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Southgate
, 30 Giugno 2024

Southgate è il problema dell'Inghilterra?


I toni delle critiche al CT e alle prestazioni dell'Inghilterra hanno oltrepassato il limite.

Salire sul carro dei detrattori di Gareth Southgate è impresa quasi impossibile. L'ultimo a esserci riuscito, grazie a una giocata da fuoriclasse, è stato Gary Lineker: nel podcast The Rest is Football lo ha dipinto il tecnico come "tatticamente inadatto". Non solo: lo ha fatto allegandoci una parola inglese che inizia per sh- e finisce per -it - quattro lettere in tutto - per definire la prestazione dell'Inghilterra contro la Danimarca.

Lineker si è ritagliato una seconda parte di carriera nel panorama televisivo oltremanica. Da diverse stagioni è il volto di Match of the Day, storico programma sul secondo canale dedicato alle partite del sabato di Premier. Dall'agosto 2023 ha intrapreso anche l'autoproduzione di un podcast tutto suo: lontano dalle strette maglie della tv pubblica, Lineker è finalmente libero di dire ciò che vuole. In questi giorni, il buon vecchio Gary sembra spassarsela alla grande in giro per la Germania: ospiti sempre diversi, in maniche di camicia, discutendo senza filtri di Euro 2024 e, ovviamente, dell'Inghilterra.

Southgate, neanche a dirlo, è per distacco l'argomento più caldo di ogni puntata.

Inghilterra-Slovenia 0-0, una delle peggiori prestazioni dell’intera gestione Southgate, ha fornito a Lineker il miglior assist mai ricevuto in carriera - per uno che ha giocato 87 partite in carriera insieme a Gazza e 51 con Chris Waddle, è tutto dire... - e ulteriore energia per esprimere tutto il suo malessere: “In squadra abbiamo il miglior giocatore della Liga, il capocannoniere della Bundes e il miglior giocatore della Premier. Tutti sembrano confusi, spaesati. Questo perché il nostro selezionatore non riesce a metterli in fiducia, è semplicemente inaccettabile”.

Grazie anche agli interventi di Alan Shearer e Wayne Rooney, The Rest is Football è uno dei contenuti sportivi più seguiti d’Inghilterra. Un prodotto che sembra avere una linea editoriale ben precisa: sparare a zero sul CT dei Three Lions. E, in questa battaglia, Lineker e soci sanno da tempo di non essere soli.

Southgate rilevò Allardyce sulla panchina della nazionale inglese nel 2016: il rumore della critica nei suoi confronti non si era mai spinto così in alto così come nell'ottava estate da selezionatore. The Athletic scrive che "Mai come in questo europeo sembra non esserci un piano preciso“, al Guardian gli ospiti di Football Weekly sospirano in coro che “l'Austria è una squadra con energia, equilibrio e idee chiare. Immaginate che bello se anche noi avessimo almeno una di queste caratteristiche“.

Persino Gary Neville, che in passato si è speso a sostegno del suo ex compagno di Nazionale, ha recentemente criticato Southgate per l'utilizzo di Declan Rice - spoiler: è sostanzialmente identico al passato, ma oggi non è momento di vivisezionare gli aspetti tecnici e tattici di Euro 2024 -: dire che l'intera Inghilterra del calcio sia, in questi giorni, schierata contro il tecnico nativo di Watford, è mera constatazione.

https://www.youtube.com/watch?v=XZ2DEhBgSC0

In mezzo a un mare in tempesta, la nave inglese è riuscita ad attraccare al porto più vicino sana e salva. Grazie ai 5 punti conquistati in tre partite, l’Inghilterra si è classificata al primo posto del Gruppo C, garantendosi l'accesso agli ottavi di Euro 2024. Kane e compagni sfideranno la Slovacchia per avanzare in una parte di tabellone abbordabile e provare a raggiungere la seconda finale consecutiva nella massima competizione continentale. I Tre Leoni non vincono un trofeo da 55 anni, non hanno mai vinto un Europeo nella storia.

Decenni e decenni costellati di grandi delusioni e sconfitte cocenti: Italia '90, torneo che si potrebbe paragonare a Euro 2024, per lo scarso livello di prestazioni offerto dall'Inghilterra; Russia 2018, sfumato sul piattone di Harry Kane nei minuti finali della semifinale contro la Croazia; Euro 2020, con Wembley pronto a riaccogliere a casa il gioco del calcio ma questo che, ancora una volta, si smarrisce a un passo dalla porta.

Nonostante un passato oggettivamente povero di successi, sopra ogni spedizione inglese in partenza verso un grande torneo grava un carico di pressione abnorme. Nelle ultime tre competizioni disputate Southgate è riuscito a riportare l’Inghilterra ai vertici della geografia mondiale del calcio per nazioni. Una squadra che negli anni ha mantenuto un'ossatura solida, capace però di evolversi e inglobare l'enorme talento che la perfida Albione è riuscita a sfornare nell'ultimo decennio. Un gruppo nato e cresciuto insieme al suo CT che, anche per sfortuna ed episodi, non è ancora riuscito a cogliere una vittoria finale.

https://www.youtube.com/watch?v=ZqQIuLn9d90&pp=ygUaZW5nbGFuZCBtaXN0YWtlcyBzb3V0aGdhdGU
Primo responsabile delle non vittorie inglesi? Quel pagliaccio di Southgate, ovviamente.

Le aspettative per Euro 2024 e le pressioni, se possibile, sono così ancora più alte: la grande stagione delle stelle inglesi in giro per l’Europa - il miglior giocatore della Liga, il capocannoniere della Bundes e così via - e l’atavica presunzione di superiorità del calcio anglosassone, è facile intuire come a questa Nazionale sarebbe permesso rientrare in Inghilterra solo con in mano la coppa.

Avevamo detto che non ci saremmo soffermati sulle questioni di campo, ma tocca smentirci da soli. Dopo la vittoria al debutto contro la Serbia, con Danimarca e Slovenia sono arrivati due pareggi estremamente deludenti. Nonostante la miglior frontline del torneo, l’Inghilterra fatica enormemente a creare presupposti per arrivare alla conclusione. La palla circola lenta, spesso in orizzontale. C’è poca propensione ad attaccare lo spazio. I giocatori mancano nell’assumersi responsabilità in fase di possesso. Siamo onesti: lo spettacolo offerto da questa squadra è tutt’altro che memorabile.

L’Inghilterra però subisce poco - come ha sempre fatto grazie alla gestione Southgate - e fa giocare sotto ritmo anche gli avversari. Ha vinto solo una partita, ma ha subito solo un gol. Foden e Kane appaiono sottotono, ma le risposte del debuttante Guehi e dell'intero pacchetto difensivo sono più che rassicuranti. Dove sta la verità? O meglio, a quale delle tante verità che ci si racconta siamo disposti a credere?

In Inghilterra, il tempo delle discussioni analitiche e razionali sul calcio e sulla Nazionale sembra ormai un lontano ricordo. Sull'onda di quanto stanno raccontando i principali esperti - che indossino maniche di camicia o che abbiano smesso da poco di calcare i terreni di gioco - addosso al CT inglese è stata riversata una quantità di spazzatura pari solo all'immensa e proverbiale pacatezza con cui Southgate ha sempre dimostrato di assorbire le critiche e gli insulti.

Sui social i tifosi si augurano di uscire presto da Euro 2024, anche solo per la prospettiva di liberarsi della zavorra seduta in panchina. Contro Southgate si sta adoperando ogni singolo mezzo e veicolo comunicativo. Uno scenario triste, in una società che si professerebbe civile ma dove il confine tra la rimostranza legittima e la mancanza di rispetto per la persona è stato scavalcato irrimediabilmente.

Se solo un mese fa la presenza di Harry Maguire era il pretesto per schernire il CT, oggi si accusa Southgate di non avere il coraggio di portarlo in Germania nonostante un serio problema alla caviglia. La presenza in rosa di un acciaccato Luke Shaw è stata giudicata un azzardo senza senso, quando durante il periodo di avvicinamento molti avrebbero gradito vederlo a Euro 2024 anche a mezzo servizio.

Imperdonabili anche le esclusioni di Grealish e Branthwaite: il primo è magicamente rientrato nelle grazie dell'opinione pubblica dopo anni di ingiurie, il secondo è eletto a messia della retroguardia nonostante fino a poco fa quasi nessuno sapesse realmente il suo valore.

Dopo la sfida alla Danimarca, su Southgate si è riversata una pioggia di commenti deliranti in risposta alle sostituzioni di Saka, Foden e Kane: come si possono togliere i giocatori migliori col risultato ancora in bilico? Al fischio finale di Inghilterra-Slovenia, quattro giorni dopo, Rooney e Shearer chiedevano a gran voce come mai Palmer e Gordon non avessero trovato più spazio. E quella partita, anche quella, non si è mai mossa dal risultato di pareggio.

Il clima che circonda l'Inghilterra alla vigilia della sfida alla Slovacchia è surreale, ma Southgate dovrà essere capace di trasformare tutto questo in un'opportunità. Il gruppo è schierato con decisione dalla sua parte: sono in parecchi ad aver maturato un debito col CT. Qualche esempio? Saka e Bellingham, a cui il nativo di Watford ha dato fiducia prima di tanti altri. O Trippier, che in Nazionale ha trovato la forza nei momenti più bui per costruirsi una seconda parte di carriera addirittura migliore della prima.

Dagli ottavi si comincerà a fare sul serio, e il gruppo deve dare un segnale di compattezza. Harry Kane e Marc Guehi, gli ultimi in ordine cronologico a presentarsi in sala stampa, hanno già manifestato la propria posizione. Significative soprattutto le parole del capitano: "Non potrò mai parlare abbastanza bene di Gareth e di ciò che ha fatto per questa squadra e per la nazione. In termini di dove eravamo e dove siamo ora come Nazionale, è completamente diverso da quando è arrivato".

Davanti a tutto ciò, le non-reazioni di Southgate continuano a non-fare notizia. Non ci si dovrebbe prestare più attenzione? Negli incontri con la stampa pre e post partita, il tecnico inglese non ha mai perso il tono gentile e pacato. Ha replicato alle critiche, ha difeso prima il gruppo che il proprio operato, ha invitato i tifosi accorsi in Germania o rimasti in Inghilterra a rimanere vicini alla maglia della nazionale.

Nei gesti e nelle espressioni, Southgate dimostra sempre estremo rispetto verso gli interlocutori, anche nei casi in cui lo stesso non sia condicio sine qua non di chi ha il servizio sulla racchetta. Li ascolta con occhi attenti, incassa, elabora la riposta e replica con estrema educazione. Parole mai banali e sempre pertinenti alla domanda posta. Un esempio virtuoso e raro di come ci si dovrebbe porre nei confronti della stampa e, in generale, delle persone che stanno eseguendo il proprio lavoro. Un esempio che in tanti, influenzati e permeati come siamo dalla tossicità della cultura italiana dell'informazione, del calcio e dell'intersezione tra questi due mondi, sembrano non aver nessuna voglia di seguire.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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