Logo Sportellate
Copa America
, 1 Luglio 2024

Il futuro della Copa


6 giocatori da osservare in Copa per il futuro dell’America calcistica.

Mentre gli occhi di tutti sono rivolti verso ciò che succede a Euro 2024 in Germania, tra risultati imprevedibili e prestazioni memorabili, dall’altra parte del mondo si sta svolgendo un'analoga competizione in terra americana. La Copa America 2024 si svolge, per quest’edizione, negli Stati Uniti d’America. Ha come detentrice del titolo l’Argentina di Lionel Messi e compagni. Rappresenta, così come l’Europeo, una vetrina perfetta per aspiranti craque nazionali per mettersi in mostra su uno dei palcoscenici più importanti, unito al nobile scopo di rappresentare il proprio Paese.

I blasonati Messi, Di Maria e Suarez - così come i patriottici Ospina, Isla e Rincon - sono ormai sulla via del tramonto. Vorrebbero lasciare la loro nazionale e la Copa America nel miglior modo possibile, e nelle migliori mani - e piedi - possibili. Vedere il proprio nome sulla camiseta del Paese di provenienza è per alcuni una novità assoluta: sono i giovani che si affacciano alla prima competizione internazionale della carriera con la Nazionale maggiore, quelli che puntano a sparigliare le carte e mostrare al mondo il loro più assoluto potenziale, con l'investitura pronta ad arrivare nel caso si presentino i segni del destino al cospetto degli anziani del villaggio.

Tra tutti i giovani della Copa America 2024, 6 sembrano avere qualcosa in più. Solo talento ma poca concretezza? Tanta personalità ma ancora nessuna consapevolezza? Sarà il futuro a dirlo, ma per saperlo occorrerà tenerli d'occhio.

Endrick (Brasile, 17 anni)

La più attesa next big thing della Copa America 2024: l’attaccante del Palmeiras, classe 2006, è già cosa noto da tempo. In un mondo dove calcio e social vanno a braccetto, la sua immagine si è già iconicizzata, al punto da essere descritta con quella parola che ormai viene associata al calcio più di alcuni termini tecnici. Aura. Paragoni pesanti già fatti, dèi e miti abbondantemente scomodati. L’iconicità del giocatore, in questo caso, sembra venire prima del responso dato dal campo.

Sarà la maglietta infilata nei pantaloncini o il colletto alzato, ma Endrick è già diventato oggetto pop della new wave calcistica. Sembra provenire dal passato ma è diventato quanto mai di moda. Il Real Madrid lo ha già messo sotto contratto, dal 21 luglio Ancelotti potrà comporre quello che sembra, a tutti gli effetti, un Galacticos 2.0 (sperando con esito migliore del primo).

La luccicanza che contraddistingue il suo cammino non è passata inosservata agli addetti ai lavori. L'ex CT del Brasile, Fernando Diniz, lo ha convocato in nazionale maggiore, facendolo diventare il più giovane giocatore selezionato, a 17 anni. Nemmeno Dorival Junior ha potuto esimersi dall'includerlo nella lista di convocati per la Copa America: Endrick sa ricoprire più zone del fronte offensivo, palla al piede, senza mai perdere il possesso. Col Palmeiras ha collezionato 14 gol in 44 partite, ripetiamo, ancora da minorenne. Nessuno ha mai vinto la Copa America prima di compiere 18 anni: Endrick sarà il primo a farlo?

Kendry Paez (Ecuador, 17 anni)

Un contesto ultimamente fruttuoso per i club europei è quello dell’Ecuador. Le esperienze di Piero Hincapié, attualmente al Bayer Leverkusen, o dello storico attaccante Enner Valencia (Everton e West Ham, solo per rimanere in Premier League), hanno fatto scuola. Storico è anche il passaggio pagato a peso d’oro di Moises Caicedo dal Brighton al Chelsea: il centrocampista si è però fatto le ossa nel natìo Ecuador, tra le file dell’Independiente del Valle. Ed è proprio qui che Kendry Paez, classe 2007, gioca e fa parlare di sé.

Professione trequartista - all’occorrenza esterno destro d’attacco - possiede un mancino educato con cui ha messo a referto 4 gol e 3 assist in 13 partite nell'ultima stagione. I compagni di squadra lo soprannominano “Dima”, paragonando quel piede sinistro, ormai oggetto di culto, a quello dell’argentino Angel Di Maria. Segni particolari per arricchire il CV: Kendry Paez è stato il più giovane a segnare un gol durante le qualificazione sudamericane al Mondiale, a 16 anni. Se non bastasse, alla stessa età, è diventato anche il più giovane a segnare in un Mondiale U20.

Curriculum ricco e precocità, elementi lampanti di un talento cristallino. La corsa a Paez è stata vinta dal Chelsea, che lo ha acquistato l’inverno scorso per €18 mln circa. Per vederlo incantare il pubblico esigente di Stanford Bridge bisogna attendere il 2025, quando il giocatore avrà compiuto i 18 anni. I tifosi e l’allenatore, così come il suo capitano in Nazionale Moises Caicedo, lo aspettano trepidanti.

Valentin Carboni (Argentina, 19 anni)

La stellina dell’Albiceleste è uno dei calciatori più chiacchierati del momento. I riflettori sono puntati su di lui anche quando non gioca, se anche Messi ha deciso di spendere parole d’elogio per lui. “Ha un futuro ‘barbaro': bisogna approfittarne, (…) l'avevo visto nell'U20 ma è cresciuto molto: è un giocatore diverso, molto più allenato e con grandi qualità". Una benedizione che pochi, pochissimi posso vantare. L’enorme fiducia data al classe 2005 si è manifestata con la convocazione per questa edizione della Copa.

Non si sa quanto possa incidere durante il cammino degli attuali campioni, ma la convocazione è un segnale fortissimo per Carboni. Cresciuto e formato nel settore giovanile dell'Inter, coi nerazzurri la presenza in prima squadra è durata sinora pochissimo. In prestito annuale al Monza, mister Palladino si è ritrovato in mano un diamante da sgrezzare: in Brianza, Carboni ha trovato minutaggio più consistente e regolare, il più delle volte come elemento capace di variare il piano gara dalla panchina.

I dati statistici servirebbero a dare una dimensione numerica del suo apporto, ma la vera peculiarità del 19enne albiceleste è quella di sapersi muovere in maniera ubiquitaria. Lo si può trovare ovunque, capace di diventare un collante per la squadra, prediligendo sempre il lato destro del campo. A Monza la stagione è stata conclusa con 2 gol e 3 assist a referto: l’Inter vorrà usarlo come moneta di scambio, girarlo in prestito o includerlo come elemento di completamento della rosa di Simone Inzaghi? In ogni caso, come Godot, Valentin Carboni va aspettato.

Julio César Enciso (Paraguay, 20 anni)

L’ala paraguayana del Brighton è solo l’ultimo giocatore passato dalle sapienti mani di Roberto De Zerbi, ma la stoffa del classe 2000 era già tracciabile nel suo passato in patria. Con la maglia del Libertad ha contribuito alla vittoria dei suoi del campionato nazionale e al raggiungimento di una storica semifinale di Copa Sudamericana. In Europa ha sinora trovato la propria dimensione esaltandosi sul fronte offensivo, spaziando dall’esterno del campo fino ad accentarsi sulla trequarti nella struttura dei Seagulls.

L’esordio di Enciso in Premier League è arrivato all’età di 18 anni in una stagione storica per il Brighton, dove lo stesso esterno paraguayano riesce ad ottenere il premio come autore del miglior gol della stagione. Sulle sue spalle sembra già avvertirsi il destino dell’Albirroja.

https://youtu.be/2txlZQBtKXs?feature=shared

Dario Osorio (Cile, 20 anni)

Esterno a piede invertito, ideale se si cerca esplosività in un attaccante per convergere al centro per calciare o crossare col piede forte: Dario Osorio è questo, ma anche di più. Il 2004 cileno massimizza il talento in conduzione e dribbling ricoprendo molto spazio all’interno del campo, in un Midtjylland che gli ha già affidato onerosi compiti di creazione in stagione.

Sulla destra o sulla sinistra, poco importa: col Club Universidad de Chile, Osorio esordisce all’età di 18 anni e viene impiegato ovunque e sempre. Giocare con estrema continuità è sia sintomo di fiducia da parte dell’allenatore che riconoscimento della sua bravura. Nulla cambia quando Osorio, nell'estate 2023, attraversa l’Atlantico e si aggrega ai danesi del Midtjylland. L’esterno cileno prosegue quanto fatto intravedere in patria: velocità e occupazione totale del campo, coronate da 8 gol e 2 assist in 23 partite in Superligaen.

La fascia destra del Midtjylland ha trovato un padrone di casa dalla presenza costante, per qualità e quantità: Osorio non è giocatore che si esula dalla fase difensiva, nella quale non garantisce la stessa intensità di quando ha la palla tra i piedi ma si disimpegna con discreti risultati. Un pendolare calcistico, il ragazzo cileno, capace di percorrere la fascia in maniera persistente. Nella Copa America 2024 è partito titolare contro l'Argentina e subentrato nelle altre due gare, in una selezione che non ha brillato globalmente per qualità e produzione offensiva: troppo solo, Osorio, per trascinare la Roja. Ma il futuro è dalla sua parte.

https://youtu.be/KtBk7ZjbSfU?feature=shared

Johnny Cardoso (USA, 22 anni)

Il centrocampista statunitense del Betis Sevilla gioca questa Copa America in casa. Improbabile, tuttavia, che senta alcun turbamento: Cardoso è abituato al campionato spagnolo, dove passione e pressione si mescolano per dare vita a una salsa calcistica unica. Nato negli USA nel 2001 da genitori brasiliani, torna subito nella terra del Rio delle Amazzoni. Qui lega il suo destino a quello dell’Internacional, dove esordisce all’età di 18 anni. Mediano e vola in Europa: con la casacca biancoverde del Betis affina la sua tecnica, spaziando su più fronti del centrocampo.

Allo Benito Villamarin di Sevilla, la zona del centrocampo è di proprietà del talento a stelle e strisce. Dotato di buona tecnica individuale, Cardoso spicca nelle metriche associative, sia in termini di passaggi ai compagni che nel dettare ritmo all’azione. Recupera molto e fluidifica altrettanto. La mancanza di velocità palla al piede è soppesata con una capacità notevole nel riprenderne il possesso.

Ringhia sulle ricezioni e sulle conduzioni degli avversari, non si tira indietro quando c’è da buttarsi nella mischia: la sua presenza nelle seconde palle è quanto mai stabile. Il tutto, accompagnato da una tendenza nel pulire palloni con sprazzi di natura carioca. Cresciuto in Brasile, attualmente in Spagna, tornato negli Stati Uniti per giocare la Copa America: Johnny Cardoso sembra essere la perfetta rappresentazione del villaggio globale.

Ti potrebbe interessare

Caos, aggressività, intensità

Uruguay-Colombia è semifinale di Copa America tra due formazioni che spezzetteranno il gioco

Storia della bromance Eze-Olise

Il trasferimento di Olise al Bayern segna la fine di una delle più belle coppie dell'ultima Premier League.

Con Alisha Lehmann non si parla mai di calcio

Douglas Luiz è il suo fidanzato, ma a tutti interessa il contrario.
,

Douglas Luiz è un salto in avanti per la Juventus

L'acquisto del centrocampista brasiliano è uno dei colpi più importanti del calciomercato italiano.

Dallo stesso autore

Ángel Di María ha ingannato il tempo

La finale di Copa America è stata la giusta conclusione del film scritto da Di María e l'Albiceleste

Pecunia non olet

I rapporti tra Euro 2024, Qatar e Cina vanno oltre alle singole sponsorizzazioni

Qual è la miglior canzone ufficiale degli Europei?

Dal peggiore al migliore, i brani che hanno accompagnato le ultime nove edizioni del torneo.

Biniam Girmay è necessario

Non sono solo i successi al Tour de France 2024 a dimostrare che non c'è chi ama il ciclismo come l’Eritrea
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu