Logo Sportellate
Euro 2024 forse non tutti sanno che
, 14 Giugno 2024

Forse non tutti sanno che... Edizione Euro 2024


Trivia e amenità varie su Euro 2024.

Sono un grande appassionato della Settimana Enigmistica. D'estate, sotto l'ombrellone, è imprescindibile e - tra cruciverba, rebus e pessime battute - c'è una pagina che rapisce sempre la mia attenzione. Da quando esiste prende il titolo di "Forse non tutti sanno che..." ed è una raccolta di fatti curiosi, trivia, storie sconosciute divertenti o stupefacenti, informazioni nascoste su personaggi o luoghi famosi. Sono nozioni che non avranno mai un risvolto utile nella vita di tutti i giorni, ma non posso fare a meno di leggerle e incamerarle. Le classiche cose che poi tiri fuori durante un discorso con gli amici al bar.

Quest'estate che sta iniziando, come tutti sanno, è quella di Euro 2024. Ormai si trovano ovunque - compreso il nostro sito - guide, analisi e approfondimenti sulla kermesse, sezionata nei suoi minimi dettagli. Manca però, decisamente, una lettura da ombrellone. Abbiamo deciso quindi di scrivere una grande pagina da Settimana Enigmistica (anche se divisa in categorie) dedicata alle curiosità e alle informazioni strane, sconosciute e divertenti su Euro 2024. In questo modo avrete un notevole campionario di fatti e dati inutili da sfoggiare davanti ad una birra.

L'organizzazione

Gli stadi che ospitano l'evento sono dieci, distribuiti in altrettante città: Monaco, Berlino, Amburgo, Dortmund, Düsseldorf, Gelsenkirchen, Colonia, Stoccarda, Lipsia e Francoforte. Nove di queste hanno ospitato anche il Mondiale del 2006 - l'unica new entry è Düsseldorf - mentre questa volta non ci saranno Hannover, Kaiserslautern e Norimberga. La maggior parte delle città ospitanti era nella lista anche per il Mondiale 1974 e per Euro 1988, mentre Monaco è la prima città nella storia ad ospitare due Europei consecutivi, essendo stata teatro di quattro partite nel torneo itinerante del 2021. La peculiarità è che ben cinque dei dieci stadi scelti ospiteranno nella prossima stagione squadre di 2. Bundesliga. Nel 2016 solo a Lens giocava una squadra di Ligue 2.

Ad accogliere grandi e piccini in Germania ci sarà la mascotte Albärt, un simpatico orsetto gigante. Si torna quindi ad avere una mascotte animale per la prima volta dal 2000, quando Belgio e Paesi Bassi scelsero il leone Benelucky. Albärt è un gioco di parole tra "Albert" e "bär" - che significa "orso" in tedesco - ed è stato scelto con i voti degli utenti del sito della UEFA e degli alunni delle scuole di tutta Europa. Le alternative sconfitte erano Bärnardo, Bärnheart e Herzi von Bär. Il pallone ufficiale della competizione si chiama invece Fußballiebe (amore per il calcio), è realizzato come di consueto da Adidas e al suo interno contiene la Connected Ball Technology, necessaria per il funzionamento del fuorigioco semi-automatico.

Albärt insieme ai suoi cugini Goleo (il leone) e Pille (la palla parlante)

Un mese prima dell'evento è stata inoltre presentata la canzone ufficiale di Euro 2024, scritta da Ryan Tedder degli One Republic, prodotta dai Meduza ed eseguita dagli stessi One Republic assieme alla cantante tedesca Leony. Il brano sarà sicuramente protagonista della cerimonia di chiusura dell'Europeo, prima della finale, mentre non si sa ancora se verrà proposto anche a Monaco prima di Germania-Scozia, in quanto non è stato specificato chi si esibirà prima del match inaugurale del torneo. Si sa invece che in apertura della prima partita del torneo è stato organizzato un omaggio a Franz Beckenbauer, scomparso a inizio 2024.

Passando invece al funzionamento del torneo, la formula di Euro 2024 è la stessa delle scorse due edizioni, con 24 squadre divise in sei gironi da quattro. Passano agli ottavi di finale le prime due classificate di ogni gruppo e le quattro migliori terze, che si incroceranno secondo uno schema già stabilito fino ad arrivare alla finale di Berlino. Per stabilire l'ordine di classifica in caso di arrivo a pari punti nei gironi valgono prima di tutto gli scontri diretti, poi - sempre negli scontri diretti - la differenza reti e i gol segnati. In caso di ulteriore parità si passa a differenza reti generale, gol segnati, numero di vittorie, classifica fair play e, come extrema ratio, la migliore posizione nella classifica generale delle qualificazioni.

I record

Proprio i padroni di casa della Germania - assieme alla Spagna - sono la nazionale che ha vinto più volte l'Europeo, ben tre. Seguono a due affermazioni Francia e Italia - attuale detentrice - e a una URSS, Cecoslovacchia, Paesi Bassi, Grecia e Portogallo. La Germania è anche la squadra più presente (13 partecipazioni), seguita dalla Russia/URSS/CSI (12) e dalla Spagna (11), mentre questo sarà il primo Europeo della Georgia. Tornano invece dopo 24 anni Serbia (ai tempi in campo come Jugoslavia) e Slovenia, lasciando così alla Norvegia la striscia di assenze più lunga. I tedeschi dovranno anche provare a sfatare un tabù, in quanto è dal 1984 che la nazione ospitante non vince l'Europeo.

Francia 1984 è stato l'Europeo di Michel Platini

Sarà ancora in campo il massimo goleador dei Campionati Europei, ovvero Cristiano Ronaldo. I suoi 14 gol sono distribuiti su cinque edizioni, il che costituisce un altro record. Il portoghese è poi già primatista per presenze - 25, sei in più dei suoi compagni Pepe e João Moutinho e sette in più di Leonardo Bonucci - e giocando almeno un minuto a Euro 2024 sarà l'unico ad aver disputato sei volte la competizione, staccando Iker Casillas. In più i vent'anni tra la prima e l'ultima partecipazione di Cristiano Ronaldo lo mettono al pari di Lothar Matthäus, che però saltò due edizioni in mezzo. L'ex Juventus può poi, in caso di vittoria finale, raggiungere altri tredici giocatori (dodici sono spagnoli) a quota due vittorie, così come Rui Patricio, Pepe, Danilo Pereira e nove convocati dell'Italia.

Nel 2021 il premio di miglior giocatore è andato a Gianluigi Donnarumma, confermando una tendenza che vede il solo Griezmann (nel 2016) conquistare il premio senza vincere l'Europeo. Donnarumma è stato automaticamente anche miglior portiere della scorsa edizione e assieme a Rui Patricio ha la possibilità di diventare l'unico estremo difensore a prevalere in più di un occasione. Per l'Italia sarebbe la quarta affermazione negli ultimi sette Europei. Dal 2016 esiste anche il riconoscimento per il miglior giovane, vinto nella prima occasione da Renato Sanches e nella seconda da Pedri, che sarà presente anche a Euro 2024.

Parlando di giovani, è fresco il record di Kacper Kozłowski, sceso in campo con la Polonia a 17 anni e 246 giorni nel 2021. Sarà probabilmente battuto da Lamine Yamal, che compirà 17 anni il giorno prima della finale. All'altro estremo troviamo invece il portiere dell'Ungheria a Euro 2016 Gabor Kiraly, 40 anni e 78 giorni durante l'ottavo di finale contro il Belgio, ma anche lui verrà battuto quando metterà piede in campo il quarantunenne Pepe. Per quanto riguarda i gol, invece, sono incredibilmente sedici anni che nessuno realizza una tripletta (l'ultimo è stato David Villa contro la Russia), mentre potrebbe cadere un altro record se si manterranno i maxi-recuperi visti al Mondiale: quello del gol più tardivo, attualmente in mano a Semih Şentürk, in rete al 122' di Croazia-Turchia ad Euro 2008.

Ve la ricordavate la Russia di Hiddink semifinalista a Euro 2008?

Gli allenatori

L'Italia ha già vinto. Almeno, in quanto ad allenatori presenti a Euro 2024. Sono ben cinque i nostri connazionali presenti sulle panchine del torneo, ovvero Spalletti, Montella, Calzona, Tedesco e Rossi, e due di questi non hanno mai allenato in Serie A (tre fino all'arrivo di Calzona a Napoli). Troviamo poi due spagnoli, De La Fuente e Martinez, due tedeschi, Nagelsmann e Rangnick, e due francesi, Deschamps e il sorprendente Willy Sagnol, CT della Georgia. Julian Nagelsmann, con il fischio d'inizio di Germania-Scozia, diventerà anche il commissario tecnico più giovane della storia degli Europei a 36 anni e 327 giorni, battendo di 6 giorni Srečko Katanec, CT della Slovenia a Euro 2000. Il più vecchio tra i 24 allenatori di questa edizione è invece il sessantacinquenne Ralf Rangnick, per cui il record resterà a Giovanni Trapattoni, 73 anni durante Euro 2012.

Abbiamo già nominato i tre CT passati per la Serie A da allenatori, ma ce n'è anche uno passato per la nostra Serie B - Didier Deschamps, Juventus 2006/07 - e uno passato per la Lega Pro - Marco Rossi, ex Lumezzane, Pro Patria, Spezia, Scafatese e Cavese. Ha giocato nel nostro campionato invece Pixie Stojkovic (Hellas Verona 1991/92), mentre altri due CT hanno incrociato i loro destini con le squadre italiane nelle coppe europee: Serhiy Rebrov - ex Dinamo Kiyv e attualmente sulla panchina dell'Ucraina - e Sylvinho, passato per Arsenal, Celta Vigo, Barcellona e Manchester City. Il brasiliano è stato collaboratore tecnico di Roberto Mancini, suo allenatore al City, e ora ha al suo fianco un altro membro di quella squadra: Paulo Zabaleta.

A Euro 2024 non è presente nessuno dei CT vincitori delle precedenti edizioni, quindi si conferma la regola che vede cambiare ad ogni torneo l'allenatore della squadra campione. Didier Deschamps potrà però raggiungere Helmut Schön in caso di vittoria: sarebbero gli unici con un Mondiale e un Europeo nel palmares. Imbattibile, per questa edizione, anche il record di panchine di Joachim Löw, 21 tra il 2008 e il 2020. Il più vicino è di nuovo Didier Deschamps, ma a dieci lunghezze di distanza.

Intermezzo: top ten dei nomi

In ordine sparso, i dieci nomi più belli di questo europeo: Budu Zivzivadze (Georgia), Vernon De Marco (Slovacchia), Warren Zaïre-Emery (Francia), Denis Dragus (Romania), Renato Steffen (Svizzera), Bendeguz Bolla (Ungheria), Ché Adams (Scozia), Lutsharel Geertruida (Paesi Bassi), Romano Schmid (Austria), Zeno Debast (Belgio)

Le maglie

In quanto a maglie, vincono invece gli Stati Uniti. È infatti Nike lo sponsor tecnico più rappresentato, con nove nazionali su ventiquattro che avranno lo swoosh sul petto. Seguono adidas a sei, Puma a quattro, Macron e Joma a due e Hummel a uno. Di queste solo adidas (Germania) e Hummel (Danimarca) vestono la nazionale del paese dove hanno sede. Sarà il primo grande torneo con Adidas per l'Italia - che nel 2021 vinse con maglie Puma - e il penultimo (qualificazione al Mondiale permettendo) della Germania con le three stripes, in quanto dal 2027 subentrerà Nike. In questo millennio adidas ha vestito per quattro volte su sei il vincitore: arriverà una quinta affermazione?

Maglia Italia Euro 2024
La maglia - ma non i pantaloncini!- dell'Italia a Euro 2024

Scendendo nel dettaglio, Puma propone ancora una volta per le sue nazionali uno stile uniforme, ma sicuramente più tradizionale delle maglie da trasferta con il nome della nazionale sul petto. Adidas pesca invece dallo stile dell'ultimo grande torneo in Germania e propone per le sue squadre una versione aggiornata del template Teamgeist, integrandolo però con un alto grado di personalizzazione e di modernità. Da segnalare, in particolare, la maglia da trasferta del Belgio che riprende l'abbigliamento di Tintin, personaggio dei fumetti belga creato da Hergé. Approccio ambivalente, poi, quello di Nike, che con la Francia torna alle origini per colori e stemma, ma allo stesso tempo sperimenta con gli scacchi della Croazia, che diventano dei quadratoni quasi da maglia del Rimini.

"C'è (c'era) un po' di Italia"

Saranno 90 i calciatori della nostra Serie A presenti a Euro 2024, secondo campionato per presenze solo dietro alla Premier League con 116. In più, proprio l'Inter è la squadra più rappresentata con 13 convocati, alla pari del Manchester City. La nazionale con più giocatori di Serie A è ovviamente l'Italia con 23, seguita dall'Albania con 10 e dalla Polonia con 9. Ci sono poi anche tredici convocati provenienti dalla nostra Serie B: Mlakar e Marin (Pisa), Stojanovic (Sampdoria), Puscas (Bari), Nedelcearu (Palermo), Nagy (Spezia), Duris (Ascoli), Kurtic (Sudtirol), Lochoshvili (Cremonese) e Kastrati (Cittadella).

Diversi sono i giocatori che sono passati per il nostro campionato: tra i più famosi ci sono i tedeschi Rudiger e Emre Can, lo spagnolo Morata, il danese Eriksen, il francese Coman, il ceco Schick e ovviamente Cristiano Ronaldo. Ma troviamo anche l'ex Torino David Zima nella Cechia, gli ex Sassuolo Muldur e Ahyan nella Turchia e Haraslin nella Slovacchia, i romeni Mogos - ex Delta Porto Tolle, Cremonese e Chievo tra le altre - Alibec e Hagi (due presenze rispettivamente con Inter e Fiorentina). Ex Fiorentina anche Hancko, mentre l'altro slovacco Strelec lo abbiamo visto a La Spezia e Reggio Calabria.

Una ventina di presenze a Verona per Ljubomir Tupta (sempre Slovacchia) e una quarantina per Daniliuc (Austria) a Salerno, mentre si sono visti a Empoli e a Roma gli Sloveni Balkovec e Celar. L'Albania ha convocato Arlind Ajeti, ex Frosinone, Torino e Pordenone tra le altre, e la Croazia ha nel suo parco attaccanti Marko Pjaca, Bruno Petkovic e Ante Budimir. Vi stupirà infine sapere che lo scozzese Jack Hendry ha quattro presenze con la Cremonese risalenti a meno di due anni fa e che Rey Manaj gioca nella nazionale albanese dopo aver fatto 21 presenze con il Barcellona B.

Budimir ha giocato una grande stagione da 18 gol e 2 assist,
ma vogliamo comunque ricordarlo così. Scusaci Ante!

Merita poi una postilla a parte il ritorno in nazionale con conseguente prima partecipazione ad un grande torneo di Josip Ilicic, dopo una stagione convincente con il Maribor. Bentornato Josip!

Il peggio del meglio

Euro 2024 vede protagonisti i più grandi campioni dei top team europei, ma anche una schiera di onesti mestieranti che giocano in squadre di serie minori o di nazioni solitamente fuori dai radar calcistici. L'ungherese Lang, il romeno Rus e il croato Ivusic giocano infatti a Cipro, rispettivamente all'Omonia il primo e al Pafos i secondi, come anche lo sloveno ex Inter Belec, ora all'APOEL, mentre dal campionato sudcoreano arrivano Martin Adam (Ungheria) e Jasir Asani (Albania). Lo svizzero Duah ha appena vinto il campionato con i bulgari del Ludogorets, l'albanese Seferi solitamente gioca negli Emirati Arabi Uniti con il Baniyas, come lo slovacco Vernon De Marco che invece veste la maglia dell'Hatta Club. Il già citato Alibec ora invece difende i colori dei qatarioti dell'Al Muaidar e i georgiani Gvelesiani e Gugeshasvili provengono rispettivamente da Persepolis (Iran) e Qarabag (Azerbaigian).

È ovviamente presente anche una nutrita rappresentanza del campionato saudita, capitanata ovviamente da Cristiano Ronaldo e che comprende anche Laporte, Kanté, Demiral, Ruben Neves e Carrasco tra gli altri. Sventola bandiera statunitense invece per Morgan (Scozia), Gazdag (Ungheria), David Brekalo (Slovenia), Slisz (Polonia), Ravas (Slovacchia) e Lobzhanidze (Georgia).

Intermezzo: gli omonimi

Pepe (Portogallo) e Simone Pepe (calciatore ex Juventus)
Levan Shengelia (Georgia) e Tornike Shengelia (cestista della Virtus Bologna)
Giorgi Loria (Georgia) e Simone Loria (calciatore ex Roma)
Ugurcan Cakir (Turchia) e Cuneyt Cakir (ex arbitro di calcio)
Florinel Coman (Romania) e Kingsley Coman (Francia)
Laszlo Benes (Slovacchia) e Lazlo Bane (gruppo alternative rock statunitense)
Bradley Barcola (Francia) e Barcola (quartiere di Trieste)
Heinz Lindner (Austria) e Christian Lindner (ministro delle finanze tedesco)
David Brekalo (Slovenia) e Josip Brekalo (calciatore ex Fiorentina)
Scott McKenna (Scozia) e Declan McKenna (cantautore inglese)
Jonas Wind (Danimarca) e Wind (compagnia telefonica italiana)

I precedenti

Ormai Italia e Spagna sembrano abbonate ad incontrarsi all'Europeo. Oltre che nel 1980 e nel 1988, negli ultimi anni è successo nella scorsa edizione, con vittoria italiana ai rigori in semifinale, nel 2016, sempre vittoria azzurra, e due volte nel 2012, quando il match della fase a gironi si chiuse in pareggio ma gli iberici si imposero per 4-0 in finale. Nel 2012, come quest'anno, nel girone c'era anche la Croazia, con cui l'Italia pareggiò 1-1 grazie ad una punizione di Andrea Pirlo e che fu battuta per 1-0 dalla Spagna. Altro girone che è per tre quarti uguale ad uno del passato è quello che coinvolge Portogallo, Turchia e Cechia, tutte assieme a Euro 2008. A passare il turno in quell'occasione furono turchi e portoghesi. Questi ultimi si sono incontrati anche a Euro 1996 - come cechi e portoghesi, contro anche ai quarti nel 2012 - e a Euro 2000, mentre Cechia e Turchia erano nello stesso girone anche nel 2016.

Diteci tre buoni motivi per non riguardarsi 12 minuti di highlights di Turchia - Cechia 2008

Si sono già incrociate ai gironi anche Germania e Scozia (1992), Scozia e Svizzera (1996), Jugoslavia (la Serbia ne è erede sportiva) e Slovenia (2000) e Austria e Polonia (2008), come anche nella scorsa edizione Paesi Bassi e Austria, con un 2-0 come risultato finale. Jugoslavia-Inghilterra fu la semifinale del 1968, mentre tra danesi e inglesi si è giocata la semifinale della scorsa edizione, oltre che un match della fase a gironi nel 1992. Anche danesi e jugoslavi si sono incontrati in passato, con una netta vittoria biancorossa nel 1984. Doppio confronto ai gironi (2000 e 2008) per Francia e Paesi Bassi, oltre al quarto di finale del 1996.

Figli, fratelli e tutto il resto

Euro 2020 è stato il palcoscenico della consacrazione per un italiano figlio d'arte: Federico Chiesa. Tra l'altro anche il padre Enrico ha due presenze agli europei all'attivo nel 1996, quando gli Azzurri uscirono ai gironi. Il caso opposto invece è rappresentato da Lilian e Marcus Thuram: vincente nel 2000 il primo, soli 9 minuti disputati finora il secondo. Ha giocato la Coppa d'Africa con il Senegal invece il padre di Leroy Sané, Souleymane, che ha chiamato così il figlio in onore del suo CT Claude Le Roy, mentre lo ha fatto nello stesso periodo con lo Zaire Roger Lukaku, padre di Romelu (e di Jordan, non convocato). Chi gli Europei li ha vissuti da calciatore e da vice-CT è invece Danny Blind, padre di Daley, difensore del Girona e dei Paesi Bassi. Con lui in squadra ci sarà Xavi Simons, figlio di Regilio, attaccante con un passato nel Fortuna Sittard e nel NAC Breda. Il già citato Ianis Hagi è, ovviamente, il figlio del Maradona dei Carpazi Gheorghe.

Passando ai fratelli, invece, non ci sarà un altro incontro tra Granit e Taulant Xhaka, siccome il secondo si è ritirato dalla nazionale Albanese nel 2019, come anche non si incroceranno - sempre con gli stessi colori - Arlind e Albian Ajeti. Il primo sarà in campo con l'Albania, ma il secondo è fuori dal giro della nazionale svizzera da alcuni anni. Vestiranno la stessa maglia (più o meno) i fratelli Milinkovic-Savic, figli dell'ex calciatore Nikola e della cestista Milana Savic, mentre saranno assenti - anche se nel giro della stessa nazionale - i due fratelli di Rasmus Hojlund e il fratello minore di Adam Buksa, Aleksandar, ancora di proprietà del Genoa, come anche - ma per infortunio - Lucas Hernandez, fratello di Theo. Sono entrambi figli di Jean-François, in campo con Marsiglia e Atletico Madrid a fine anni '90.

I fratelli Milinkovic-Savic in nazionale quando non si sapeva ancora bene chi fosse quello forte

Parentele famose fuori dal mondo del calcio invece per Mateo Retegui, più precisamente nell'hockey su prato. Il padre Carlos è un ex giocatore ed è stato a più riprese CT delle varie selezioni argentine, mentre la sorella Micaela era nella squadra finalista a Tokyo 2020.

I naturalizzati

Proprio Mateo Retegui sarà uno dei due naturalizzati della nostra nazionale, assieme a Jorginho, anche se l'italo-brasiliano è arrivato in Italia all'età di 15 anni. Ne hanno due anche la Spagna, ovvero la coppia di difensori centrali Laporte-Le Normand, entrambi di origine francese e cresciuti in squadre basche, e l'Ungheria, che può contare su Nego - di origini antillane - e su Styles - nato in Inghilterra ma di discendenza anche ucraina. Grande mix di ascendenze, soprattutto balcaniche, nella Svizzera, mentre l'Albania può contare su alcuni giocatori nati proprio in svizzera, oltre che su Broja - nato in Inghilterra - e Kumbulla, originario di Peschiera del Garda. È nato in Costa d'Avorio il difensore inglese Guehi, mentre Declan Rice ha delle presenze anche con la nazionale irlandese. Cole Palmer, incredibilmente, potrebbe giocare anche per la nazionale di St. Kitts and Nevis.

Come Kumbulla è nato in Italia anche Zalewski, che però ha scelto la nazionalità dei genitori, mentre il belga Onana è nato in Senegal. È di Rosario Vernon De Marco, che vedremo in campo con la Slovacchia, mentre nel melting pot francese spiccano le origini libanesi di William Saliba e quelle della Guinea-Bissau di Upamecano. Si tende a dimenticarlo, ma anche il portoghese Pepe è un naturalizzato in piena regola, essendo nato e cresciuto in Brasile.

Un video di John McGinn impegnato con la danza tradizionale bavarese per augurarvi buon Euro2024


L'Europeo di Sportellate non è solo articoli e considerazioni sparse! Potete infatti acquistare il nostro magazine con le guide a Euro 2024, ascoltare il nostro podcast Charisteas o iscrivervi alla nostra lega del FantaEuropeo.


  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

Ti potrebbe interessare

Pecunia non olet

I rapporti tra Euro 2024, Qatar e Cina vanno oltre alle singole sponsorizzazioni

Qual è la miglior canzone ufficiale degli Europei?

Dal peggiore al migliore, i brani che hanno accompagnato le ultime nove edizioni del torneo.

Perché agli Europei non si fa la finale 3°/4° posto?

Colpa dell'Italia e di Antonin Panenka.

Dani Olmo agente del caos

In Spagna-Germania, il suo ingresso per l'infortunio di Pedri è stato decisivo

Dallo stesso autore

Qual è la miglior canzone ufficiale degli Europei?

Dal peggiore al migliore, i brani che hanno accompagnato le ultime nove edizioni del torneo.

Il Tour de France visto dal balcone

La seconda tappa del Tour de France, vissuta senza mettere piede fuori di casa.

Forse non tutti sanno che... Edizione Euro 2024

Trivia e amenità varie su Euro 2024.

Gli stadi e le città di Euro 2024

Monaco, Amburgo e tutto quello che ci sta in mezzo: scopriamo le sedi di questo Europeo.
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu