
Il Portogallo manda un messaggio all'Europa
Il Portogallo schianta la Turchia con una grande partita e si prendono gli ottavi di finale.
Secondo il quotidiano portoghese O Jogo, i tifosi turchi sugli spalti del Westfalenstadion di Dortmund per Turchia-Portogallo sono stati 36'000, a fronte di 12'000 portoghesi. Neanche questa grande cornice di pubblico, specchio della grande quantità di turchi che vivono in Germania, è stata però sufficiente a fermare il Portogallo, che ha battuto per 3-0 la Turchia con una grandissima prestazione conquistando la matematica qualificazione agli ottavi da primi nel girone.
Certo, bisogna dire che la nazionale di Vincenzo Montella non ha fatto granché per esaltare i suoi tifosi: la partita dei turchi è finita con un'occasione fallita da Akturkoğlu a pochi minuti dal fischio d'inizio, perché dopodiché c'è stato un dominio lusitano. Hanno fatto la differenza anche le esclusioni di Güler e Yildiz dall'undici titolare? Forse, ma la Turchia è parsa incapace di entrare in zona di rifinitura risultando troppo vulnerabile, al contrario, quando gli avversari si avvicinavano alla loro area di rigore. Insomma, un importante ridimensionamento dopo il convincente 3-1 rifilato alla Georgia nella gara della prima giornata, che porterà la Turchia a giocarsi con la Repubblica Ceca il secondo posto nel girone.
Benissimo invece il Portogallo, che forse non ha la qualità di gioco di Spagna e Germania ma che non dà neanche l'impressione di affidarsi principalmente alle invenzioni dei singoli, al contrario di ciò che hanno fatto vedere finora Inghilterra e Francia. L'1-0 lo segna Bernardo Silva, il 2-0 nasce da una clamorosa incomprensione tra Akyadin e il portiere turco Bayindir, che porta a un autogol veramente incredibile. Il 3-0, invece, viene firmato, nel secondo tempo da Bruno Fernandes.
Ancora a secco Ronaldo, che però è parso molto meno egoista di quello a cui ci eravamo abituati: il fuoriclasse di Funchal - forse - ha capito che l'ossessione per il gol e solo per quello diventa deleteria per la squadra e, al contrario dell'ultimo Ronaldo europeo, è parso molto attivo nella costruzione della manovra e anche in fase di non possesso, ma anche sereno e soddisfatto, pur nella sua immortale ambizione. L'emblema di ciò è stato quanto successo sul terzo gol del Portogallo: Ronaldo si ritrova davanti a Bayindir ma, invece di tirare, la appoggia a Bruno Fernandes che segna a porta vuota. Con questo assist, tra l'altro, Ronaldo è diventato il miglior uomo assist della storia degli Europei (ne ha messi a segno otto).
Bene anche Nuno Mendes, autore dell'assist che ha portato all'1-0 di Bernardo Silva, e benino Leão, che è stato però sostituito a fine primo tempo dopo aver ricevuto un (esagerato) giallo per simulazione, il secondo in due partite. Chi si è distinto più di tutti è però Pepe, autore di una prestazione difensiva perfetta dall'alto dei suoi quarantuno anni. Più in generale, dopo il 2-1 alla Repubblica Ceca maturato solo grazie a un gol nei minuti di recupero, il Portogallo aveva bisogno di certezze e questa partita sicuramente gliele ha date, confermando che gli uomini di Martinez devono essere tenuti d'occhio da tutti. Adesso i lusitani sfideranno la Georgia in una partita che per loro non avrà una grossa importanza (ma non per la Georgia, che necessita di una vittoria) prima di giocare a Francoforte un ottavo di finale contro una terza classificata.
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