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Euro 2024
, 14 Giugno 2024

Che giovani osservare a Euro 2024?


11 nuove leve, che nel corso di Euro 2024 si apprestano a lasciare il primo segno della carriera.

Jude Bellingham, Bukayo Saka, Florian Wirtz, Jamal Musiala. Euro 2024 sarà sicuramente una competizione da youngster, dove un 16enne rischia seriamente di essere uno dei contendenti per il premio di MVP se le Furie Rosse dovessero arrivare fino in fondo (e sapete benissimo a chi si fa riferimento).

La storia recente dei tornei per nazionali ci fa ben sperare: la voglia di UEFA e FIFA di ampliare il numero di giocatori convocabili da 23 a 25 prima, fino a toccare quota 26 tra Euro2020 e il torneo in Germania, permette ai selezionatori di prendere scelte meno conservative: portare agli Europei giocatori più giovani, magari alle prime esperienze internazionali con la maglia della propria nazionale.

Considerando un'età media di 27,5 anni come barriera sommaria per definire una rosa più "giovane" o "esperta", solo 6 squadre su 24 superano questo valore. La Germania è la più "vecchia" del torneo (28,5 anni), mentre Repubblica Ceca (25,5) e Turchia (25,8) sono quelle più imberbi.

Con tanti giovani in grande evidenza e sulla carta possibili protagonisti del torneo, abbiamo provato a stilare una top 11 hipster con delle semplici linee guida: selezionare giocatori ad alto impatto e minutaggio per la propria nazionale, possibilmente non appartenenti ai top club del calcio europeo. Quindi, niente spazio per i sopracitati Bellingham, Musiala o Yamal: a netto di alcune certezze, ci saranno nomi ricercati tra cui potrebbe tranquillamente esserci il classico colpo di mercato "strapagato" post Europeo annunciato in pompa magna come futuro crack della Serie A 2024-25.

Idealmente, il modulo di questa formazione è un 3-4-2-1, molto simile al modulo che Luciano Spalletti dovrebbe utilizzare per tutta la durata di Euro 2024.

Portiere

Bart Verbruggen (Olanda, Brighton, 21)

Con De Zerbi, il n.1 del Brighton è notevolmente maturato soprattutto nella distribuzione dei palloni giocati con i piedi, essendo naturalmente il primo vero giocatore ad iniziare la fase di build-up nel 99% delle azioni. L'ex Anderlecht è un portiere molto mobile nonostante la sua struttura "pesante", all'occorenza preciso anche sui lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, cosa che potremmo vedere molto più ad Euro 2024 di quanto visto in stagione per ovvie divergenze di filosofia di gioco tra Koeman e De Zerbi. Il titolare degli Orange ha tutto per diventare un fattore in questo europeo.

https://twitter.com/ryanadsett/status/1789648504144441689

Difesa

Martin Vitik (Cechia, Sparta Praga, 21)

Il perno difensivo dello Sparta Praga è stata una delle rivelazioni europee dell'anno. Con 5 gol all'attivo in stagione tra campionato e Europa League, è il centrale di difesa con più reti stagionali presente ad Euro 2024. Proprio in Europa ha dimostrato di essere già un fattore in particolare dal punto di vista fisico e del QI difensivo, risultando spesso decisivo per tempi di intervento e recuperi sul pallone (nel 99° percentile in Europa per palle recuperate a partita con 0.67/90 mins). Evidenti le sue capacità aeree in entrambe le fasi, vincendo 2.78 duelli a partita in questo fondamentale, non disdegna l'uscita palla al piede dalla difesa per creare superiorità e costruire la manovra da dietro. A Gennaio è stato ad un passo dal Napoli, ma sembra proprio un colpo da Milan.

https://twitter.com/FootballReprt/status/1779156625787408485

Illia Zabarnyi (Ucraina, Bournemouth, 21)

Con 3330 minuti è il difensore U21 più utilizzato nei top 5 campionati europei in questa stagione, nonchè uno dei giocatori di movimento più utilizzati nel Bournemouth. Se a livello numerico la stagione di Zabarnyi non è stata straordinaria, il difensore ucraino è stato la colonna portante della squadra sorpresa insieme al Palace della Premier 2023-24: per Rebrov, Zabarnyi rimane un riferimento anche in fase di costruzione ed inizio della manovra. Nonostante la giovane età, Illia è a quota 34 presenze in nazionale e al suo secondo europeo da titolare con l'Ucraina: quello che stupì già ad Euro 2020 è la volontà di prendersi importanti responsabilità in entrambe le fasi di gioco, qualità che potrebbe essere ancora più accentuata in questo torneo.

Zeno Debast (Belgio, Anderlecht, 20)

Il promesso sposo dello Sporting Lisbona (affare che sarà completato nei prossimi giorni) può giocare sia a destra che come centrale di difesa garantendo tanta qualità nel fraseggio e nel primo disimpegno dal basso. Destro naturale, Debast è il prototipo del difensore moderno: scuola Anderlecht, sarà a tutti gli effetti la prima alternativa in difesa per i Red Devils per sostituire Faes o Meunier nel reparto a 4. A discapito della giovane età, Debast è già nel giro della prima squadra da tre anni ed in Belgio è già considerato come il prossimo crack e cardine della Nazionale al pari di Doku e Bakayoko. Veloce, rapido nelle scelte e propositivo in avanti, Debast potrebbe diventare il vostro prossimo giocatore preferito per vari motivi, in particolare per la sua notevole qualità di produrre highlights come questo nonostante parta notevolmente indietro.

Centrocampo

Tomas Suslov (Slovacchia, Hellas Verona, 22)

Il centrocampista slovacco si è rivelato uno dei giovani più decisivi del campionato, visto il suo contributo necessario ed impattante per la salvezza del Verona di Baroni. Autentico jolly a là Arturo Vidal nel biennio juventino contiano, Suslov può ricoprire qualsiasi ruolo tra mediana e trequarti anche per la Slovacchia. Calzona dovrebbe schierarlo nel tridente offensivo come ala sinistra con Bozenik e Haraslin e, come già visto durante la qualificazione, avrà assoluta libertà per svariare su tutto il fronte offensivo anche più di quanto fatto in stagione con l'Hellas. In stagione, ha creato circa 3 tiri in porta a partita e contribuito ad 8 gol del Verona spesso partendo da un posizione più arretrata, agendo da interno di centrocampo, da esterno o da classico trequartista: i circa 2 tocchi a partita nell'ultimo terzo di campo descrivono una presenza residua in fase di finalizzazione. Ci si aspetta di vederlo più coinvolto sia nella manovra offensiva che nei pressi della porta avversaria.

Joao Neves (Portogallo, Benfica, 19)

Non sarà sicuramente titolare, ma Joao Neves avrà un buon minutaggio ad Euro 2024. Personalmente, vedo il giovane portoghese come una migliore alternativa di Palhinha rispetto al redivivo Danilo Pereira come vertice basso del centrocampo a 3, ma molto dipenderà dall'impronta tattica che Roberto Martinez vorrà dare alla partita. Da quest'anno titolare fisso del Benfica, non c'è una cosa che Joao Neves non sa fare in campo: creare, rifinire, difendere, recuperare pallone e distribuire palloni. La sua struttura è molto meno dominante di altri mediani di rottura ma, nonostante questo, Joao Neves non parte già battuto in duelli fisici o aerei: anzi, al contrario, usa molto spesso il corpo per costruire un vantaggio, completare un dribbling o iniziare una progressione palla al piede. Nella Primeira Liga, quest'anno, è secondo per tocchi totali (2391) e quarto per contrasti vinti (53), mentre a livello statistico, tra UCL e UEL, Neves risulta essere già quest'anno uno dei migliori centrocampisti di rottura in Europa. Senza dubbio, l'U21 più completo del torneo.

https://twitter.com/LFCTransferRoom/status/1801336466586386830

Billy Gilmour (Scozia, Brighton, 23)

"We've got Billy Gilmour, we've got Billy Gilmour" intonerano i migliaia di scozzesi che riempiranno gli stadi tedeschi in questi giorni. Il mediano ex Chelsea è diventato una delle prime scelte di De Zerbi al centro del campo in corso d'opera, insieme a Pascal Gross. Lo scozzese è uno dei migliori palleggiatori in Premier League, risultando il terzo per percentuali di passaggi riusciti in stagione con il 92.2% dietro solo a Rodri e Kovacic. Nella Scozia di Steve Clarke ancora non ha acquisito un ruolo centrale ma Euro 2024, da questo punto di vista, può essere il turning point decisivo. La sua facilità di palleggio serve a centrocampo per cercare di creare una manovra più avvolgente possibile: bisognerà capire quale combinazione di McTominay, McGinn, Christie e Gilmour verrà schierata in campo. Detto che, ragionandoci su, Clarke potrebbe decidere di schierarli tutti contemporaneamente. Punto debole principale di Gilmour è la fase di copertura e di recupero palla, con solo il 31% dei duelli in mezzo al campo vinti da Gilmour in Premier quest'anno.

https://twitter.com/OptaJoe/status/1797976607438905518

Milos Kerkez (Ungheria, Bournemouth, 20)

Difficiel credere che in una top 11 qualsiasi possano esserci contemporaneamente due giocatori del Bournemouth, questa potrebbe essere la prima volta in assoluto. Kerkez, insieme a Szoboszlai e Orban, sarà il riferimento dell'Ungheria di Marco Rossi. L'ex AZ, molto vicino al Milan nel 2023 prima di passare in Premier League, viene da una stagione d'esordio positiva nel massimo campionato inglese, risultando uno dei migliori esterni di sinistra a tutta fascia. Kerkez è cresciuto ancora in fase difensiva, risultando il miglior giovane per azione difensive portate a termine in PL (9.85 per 90 min) davanti ad Udogie e Colwill. Atleticamente sopra la media, Kerkez copre tutta la fascia con facilità e la sua esuberanza potrebbe essere un'alternativa per creare superiorità sulla sinistra per l'Ungheria, magari sfruttando la presenza di Szobo in quel quarto di campo.

Attacco

Kenan Yildiz (Turchia, Juventus, 19)

Come il futuro della Juventus passa dalla crescita del fantasista turco, anche le sorti offensive della Turchia di Vincenzo Montella passano dalle giocate di Yildiz e di Arda Güler. Il gioco del turco, come già visto in stagione, va molto a sprazzi e vive di intuizioni: le qualità e le individualità, però, sono abbastanza evidenti ad occhio nudo. Dribbling nello stretto e progressione palla al piede gli vengono naturali, soprattutto partendo largo a destra: è in quel ruolo che Montella lo ha impiegato fin dal suo esordio nella panchina anatolica, nell'amichevole contro la Germania a Berlino in cui Yildiz realizzò un gol fantascientifico. Personalmente, quella versione di Yildiz è la migliore della stagione: se dovesse ritornare su quello standard, allora il turco diventerà un fattore per il cammino della Turchia. Sarebbe, inoltre, interessantissimo vedere a partita in corso dei minuti del tridente sulla carta più giovane della competizione: Yildiz-Güler-Kılıçsoy.

Johan Bakayoko (Belgio, PSV, 21)

Semplicemente straripante. Unico aggettivo per descrivere Bakayoko e la sua stagione con il PSV conclusa con 13 goal e 10 assist, uno dei cinque U21 a concludere la stagione con una doppia-doppia di goal+assist. Sostanzialmente, Bakayoko è la copia fisicamente più debordante di Doku: il Belgio, potenzialmente, ha i due migliori dribblatori del torneo come ali titolari. In stagione, l'esterno offensivo del PSV ha completato 90 dribbling e 30 key passes, dietro solo a Matias Soule tra i 2003 o più giovani. Preferisce giocare a destra per rientrare sul piede forte, essendo mancino: per Tedesco potrebbe essere un ballotaggio continuo tra lui, Trossard e Doku per dividersi i minuti al fianco di Lukaku. Preferisce spesso ricevere palla lontano dalla porta, anche da fermo, sfruttando un primo passo e una rapidità nello stretto molto forte per saltare l'uomo. Diventerà sicuramente uno dei vostri giocatori preferiti del torneo: dribbling, estro, treccine e esultanze in griddy moves.

https://twitter.com/DataMB_/status/1800135069803188226

Benjamin Šeško (RB Leipzig, Slovenia, 21)

L'attaccante U21 più forte d'Europa è pronto a trascinare la Slovenia a suon di gol. In stagione 16 gol e 4 assist tra Bundesliga e Champions League: il 50% dei suoi tiri nello specchio sono gol in stagione (18/36, non considerando la finale di Supercoppa di Germania). Con un corpo simile ad Haaland e Scamacca, Sesko è, così come il norvegese, letale in campo aperto e soprattutto fronte alla porta. Attacca molto bene la profondità muovendosi molto su tutto il fronte offensivo per far da riferimento per gli eventuali inserimenti dei centrocampisti. Rispetto ai primi anni al Salisburgo, è cresciuto molto nel gioco spalle alla porta e nelle sponde, in particolare quando gioca a due tocchi o di prima. Il sorteggio non lo ha aiutato poichè spesso dovrà giocare contro difese a 4 strutturate (Inghilterra, Serbia e Danimarca) e potrebbe quindi soffrire il duello fisico contro due centrali possenti. Sarà interessante capire come ovvierà alla naturale carenza di palloni giocabili in verticale rispetto al club, visto che la Slovenia, tecnicamente parlando, rischia di essere una delle squadre meno attrezzate del lotto.

https://twitter.com/nocontextfm1/status/1700616971396489219

Notevoli le possibili honorable mentions, non citate per preferire nomi meno noti ai più: per la difesa, sicuramente Antonio Silva (Portogallo, Benfica, 20) è uno dei migliori prospetti di Euro 2024, mentre Calafiori e Viktor Kristensen (Danimarca, 21) vengono da uno stagione speciale con il Bologna. Attenzione al ruolo di Zalewski in una Polonia ridimensionata dagli infortuni, così come ai minuti di Luka Sucic (RB Salzburg, Croazia, 21) per far rifiatare i vari Modric e Kovacic. Davanti, oltre al trio turco già citato e "sognato" sopra dal sottoscritto, Alex Baena (Villareal, Spagna, 22) è uno dei nomi più sottovalutati e passati sotto traccia della manifestazione: con 14 assist è stato il miglior assistman in Europa, un trequartista tutto estro e fantasia che può aiutare De La Fuente a partita in corso per sbloccare situazioni complesse.


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  • Nato ufficialmente nel 1996 ma sportivamente nel 2002 grazie alle cassette di Gol Parade, sono cresciuto a pane e calcio, con il ciclismo a fare da contorno di lusso. Poi, nel 2009, YouTube e le repliche su Sportitalia mi aprono le porte di un affascinante mondo: quello del basket e, soprattutto, della NBA. Studio Marketing a Bari, ma ormai da qualche anno risiedo su WordPress. Affascinato dalle statistiche, sogno un mondo in cui i programmi radio siano un podcast di Bill Simmons.

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