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Greenwood
, 8 Luglio 2024

Su Greenwood alla Lazio bisogna porsi delle domande


Il possibile approdo di Greenwood in Serie A ci ricorda che il mondo del calcio deve ancora fare i conti con lo stupro.

I giorni di calciomercato, come noto, portano sempre grande fermento in ogni tifoseria: permettono di sognare e immaginare futuri prossimi di vittorie o ridimensionamenti. Stimolano fantasia in ciascuno, ci permettono di passare le torride giornate estive con quella spensieratezza necessaria a farle trascorrere più velocemente.

Il calcio, però, deve sempre necessariamente confrontarsi con la società in cui insiste e nel quale è immerso, in questo caso parliamo del possibile ventilato approdo di Mason Greenwood alla Lazio

Riassumendo brevemente: Mason Greenwood è stato accusato di aver tentato di violentare la propria fidanzata Harriet Robson nell’ottobre 2021 – accusa che ha negato – e di aggressione sempre nei confronti della ragazza, che le ha provocato lesioni personali reali nel dicembre dello stesso anno.

Il calciatore è stato anche accusato di aver monitorato gli account dei social media della denunciante e di "aver fatto minacce e commenti sprezzanti nei suoi confronti, il che avrebbe causato gravi conseguenze su di lei", ha detto un tribunale l'anno scorso. Il processo, tuttavia, non ha avuto un esito: i testimoni chiave hanno ritirato la loro collaborazione dalle indagini della polizia nell’aprile 2022.

Le sorti del calciatore hanno avuto pesanti ripercussioni: il Manchester United – così come la nazionale inglese - dopo aver avviato, già all’atto dell’accusa della fidanzata, un procedimento interno disciplinare ha deciso di allontanarlo dal club, salvo poi mandarlo a giocare al Getafe. Proprio durante un incrocio con il Real Madrid nel campionato scorso, il suo connazionale Jude Bellingham, in campo, gli è andato a brutto muso urlandogli “Rapist” (Stupratore).

Perché dunque sperare che questo calciatore, benché tecnicamente fortissimo, debba approdare a Roma? Si può veramente fare finta di nulla dinanzi a tutto ciò? Deve essere necessariamente presente una sentenza di colpevolezza in questo caso per far ritenere alla dirigenza laziale la non fattibilità di un tale acquisto?

La risposta è evidentemente affermativa. Diversamente, la Lazio non avrebbe nemmeno aperto la trattativa con lo United.

La battaglia culturale contro i tentacoli patriarcali che affliggono questa società deve poter passare anche da questi atti che possano dare un concreto segnale di cambiamento deciso di rotta, posto che il calcio si contraddistingue ancora come un focolaio di patriarcato molto ampio e radicalizzato.

Si ha la possibilità di scegliere se affidarsi alle gesta sportive di un uomo che ha - in maniera conclamata - vessato fisicamente e psicologicamente la fidanzata (navigando in rete è possibile reperire le foto e i video che la stessa ragazza postò sui propri social network) benché non si sia arrivati a un giudizio, o se si può fare a meno eticamente di un soggetto di questa risma. Si deve decidere che l’etica non debba collimare con il diritto penale ma che debba venire necessariamente prima di essa, proprio a protezione culturale della società e dei suoi fondamenti di vivere civile.

Diviene indispensabile fare un passo indietro per evitare che le nuove generazioni intravedano uno spiraglio di giustificazione nei comportamenti violenti, sotto ogni forma essi avvengano perché non esiste solo la violenza fisica.

Proprio lo stesso Lotito, peraltro, che sbandiera ai quattro venti, ogni qualvolta gli capiti l’occasione, i valori intransigenti di cui lui ha intriso il club dove vengono ora riposti? La famosa moralità può essere messa da parte e calpestata a fronte di una trattativa di calciomercato? Siamo davvero disposti a vedere bambini comprare la maglietta di Greenwood e indossarla per le strade o allo stadio?

Credo che non debba essere il caso, posto che dinanzi abbiamo una problematica di valore assoluto e centrale, dato che ogni giorno i quotidiani o i telegiornali raccontano di violenze, stupri, femminicidi, scia che pare non avere fine.

Diviene, quindi, necessario che inizi a divenire la prassi che determinate condotte umane vengano prima di tutto valutate se eticamente compatibili con una società, così come hanno fatto lo stesso Manchester United e la Nazionale inglese. È auspicabile interrompere questa narrazione tossica che vuole comunque sempre l’uomo perdonato - o comunque giustificato - anche dinanzi ad atti di una gravità assoluta come questo.

Prendere una posizione decisa e indispensabile, spezzare questo fenomeno in ogni modalità possibile è non solo necessario ma legittimo e impellente

Può l’arte essere scissa dall’artista? Questo un mantra che affligge le menti da fin troppo tempo ma che, applicandolo al caso che ci occupa, deve essere necessariamente risolto in senso negativo. No, non si può dividere l’uomo dal calciatore perché il riflesso di ciò che facciamo nella nostra vita privata va a inficiare anche la vita lavorativa influenzandone il giudizio, inevitabilmente.

Che l’etica torni ad avere un predominio sul diritto penale, altrimenti basta qualunque trucco giudiziario per essere considerati limpidi quando si è la peggiore palude melmosa.

La pelota no se mancha, disse Diego alla Bombonera parlando della sua condotta, eppure questa volta potrebbe definitivamente insozzarsi.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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