersi. La struttura è data dal gioco in ampiezza dei terzini e degli esterni offensivi, a creare il perimetro dentro al quale centrali difensivi, centrocampisti e punta centrale generavano il contesto di manovra e risalita verso il terzo finale.

Nella Juventus, l’ex centrocampista di Inter e Barcellona cercherà di riproporre lo stesso principio ma dovrà farlo con strutture parzialmente differenti, per esempio con un giocatore per lato a determinare l’ampiezza, un riferimento offensivo e uno basso dato dalla prima linea di costruzione.

Col mercato ancora in corso e con diversi punti interrogativi in merito alla rosa attuale, provare a immaginare come si inserirà Khéphren Thuram in questi meccanismi non è comunque utopia.

Si può immaginare una struttura formata dai due centrali difensivi, due esterni che occupano l’ampiezza e Dusan Vlahovic come riferimento centrale. Attorno a questi, ecco muoversi i centrocampisti a cui aggiungere Yildiz e Cambiaso. Il gioco della Juve si potrebbe fondare su interscambi in cui Thuram, Locatelli e Douglas Luiz non occupano zolle predefinite ma si scambiano con il meccanismo dello svuoto-riempio: una volta palla al piede, i tre metteranno al servizio della struttura le proprie caratteristiche.

Khéphren Thuram potrà abbassarsi se Locatelli e Douglas Luiz si alzano; viceversa, se saranno loro ad abbassarsi per iniziare l’azione, il giocatore francese potrebbe avere buon gioco tramite la sua corsa nell’attaccare gli spazi creati da Vlahovic e Yildiz ed essere più incisivo negli ultimi 20 metri; ulteriore alternativa sarà la gestione delle seconde palle e delle sponde del centravanti serbo per avanzare palla al piede verso la porta avversaria.

Il vero vantaggio del sistema-Motta sta però nella possibilità di usare questa prossimità tra i giocatori all’interno della struttura per riconquistare velocemente il pallone. Ed è qui che Khéphren Thuram ha tutto per fare la differenza.

Potendo sfruttare il fisico e la reattività della parte bassa del corpo, il fratello di Marcus avrà buon gioco ad andare a caccia di palloni contesi in mezzo al campo e riciclare il gioco della formazione bianconera. L’intensità difensiva del calcio di Thiago Motta è forse ancora più allineata al modo di difendere di Khéphren, che si esprime al meglio in una fase difensiva in avanti anziché guardarsi le spalle.

Nella fase di possesso orchestrata da Farioli, Thuram è stato spesso chiamato a restare in copertura preventiva per permettere a Bard/Perraud e Boga di creare una catena di sviluppo dal suo lato di competenza. Khéphren ha svolto il compito in maniera disciplinata, ma mostrando di non avere sempre una chiara idea di come coprire lo spazio alle spalle. In ogni caso, la capacità di coprire rapidamente grosse fette di campo gli ha permesso di recuperare eventuali cattive letture.

In Lens-Nizza, la coppia Perraud-Boga (sinistra) ha una posizione media più alta di Khéphren Thuram (Fonte: Sofascore).

Quando le circostanze lo portano a partire da posizioni più arretrate, il nativo di Reggio Emilia può sfruttare meglio le capacità in conduzione e aprirsi il campo con volate palla al piede. Qualora la Juventus sia chiamata a fasi di difesa posizionale con un baricentro più basso, Khéphren Thuram potrebbe fornire una soluzione aggiuntiva da agitare in fase di transizione, dimostrando quanto il suo arrivo possa ampliare il campo di soluzioni tattiche a disposizione del nuovo tecnico bianconero.

In Italia a maturazione completa

Il centrocampista francese, in 4 stagioni in Ligue 1, ha completato un percorso di formazione che lo ha reso un elemento completo, in grado di fornire ai propri allenatori diverse soluzioni.

Si potrebbe pensare, ingannati dai numeri, che l'ultima stagione di Khepren Thuram sia stata in ribasso rispetto alle precedenti: in realtà Farioli ha completato un processo evolutivo incominciato con un mister dai rigidi principi posizionali (Vieira), passato per un allenatore verticale (Galtier) e terminato sotto un tecnico che basa sulla insistita progressione centrale del gioco il suo mantra (Farioli).

In ognuna di queste esperienze, Khéphren Thuram ha aggiunto un pezzo alla propria conoscenza del gioco e al suo vissuto calcistico. Con Thiago Motta potrebbe entrare a far parte di un contesto senza rigidità, dove queste conoscenze potranno essere messe in pratica in una realtà molto competitiva e meno disposta ad accettare errori o distrazioni.

La Juventus ha investito credendo nella parabola di crescita. Quella foto durante le visite mediche ha racchiuso il messaggio su quanto si aspetta da lui. Da adesso non è più il figlio di Lilian o il fratello di Marcus: Khéphren Thuram è un giocatore adulto che può dominare i centrocampi della Serie A.

  • Nicola Lozupone è cresciuto con l'amore per la Samp di Vialli e Mancini e della curva Nord dello stadio San Nicola. Da grande trasforma il suo tifo in passione per lo sport, la tattica e la performance analysis. Giochista convinto.

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