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Belgio
, 1 Luglio 2024

Tutta la paura dei Diavoli Rossi


Com'è il Belgio post Generazione d’Oro?

Il tempo regolamentare di Ucraina-Belgio è scaduto. Anthony Taylor assegna 4' di recupero, 240 secondi che si riveleranno lunghissimi per il Belgio di Domenico Tedesco. Due anni di lavoro rischiano di vaporizzarsi, sovrastati dalle ansie di un gruppo che sembrava ricominciare un ciclo ma che si sta mostrando inadatto a reggere la pressione.

Tutta la paura si riassume in Kevin De Bruyne: il #7 si appropinqua a battere un calcio d’angolo, chiama a sé Bakayoko urlando e gli chiede di tenere la palla vicino alla bandierina. Il Belgio scaccia i fantasmi di una prematura eliminazione da Euro 2024 ma finisce così, col mettersi posto nel gruppo, per posizionarsi nella parte di tabellone più complicata. Ma è questa immagine quella che, con ogni probabilità, ricorderemo dell’Euro 2024 del Belgio di Domenico Tedesco.

Una squadra piena di alti e bassi che, probabilmente, il CT di Rossano Calabro non è riuscito a plasmare al meglio. Una selezione che ha dovuto giocare gli ultimi secondi della fase a gironi vicino alla bandierina del calcio d’angolo per raggiungere l’obiettivo minimo della spedizione tedesca.

Belgio-Slovacchia: zero certezze tattiche

Nell'ultimo biennio, Domenico Tedesco ha costruito una squadra che potesse avere il controllo delle operazioni nel corso della partita. Allo stesso tempo, i Diavoli Rossi immaginati dall'ex Lipsia avrebbero cercato di rendersi pericolosi utilizzando princìpi posizionali nella trequarti avversaria. Gli interpreti sono stati sempre diversi ma il disegno non è mai cambiato: la rinnovata formazione belga ha costruito una propria identità e riconoscibilità a livello tattico.

Il disegno prevedeva una costruzione composta da quattro uomini - i due centrali difensivi più un terzino bloccato e uno dei due centrali di centrocampo - col secondo centrocampista che si sdoppia tra costruzione e sviluppo del gioco. Davanti, invece, il Belgio si affidava a due esterni in grado di puntare in 1vs1 e creare pericoli con cross in area o favorendo sovrapposizioni interne e esterne.

Tedesco si è complicato la vita quando, contro la Slovacchia, ha deciso di schierare nel quartetto di costruzione due centrali come Faes e Debast assieme a due mediani come Onana e Mangala, ridondanti come caratteristiche in quella zona di campo. L’obiettivo era quello di liberare Carrasco, schierato nominalmente da terzino sinistro, e cercare di sfruttare lo schieramento ampio per aprire le linee avversarie, favorendo l’accesso centrale verso De Bruyne e Trossard o aprire il gioco verso Doku in isolamento sulla destra.

Trasformazione in fase di possesso del 4-2-3-1 contro la Slovacchia: Castagne ha il doppio compito di coprire preventivamente la zona di Doku e sovrapporsi al giocatore del City.

La grande aggressività della squadra di Calzona nella prima parte ha messo a nudo i limiti degli interpreti in fase di costruzione; quando erano gli avversari in fase di possesso, inoltre, la pressione esercitata dagli elementi offensivi era parecchio blanda, liberando agevolmente linee di passaggio verticali verso i giocatori della Slovacchia che potevano sfruttare le debolezze difensive di Carrasco per attaccare sul suo lato.

Decisamente meglio ha funzionato, specie nel secondo tempo, la fase di riaggressione a palla persa: il sistema di marcature preventive predisposto da Tedesco che ha permesso ai Red Devils di schiacciare la Slovacchia nell’ultimo terzo, creando i presupposti per generare l’assedio nella mezzora finale. Complice la poca lucidità sottoporta e due reti annullate dal VAR, il Belgio non ha comunque ribaltato il risultato.

Tielemans e Theate riequilibrano l’assetto

Contro la Romania, Tedesco ha deciso di mettere da parte l’overthinking ed ha risistemato il Belgio con Theate (al rientro dall’infortunio) schierato da terzino bloccato al fianco sinistro di Vertonghen, con Onana a completamento del rombo di costruzione. Soprattutto, la presenza di Tielemans a sostegno della costruzione ha decisamente migliorato la qualità del possesso palla, armando al meglio gli spunti di Lukebakio e Doku sugli esterni e le combinazioni centrali tra De Bruyne e Lukaku.

Contro la formazione di Iordanescu, la presenza del centrocampista dell’Aston Villa ha ottimizzato l’occupazione del campo e, soprattutto, ha permesso alla squadra belga di poter consolidare il possesso sul lato destro per poi cercare di connettersi con la coppia centrale De Bruyne-Lukaku e la possibilità di ribaltare il gioco in isolamento verso Doku.

Il Belgio ha potuto esercitare meglio il proprio dominio: il rombo di costruzione era già in grado di prendere in consegna, tramite marcature preventive, i riferimenti offensivi rumeni.

Di certo, la partita contro la Romania è stata la dimostrazione di quale sia il piano A di Domenico Tedesco: un'idea aggressiva e dominante ma facilitata dal goal iniziale di Tielemans, che ha dato alla squadra la fiducia necessaria a completare il game plan.

Ucraina-Belgio: la partita della paura

Il Belgio arriva alla partita finale del girone ritrovando certezze. Tedesco, rinunciando a Lukebakio e inserendo Trossard, sceglie di non congestionare la zona destra come accaduto contro la Romania. Da come la squadra si schiera in campo, la volontà manifesta è quella di svuotare il centro.

Fonte: Between the Posts

La prima costruzione avviene coi quattro difensori in ampiezza - anche Theate, generalmente deputato a stringere al fianco dei due centrali. L’idea era quella di allargare la prima pressione ucraina per cercare le combinazioni centrali De Bruyne-Lukaku.

La cosa è riuscita solo una volta nelle fasi iniziali della partita: il 5-3-2 di Rebrov ha permesso all’Ucraina di raddoppiare comodamente sugli esterni, costringendo De Bruyne ad aprirsi a sua volta per giocare dei palloni in combinazione con i compagni. Tielemans è così meno coinvolto, rendendo i possessi della squadra di Tedesco stantii e prevedibili.

Ancora una volta, quando è l'Ucraina ad avere la palla, la prima pressione belga viene esercitata in maniera pigra: la selezione gialloblù può servire i propri trequartisti con facilità, esponendo la linea difensiva.

La linea dei centrocampisti è messa male in difesa posizionale, creando comode linee di passaggio in zona rifinitura.

Ancora una volta il Belgio di Domenico Tedesco perde le certezze tattiche; ciò che nella partita contro la Romania sembrava aggiustato, torna ad essere problematico. I Diavoli Rossi fiutano il pericolo e iniziano ad accettare il pareggio a reti inviolate come il male minore. Troppo rischioso sarebbe cercare di alzare l’intensità e aggredire con più uomini la metà campo avversaria: meglio ritrarsi.

Anche abbassandosi, i Red Devils mostrano pochissima sicurezza: concedono diverse possibilità all’Ucraina per portarsi a casa partita e qualificazione. Ci vuole un Casteels pronto tra i pali per evitare che la paura si trasformi in psicodramma sportivo.

Una squadra (ancora) non pronta

L’eliminazione dalla fase a gironi a Qatar 2022 ha posto fine al ciclo della Generazione d’Oro belga, che ha raggiunto il suo apice con il terzo posto ai Mondiali di Russia. Nel 2022 si parlava di quel gruppo come un unicum della storia del calcio belga, ma lo si faceva con poca cognizione di causa: stava già emergendo una nuova classe di talenti, alcuni dei quali stiamo vedendo all’opera a Euro 2024, che avrebbero trovato spazio in favore di elementi in parabola discendente (Hazard e Alderweireld, per fare giusto due esempi).

Domenico Tedesco ha avuto il compito di fare da Caronte in questo passaggio: costruire una squadra nazionale in grado di trovare un’identità di gioco che massimizzi il talento emergente. Il cammino del tecnico di scuola tedesca prima di Euro 2024 prometteva bene: il Belgio si è presentato alla kermesse tedesca da imbattuto.

L’andamento della squadra nel girone ha instillato dei dubbi sul suo approccio tattico: Tedesco dà l’impressione di voler stupire quando sarebbe necessario dare maggiori certezze. Il Belgio, dal canto suo, ha mostrato qualche crepa a livello di tenuta mentale che prescinde dalla presenza di Tedesco in panchina: alcune situazioni in cui De Bruyne e Lukaku hanno mandato esplicitamente a quel paese alcuni compagni, rei di aver effettuato delle scelte sbagliate, sono una spia accesa e preoccupante.

https://www.youtube.com/watch?v=H0ZW5MH3dhk&pp=ygUXYmVsZ2lvIGRlIGJydXluZSB0aWZvc2k%3D

Ora, un ottavo di finale al limite del proibitivo contro la Francia. Potrebbe essere la partita che sblocca in maniera definitiva questo progetto, ora che la squadra si è liberata del fardello del passaggio dei gironi? O potrebbe anche certificare il fatto che la ricostruzione è ancora lungi dall’essere completata, e che potrebbero essere necessarie decisioni ancora più forti per portare avanti il percorso?


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  • Nicola Lozupone è cresciuto con l'amore per la Samp di Vialli e Mancini e della curva Nord dello stadio San Nicola. Da grande trasforma il suo tifo in passione per lo sport, la tattica e la performance analysis. Giochista convinto.

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