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La Francia esulta dopo il gol all'Austria
, 17 Giugno 2024

L'Austria perde, la Francia non convince


Massimo risultato con il minimo sforzo: Les Bleus vincono a marce basse.

Da una parte del campo moltissimi campioni e tutti i favori del pronostico, dall’altra molti carneadi ed un ruolo di vittima sacrificale da metter in discussione: Austria-Francia sembra una partita dal destino scritto, ma così non è affatto grazie alla prova gagliarda della nazionale di Rangnick, che prova a divincolarsi dal copione di partenza per tutti i 90’. Austria-Francia con il massimo risultato ed il minimo sforzo per i francesi, che si impongono grazie a un autogol, ma senza convincere. Les Bleus viaggiano lenti e compassati, pressano poco, sembrano fare il compitino in attesa che succeda qualcosa grazie al loro talento, cosa che puntualmente avviene ogni volta che si avvicinano alla porta avversaria: gli austriaci fanno il contrario, pressano ed aggrediscono, hanno un sistema collaudato, ma mancano nella qualità per l’ultimo ed il penultimo passaggio. L'immagine della serata è Thuram che, lanciato in contropiede in pieno recupero, si accontenta di dirigersi alla bandierina: la Francia stasera avrebbe potuto far di più, ma si è accontentata di 3 punti tutto sommato meritati, senza ricercare il luccichio del suo brillare.

Il 4-2-3-1 di Deschamps non riesce a far breccia con la facilità che ci si aspetta nella retroguardia avversaria, produce occasioni che giustificano la vittoria di Austria-Francia ma non è cinica per chiudere la gara tenendo la gara in bilico sino al 98': non basterebbe nemmeno una bella sgasata di Mbappé, che sarà inevitabilmente il grimaldello di molte gare, se non fosse per quel pasticciaccio brutto di Wöber al 37’, nell’episodio che di fatto decide la gara. Magari si tratta solo di meccanismi da oliare, ma ci si aspetta di più da quei 4 là davanti, perché tra Dembele, Griezmann, Thuram e Mbappé si potrebbero cercare di più e meglio, così come lo schermo fornito da Rabiot e Kanté potrebbe esser più dinamico ed aggressivo. Roi Kylian non ha certo mostrato la sua versione prime stasera, sbagliando due occasioni nitide solo davanti al portiere: come i veri campioni, però, dà sempre la sensazione di essere dominante, anche se la sceneggiata dell'87' è decisamente rivedibile. Note positive invece dalla retroguardia, che ha sterilizzato con facilità gli attacchi austriaci, e da Theo Hernandez, certamente MVP di Austria-Francia. Insomma, a giudicare da questa prima uscita, i galletti non hanno rubato gli occhi: o forse, siamo solo invidiosi di ciò che dal loro talento, in qualsiasi secondo di qualsiasi gara, potrebbe nascere.

L’Austria ha fatto indubbiamente una bella figura, sembrando più squadra dei francesi: Rangnick non può contare su tantissima qualità, ma il sistema di gioco ha permesso di giocarsela alla pari con les bleus, di certo dotati di maggior qualità individuali. Certo, l’aver preferito Wöber a Lienhardt a dispetto dell’opinione pubblica è stata messa in forte discussione dalla sfortunata autorete, ma la sensazione è che il tecnico in passato accostato al Milan stia costruendo qualcosa di interessante: la pressione a tutto campo porta dei frutti, i compiti sono ben spartiti, anche se si soffre quando salta la prima linea grazie alle giocate francesi, che là davanti hanno dei centometristi. In attacco, Arnautovic entra tardi e fa poco per farsi notare, ed è un peccato perché nei piedi avrebbe le giocate che servono agli Österreicher, e da Sabitzer e Baumgartner ci si aspettano rispettivamente più fantasia ed inserimenti: da Austria-Francia Rangnick si porta a casa i complimenti, ma per fare punti servirà una fase offensiva migliore.

Il girone D non è una passeggiata: se per Les Bleus potrebbe essere un modo per trovare il ritmo verso le eliminatorie, per l'Austria mettersi davanti una tra Paesi Bassi e Polonia non sarà certo impresa semplice. In questo senso, la prossima giornata è già decisiva, con Austria e Polonia che si giocano un potenziale terzo posto utile ai ripescaggi, mentre i transalpini andranno a giocarsi la sfida al vertice contro i Paesi Bassi. Austria-Francia ha detto che entrambe potrebbero, con percorsi ed ambizioni diverse, accedere alla fase successiva: la nota positiva, per entrambe, è sembrata la fase difensiva ben registrata, che potrebbe essere un elemento decisivo nella corsa al passaggio del gruppo. La Francia ha già fatto un passaggio deciso per mettersi al riparo da sorprese, mentre ora l'Austria dovrà mostrare qualcosa in più della solida organizzazione che gli ha permesso di ben figurare in questa sfida, decisamente la più ostica.

Nella panchina francese siede gente come Pavard, Camavinga, Giroud, Coman: la squadra di Deschamps è inevitabilmente una super favorita, se non la super favorita, per il successo finale. I transalpini hanno due squadre forti con cui partecipare a questa rassegna, ed anche se non giocassero benissimo hanno così tanta qualità tra campo e sostituti da poter risolvere Austria-Francia anche estemporanemente. Se vincesse questa competizione sarebbe l’unico ad aver centrato la doppietta Europeo/Mondiale sia da tecnico sia da giocatore: da un lato, far coesistere così tanti campioni è difficilissimo, dall’altra è una fortuna ed un problema che molti colleghi vorrebbero avere. E Didì, che è stato giocatore intelligentissimo ed è tecnico navigato, ha la stoffa per capire che queste imprese passano anche da inizi lenti e non eccezionali come quelli di stasera, purché da un agglomerato di grandi campioni si riesca a costruire una squadra.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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