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Germania-Ungheria
, 19 Giugno 2024

La Germania forza il minimo e ottiene il massimo


Sono sufficienti due lampi di Musiala e Gündoğan per superare l'Ungheria di Rossi.

Alla MHPArena di Stoccarda, Germania-Ungheria inaugura la seconda giornata del Gruppo A di Euro 2024. Una partita dai connotati storici molto marcati: la Germania Ovest vinse il suo primo mondiale proprio contro i magiari in un match consacratosi alla leggenda come “Miracolo di Berna”, ma oggi le due compagini hanno qualità e obiettivi molto diversi. Nonostante ciò, il passato recente ci ha consegnato scontri spesso equilibrati. A Euro 2020, una sorprendente Ungheria fermò la Mannschaft sul 2-2. Nel 2022, in Nations League, il doppio scontro si concluse addirittura con un pari e una vittoria per gli ungheresi, quest’ultima marchiata da uno degli ultimi squilli di Adam Szalai. Questa è però una Germania diversa, rivitalizzata dalla cura Nagelsmann. Il giovane tecnico, dopo il convincente esordio con la Scozia, decide di non cambiare nulla nell’undici titolare di Germania-Ungheria: Andrich ancora al fianco di Kroos per dare peso al centrocampo nonostante la diffida, Tah in coppia con Rüdiger al centro della difesa, Havertz centravanti atipico e il duo delle meraviglie Musiala-Wirtz ai suoi lati.

Marco Rossi, severissimo con i suoi dopo la brutta prestazione con la Svizzera, effettua invece qualche correzione. Così Marton Dardai, che da berlinese di nascita un po’ si sente a casa, è il braccetto di sinistra al posto di un Attila Szalai in totale stato confusionale; Bendeguz Bolla è il laterale di destra nel solito 3-4-2-1. Una scelta più offensiva, ma inevitabile, rispetto al primo tempo di 4 giorni fa, quando lo schieramento con Fiola (braccetto in Germania-Ungheria) a tutta fascia e Lang nel terzetto difensivo aveva lasciato campo libero alle cavalcate di Aebischer senza concedere l’adeguato supporto a Szoboszlai e Sallai, completamente slegati dal resto della squadra, e un isolatissimo Varga.

Le squadre si conoscono bene, come detto si sono affrontate più volte negli ultimi anni e 5 degli 11 titolari ungheresi giocano in Germania. Il ritmo iniziale di Germania-Ungheria non è altissimo, e le prime due occasioni, una per parte, arrivano su letture sbagliate in seguito a lanci lunghi abbastanza innocui. L’Ungheria tiene meglio le distanze rispetto alla gara di Colonia, e riesce a insistere maggiormente sulle proprie armi. Nonostante un centrocampo piuttosto leggero, quando può giocare in modo diretto e costruire ripartenze veloci dà spesso l’impressione di poter incidere. Dal canto suo, la Germania ha una partenza in stile diesel. Quando alza il ritmo del fraseggio, dal 20’ in poi, ci mette poco a trovare il gol targato Jamal Musiala, con la collaborazione dell’ennesimo disastro della retroguardia magiara. Se è vero che l’1-0 nasce da un’imbucata centrale di prima intenzione, la ricerca ossessiva di questo tipo di giocata contro una linea difensiva molto bassa è sembrata un po’ una forzatura. Così come pigro è sembrato il pressing tedesco nei primi 35’, quasi mai con i tempi giusti, tanto che l’Ungheria ha avuto subito 2 occasioni per pareggiare entrambe targate Szoboszlai, un po’ avulso dal gioco per il resto della prima frazione.

Il secondo tempo di Germania-Ungheria parte sulla stessa falsariga, con la Germania che non affonda mai davvero e l’Ungheria che continua a cercare lo sviluppo in verticale portando qualche uomo in più in avanti. Nagelsmann, poco soddisfatto, ridisegna i suoi con un centravanti puro, Füllkrug, e un esterno da uno contro uno come Sané. Rossi, che vede i suoi quantomeno vivi e pericolosi soprattutto sulla sinistra, aggiunge creatività al centrocampo con Kleinheisler al posto di Nagy. Una delle poche azioni sviluppate lateralmente regala il raddoppio alla Germania. Musiala apre per Mittelstädt che di prima intenzione trova Gündoğan a rimorchio con uno dei suoi classici inserimenti. Una che contro la Svizzera ha creato problemi costanti alla retroguardia magiara, e che forse andava cercata prima. Alla fine, con il minimo sforzo, la Germania ottiene la massima resa. Vittoria, sei punti in classifica e qualificazione in tasca. Nagelsmann dovrà correggere un atteggiamento dei suoi a tratti supponente durante Germania-Ungheria e qualche limite nel riconoscere e azzannare le debolezze avversarie, ma può godersi un Musiala consacrato alla leadership tecnica e una rosa che dispone di tante alternative tattiche.

L’Ungheria, indubbiamente ridimensionata dalle due sconfitte, ora deve concentrarsi sulla gara con la Scozia e aspettare qualche combinazione molto fortunata. Gli uomini di Rossi sembrano arrivati scarichi alla competizione, come del resto dimostrato dalla stagione poco positiva di alcuni già a livello di club. Le flebili speranze risiedono tutte nella capacità di alcuni singoli, Szoboszlai, Sallai, Kerkez e un propositivo Varga, e nella capacità della squadra di produrre comunque occasioni da gol, seppur in modo quasi estemporaneo.


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  • Romanista e autista del Carro Lorenzo Pellegrini. Bevitrice di Peroni in offerta. Fondamentalista lucana. Noel è il Gallagher superiore.

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