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Inghilterra-Svizzera

I bambini svizzeri giocano per strada?


La Svizzera cede solo ai rigori contro l'Inghilterra di Southgate. Decisivo l'errore di Akanji

Inghilterra-Svizzera, tra le altre cose, era il quarto di finale che più solleticava i malesseri di pancia degli italiani; la sfida tra la grande sconfitta di tre anni fa e nonostante tutto fra le favorite di questo torneo, e la spietata assassina degli azzurri di Spalletti. Ne esce fuori una partita a dir poco guardinga per oltre un'ora, tra due squadre più attente a non scoprirsi che a trovare soluzioni in avanti, dove la casella dei tiri in porta di entrambe le compagini fatica a smuoversi dallo zero. Ma, almeno in seconda battuta, anche una partita che ci dice come l'eccesso di overanalisi sui mali del calcio della penisola quantomeno non dovrebbe passare dalla denigrazione, per mancanza di blasone, di avversari arrivati a questo torneo con fiducia al massimo e principi di gioco ben consolidati.

Southgate ha mischiato le carte per questa sfida, cercando di risolvere i problemi d'identità che attanagliano la corazzata inglese. I tre leoni si sono schierati a specchio con un 3-4-2-1, provando a controbattere alla fluidità e all'aggressività degli elvetici con riferimenti in marcatura più rigidi e immediati. Contromisura difensiva efficace, ma che non aiuta a scardinare gli analoghi meccanismi della Svizzera, ancora una volta disciplinata come poche squadre nella sua fase di non possesso e capace di mettere in imbarazzo un'Inghilterra spesso non a suo agio nel far girare il pallone.

Bukayo Saka è stato l'unica vera variabile a favore degli inglesi, tanto sul piano tecnico che sul piano tattico. Il mismatch di Aebischer nei suoi confronti è stato il punto critico della trincea svizzera, e non a caso proprio l'esterno dell'Arsenal è riuscito a rimediare a una partita che per l'Inghilterra si era fatta grigissima con il gol di Embolo al 75', trovando un gran diagonale appena cinque minuti dopo. Per il resto, fa quasi impressione come ancora una volta la squadra di un poco reattivo Southgate fatichi a innescare il suo enorme potenziale tecnico.

Yakin stava cucinando ancora. La sua non è una squadra dalle individualità stratosferiche, né ha davvero risorse adeguate per coprire ogni casella di campo. Ma è una squadra attenta, in fiducia, che sta bene, che è ben amalgamata sul piano emotivo e quindi in grado di imporre con facilità il suo piano gara contro avversari più quotati. Lo aveva fatto vedere contro la Germania, poi contro l'Italia, ora contro l'Inghilterra, dove la Svizzera è andata sempre in crescendo, andando a sfiorare il gol del ko in più di un'occasione nel finale dei supplementari (clamoroso tra gli altri l'incrocio dei pali di Shaqiri direttamente da calcio d'angolo), cadendo poi solo ai rigori.

Saranno i rigori a decidere questo quarto di finale, sorridendo una volta tanto all'Inghilterra, sempre avanti dagli 11 metri grazie alla parata di Pickford sul primo tiro dal dischetto degli elvetici calciato da Akanji. Passa sicuramente la squadra più forte, che appare sempre più già candidata in pectore per la finale. Ma passa anche la squadra più incerta, titubante, ancora una volta uscita con più dubbi che sicurezze da questa partita, ennesima di un Europeo dove tante big faticano a tenere acceso il motore. In attesa di scoprire la sfidante della semifinale, l'Inghilterra si godrà un'altra sfida da favorita, contro una tra Paesi Bassi e Turchia. Pieno onore delle armi per la Svizzera, andata vicina a un'impresa storica. Chissà se a Berna i bambini giocano ancora per strada...


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