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Paesi Bassi-Francia
, 21 Giugno 2024

Paesi Bassi e Francia non si sono fatti male


Una partita che ha mostrato tutti i limiti strutturali di Oranje e Bleus.

Doveva essere una delle partite più belle e intense della fase a gironi di Euro 2024 e invece Paesi Bassi-Francia si rivela l'ennesima occasione per le due squadre di confermare tutti i dubbi e le incertezze che circondano le loro spedizioni in Germania. Ma se la Francia continua a preoccupare per la mancanza cronica di un assetto tattico in grado di mettere i suoi campioni nella condizione di far bene, la squadra di Koeman può permettersi di guardare il bicchiere mezzo pieno: il punto di questa sera vale praticamente la qualificazione agli ottavi. Averlo ottenuto contro la grande favorita della competizione non può che essere una buona iniezione di fiducia.

Il primo tempo inizia dando l'illusione di una partita destinata a essere frizzante e imprevedibile, ma l'abbaglio dura poco. Il tempo per Griezmann di sprecare un'incredibile doppia occasione propiziata da Rabiot e Thuram e per Maignan di mettere tutta la sua reattività in bella mostra contro il tiro pericoloso di Gakpo. Più in generale entrambe le nazionali nel corso della prima frazione di gioco non sembrano avere in mente una strategia tattica vera e propria: i neerlandesi si affidano principalmente alla verve a intermittenza di Depay mentre i francesi alle cuciture e ai ricami di Griezmann oltre che alle giocate di un Thuram in gran spolvero.

Nel secondo tempo lo spartito non cambia tranne che per l'inerzia della partita che passa quasi in maniera irreversibile a favore della Francia. I Bleus ricercano in modo sostenuto l'ampiezza e lo sfogo sulle fasce ma riescono ad essere veramente pericolosi quando la velocità nella circolazione della palla aumenta permettendo di far saltare le difese olandesi grazie a tocchi rapidi nello stretto. L'imprecisione nelle conclusioni di Rabiot ma soprattutto di Griezmann rende però inutili anche le belle giocate di prima delle ali francesi mentre la scelta tardiva di mandare in campo Giroud, l'unico in grado di poter competere sulle palle alte con i giganti della difesa Oranje, impedisce ai francesi di provare a forzare la mano grazie ai cross dagli esterni. Paradossalmente l'unica vera emozione del secondo tempo arriva dall'azione della rete, poi annullata, di Xavi Simons: il fuorigioco di Dumfries salva quantomeno ai francesi la vergogna di una beffa non troppo immeritata.

Nella sua aurea mediocrtitas i Paesi Bassi riescono a resistere agli assalti all'arma bianca dei francesi e a conquistare un punto fondamentale per classifica e morale. Tutto sommato va bene così: la squadra di Koeman non ha mai dato veramente l'impressione di poter ottenere qualcosa di più di un semplice pareggio se non in maniera congiunturale come stava accadendo con la rete annullata di Simons. Gli Oranje sono una squadra al massimo delle loro possibilità, una "grande provinciale" del calcio europeo per nazionali a cui mancano almeno 2/3 elementi per la costruzione di una squadra organica prima di tutto dal punto di vista tattico e un allenatore in grado di imporre una svolta vera ad un contesto sempre più deprimente. Questa sera comunque si sono poste le basi per il proseguo del torneo e questo non era affatto scontato.

La Francia era chiamata ad una prova di maturità importante data l'assenza di Mbappé e le difficoltà emerse in maniera tangibile nella sfida con l'Austria. Possiamo dire serenamente che dovremo aspettare la terza prova (o l'esame orale della fase a eliminazione diretta) per capire se questa Francia abbia davvero la voglia e le capacità di mangiarsi questo Europeo, come dovrebbe essere in potenza, o se è solo una bella che non balla. La partita di questa sera è il manifesto dei problemi di una squadra che non riesce a sfruttare il suo sconfinato potenziale offensivo a causa della mancanza di un piano tattico credibile, che vada oltre il fare affidamento sulle qualità dei singoli, sulle loro giocate estemporanee e sull'abilità di Griezmann di cavare qualcosa in termini di gioco. La Francia è una squadra paradossalmente sterile e inappetente. Tra le note positive per i cugini d'Oltralpe c'è la buona prestazione di Marcus Thuram: al netto di qualche errore di troppo, appare l'attaccante della Francia più in forma sia fisicamente che mentalmente, l'unico in grado di non sfigurare al cospetto di uno Mbappé atteso dalla squadra di Deschamps come Goku dai suoi amici in DragonBall alla fine della saga di Freezer.


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  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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