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Tour 2024
, 28 Giugno 2024

Una sfida da Firenze a Nizza


I duelli per la Maglia Gialla, le vittorie di tappa e tutto il resto sul Tour de France 2024.

I 21 giorni più belli dell’anno per gli appassionati di ciclismo stanno per iniziare. Il Tour de France è più di una corsa: una carovana di migliaia di persone e mezzi che attraversa l'hexagone per incoronare la maglia gialla. Il Tour 2024 sarà particolare: si sovrapporrà in parte agli Europei, dove la Francia è tra le favorite, e in parte alle Olimpiadi di Parigi.

Per la prima volta si parte dall’Italia: Firenze ospiterà la Grande Départ. Tre le tappe italiane: Firenze-Rimini, Cesenatico-Bologna, Piacenza-Torino. La 4° partirà da Pinerolo e farà tornare il gruppo al di là delle Alpi. A causa del caos per i Giochi a Parigi, l’arrivo finale di quest’anno sarà a Nizza: per la prima volta nella storia, il Tour non si concluderà nella capitale francese. Una Grande Boucle storica, quindi. Da seguire dalla prima all’ultima tappa, quindi.

Il percorso

Rispecchiate le tendenze degli ultimi anni delle grandi corse a tappe. La prima è la lunghezza delle tappe: solo quattro superano i 200 km. La più lunga sarà la Piacenza-Torino: 230.8 km.

Un’altra caratteristica che ritroviamo nel Tour 2024 è la difficoltà della prima frazione. Non un prologo, non un piattone per velocisti, ma una frazione mossa lungo tutti i 206 km da Firenze alla costiera romagnola. La prima maglia gialla di questo Tour andrà a un puncheur, se non addirittura a un uomo di classifica: il traguardo di Rimini, però, è abbastanza lontano dall’ultima asperità.

Tappe di alta montagna? Non tantissime. Per trovare il primo arrivo in salita dovremo aspettare il termine della seconda settimana di corsa. Il 13 e 14 luglio ASO onorerà la festa nazionale francese con due tapponi pirenaici: sabato col Col du Tourmalet a metà tappa e l’arrivo a Saint-Lary-Soulan Pla d'Adet; domenica con 197 km e 4800 metri di dislivello positivo, Col de Peyresourde, Col de Menté, Col du Portet d'Aspet, Col d'Agnès e, per concludere, il Plateau de Beille.

Le due giornate che potrebbero indirizzare il Tour, al termine della seconda settimana

Le giornate decisive per il Tour 2024 potrebbero essere le ultime tre. L'arrivo finale a Nizza mostrerà le Alpi di nuovo in terza settimana. Venerdì 19 luglio si salirà in alta quota: tre cime molto impegnative, hors categorie - Col de Vars, Cime de la Bonette e Isola 2000, dove è piazzato il traguardo. Tre salite con percentuali non impossibili, ma abbastanza lunghe da far male. Sabato 20 si parte da Nizza e si arriva al Col de la Couillole: quattro salite dure (tre di 1a e una di 3a categoria).

La classifica generale potrebbe essere ribaltata però la domenica, nei 33.7 km di cronometro dal Principato di Monaco a Nizza che chiuderanno la Grande Boucle. Due le prove contro il tempo al Tour de France 2024: la prima è alla 7° tappa - 25 km, percorso piatto e adatto agli specialisti lungo la regione della Borgogna.

L’ultimo Tour deciso da una cronometro è stato quello del 2020: Pogacar si mostrò al mondo battendo Primoz Roglic. Quel giorno era una cronoscalata, mentre la prova contro il tempo di quest’anno presenta solo dei saliscendi nella parte centrale.

La crono che incoronerà il vincitore del Tour.

Le tappe adatte ai velocisti del Tour 2024 dovrebbero essere otto, concentrate nella prima e seconda settimana. La prima occasione arriverà a Torino, dopo 230 km sostanzialmente piatti.

Saranno diverse anche le tappe mosse, dove i fuggitivi proveranno a raccogliere una vittoria storica. Interessante la seconda frazione, la Cesenatico-Bologna, con tanti muri tra cui il San Luca - affrontato due volte. La domenica successiva si va sugli sterrati: il gruppo affronterà 14 settori di strade bianche intorno a Troyes, nel cuore della regione dello Champagne.

I favoriti

Il grande favorito del Tour 2024 è il solito Tadej Pogacar. Lo abbiamo visto dominare al Giro - la doppietta non si ripete dal 1998 - e tutti gli avversari diretti hanno avuto un avvicinamento segnato dalle cadute: è lo sloveno l’uomo da battere.

Pogi potrà contare su una UAE in grande forma, forse la migliore della carriera. Adam Yates e Almeida hanno dominato il Giro di Svizzera: sarebbero capitani in quasi ogni altra squadra. Stesso discorso per Ayuso, vincitore del Giro dei Paesi Baschi e sul podio della Tirreno-Adriatico. Pavel Sivakov, Nils Politt, Tim Wellens e Marc Soler sono gregari di primissima qualità: rispetto al Giro cambiano tutti i compagni dello sloveno, ma il livello è ancora più alto.

La Visma-Lease a Bike punterà tutto sul Tour 2024 per cambiare l'inerzia di un anno segnato dagli infortuni delle due stelle più grandi: Jonas Vingegaard e Wout Van Aert. Il campione in carica si è reso protagonista di una bruttissima caduta al Giro dei Paesi Baschi a inizio aprile, farà il suo ritorno in gruppo proprio a Firenze. Le sue condizioni sono una grande incognita. I compagni hanno detto che non puntano sulla sua vittoria: quanto bluff c'è nelle loro dichiarazioni?

La forma iniziale di Vingegaard non potrà essere delle migliori: dovrà cercare di stare a contatto fino all’ultima settimana per battere Pogacar, quando lo sloveno dovrebbe essere più stanco dopo l’impegno del Giro. Vingegaard sarà un vero punto interrogativo: potremmo vederlo con le braccia al cielo a Nizza, ma potrebbe già avere un ritardo importante dopo pochi giorni.

Per Van Aert è stata una campagna delle classiche tragica: doveva essere il suo anno per vincere Fiandre e Roubaix, ma una caduta nella Dwaars lo ha tolto dai giochi. Correrà il Tour de France 2024 in aiuto della squadra, con la testa sul doppio obiettivo Olimpiadi-Mondiale per ribaltare una stagione negativa.

C’è grande curiosità sul piano B della squadra: Matteo Jorgenson. In quest’anno nero della Visma, lui è stato la stella più brillante: ha vinto la Parigi-Nizza e ha chiuso sul podio il Giro del Delfinato. Jorgenson è molto completo, forte anche sul pavé: ha vinto l'Attraverso la Fiandre e si è fatto vedere anche al Fiandre. Completano la squadra Benoot, Laporte, Tratnik e gli scalatori Kelderman e Bart Lemmen, chiamati all’impossibile compito di sostituire Kuss.

Al termine della scorsa stagione, una notizia shock aveva sconvolto il mondo del ciclomercato. Dopo otto anni alla Jumbo-Visma, Primoz Roglic aveva annunciato di aver firmato un biennale con la Bora. Per lo sloveno gli anni migliori rimasti non sono molti (35 a ottobre): il 2024 è l'ultima chance per conquistare l’unico grande giro che gli manca, il Tour de France, e completare la tripla corona.

La nuova Red Bull - Bora Hansgrohe ha deciso di puntare su Roglic, e lo ha circondato con ottimi gregari: al servizio di Rogla ci saranno un vincitore del Giro come Hindley e Aleksandr Vlasov. Fondamentale anche l’aiuto dell’azzurro Matteo Sobrero e degli altri - Denz, Haller, Van Poppel e Jungels.

Un altro grande squadrone con obiettivo la classifica generale di questo Tour? Ineos-Grenadiers. L’ex Team Sky non ha una punta di diamante, ma si giocherà le carte con Carlos Rodriguez ed Egan Bernal. Il primo ha rischiato di andare alla Movistar nello scorso autunno, ma la Ineos lo ha blindato con un contratto d’oro: Rodriguez può puntare al primo podio della sua giovane carriera, bissando anche il successo di tappa dell’anno scorso.

Dopo il bruttissimo infortunio del 2022, è un miracolo che Bernal riesca ancora a camminare, pensate vederlo di nuovo al Tour. Il colombiano ha ricominciato da zero, ma quest’anno ha fatto già vedere segnali interessanti. Non vincerà la classifica, ma una top 10 sarebbe già un risultato sensazionale. Da tenere sott’occhio Tom Pidcock, mina vagante della squadra con vittorie pesanti in carriera. Il resto della squadra lavorerà in funzione dei capitani, a partire dall’espertissimo Geraint Thomas, fresco di podio al Giro.

Remco Evenepoel è un campione, uno dei fenomeni del ciclismo di oggi: per un giro di tre settimane, però, pare ancora un gradino sotto rispetto a Pogacar, Vingegaard e Roglic. Il grande obiettivo saranno le due cronometro, dove sarà l'uomo da battere. Prendere tempo sui rivali lo aiuterà per le tappe di montagna, dove fatica contro gli scalatori più puri. Per aiutarlo, il DS della Soudal Patrick Lefevere gli ha affiancato Mikel Landa, che potrebbe poi assumere i gradi di capitano in caso di grande crisi del belga. Completano la squadra tre belgi (Van Wilder, Vervaeke e Lampaert), Jan Hirt, Casper Pedersen e Gianni Moscon.

Una squadra pericolosa in salita sarà la Bahrain-Victorious: tanti ottimi scalatori ma nessun uomo di punta. Il capitano sarà probabilmente Santiago Buitrago, più adatto forse alle vittorie di tappa che alla classifica generale. Lo aiuteranno tre corridori molto esperti: Poels, Pello Bilbao e Jack Haig.

Per la Groupama-FDJ questo sarà l’anno decisivo per capire se è stato un errore scommettere su David Gaudu. Il quarto posto al Tour 2022 aveva fatto pensare a Marc Madiot di aver trovato il francese pronto a rompere la maledizione (nessun transalpino vince la Grande Boucle dal 1985). Le ultime stagioni sono state negative: il Tour de France 2024 sarà un punto di svolta. In squadra c'è un talentino fortissimo, Lenny Martinez, scalatore classe 2003 con 5 vittorie in stagione. Se la Vuelta dell’anno scorso è stata un primo ambientamento, l’impressione è che in questo luglio potrà levarsi parecchie soddisfazioni.

Concludiamo con una carrellata su altri che punteranno a un buon piazzamento in generale. Enric Mas sarà il leader della Movistar e punta a rifarsi dopo la sfortuna dell’anno scorso - ritirato alla prima tappa. Difficilmente lo spagnolo potrà puntare alla vittoria, ma la top 5 è alla portata.

Guillaume Martin sembra nato per concludere i grandi giri sempre all’ottava-decima posizione, ma vorrà fare di meglio.

Felix Gall, vincitore di una tappa nello scorso Tour, sarà il capitano della Decathlon AG2R La Mondiale Team, squadra sorpresa della stagione. 26 anni, l’anno scorso ha chiuso 8° e può contare su compagni esperti come Armirail, Naesen e Nans Peters.

Simon Yates non è più tra i corridori più famosi e seguiti, e questo potrebbe essere un bene. La Jayco-Alula è buona squadra, Chris Harper un ottimo gregario: l’anno scorso il gemello di Adam ha chiuso il Tour al quarto posto, just saying.

Sprinter e cacciatori di tappe

Alla Grande Départ da Firenze ci sarà il velocista più forte del mondo, con alle spalle 4 tappe del Tour 2023 e maglia verde a Parigi. Jasper Philipsen, sarà il capitano della Alpecin-Deceuninck: viene da una primavera felice, in cui ha vinto la Milano-Sanremo e ha fatto secondo alla Parigi-Roubaix, vinta da un certo suo compagno di squadra.

Mathieu Van der Poel sarà sulle strade di Francia in questo luglio: il campione del mondo in carica correrà soprattutto in appoggio di Philipsen, che avrà l’ultimo uomo più forte della storia per le volate. Proverà a levarsi qualche soddisfazione personale, ovvio, ma come per Van Aert gli obiettivi sono Olimpiadi e Mondiale. La Alpecin avrà altri uomini per portare a casa le frazioni mosse: Soren Kragh Andersen, Gianni Vermeersch e Axel Laurance.

Un altro grande sprinter sarà Mads Pedersen, che può contare su una Lidl-Trek costruita intorno alle sue aspirazioni. L’ex campione del mondo danese ha già 8 vittorie in stagione, e ha già 2 tappe al Tour nel palmares. Nelle tappe piatte potrebbe fare fatica contro i velocisti più puri, ma Mads non è tipo che ha paura di attaccare e prendere il vento in faccia.

In squadra ha un altro corridore che gli assomiglia per questa caratteristica: Giulio Ciccone. Senza Geoghegan Hart, Giulio sarà l’unico a poter puntare sulla tappe di montagna. L’anno scorso ha vinto la maglia a pois, quest’anno l’obiettivo saranno le tappe da fuga con dislivelli importanti. Ripetersi nella classifica del miglior scalatore sarebbe il massimo, ma non sarà facile.

Grande attenzione per il capitano della Lotto Dstny, il velocista tuttofare Arnaud De Lie, che partirà con la maglia di campione del Belgio. De Lie è pericoloso tanto nelle tappe piatte quanto in quelle decise da una volata ristretta. È all’esordio in un grande giro: terrà per le tre settimane del Tour de France 2024?

Lunga lista di altri velocisti che vorranno dire la loro nelle (tante) frazioni piatte. Mark Cavendish: con una vittoria supererebbe Merckx per successi di tappa al Tour; Dylan Groenewegen: campione in carica olandese; Phil Bauhaus, Sam Bennett, Bryan Coquard, la coppia della Intermarché Biniam Girmay-Gerben Thijssen.

La EF Education-EasyPost si presenta con uno squadrone di cacciatori di tappe. Primo tra tutti, il campione italiano Alberto Bettiol. Nella stagione migliore della sua carriera, prima delle Olimpiadi di Parigi proverà a ottenere un traguardo importante in territorio francese (o italiano, nelle prime due tappe). Dopo i tanti problemi, è bello vedere uno dei nostri migliori talenti in grande forma.

Il resto della EF non sarà da meno: Bissegger punterà alle cronometro, Carapaz, Rui Costa, Ben Healy e Powless avranno nel mirino le tappe di media e alta montagna. Anche un giovane velocista al via: Marijn van den Berg, altro nome da seguire.

La DSM punterà sulle tappe di montagna con la coppia Bardet-Barguil. Sarà un Tour de France 2024 emozionante per Bardet, l’ultimo della carriera. In due anni, la Francia ha perso i migliori scalatori dell’ultimo decennio: la coppia Pinot - Bardet non ha vinto molto, ma ha emozionato tutti.

Un successo di tappa è anche l’obiettivo della Israel Premier Tech: una squadra molto esperta. le punte di diamante sono Derek Gee (su cui torniamo sotto) e Stephen Williams, vincitore della Freccia Vallone.

Per la Cofidis di Martin e Coquart un altro capitano sarà Axel Zingle, che l’anno prossimo correrà in Visma. Sono tanti i corridori maturi della storica squadra francese: Simon Geschke, Jesus Herrada e Ion Izagirre hanno superato gli anni migliori, ma vogliono ricordare che l’età è solo un numero.

Un altro italiano che può provare a portare a casa un successo di tappa è Luca Mozzato. Il veneto della Arkea si è regalato una primavera da sogno, con tanti piazzamenti nelle classiche e il secondo posto al Giro delle Fiandre. Quando l’altimetria e la planimetria sono impervie, Mozzato si esalta: la frazione delle strade bianche è perfetta.

La Uno-X si presenta al via con una squadra di soli corridori danesi e norvegesi. Alexander Kristoff è tra i più esperti del gruppo, ma è tutt’altro che finito: quest’anno ha già vinto 4 volte. Uno degli acquisti più interessanti della squadra è stato il baffo Magnus Cort, che ha regalato al Delfinato la prima vittoria World Tour nella storia della squadra. Tra i più giovani, i talenti migliori sembrano Tobias Halland Joahannessen per le tappe di montagna e Søren Wærenskjold per quelle piatte.

6 nomi da segnarsi prima di andare via

  • Matej Mohoric: uno dei più completi e intelligenti del gruppo, splende in ogni tipo di percorso. Alla Bahrain ha carta bianca e licenza di vincere.
  • Paul Lapeira: fresco campione nazionale francese, 24 anni, è uno di quei puncheur che piacciono tanto.
  • Romain Gregoire: ancor più giovane (classe 2003), ha vinto una tappa al Giro dei Paesi Baschi. Non si arrende mai, ma deve maturare.
  • Derek Gee: la vera sorpresa dell’ultimo Delfinato. Dopo i quattro secondi posti di tappa del Giro 2022, il canadese della Israel è salito ancora di livello. La vittoria di tappa e il terzo posto finale del Delfinato sono stati spettacolari: può puntare a una top 10?
  • Maxim Van Gils: la risposta belga a Lapeira. 24enne, anche lui esplosivo e pericoloso nelle tappe movimentate.
  • Michael Matthews: non si può non citare il super ciclista australiano. A 33 anni, le punte di velocità non sono più quelle di un tempo, ma è bravo a colpire anche in altri modi. Ad esempio, andando in fuga.

Da non perdere

Quei giorni in cui vi consigliamo di stare sul divano, o in un posto con buona connessione internet e telefono carico:

  • Sabato 29 giugno, Firenze-Rimini
  • Domenica 30 giugno, Cesenatico-Bologna
  • Sabato 13 luglio, Pau-Saint-Lary-Soulan
  • Domenica 14 luglio, Loudenvielle-Plateau de Beille
  • Venerdì 19 luglio, Embrun-Isola 2000
  • Domenica 21 luglio, Monaco-Nizza

Favori del pronostico

5/5 Pogacar

4/5 Roglic

3/5 Rodriguez, Evenepoel, Jorgenson, S. Yates, Mas

2/5 A. Yates, Gall, Gaudu, Buitrago, Gee

1/5 Hindley, Almeida, Martinez, Bernal, Landa

?/5 Vingegaard

  • Nato nel 2003 a Macerata, segue con passione l'NBA, l'NFL e il calcio, ma i suoi primi amori sono il ciclismo, i giornali cartacei e ogni storia che merita di essere raccontata. Nel tempo libero studia Economia e commercio.

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