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Spagna-Germania

Ora la Spagna è la vera favorita


Dopo 120 minuti intensi ed emozionanti la squadra di de la Fuente batte la Germania e vola in semifinale.

Spagna-Germania era considerata da tutti, a ragione, la finale anticipata di questo Euro 2024. Le due squadre che hanno finora convinto di più, che hanno espresso il miglior calcio, che hanno dimostrato di avere le idee chiare su cosa fare con e senza il pallone tra i piedi. Alla fine il match ha rispettato le attese, ma si è sbloccato solo grazie a un gol da centravanti vero di uno degli uomini meno attesi - Mikel Merino - mentre il vero centravanti - Füllkrug - ha rischiato a più riprese di portare l'inerzia della partita dalla parte della Germania. In base al momento della partita, infatti, la bilancia si è trovata a pendere da una parte o dall'altra, a testimonianza dell'equilibrio tra le due favorite del torneo.

Inizialmente il pallino del gioco è nelle mani della Spagna, che per larghi tratti del primo tempo ha saputo imporre il suo ritmo, costringendo i tedeschi a prendere faticosamente le misure. Ne sono un chiaro segno i numerosi falli commessi dai tedeschi, spesso in ritardo sulle giocate degli spagnoli. Uno in particolare, di Kroos su Pedri, avrà uno strascico non indifferente: l'Europeo del giocatore del Barcellona finisce oggi. Al suo posto de la Fuente inserisce Dani Olmo, che prende compiti da seconda punta e dà una dimensione ancora più offensiva alla Spagna. La Germania ha poi preso pian piano confidenza, sfruttando come di consueto la salita dei terzini sulle corsie laterali e andando vicina al gol con Havertz. Dopo 45 minuti ad alta intensità sembra essere la Spagna però ad essere la candidata a mettere la testa fuori per prima.

Ed è quello che effettivamente succede. Al 51' Carvajal dà il via ad un azione ottimamente proseguita da Lamine Yamal con grande sfoggio di tecnica. Il giovane esterno mette il pallone rasoterra a rimorchio per Dani Olmo, che la mette chirurgicamente alle spalle di Neuer. Proprio Carvajal, Lamine Yamal e Dani Olmo sono quelli che hanno dato di più alla Spagna in questa partita - Olmo firma anche l'assist per il gol di Mikel Merino nei supplementari - oltre alla coppia di centrocampo Rodri-Fabian Ruiz. Non è però una novità, visto che sia contro la Georgia che nella fase a gironi i due hanno particolarmente brillato. In particolare va - se non fosse stato fatto abbastanza - sottolineata l'importanza per la Spagna di Rodri sia in fase di costruzione che in fase di interdizione e recupero del pallone.

La Spagna a quel punto però fa l'errore di rinunciare a proporre gioco come fatto fin là - complici anche i cambi di de la Fuente - e la Germania inizia a condurre un forcing sempre più intenso, in questo caso aiutato anche dalle prestazioni dei nuovi entrati. Come detto in apertura, Fullkrug si rende più volte pericoloso, Havertz ha la possibilità di sfruttare un errore di Unai Simon e non la coglie, ma le occasioni si accumulano fino al pareggio di Wirtz, che arriva ad una manciata di minuti dal 90'. Nei supplementari l'inerzia sembra essere dalla parte dei tedeschi, che giocano meglio, rischiano di andare in vantaggio e possono recriminare su un presunto fallo di mano in area non considerato punibile dall'arbitro Taylor. La Spagna però, anche durante il forcing tedesco, aveva dimostrato di poter pungere quando si trovava ad attaccare e - dopo aver già ripreso in mano parzialmente la situazione - al 119' arriva il gol di Mikel Merino citato all'inizio.

È obbligatorio, infine, spendere qualche parola su Toni Kroos, che oggi conclude la sua carriera da calciatore. Vera icona degli ultimi quindici anni di calcio, regista tra i migliori al mondo fino all'ultimo, giocatore che ha sempre saputo coniugare precisione millimetrica e creatività stupefacente, lascia forse con un piccolo rimpianto, quello di non essere arrivato in fondo all'Europeo di casa. Resteranno comunque per sempre nel suo palmares 6 Champions League, 5 Supercoppe UEFA, 6 Mondiali per Club, 1 Coppa del Mondo e numerosi campionati, coppe e supercoppe vinte tra Monaco e Madrid. Anche oggi 102 palloni toccati, 92% di passaggi completati e 2 passaggi chiave. Grazie di tutto, Toni.


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  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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