
La Spagna non s'è neanche impegnata troppo
Spagna-Francia è stata una semifinale di EURO 2024 all'altezza?
Ci è voluto un gol pazzesco di Lamine Yamal per pareggiare il vantaggio che la Francia si era presa con Kolo Muani, ma a fine partita la sensazione era che a questa Spagna non fosse servito neanche impegnarsi troppo per sconfiggere la pochezza della Francia e conquistare il primo biglietto per la finale di Berlino, in attesa che la partita di domani tra Olanda e Inghilterra ci dica chi sarà a prendersi l’altro. Il gol quasi immediato dei Bleus (il primo su azione in 6 partite) poteva aver illuso che giunti in semifinale avessero finalmente trovato la quadra. Spagna-Francia è stata però prima facilmente ribaltata e poi controllata e trascinata fino al novantesimo dagli iberici, smentendo chiunque avesse fatto il pensiero di una Francia rinata. I transalpini probabilmente neanche avrebbero meritato di arrivare in semifinale (anzi, senza probabilmente), ma proprio il dover confrontarsi con una partita così importante ha messo a nudo in maniera brutale gli enormi difetti di una squadra che non è mai stata all’altezza della qualità di cui dispone.
Il primo tempo era iniziato con un bel gol della Francia dopo 8', frutto di un preciso cross di Mbappé sulla testa di Kolo Muani. Solo un’illusione, come detto prima, perché la Spagna non si scompone e trova il pareggio con un capolavoro a giro da fuori area di Lamine Yamal per poi segnare il 2-1 quattro minuti dopo grazie al gol di Olmo, che raccoglie una respinta di Saliba, salta Tchouameni in area con un ottimo dribbling e la mette dentro anche grazie a una deviazione di Koundé. La partita, con il senno di poi, finisce qui. La Francia prova senza molta convinzione a imbastire nuovi attacchi ma la Spagna si chiude bene e anzi trova anche spazi per ripartire, riuscendo a chiudere il primo tempo con un gol di vantaggio.
Inizia il secondo tempo e ovviamente è la Francia a dover fare la partita, ma quasi non si nota: l’intensità non si alza e la squadra di Deschamps non riesce a creare grosse occasioni, se non su palla inattiva - un velenoso colpo di testa di Tchouameni finito tra le braccia di Unai Simon - o tramite qualche fiammata di Mbappé. Più si va avanti più i Bleus sentono di dover fare in fretta, ma anche così le occasioni non sono tantissime tranne che per un tiro di Theo Hernandez mandato in curva da buonissima posizione, l’occasione migliore del secondo tempo per ottenere il pareggio. C’è un’altra occasione per uno Mbappé che conferma il pessimo stato di forma che ha tenuto in questo Europeo, ma è l’ultimo vero sussulto di una partita finisce giustamente sul 2-1 per la Spagna.
Pur essendosi trovata subito in svantaggio, la Spagna ha faticato meno rispetto alla partita con la Germania, quando probabilmente solo una svista clamorosa di Taylor aveva evitato la sconfitta agli uomini di de la Fuente. È certamente una finale meritata, perché la qualità del gioco della Spagna non l’ha espressa nessuno in questo Europeo. La rosa è fortissima, ma probabilmente inferiore a quella di Francia e Inghilterra: è la sensazione che in campo tutti sappiano perfettamente cosa fare il vero punto di forza di una squadra che domenica andrà a giocarsi il quarto titolo europeo della sua storia, avendo l’occasione di staccare in vetta proprio la Germania. Nota di merito, ovviamente, per Lamine Yamal: il fuoriclasse del Barcellona, che sabato compirà 17 anni, in questo Europeo non aveva ancora segnato ma aveva spesso mostrato sprazzi del suo talento. Questo gol clamoroso, destinato a rimanere nella memoria collettiva dei tifosi spagnoli e non solo, è il vero sigillo sul torneo di un fenomeno che è destinato a rimanere ai vertici del calcio mondiale almeno per i prossimi 15 anni.
Arrivare in semifinale non è mai un risultato scontato, ma quello della Francia è stato un Euro 2024 profondamente negativo: non si può avere una rosa così forte e giocare così male, e una deviazione di Vertonghen e un palo su rigore di Joao Felix che hanno comunque portato i Bleus tra le prime quattro d’Europa non possono offuscare un gioco tra i più brutti del torneo, forse il più brutto rapportato al talento a disposizione. Male anche Mbappé, che chiude l’Europeo con un solo gol e alimenta seri dubbi sulla sua capacità di potersi davvero avvicinare a Messi e Ronaldo. Nel nostro immaginario forse è ancora giovane, ma a dicembre spegnerà ventisei candeline: a Carlo Ancelotti il compito di fargli mostrare con massima continuità ciò che finora non ha mostrato con la costanza che era legittimo aspettarsi. Infine, un pensiero sull’allenatore: suona veramente difficile pensare che l’avversario di Spalletti nella partita di Nations League del 6 settembre tra Francia e Italia sarà Didier Deschamps. E se invece fosse un marsigliese di origini berbere che con il tecnico di Certaldo condivide la capigliatura?
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