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, 10 Luglio 2024

Al ritmo di Enzo Le Fée


La Nouvelle Vague del centrocampo della Roma

Con gli Europei e la Copa America che volgono al termine, il calciomercato è tornato prepotentemente al centro della scena. L'attesa messianica per il nuovo colpo della propria squadra somiglia a quella dell'uscita di un nuovo film. Una volta avuta la notizia ci si affretta a informarsi sul regista, e si ha la curiosità di vedere la sua opera il prima possibile. La Roma ha dirottato i sogni dei suoi tifosi verso Enzo Le Fée.

Forse è un caso, ma il primo acquisto di De Rossi per la sua creatura è stato proprio un centrocampista. E non uno banale, perché Le Fée fa di tutto per scappare dalla normalità, e vive sempre a braccetto col rischio. Un regista impavido, dal grande ego e la voglia di mostrarsi, ma a servizio di un'arte altruista come il passaggio e non di una egoista come quella del gol.

Le Maître

Quando si sceglie di puntare su un calciatore così sai bene cosa stai prendendo, e soprattutto perché. La Roma nella scorsa stagione ha dimostrato di soffrire la pressione avversaria, e allora chi meglio di uno dei migliori in circolazione a resistere al pressing?

L'ormai ex Rennes ha sia la tecnica che la spavalderia per essere sempre in controllo con l'uomo addosso. Le sue capacità di scanning lo rendono conscio di ciò che ha attorno, una volta ricevuta la sfera sa già cosa fare. I romanisti dovranno abituarsi a sentirsi saltare un battito del cuore per la sua fantasia nel saper uscire dal traffico. Spesso e volentieri, però, finisce con un Ooooh di meraviglia.

Da buon Maître sta sempre a testa alta, è difficile limitare la sua regia a un solo aspetto perché totalizzante. Dalla prima costruzione, al consolidamento del possesso, alla rifinitura, Le Fée per la sua squadra c'è, sempre. Se nel Lorient si è messo in mostra come mezzala sinistra, nel Rennes ha giocato in una mediana a due, come con la Francia U21, sia sul centrodestra che sul centrosinisitra. Lì dove probabilmente giocherà nella Roma, affiancando Paredes in una mediana di super qualità.

La cosa importante sarà concedere a Le Fée la libertà di spaziare da un limite dell'area all'altro. Trattasi, infatti, di regista mobile, che predilige una camera-stylo per rappresentare e modellare la realtà in campo con la penna da romanziere altresì chiamata piede destro.

Le Petit Magicien

Il soprannome che si porta dietro sin da piccolo, e che lo raffigura fedelmente per ciò che è in grado di fare palla al piede. Le magie vertono sempre alla trequarti avversaria, in quel pensiero verticale che è alla base della sua poetica: 92º percentile per conduzioni con la palla terminate nella trequarti avversaria nell'ultima Ligue1 per FBref, 94º per passaggi nell'ultimo terzo di campo.

È da queste cose che si comprende come potrà aiutare Dybala a evitare di abbassarsi per far arrivare la sfera al limite dell'area. Ci penserà Le Fée a unire la direttrice Paredes-attaccanti. Se De Rossi, come sembra, vorrà impostare una Roma padrona del pallone, il piccolo prestigiatore di Lorient saprà ripagarlo.

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Da buon illusionista, la palla sa come farla sparire

Gioco lungo o corto non fa differenza: conta sapersi assumere i rischi che servono alla squadra. Non rischiare è già di per sé una scelta azzardata: per fortuna sua e dei suoi compagni, quando distribuivano la timidezza Le Fée stava sorseggiando un bel bicchiere di tracotanza. Tutto ciò in campo si traduce con l'abilità nel saper creare occasioni da tiro per i compagni coi passaggi (90º percentile), ma anche di azzardare filtranti (90º percentile) e passaggi che portano a conclusioni in porta (87º percentile).

Le Petit Soldat

Se l'eleganza colpisce, l'aggressività spiazza. In non possesso, nonostante la stazza, si dà molto da fare. Non tira mai indietro la gamba, anzi: la scivolata è uno dei fondamentali preferiti. Come mostrato dal grafico di Calcio Datato, i suoi numeri difensivi PAdj - aggiustati in rapporto ai possessi giocati - restituiscono un calciatore nell'83º percentile della Ligue1 2023/24 per tackle tentati, nel 91º per quelli riusciti (70%!).

Il Le Fée senza palla

L'aspetto fanciullesco di Enzo Le Fée e la sua figura minuta nascondono un centrocampista intenso che non teme i contrasti, non così semplice da saltare in 1vs1 come si potrebbe pensare. Chiaramente può soffrire la fisicità degli avversari, specie nei duelli aerei, dove l'attitudine battagliera nulla può di fronte ai limiti imposti da madre natura. Si sposa particolarmente bene con squadre intense senza palla: il dato sui contrasti nella trequarti offensiva lo vede elevarsi nel 98º percentile dell'ultimo torneo transalpino, dando un'impronta chiara sulla sua partecipazione difensiva.

Un saggio del Le Fée cagnaccio

Una storia romana

Enzo Le Fée arriva nella Capitale con tanta curiosità ma anche tanti dubbi, tutti molto italiani. Il primo è per l'appunto il suo fisico, che poco si accompagna al prototipo nostrano di calciatore da schierare in mezzo al campo.

Il secondo riguarda i gol. Si è sempre in cerca del centrocampista col gol nelle gambe, ma Enzo Le Fée è più il tipo da far segnare gli altri. Col Rennes, a differenza della stagione precedente col Lorient, ha realizzato 5 assist senza gonfiare mai la rete: questo è dipeso dalle funzioni meno offensive assegnategli da Stéphan rispetto a Le Bris. I tiri si sono dimezzati: su soli 0.73 tentativi ogni 90' non hai mai inquadrato lo specchio. Eppure non calcia male, come dimostra il piede educato sulle punizioni dirette e sui piazzati in generale.

L'ultima perplessità è di natura tattica. Far convivere il trio Paredes-Le Fée-Pellegrini deve essere un obiettivo per De Rossi, vista la possibilità di schierare contemporaneamente tutta questa qualità. Specie nei big match, il rischio che si debba escludere uno dei tre è al momento tangibile.

Se i tifosi della Roma avranno la pazienza di saper sopportare i suoi eccessi tecnici in mezzo al campo, non c'è dubbio che un giocatore di questa qualità e bellezza tecnica abbia tutto per far innamorare i tifosi giallorossi.

Enzo Le Fée arriva a elevare e completare un reparto fin troppo scarno e poco adatto a un tecnico che vuole imporre il suo gioco agli avversari come De Rossi. Uno sguardo diverso, in avanti, che mancava. È l'inizio di una Nouvelle Vague per il centrocampo romanista, che si appresta ad accogliere il suo nuovo regista, proprio nella città che più si addice a chi fa dell'arte di saper catturare gli occhi e i pensieri della gente la sua professione.

"Quando si va al cinema, si alza la testa. Quando si guarda la televisione, la si abbassa"

(Jean-Luc Godard)

  • Definitemi voi se ci riuscite. Gli indizi per capirmi sono nei miei pezzi. Scrivo ciò che sono, e sono ciò che scrivo.

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