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Francia-Belgio

La Francia va ai quarti, non si capisce bene come


Non convince la Francia, torna a casa a testa bassa il Belgio.

In Francia la rivalità con il Belgio è molto più sentita di quella con l'Italia, che noi spesso, al di là delle dispute vinicole, sopravvalutiamo molto. Nelle barzellette francesi, per rendere l'idea, i belgi hanno più o meno la stessa presenza che hanno i carabinieri in quelle nostre. Per questi e altri motivi quello di Düsseldorf era un Francia-Belgio particolarmente sentito, come confermato anche dagli antisportivi fischi dei tifosi belgi alla "Marsigliese" al momento degli inni nazionali. Ma, al di là della rivalità tra i popoli, si trattava anche di una partita tra due squadre che hanno passato il primo turno senza mai brillare e, nel caso del Belgio, sudando fino alla fine. Insomma, una partita tra due squadre che avevano l'occasione di dire "da ora facciamo sul serio". Si dà il caso però che nessuna delle due lo abbia fatto, perché è stata una gara molto tattica in cui la Francia ha mantenuto il pallino del gioco per gran parte della gara trovando però il gol dei quarti di finale, in cui i Bleus sfideranno Portogallo o Slovenia, solo a pochi minuti dalla fine grazie a una deviazione da parte di Vertonghen di un tiro ciabattato da Kolo Muani. Insomma, neanche oggi la squadra di Deschamps ha mostrato il suo enorme potenziale, eppure un posto tra le prime otto d'Europa è garantito.

Il primo tempo è partito con un possesso abbastanza prolungato della Francia, mentre l'atteggiamento del Belgio già da subito puzzava molto di quello di una squadra che non disdegnerebbe affatto la possibilità di giocarsi il passaggio del turno ai calci di rigore. Ciononostante, la prima vera occasione della partita è stata per gli uomini di Tedesco, capaci di impegnare Maignan su una punizione battuta a dire il vero neanche troppo bene da De Bruyne. La Francia ha continuato ad attaccare sfruttando i guizzi di Mbappé, che sembra aver superato gli strascichi dell'infortunio al naso, e puntando molto sui tiri da fuori di Tchouameni, memori anche dello splendido gol del centrocampista del Real Madrid che regalò il vantaggio ai Bleus nel quarto di finale del Mondiale 2022 contro l'Inghilterra. La buona prestazione difensiva dei Diavoli Rossi - che, va detto, è stata mantenuta per tutta la partita - ha però retto senza troppi problemi all'assalto francese, portando a uno 0-0 a fine primo tempo tutto sommato giusto.

Il secondo tempo è iniziato sulla falsariga del primo, con la Francia a fare la partita e il Belgio a provare, senza troppa convinzione, a creare problemi tramite dei guizzi individuali. Protagonisti degli attacchi francesi sono stati ancora Mbappé e Tchouameni, ma uno degli episodi più entusiasmanti della partita si è verificato al minuto 61, quando un intervento difensivo di Theo Hernandez che c'è chi ha definito maldiniano ha sbarrato la strada a Carrasco, pronto a presentarsi all'uno contro uno con Maignan. Gli attacchi del Belgio hanno continuato ad andare avanti ad intermittenza, provando a coinvolgere spalle alla porta un Lukaku tutt'altro che brillante (ma anche non servito bene, va detto) e arrivando al culmine a sette dalla fine, quando Kevin De Bruyne ha una grande occasione per portare avanti i suoi ma la spara addosso a Maignan. È la svolta della partita, perché poco più di un minuto dopo un tiro di Kolo Muani destinato ad andare tra le braccia di Casteels o addirittura fuori viene deviato in porta da Vertonghen. Inutili gli assalti finali del Belgio: la Francia è ai quarti, senza meritarlo troppo ma anche cercando la fortuna più degli avversari, scesi in campo senza una reale idea che non fosse cercare di portarla in qualche modo ai supplementari e poi, magari, anche ai rigori.

Tutt'altro che una partita convincente, dunque, quella della Francia, che non si discosta troppo dalla macchinosa manovra offensiva che già abbiamo visto nei gironi. È chiaro che servirà molto di più per vincere l'Europeo, a cui i Bleus si presentavano forse da favoriti assoluti, ma non è raro in tornei come questi che il gioco di squadra migliori gara dopo gara. Ne è un esempio l'Argentina del Mondiale 2022, che ha iniziato con due partite orrende contro l'Arabia Saudita e il Messico per poi finire con delle prestazioni stupende contro la Croazia e proprio la Francia. Ci sono stati comunque degli spunti positivi per gli uomini di Deschamps: intanto la ritrovata forma di Mbappé, che sembra aver superato del tutto il brutto infortunio occorsogli nella partita contro l'Austria, poi gli sprazzi di Tchouameni - uno dei più attivi in fase offensiva, come già detto - e infine la sicurezza offerta da Theo Hernandez, autore di una grande partita al di là dello spettacolare intervento difensivo su Carrasco. Parliamo di cose che da sole non saranno sufficienti per raggiungere gli obiettivi a cui i tifosi transalpini aspirano legittimamente, ma una base su cui costruire qualcosa c'è.

Torna a casa a testa bassissima invece il Belgio, che non riesce a riscattare l'eliminazione al primo turno in Qatar disputando un pessimo Europeo, in cui un girone passato con il brivido è stato seguito da un ottavo giocato veramente male. Molto bene Doku, che oggi con i suoi strappi è stato l'unico dei suoi a provare a risvegliare la fase offensiva, ma per il resto c'è pochissimo da salvare. Male Lukaku e malissimo De Bruyne, colpevole dell'errore davanti a Maignan che è stato seguito dopo pochissimo tempo dal gol della Francia e autore di un Europeo veramente negativo che si colloca sulla falsariga di una carriera in nazionale mai veramente al livello di quella nei club. Non riesce dunque la rivincita della semifinale del 2018, quando la Francia si prese la finale del Mondiale sconfiggendo gli uomini allora allenati da Martinez grazie a un gol di Umtiti. Ma quindi da cosa può ripartire il Belgio? Beh, sicuramente da Doku, su cui andrà costruito il nuovo corso, ma anche da De Ketelaere, inspiegabilmente usato pochissimo in questo Europeo, e da Openda, che sono sicuramente giocatori dal grande talento. Forse non sarà sufficiente per tornare a quel primo posto del ranking FIFA che è stato occupato per diverso tempo, ma, se certe brutte cose che si sono viste in questo torneo verranno abbandonate, la nazionale belga ha un futuro davanti.


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  • Nato nel 2005. Appassionato di allenatori, nazionali e allenatori delle nazionali.

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