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Turchia
, 3 Luglio 2024

La Turchia di Montella è più fluida


Un approccio dinamico e una gran prova difensiva hanno portato la Turchia di Montella ai quarti di Euro 2024

Austria-Turchia è una delle classiche partite che aspetti di vedere in una competizione come Euro 2024: squadre con progetti nuovi, fresche, giovani e con proposte di gioco proattive, consce che non hanno niente da perdere.

Qualche differenza ovviamente c’è, ricollegabile più che altro a filosofie opposte: la Turchia di Montella cerca di presidiare le fasce allargando il più possibile la propria struttura, sia in fase di costruzione che in fase di sviluppo, per poi attaccare la linea grazie agli uomini in ampiezza.

L’Austria di Rangnick cerca invece di avanzare centralmente, mettendo i propri 4 uomini più offensivi nei corridoi interni, cercando l’imbucata diretta tra le maglie dei centrali avversari.

Entrambe, nel corso degli anni, sono spesso state le underdog più accreditate. Per un motivo o per un altro, però, non sono mai riuscite ad affermarsi nelle grandi competizioni. Entrambe arrivano all'ottavo di finale della Leipzig Arena con tante speranze e la consapevolezza che la partita sarà aperta, nonostante le assenze di Çalhanoğlu e Akaydin tra le fila turche per squalifica.

Per ovviare a questo problema, Montella ha optato per una linea a 3 con Ayhan nel terzetto difensivo, rispolverando Demiral e mettendo Güler al centro dell’attacco.

Questo nuovo assetto scelto da Montella ha scombussolato i piani di Rangnick: la Turchia presentava troppi uomini sulle fasce da contenere per Sabitzer e compagni. Nel primo tempo è stato un tema ricorrente: i turchi costruivano con un 3+2 e i quinti molto larghi. La loro ampiezza era favorita dalla posizione più accentrata degli esterni d’attacco.

I tre difensori in ogni caso non erano distribuiti in maniera simmetrica: spesso lasciavano un lato "vuoto" in cui si inseriva uno dei centrocampisti (Kökçü la maggior parte delle volte).

Questo atteggiamento a svuotare il centro del campo si accoppiava bene con quello degli avversari, che cercavano di indirizzare la pressione verso un lato per isolare quello debole.

La presenza di tanti uomini in ampiezza ha permesso tanti cambi gioco soprattutto al braccetto di sinistra Bardakcı, lasciato spesso solo (considerato anello debole della costruzione).

L’esterno austriaco Schmid non usciva mai in pressione sul centrale del Galatasaray, rimanendo piuttosto su Kadıoğlu per permettere al terzino, Posch, di rimanere su Yildiz.

La struttura in fase di non possesso della squadra di Rangnick era molto concentrata verso il lato forte: il terzino rimaneva con l’esterno, disinteressandosi così delle conduzioni del quinto.

Quando avvenivano i cambi gioco si creavano situazioni interessanti: qui Müldür riceve libero, esce Mwene ma lascia spazio dietro di sé, attaccato da Yilmaz.

Discorso simile anche quando l’Austria si chiudeva nel 4-4-2 con blocco medio-basso: se la palla superava la seconda linea di pressione la linea difensiva stringeva molto. Yilmaz ha la tendenza di attaccare la profondità, soprattutto se il terminale offensivo è Güler che viene molto incontro, attirando il terzino e liberando Müldür.

Col passare dei minuti, lo staff austriaco è giunto a compromessi coi difetti strutturali in fase di non possesso: Schmid ha iniziato a pressare il braccetto sinistro, Posch si accoppiava con Kadıoğlu e Danso con Yildiz.

Col centrale del Lens così tanto attratto verso l’esterno, si creava spazio tra i centrali austriaci, attaccabile dai centrocampisti della Turchia.

Importante sottolineare come Güler abbia mandato ai matti la difesa avversaria. Col trequartista del Real da terminale offensivo, i centrali austriaci erano privi di punti di riferimento: il talento del 2005 veniva molto incontro centralmente. Né Danso né Lienhart avevano licenza di rompere la linea.

Con i due centrali così passivi, l’Austria si ritrovava spesso a pressare la costruzione con un uomo in meno. Considerando anche l'"inafferrabilità" di Güler, il pressing sulla Turchia era attuato da due austriaci in meno, dato che i due centrali non avevano nessuno di cui occuparsi direttamente.

Un esempio, a dimostrazione dell'eccessiva rigidità della selezione di Rangnick a non rompere la linea. Kadıoğlu si smarca centralmente, a uscire su di lui non è Danso ma Seiwald, lasciando scoperto il centrocampo e favorendo l’imbucata verso l’attaccante turco venuto incontro.

I due centrocampisti Laimer e Seiwald avevano spesso i loro riferimenti da seguire ed entrambi seguivano la direzione del pallone: Güler era molto bravo nel capire quando venire incontro, lasciando gli austriaci "indietro" mentre scalavano sul pallone.

Nel primo tempo, Arnautovic e compagni hanno sofferto molto l’ampiezza turca, mostrando chiari difetti strutturali prontamente attaccati da Montella. Mai però la Turchia li ha puniti, sbagliando spesso l’ultimo passaggio in zona di rifinitura.

La partita è stata infatti sbloccata dopo nemmeno un minuto da una situazione di calcio piazzato apparentemente casuale: Demiral, alla prima da titolare a Euro 2024, porta in vantaggio la Turchia.

Perché apparentemente casuale? Il gol è effettivamente rocambolesco, ma nasce da un principio studiato. L’Austria difende sui piazzati a uomo: le battute da corner di Güler erano quindi sempre indirizzati sul primo palo, dove la densità di uomini mandava in confusione i saltatori avversari.

Sul primo gol la palla scorre, dopo un paio di rimpalli l’ex Juve e Atalanta si avventa sul pallone scaraventandolo in rete; sul secondo incorna proprio sul primo palo.

[Allo stesso modo, l’Austria ha sfruttato la marcatura a zona della Turchia nei piazzati: con una spizzata verso il secondo palo, Gregoritsch ha riaperto la partita]

Su azione, le possibilità per fare male su azione manovrata la squadra di Rangnick le ha sempre avute. Nel primo tempo ha sì faticato a creare: non ha avuto troppo il pallone. Nella seconda parte di gara, lAustria ha dovuto per forza di cose spingere sull’acceleratore per recuperare lo svantaggio, arrivando addirittura al 69% (!) di possesso grazie principalmente alle doti in fase di riaggressione - un must per Rangnick e la filosofia austriaca. Come mai quindi l'Austria non ha concretizzato?

La Turchia mandava in prima pressione i due esterni sui due centrali, abbassando Güler sul vertice basso Laimer. Il problema era la marcatura di Kökçü su Seiwald, che si smarcava fuorilinea permettendo a Posch di alzarsi.

Se Kökçü lo seguiva, si creava tanto spazio centralmente per andare dai giocatori offensivi; se invece Kökçü lo lasciava andare, l’Austria usciva dalla pressione costringendo la Turchia a ripiegare.

A quel punto Montella ordinava ai suoi di disporsi con un 5-4-1 compattissimo, cercando di togliere agli avversari le giocate centrali caratteristiche.

La disposizione ha comportato grande coinvolgimento dei centrali difensivi all’azione: Danso è risultato il giocatore con più metri guadagnati palla al piede.

L’Austria attaccava a tutti gli effetti con 10 uomini, creando tantissima densità nei corridoi centrali. Baumgartner era a tutti gli effetti un attaccante e non un rifinitore. Il giocatore di casa - nell'estate 2023 è passato dall'Hoffenheim all'RB Leipzig - cercava spesso la profondità insieme ad Arnautovic: la Turchia non ha mai cercato di mandarli in fuorigioco ma assorbiva tutti gli inserimenti. Grazie a svariati lanci, la distanza tra i reparti si allungava e permetteva agli austriaci di lavorare meglio sulle seconde palle.

Struttura in fase di sviluppo austriaca, molto simile a quella del Benfica di Schmidt.

Gli austriaci, nonostante la struttura molto densa in fase di non possesso della Turchia, riuscivano in ogni caso a trovare imbucate superando la seconda linea di pressione.

Montella non faceva gestire gli spazi a suoi giocatori, molto aggressivi sull’uomo. Quando uno dei due di centrocampo si faceva attirare dalla coppia Laimer-Seiwald, si creava spesso un 2vs1 alle spalle: Posch si inserisce centralmente e con la ricezione guadagna superiorità posizionale. Ottima imbucata per Arnautovic, ma l’attaccante dell’Inter sbaglia a tu per tu col portiere.

Il secondo tempo è stato un assedio totale: la Turchia faticava a ripartire concedendo sempre più campo, riuscendo però a resistere grazie anche a quella che è fino ad adesso al parata del torneo probabilmente da parte di Günok, sprecando inoltre due ottime occasioni in contropiede nel finale con Yilmaz.

Montella è ai quarti contro i Paesi Bassi mentre Rangnick torna a casa amareggiato: dati alla mano, probabilmente l'Austria meritava di vincere.

Nel primo tempo i turchi hanno approcciato meglio la gara e hanno mostrato un’ottima fluidità e delle buone idee in fase di possesso. La fase difensiva è da aggiustare, ma si sapeva: mancavano due giocatori cardine come Çalhanoğlu e Akaydin, che torneranno sabato (a fare loro spazio sarà, in parte, lo squalificato Kökçü).

Il gruppo turco ha la possibilità di replicare (in minima parte) la storica semifinale raggiunta nel mondiale del 2002, trasformando da potenza ad atto questa storica aura da "underdog". Una squadra di culto già nella memoria di molti, ma a cui basta anche solo una partita in più per essere in quella di tutti. Riusciranno, la Turchia e Vincenzo Montella, nell’impresa?


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  • Reggino classe 2000, dopo aver mollato l’aspirazione di diventare calciatore sogna di riscendere in campo come Match Analyst, nel mentre scrive articoli.

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