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Serbia-Inghilterra
, 16 Giugno 2024

L'Inghilterra si fa bastare Bellingham


A 21 anni il centrocampista del Real Madrid è dannatamente decisivo in ogni competizione.

Serbia-Inghilterra è partita delle prime volte: per l'Inghilterra il risuonare del "God save the King", dopo decenni a invocare la salvezza della fu Elisabetta, in una competizione ufficiale e per la Serbia come partecipazione a un campionato europeo. Ebbene sì, l'ultima volta che un giocatore serbo ha giocato questa competizione indossava, seppur con tutti i distinguo politico - sociali, la maglia della Yugoslavia. E a tal proposito a riportarla sul più prestigioso palcoscenico europeo per nazionali è stato Piksi, all'anagrafe Dragan Stojikovic che della Jugoslavia ha rappresentato il talento calcistico più puro di quella generazione che fece sbarcare la Coppa Campioni a Belgrado.

La partita è stata decisa da un giocatore il cui nome è ormai familiare: Jude Bellingham. Potenza, classe, capacità di lettura tattica del suo ruolo e intelligenza calcistica sopraffina. Lo stesso Piksi, in conferenza stampa, lo ha già battezzato come prossimo pallone d'oro. Ebbene, dovesse continuare con questa costanza a incidere non si vede perché il maggior riconoscimento a livello individuale gli debba essere negato, posto che, per fortuna, il dualismo Messi - Ronaldo è terminato per sempre (ormai era farsesco e stucchevole).

Probabilmente il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto viste le non troppe occasioni da gol nitide create da entrambe le squadre che, però, nel complesso hanno mostrato un buon calcio in tutti i novanta minuti. Nel primo tempo Saka, assicuratosi che non ci fosse Chiellini nei paraggi, ha letteralmente arato la propria fascia di competenza mettendo in seria difficoltà la difesa serba che unicamente con la forzata uscita di Kostic per infortunio è riuscita ad arginarlo inserendo un giocatore meno propositivo come Mladenovic. L'Inghilterra si è dimostrata molto propositiva ma a fasi alterne, picche altro approfittando di una nazionale serba troppo svogliata e indolente - come del resto è nella loro natura calcistica da decenni.

Con alcune modifiche all'impianto tattico e con l'inserimento di un giocatore come Tadic, Piksi ha dato decisa verve alla propria squadra nella seconda parte di gara. La rete di passaggi e la velocità tecnica delle giocate ha costretto l'Inghilterra di Southgate a rintanarsi nella propria metà campo. Va detto che non è stato un chiudersi acritico ma è stato gestito in maniera tale da annullare potenziali linee di passaggio offensive, specie in linea verticale, lasciando ai giocatori balcanici due modi di poter interpretare la fase offensiva: o allargando le giocate sulle fasce o tentando di sorprendere con tiri da fuori area. Infatti, proprio con quest'ultima soluzione, la Serbia si è resa più pericolosa.

Questa partita non dà alcuna indicazione sull'essere favorita della nazionale dei tre leoni, anche perché non ha impressionato come Spagna o Germania. "It's coming home", refrain che ormai accompagna l'Inghilterra da troppo tempo, risuona con forza dagli spalti e nella stampa locale con anche un senso vista la qualità della rosa prescelta. Il nodo che dovrà sciogliere l'undici a servizio di sua maestà è sulla costanza in tutta la competizione nella qualità del gioco e delle giocate. Lato serbo va detto che se dovessero vincere la prossima con la Slovenia avranno di per certo ottime possibilità di passare il turno, dipenderà da come lo spirito del Danubio li assisterà e se decideranno di giocare effettivamente a pallone per 90 minuti.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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