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Germania-Danimarca
, 29 Giugno 2024

La Mannschaft non delude mai


Germania aggressiva e cinica: una Danimarca gagliarda deve arrendersi a Havertz e Musiala.

Germania-Danimarca, secondo ottavo di finale di Euro 2024 finisce con una netta vittoria dei padroni di casa. Una partita segnata dall’interruzione del primo tempo, a causa di una copiosa grandinata, mentre le squadre si stavano ancora studiando, senza che una avesse prevalso sull’altra. Accade tutto nel secondo tempo e la sliding door della partita si identifica in Andersen, vecchia conoscenza doriana. Per lui un gol (poi annullato) al 50’ e successivo fallo di mano commesso al 52’ che ha regalato a Havertz il rigore per l’1-0. Suo anche l’errore su Musiala in occasione del raddoppio. Insomma, la sua serata è passata da gloriosa a terrificante.

Nonostante la Germania abbia disputato un’ottima partita, non è stata certamente la serata migliore per i veterani Gündoğan e Kroos, che pure ha retto botta per più di 90'. Più impegnati a controllare le invenzioni di Eriksen e messi in difficoltà dal dinamismo di un ritrovato Højbjerg, i due fenomeni hanno lasciato i riflettori ai più giovani Havertz, Musiala e Wirtz. Ed è questo uno dei segreti della Germania: un mix fenomenale di giovani e veterani, a combinare esuberanza ed esplosività a geometrie e gestione.

Eppure c’è stato un momento storico in cui sembrava che la Germania non avesse di fronte la miglior generazione possibile. La squadra più presente nella storia dei mondiali sembrava destinata ad una fase calante? Niente affatto. Al gruppo storico composto da Neuer, Kroos, Gündoğan, Müller e Kimmich si sono aggiunti un Rüdiger letteralmente esploso, Havertz (che in nazionale sembra ritrovare anche una buona vena realizzativa), qualche buon mestierante (Raum e Andrich su tutti) e qualche ragazzo fenomenale della Gen Z. Cambiano le generazioni ma io risultato è sempre lo stesso: qualsiasi sia la competizione, la Germania sarà sempre la prima semifinalista.

La Danimarca si è comunque dimostrata una squadra degnissima con qualche buona individualità. Una squadra ben messa in campo da Hjulmand, che si è affidato ai muscoli di Højbjerg e alle idee di Eriksen a centrocampo. Non buona la prestazione dei due centrali di difesa e insufficiente anche la prova di Højlund, ancora troppo acerbo per impensierire un vecchio marpione come Rüdiger. La Danimarca, comunque, è stata degna avversaria per la Germania, che ha dovuto faticare più del previsto per portare a casa la partita. Si ha la sensazione che si sia concluso un ciclo per una generazione di danesi (Schmeichel, Eriksen e Kjaer su tutti) ma i nuovi vichinghi sembrano poter ripetere le buone gesta degli antenati in futuro. 

A meno di clamorosi ribaltoni, il primo quarto di finale del lato infernale del tabellone dovrebbe essere tra Germania e Spagna. Facile parlare di finale anticipata, soprattutto considerando si tratta delle uniche due big che fino ad oggi non hanno deluso le aspettative. Sarà un match da non perdere, con i tedeschi leggermente favoriti per le condizioni ambientali.


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  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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