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Boston Celtics
, 19 Giugno 2024

Il titolo NBA è tornato a casa Boston Celtics


Dopo 16 anni di astinenza, Boston conquista il 18° anello, tornando a essere la squadra con più titoli in NBA.

Prefazione

Boston, 17 giugno. No, non 2024, ma 2008. Con un blowout a scapito dei tanto detestati Los Angeles Lakers, i Boston Celtics interrompono un digiuno che durava da 22 anni.

La squadra dei Big-3, forse il primo esperimento NBA in tal senso: Allen e Garnett avevano raggiunto la stella locale (ma losangelina di nascita) Paul Pierce e al primo tentativo avevano centrato il bersaglio grosso, aiutati anche da panchinari di lusso come James Posey, Eddie House e, ca va sans dire, Rajon Rondo: le maglie dei Boston Celtics, numero 9, tutt'ora riempiono, in modo anche piuttosto inspiegabile, le estati del Bel Paese.

Istanti che hanno fatto Storia

La storia di quella squadra non conoscerà altri Anelli, ma per almeno altre 3 annate sarà la vera antagonista di Lebron James, sia coi Cavs che in maglia Heat. Torneranno in finale nel 2010, perdendo la rivincita coi Lakers; la sconfitta in gara 6 delle finali a Est nel 2012 sarà l'ultimo afflato di un gruppo comunque leggendario. Nel frattempo, Mikahil Prokorov, magnate russo con poco riguardo della parsimonia della moneta, acquistava gli allora New Jersey Nets: dal 2012 li spostava di pochi chilometri, tramutandoli nei ben più glamour Brooklyn Nets.

Il primo passo: la trade-rapina

Giugno 2013: le due storie si uniscono, dando vita all'effetto domino che ci porterà dritti dritti al giugno 2024, a Jaylen Brown MVP delle Finals e a Jayson Tatum leader di una squadra che, dal 2018 in avanti, ha sempre centrato almeno le finali di Conference, con la sola eccezione del 2020-2021.

In quella che sarà ricordata per sempre come "la Trade più squilibrata della Storia", i Boston Celtics cedono Garnett, Pierce e Jason Terry per giocatori di secondo piano, più le scelte 2014, 2016 e 2018 e il diritto allo swap delle scelte 2017: come se il Barcellona comprasse Benzema, Modric e Griezmann, cedendo in cambio i migliori prodotti della Masia per 4 volte nei successivi 6 anni. La Storia dirà che per i Nets sarà una Caporetto, un'ipoteca totale per un futuro da Contender che si rivelerà di brevissima durata; per Boston, invece, costituirà il trait union di due anelli separati da 16 anni di rimpianti e .

Con quelle scelte i Boston Celtics drafteranno Marcus Smart, Jaylen Brown e Jayson Tatum. La lista di scambi che porterà poi alla squadra di oggi è molto più complessa e articolata, ma fa riflettere come il successo di Boston sia partito ben 11 anni fa: la pazienza è la virtù dei forti.

La Via Crucis

Per anni Boston non è stata sicura di arrivare all'Eldorado. Ha patito anni di tanking in attesa delle scelte dei Nets; ha visto i primi frutti della rifondazione; ha seguito la traiettoria della parabola tanto fulminea quanto inspiegabilmente breve di Isaiah Thomas.
Dopo una Off Season 2017 da pedale sull'acceleratore stile Pablo Montoya - Kyrie Irving e Gordon Hayward ad affiancare Brown e il rookie da Duke Jayson Tatum - accade questo:

Immagini forti...

La sorprendente finale di Conference, raggiunta senza Hayward e Irving, fece capire alla Lega che cosa potevano essere questi Boston Celtics, ma il cammino era molto più lungo di quanto si poteva pensare. Ci vorranno infatti altri 6 anni di stagioni in cui non si riusciva a racimolare il proverbiale centesimo per fare il dollaro, in cui si perdevano serie date per scontate o si vivevano inspiegabili blackout, figli di tonnellate di palle perse e isolamento delle star Brown e Tatum. Anni frustranti, resi plastici dalla incredibile gara 4 di Steph Curry nelle Finals 2022

Tanti giocatori sono passati in maglia verde senza vincere l'anello: Brogdon, Smart, Irving, Hayward, Kemba Walker, i due Williams, i nostri Gigi Datome e Danilo Gallinari. E non solo giocatori : il caso Udoka del 2022, dopo le Finals perse contro gli Warriors, è una ferita ancora aperta.

La mossa vincente

Danny Ainge per anni era stato accusato di essere troppo passivo e prudente nelle trade, di premere il grilletto unicamente in caso di scambi apertamente positivi, di non voler rischiare. Nel 2021 Brad Stevens, allenatore dei precedenti 4 anni, lo sostituisce nel ruolo di GM dei Boston Celtics; nell'estate 2023 partorisce i due movimenti che sbloccano il livello definitivo della squadra del Massachussets: via, a malincuore, Marcus Smart, Gallinari e Malcom Brogdon, Boston si assicura i servigi di Porzingis e Holiday.
Il passo finale è compiuto: il core già presente ha trovato il proprio missing piece. Porzingis assicura rim protection e tiro da fuori, mentre Holiday fornisce ultimo elemento essenziale: la consapevolezza di chi ha già vinto.


Derrick White è una combo-guard di livello assoluto, Al Horford non ha ancora dato segni di resa contro l'imbattuto Father Time, Joe Mazzulla a 35 anni sembra Head Coach da altrettanti.

Il finale

I Boston Celtics sono infine NBA Champions. Non saranno ricordati come la squadra con il percorso playoff più duro di sempre - usciti da un Est particolarmente abbordabile (non inganni però il 4-0 contro i Pacers, ben più sofferto di quanto dica l'esito finale) - come un gruppo che impatterà l'evoluzione del gioco come GSW o con un giocatore unico nel suo genere come Jokic. Sarà però ricordata come una squadra, costruita negli anni sulle ceneri di un gruppo mitico e che ha dovuto fare ogni passo, senza sconti, e con fatica.

Questi 7 anni sono stati una montagna russa, pieni di alti e bassi. Ho dovuto ascoltare tutta la m***a che hanno detto su di me, e stanotte ne è valsa la pena: le parole a caldo di Jayson Tatum non potrebbero essere sintesi più puntuale. Boston ha sempre tenuto la barra dritta verso la meta ultima, il Pantheon NBA. Un luogo molto famigliare per chi indossa la canotta biancoverde. La canotta dei Boston Celtics.

  • Guastallese, classe 1987. Italia-Nigeria del '94 gli fa scoprire questa cosa chiamata Sport, con effetti anche gravi. Altre passioni: i numeri, i libri e la ricerca dello One Piece.

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