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Copertina guida 20 giocatori Euro 2024
, 13 Giugno 2024

20 giocatori da seguire a Euro 2024


Cinque per reparto, tra giovani e meno giovani, che possono finalmente affermarsi.

Il potere pubblicitario che i grandi tornei continentali e mondiali esercitano sui giocatori che li riempiono è talmente noto che sembra quasi superfluo ribadirlo. Euro 2024, in questo senso, non dovrebbe costituire una particolare eccezione alla storia recente. Controllare l'hype che mettiamo sui giocatori in questi tornei è difficile, soprattutto se i nomi sono quelli più grandi ed esaltanti dei vari Mbappé e Bellingham.

Ma se su queste figure il margine tra l'esaltazione e la delusione è estremamente sottile - lo stesso Mbappé ce lo ha ricordato con il rigore sbagliato a Euro 2020 contro la Svizzera - ci sono anche tanti giocatori meno ammantati di responsabilità che piano piano si fanno strada nel nostro immaginario collettivo. Nomi di giovani anche abbastanza chiacchierati, certo, ma anche di giocatori più grandi, magari alle porte del loro prime o che cercano di ricostruirsi una credibilità, e che in quest'estate potrebbero riuscirci. Quattro autori per descriverne venti, cinque per reparto, che ci sembrano decisamente pronti a realizzare questo riscatto.

I cinque portieri (di Andrea Lapegna)

Certo, Donnarumma, Oblak, Neuer (o Ter Stegen?) e magari Maignan si prenderanno le prime pagine dei giornali; ma Euro 2024 sarà una vetrina importantissima anche per quei portieri meno reclamizzati ma comunque in rampa di lancio.

In questo momento storico, il vecchio continente è particolarmente ricco di portieri interessanti per chi avrà la possibilità e la volontà di farvi caso; non fenomeni del calcio mondiale ma dal talento comunque evidente, che giocano con costanza in club dei maggiori campionati europei e che sono pronti a fare il salto di qualità in un torneo che, giocoforza, catalizzerà lo sguardo del grande pubblico.

Il criterio con cui abbiamo scelto questi cinque nomi è che siano punti fermi delle loro nazionali, entusiasmanti da vedere o in procinto di consacrarsi definitivamente - e chissà che Euro 2024 non sia proprio il modo migliore per farlo. Sono tutti giovani ma non giovanissimi e, se è vero che nessuno di loro gioca regolarmente in un top team, siamo pronti a scommettere che almeno un paio di loro vi finiranno molto presto.

Bart Verbruggen - Paesi Bassi

Il 21enne nativo di Breda è sui radar degli scout di mezza Europa da anni. Talento precoce e archetipo di portiere moderno se mai ce n’è stato uno, quest'anno si è preso la titolarità nel Brighton di De Zerbi grazie a prestazioni eccellenti e a qualità in potenza ancora migliori. Nella nazionale oranje è una delle pochissime certezze di Koeman, che al momento è in balia della burrasca tra infortuni di alcuni giocatori chiave e le proprie rigide idee. Cos'altro deve dimostrare? 

Beh, parecchio. Verbruggen è un portiere estremamente agile, dinamico, e si distingue per postura e preparazione dell'intervento spesso impeccabili. Nel 2023/24 ha corretto alcuni difetti di posizionamento e di tecnica di tuffo facendone addirittura dei punti di forza e diventando un formidabile shot-stopper. Completa le sue qualità con la grande capacità balistica sul lungo e una buona distribuzione sul corto, che nel complesso hanno consegnato ai Paesi Bassi un portiere a tutto tondo come non si vedeva da tempo

Quel che gli si rimprovera è la tendenza a prendersi troppe pause all'interno della partita, rendendo le sue prestazioni più ondivaghe di quanto non dicano le compilation. Sarà quindi divertente vederlo in una squadra che pause non sembra intenzionata a prendere o a concedere, e le cui partite saranno spesso decise sull'onda emotiva. Per di più, in un girone dove qualsiasi errore promette di essere pagato a caro prezzo. 

Diogo Costa - Portogallo 

Diogo Costa sembra soffrire della sindrome da campionato minore: quei pochi che l'hanno visto giocare saranno legittimamente sorpresi di non vederlo nella lista dei top europei in apertura di articolo, chi invece non ha visto giocare il Porto o il Portogallo negli ultimi due o tre anni si starà chiedendo se non ci sia un errore di battitura nel nome di battesimo. 

Diogo Costa è uno dei migliori portieri in circolazione per costanza e livello di rendimento. Classe 1999, il lusitano è un cardine del Porto e della Nazionale. Estremo difensore solido, completo, balza agli occhi per la personalità con cui dirige difese ben più navigate di lui. Possiede grande esplosività negli arti inferiori, che gli consente di coprire lo specchio della porta con grande efficacia. Portiere sicuro negli interventi, abbina la forza a un’elevata mobilità in area di rigore e al di fuori di essa. Un altro segno distintivo è la grande facilità e precisione di calcio lungo, con cui mette addirittura davanti alla porta i suoi attaccanti - a titolo di esempio: completa oltre il 60% dei lanci lunghi. 

Nelle ultime sessioni di mercato il suo nome è stato accostato a Manchester City, Manchester United e, in tempi più recenti, Chelsea; tutte squadre dalle grandi possibilità economiche e che non avrebbero dunque grossi problemi a soddisfare la clausola rescissoria di 60 milioni di euro per liberarlo dai Dragões

Giorgi Mamardashvili - Georgia 

La Georgia non era mai riuscita a qualificarsi a un Europeo e tra pochi giorni scenderà in campo per il suo primo grande torneo internazionale. Probabilmente senza l'allargamento a 24 squadre non avremmo ammirato Kvicha Kvaratskhelia sui campi di Germania, ma possiamo dirci soddisfatti anche per l'opportunità di vedere finalmente su un grande palcoscenico Giorgi Mamardashvili

Classe 2000, longilineo dalle lunghe braccia, è certamente il portiere più dotato dal punto di vista fisico di questa piccola lista: 199 centimetri, e fa di tutto per farli sentire ai suoi avversari. La caratteristica eccezionale di Mamardashvili è l'abbinamento di un'esplosività e una reattività fuori dal comune alla stazza, combo che gli permette di coprire l'intera superficie della porta con un agio invidiabile. 

Ma a dire il vero, Mamardashvili è ben più del suo fisico. Con il tempo si è rivelato un ottimo costruttore ma soprattutto ha affinato la sua capacità di leggere l'azione, scegliendo sempre benissimo il tipo e il tempo di intervento. Uno di quei portieri che ci ha fatto dire Come mai è ancora in una squadra di seconda fascia?

Per il georgiano l'Europeo sarà probabilmente un trampolino di lancio verso squadre più ambiziose; basti pensare che Euro 2024 sarà la sua prima competizione internazionale. 

Andrij Lunin - Ucraina

D'accordo, Lunin lo hanno imparato a conoscere anche i nostri genitori guardandolo in Champions League tenere le redini della difesa dei merengues prima che Thibaut Courtois si riprendesse la titolarità in finale. Eppure, a 25 anni suonati, l'ucraino è diventato molto di più di un secondo di lusso (terzo, se consideriamo Kepa) per il Real Madrid. 

La stagione appena conclusa in effetti ha consegnato al pubblico blanco un portiere molto più maturo di quel che si pensasse: forte nell’attacco palla e nell’uno contro uno, attento (con margini di miglioramento) sulle conclusioni dalla distanza, e soprattutto a suo agio nel difendere la porta più prestigiosa del mondo. Lunin spicca per la prontezza con cui riesce a reagire alle conclusioni ravvicinate: magari non compie interventi eleganti, magari ogni tanto uno stile imperfetto ci fa pensare che sia mal messo in campo, ma le sue parate sono di rara efficacia

L'inclinazione agli errori che gli era valsa una sfilza di prestiti appena approdato a Madrid non lo ha completamente abbandonato, ma il fatto che abbia saputo fare un salto così grande all’improvviso non può che denotare una grande qualità mentale, imprescindibile per ambire a palcoscenici luminosi. 

Đorđe Petrović - Serbia

In pochi avrebbero scommesso che Đorđe Petrović sarebbe stato il portiere titolare del Chelsea nel 2024. Eppure, con l’addio a Kepa, la porta dei Blues aveva già cominciato a traballare e a cercare disperatamente un padrone degno; gli errori e i problemi fisici di Sánchez sono stati ulteriori tegole che si sono però presto trasformati in opportunità. E Petrović è stato pronto a raccoglierle. 

Il numero uno della Serbia è un portiere alto e slanciato, che fa della propria mobilità il punto di forza più evidente. Il coraggio nelle uscite non è sempre accompagnato da un’egual capacità di leggere l’azione, ma parliamo comunque di un portiere secondo cui prevenire i pericoli è tanto importante quanto sventarli. Gli ultimi mesi sono stati sorprendenti, in positivo: non solo si è fatto trovare pronto, ma in un tritacarne come il Chelsea ha addirittura riportato ordine in difesa. Attento e concentrato, rapido nell’andare a terra, affidabile sulle conclusioni dalla lunga distanza, Petrović è una delle poche note liete della squadra del fu Pochettino e del sarà Maresca.

Non è sempre pulito negli interventi e la scelta dell’intervento non è sempre la migliore, ma per un portiere salito alla ribalta in maniera tardiva (prima di andare al Chelsea, a 23 anni, era emigrato in MLS) e tutto sommato inaspettata, potevamo attenderci molto peggio; invece, lui è stato oltre le aspettative.

I cinque difensori (di Pierluigi Ninni)

Con l'estrema evoluzione intrapresa dal calcio negli ultimi anni, i difensori sono diventati sempre più impattanti in ambo le fasi e decisivi soprattutto nelle manifestazioni internazionali come Europei e Mondiali. Basti pensare alle eccellenti runs di due protagonisti assoluti delle ultime edizioni, risultati perni cardine per le squadre che alla fine si sono laureate campioni d'Europa, ovvero Leonardo Spinazzola ad Euro 2020 e Raphael Guerreiro ad Euro 2016.

Per presentare i 5 difensori da seguire in questa edizione degli Europei è necessario, però, fare una premessa. Sarebbe facile parlare di Josko Gvardiol o di Nico Schlotterbeck, reduci (soprattutto quest'ultimo) da stagioni superlative a livello di club. Per questo motivo, anche per accontentare i radical chic e i fanatici dello scouting, sono stati considerati solo giocatori non facenti parte dei top 20 club europei e conosciuti ai più per qualche rumors di mercato recente.

David Hancko – Slovacchia

Chissà se questo nome è più in voga tra i tifosi del Napoli che lo hanno visto sognato per tutta la scorsa estate quale sostituto di Kim o di attenti tifosi della Fiorentina che ricorderanno sicuramente i suoi 282 minuti giocati nella stagione 2018-19 in maglia viola, quando Hancko, proveniente dallo Zilina, era considerato la più grande promessa del calcio slovacco insieme a Milan Skriniar.

Da allora, il forte difensore attualmente al Feyenoord di strada ne ha fatta, passando prima dallo Sparta Praga per poi ergersi come uno dei principali protagonisti del ciclo di Arne Slot con il club più famoso di Rotterdam. Al nuovo coach del Liverpool Hancko deve tanto, in particolare la sua definitiva esplosione come difensore moderno e terzino di spinta. Lo slovacco è nella top 5 per progressive passes (8.07/90 mins) e progressive carries (2.07/90 mins) tra i difensori centrali nei top 7 campionati europei, confermandosi come uno dei migliori in fase di costruzione e build-up. Per Calzona e la Slovacchia è un titolare fisso, spesso impegato come laterale sinistro vista la compresenza della solida coppia di centrali formata da Skriniar e Vavro: con 2 goal e 3 assist Hancko è un riferimento fondamentale in fase di costruzione e finalizzazione.

Le sue qualità tecniche e la sua disinvoltura nel portare palla gli permettono spesso di inserirsi in fase offensiva sia con inserimenti centrali che laterali, concludendo la sua progressione con un cross o con un passaggio chiave grazie alla sua ottima visione di gioco. Passando ai suoi punti deboli, Hancko soffre molto nei duelli aerei nonostante il 1.90m di altezza e pecca nell' 1vs1 soprattutto nel timing dell'intervento e di posizionamento. In generale, ci ricorderemo sicuramente di David Hancko più per il suo contributo offensivo che per la prepotenza difensiva: pronti per essere felicemente smentiti ad Euro 2024. Tifosi Reds e partenopei osservano interessati.

Gonçalo Inacio – Portogallo

Clausola rescissoria da 60 milioni di euro, Man United e Liverpool alla porta per lui. Gonçalo Inacio sarà sicuramente il prossimo jackpot della campagna in uscita dello Sporting Lisbona, a prescindere da come andrà Euro 2024.

La facilità con cui il giovane portoghese si è imposto come leader difensivo dello Sporting ha sorpreso anche Roberto Martinez, che con Inacio potrebbe pensare di poter virare su una difesa a 3 con al fianco Pepe e Ruben Dias. Con il suo club, Inacio è il braccetto di sinistra della retroguardia più giovane d'Europa (tutti u23) e comanda la classifica per % di progressive passes completati in Europa tra i suoi coetanei con l'80.2%, a dimostrazione di una solida fase di costruzione e un'ottima padronanza tecnica con il suo mancino. Ha dimostrato inoltre di essere un problema sulle palle inattive, segnando tutti i suoi 6 goal stagionali su questo tipo di situazioni (di cui 3 in EL e una doppietta in nazionale con il Lussemburgo).

Rispetto ad Hancko, Inacio è un difensore più classico e statico, mantenendo spesso la posizione e non cercando la progressione in avanti in fase offensiva, giocata che in Nazionale potrebbe provare a forzare di più se Martinez decidesse di optare per una difesa a 3. Anche quest'anno si conferma uno dei migliori centrali di difesa per dribbling riusciti (0.40/90 mins), capacità che lo facilita in fase di uscita palla anche in situazioni complesse di pressing o raddoppi di marcatura. Su questa base, infatti, Inacio può costruirsi e plasmarsi come uno dei difensori mancini più tecnici della prossima generazione, prendendo spunto da alcune comparisons che lo qualificano come il "nuovo Alaba". Come direbbero gli inglesi, the future is bright: di certo possiamo dire che molti di loro già ci sperano, soprattutto sponda Manchester.

Maximilian Mittelstadt – Germania

Per numeri e statistiche uno dei migliori terzini sinistri al mondo quest'anno tanto da stregare Nagelsmann che lo ha fatto esordire a Marzo con la nazionale e molto probabilmente lo preferirà a Raum per questo inizio di Europeo. Il miglior terzino della Bundesliga è un mancino completo, efficace in entrambe le fasi di gioco tanto da risultare nel miglior percentile nei top campionati europei sia per dribbling riusciti (1.54 a partita) che per tackle e intercetti completati (rispettivamente 3.89 e 1.97 a gara).

Il tedesco può tranquillamente essere uno dei favoriti per il titolo di assistman di Euro 2024, nonostante in stagione abbia prodotto solo 4 assist con la maglia dello Stoccarda. Riesce a creare con facilità occasioni da goal, generando circa 3 tiri a partita in stagione, proponendosi spesso nell'ultimo terzo di campo avversario sia come primo creatore di gioco che con inserimenti senza palla. Con il passaggio allo Stoccarda nella scorsa estate, il tedesco è salito notevolmente di livello, aumentando soprattutto la sua mole di gioco in fase offensiva e ritornando a tirare molto più in porta (21 volte quest'anno rispetto ai 16 tiri effettuati tra 2021 e 2023).

Di sicuro, uno degli esterni sinistri più interessanti di tutto il torneo insieme a Dimarco, Theo Hernandez e Zinchenko. Senza dubbio il più sottovalutato del lotto. Si vocifera che l'Arsenal possa averlo puntato per sostituire proprio l'ucraino ex Man City e vedendo il suo goal in Germania-Olanda dello scorso anno possiamo dire che ne hanno ben donde.

Strahinja Pavlovic – Serbia

Con il colosso serbo torniamo alla descrizione di un difensore "vecchio stile" prepotente a livello fisico. Il centrale mancino del RB, grazie al suo 1.94m, riesce a sovrastare qualsiasi avversario e a dominare nell'area di rigore. Dragan Stojkovic lo ha usato per la maggior parte delle partite di qualificazione all'Europeo sia come braccetto di sinistra nella difesa a 3 che come terzino sinistro in un reparto a 4: Pavlovic ha sempre dimostrato di essere indispensabile per il gioco dei balcanici, risultando il giocatore di movimento con più tocchi per 90 minuti (98) e vincendo il 67% dei duelli aerei effettuati (che salgono al 72% nel campionato austriaco, la più alta percentuale registrata in Europa per tutti i difensori con più di 50 duelli aerei effettuati in stagione)

A manifestare la sua centralità nella formazione titolare dei serbi, un altro dato abbastanza significato su come la presenza di Pavlovic aiuta la Serbia anche in fase di gestione della manovra e creazione di occasioni da goal: il centrale di Sabac ha effettuato 26 progressive carries a partita, dietro solo a Gvardiol, Akanji, Elvedi e Christensen durante le qualificazioni ad Euro 2024. A guardare Pavlovic, però, è evidente che la fase predominante e prediletta dal difensore serbo sia quella difensiva: per innamorarvi di questo giocatore basta vedere gli highlights dell'amichevole contro l'Austria di una settimana fa. Una vera e propria masterclass difensiva contro un'altra possibile sorpresa del prossimo Europeo.

Alessandro Buongiorno – Italia

Inserire Calafiori sarebbe stato troppo facile vista la stagione fantastica del difensore del Bologna: nonostante questo, però, l'impressione è che per trovare l'equilibrio perfetto Spalletti non possa rinunciare al centrale del Torino. D'altro canto, leggendo la lista dei 26, Buongiorno è l'unico vero centrale in un reparto a 3 di ruolo presente tra i convocati azzurri.

Per il torinese classe 99' è sicuramente l'occasione della carriera. Da anni tra i migliori difensori della Serie A, Buongiorno garantisce una presenza difensiva forte risultando tra i migliori centrali in Europa per contrasti ed intercetti vinti (in totale circa 5 a partita). Nelle ultime stagioni sotto la guida di Juric Buongiorno è riuscito a migliorare il suo lato carente, ovvero la fase di costruzione e di prima manovra passando da circa 14 tocchi per 90 minuti ai 30 tocchi di media a gara nel biennio 2022-2024 e risultando più efficace nei lanci lunghi (50 su 87 riusciti quest'anno, arrivando al 58%). La dimostrazione che il gioco di Buongiorno sta evolvendo verso un ruolo da all-around anche in fase di possesso.

Per chi non si aspettava Buongiorno come ruolo cardine della Nazionale spallettiana dovrà ricredersi dopo la partita contro la Bosnia. Le sue stats parlano chiaro: 4 clearances, 1 blocked shot, 64/66 passes (97%), 1 key pass, 1 big chance created, 6/6 duels (100%). Al momento una delle poche certezze (se e solo Spalletti virasse definitivamente verso un 3-4-2-1) è e rimane il centrale del Torino, la cui estate dipenderà moltissimo dal suo rendimento ad Euro 2024. Il Napoli e Conte rimangono alla finestra, così come la Premier che già lo aveva messo nel mirino a Gennaio.

Impossibile non notare come in questa lista siano presenti solo mancini puri. Per bilanciare, al netto del sopracitato e immancabile Riccardo Calafiori, altre menzioni d'onore da tenere in considerazione per questi europei sono due destri quali Kevin Danso, difensore centrale austriaco in forza al Lens e già accostato a qualche italiana nella scorsa estate, e Wout Faes del Belgio che, nonostante i malumori generati in patria per la sua titolarità nel Belgio di Tedesco, può overperformare ad Euro 2024 seguendo la bellissima cavalcata in Championship con il Leicester di Enzo Maresca.

I cinque centrocampisti (di Giuseppe Allegrini)

L'Europeo, si sa, è prima di tutto una straordinaria vetrina. Un palcoscenico che permette ai giocatori del Vecchio Continente di mettersi in mostra per far svoltare la propria carriera, per salvarla oppure per concluderla nel modo migliore. Il discorso vale a maggior ragione per la categoria dei centrocampisti.

Se tra gli MVP degli ultimi Europei figurano giocatori come Sammer, Zidane, Xavi, Iniesta e Zagorakis, il premio di miglior giovane, nelle uniche due edizioni in cui è stato assegnato (2016 e 2020), è stato appannaggio di Renato Sanches prima e Pedri poi. Euro 2024 sarà dunque anche l’occasione per ammirare, conoscere e valutare i migliori centrocampisti d’Europa in tutto il loro potenziale.

Tra giovani talenti pronti ad esplodere, giocatori affermati in cerca della definitiva consacrazione, mediani rocciosi e trequartisti funambolici, abbiamo pescato dal mazzo di Euro 2024 cinque elementi che avranno tutti un ruolo fondamentale nella strategia tattica delle loro squadre: saranno, o almeno proveranno a esserlo, i game changer delle rispettive selezioni.

Martin Baturina – Croazia

In un mondo sempre più fluido e sempre meno comprensibile, sembrerebbe quasi uno spreco rivolgere la vostra attenzione a un giocatore che sembra essere la vittima sacrificale di quella che ad oggi rimane l’unica certezza della nostra generazione, ovvero il centrocampo titolare della Croazia. Kovacic-Brozovic-Modric arriva al quarto torneo internazionale consecutivo con lo status dei ninnoli e dei soprammobili che trovate sui tavoli e sui comodini della casa di vostra nonna: semplicemente intoccabili.

Esistono poche nazionali più conservatrici e reazionarie di quella biancorossa e non dobbiamo immaginarci grandi scossoni o radicali novità e del resto le convocazioni degli eterni Ivan Perisic e Domagoj Vida sono sempre lì a sottolineare l’esigenza di rispettare certi equilibri di spogliatoio. Nonostante ciò, tuttavia, potrebbe essere arrivato il momento per due talenti cristallini come Luka Sucic e Martin Baturina di piantare il seme all’ombra delle querce dei maestri.

In particolare, il centrocampista della Dinamo Zagabria sembra candidarsi seriamente al ruolo di primo ricambio del terzetto titolare grazie alla sua grandissima versatilità, alla sua qualità nella gestione della palla in ogni zona del campo e a una tecnica individuale che si pone in assoluta continuità con quella dei mostri sacri che lo precedono.

Baturina ama giocare principalmente sul centrosinistra per accentrarsi e liberare il destro, oppure alzarsi in zona di rifinitura. Questa sua predisposizione lo rende naturalmente la prima alternativa a Mateo Kovacic. Ma il 21enne della Dinamo può agire volentieri sulla destra e disimpegnarsi con grande agilità sia sulla linea mediana (con compiti da regista vecchio stampo) sia sulla trequarti, rendendosi estremamente prezioso sia in un 4-3-3 che in un 4-2-3-1.

Baturina potrebbe però agire, più per necessità di risparmio energetico, da sostituto di Modric. Sarebbe riduttivo pensare che la sua unica utilità sarà quella di permettere una gestione più oculata delle risorse del centrocampista del Real. Baturina è l’asso nella manica di Dalic, il giocatore che porta freschezza e duttilità tattica in un contesto che altrimenti pagherebbe pegno per le fatiche e le rigidità del suo gruppo.

Joao Palhinha – Portogallo

È il Portogallo più forte di sempre? La quantità gargantuesca di talento a disposizione di Roberto Martinez non dovrebbe lasciare dubbi. I primi a esserne consapevoli sembrano essere proprio i lusitani: dopo le incertezze che hanno caratterizzato l’ultima fase della gestione Santos, i portoghesi arrivano in Germania da contenders credibili e temuti all'altezza di inglesi e francesi. Cristiano Ronaldo sarà ancora dei nostri e pronto a timbrare il cartellino anche nel suo sesto europeo ma sarà da capire quali saranno le gerarchie e i rapporti di forza che coinvolgono lui e la miriade di talenti a lui intorno, come Gonçalo Ramos, Bernanrdo Silva, Rafa Leao, Bruno Fernandes e Diogo Jota.

Martinez ha posto al centro del nuovo corso lusitano la cifra tecnica della sua squadra, proponendo un gioco molto ambizioso offensivo, che mira ad esaltare il talento individuale e i risultati, nel girone qualificatorio per Euro 2024, non hanno tardato ad arrivare.

Per sostenere un talento così ingombrante e una propensione offensiva così spiccata Martinez non potrà fare a meno del suo equilibratore. Joao Palhinha arriva in Germania dopo una stagione che lo ha visto ancora una volta tra i migliori centrocampisti difensivi della Premier League: primo per numero di contrasti, nel 90° percentile per numero di intercetti, il giocatore del Fulham è in grado di dominare il gioco davanti alla difesa come pochi altri in Inghilterra e in Europa.

In attesa di capire quale sarà la big del calcio europeo a mettere le mani su di lui (dopo l’esito tragicomico del suo mancato trasferimento al Bayern Monaco della scorsa estate), è dai muscoli e dai polmoni di Palhinha che passeranno buona parte delle speranze di vittoria di Cristiano Ronaldo e compagni.

Amadou Onana – Belgio

Che Belgio vedremo a Euro 2024? Mentre in pochi ormai riescono davvero ancora a nutrire delle speranze sulle magnifiche sorti e progressive della Nazionale belga, il nuovo CT Domenico Tedesco si ritrova a dover fare i conti con un Euro 2024 dalle prospettive ambigue. Il Belgio è al centro del più classico dei ricambi generazionali ma, quasi paradossalmente, è costretto ancora a fare affidamento sui granatieri della vecchia guardia.

Tra i nomi destinati a emergere e ad affermarsi nel prossimo ciclo dei Red Devils c’è quello di Amadou Onana, centrocampista 22enne dell’Everton. Ormai da un paio d’anni affermatosi come uno dei migliori centrocampisti di contenimento della Premier League, Onana è un giocatore preziosissimo sia in interdizione che nelle coperture, grazie soprattutto a delle doti fisiche molto prominenti e alla capacità mentale di rimanere in partita sempre con grande intensità e concentrazione.

In un centrocampo dal tasso tecnico eccezionalmente elevato, Onana non è di certo allo stesso livello di KDB e Tielemans ma il suo lavoro sarà necessario per assicurare equilibrio e coperture a una mediana che, in sua assenza, rischierebbe di essere troppo leggera e disarmonica. Il suo compito sarà quindi principalmente quello di fare legna e recuperare palloni in pressing per permettere a Tielemans di muoversi liberamente in fase d’impostazione e disimpegnare De Bruyne per metterlo nelle migliori condizioni di resa. Onana sarà anche fondamentale per assicurare le giuste schermature ad una difesa che pecca di dinamismo e reattività e che necessità di un elemento con la sua abilità nei contrasti.

Anche se non appariscente o entusiasmante come i compagni di reparto o come gli altri esponenti della nouvelle Vague belga come Doku o Openda, l’importanza tattica di Onana nel nuovo Belgio di Tedesco sarà più che sufficiente a darci una ragione per guardare con estremo interesse al suo europeo.

Kerem Akturkoglu – Turchia

La Turchia giunge in Germania sulle ali dell’entusiasmo: con grande sorpresa del pubblico italiano, l’arrivo di Vincenzo Montella ha galvanizzato un ambiente gravemente compromesso dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar, l’eliminazione da Euro 2020 (in cui la Turchia è stata indiscutibilmente la squadra peggiore della competizione) e sulla scorta dei soliti problemi interni che avvelenano il calcio turco e anche la sua Nazionale.

A suscitare l’interesse degli osservatori e le speranze dei tifosi della Sublime Porta è soprattutto l’altissimo livello qualitativo della squadra che Montella avrà a disposizione in Germania. Un pregevolissimo mix di giocatori all’apice della loro carriera (Yazici, Kahveci e, ovviamente, Hakan Calhanoglu) e giovani talenti di prospettiva già più o meno affermati (Yildiz, Arda Guler e Kokçu).

A metà tra la giovane promessa e la solida realtà troviamo un giocatore ancora relativamente sconosciuto dalle nostre parti e che pure nell’ultima stagione si è affermato come un elemento imprescindibile del Galatasaray campione di Turchia. Kerem Akturkoglu, con 12 reti e 6 assist, è stato il secondo miglior marcatore e il terzo miglior assistman della squadra di Okan Buruk, agendo principalmente da ala sinistra a piede invertito o da trequartista (in alternanza con Mertens) dietro Mauro Icardi.

Estremamente agile e reattivo, Akturkoglu è un po’ il tuttofare della squadra giallorossa: preciso nel tempismo per gli inserimenti, molto bravo nella gestione dei calci piazzati, ama agire anche da rifinitore registrando 2 passaggi decisivi a partita e 14 grandi opportunità create in stagione (più di Ziyech, Zaha e Torreira in tutto il campionato, per intendersi).

Akturkoglu è una delle migliori espressioni del calcio giovanile turco, proprio quello che oggi sembra pronto a rivivere una seconda altin generation, che arriva a Galata direttamente dalla quarta divisione, un triplo salto che non lo ha spaventato e che è stata una delle chiavi del ritorno alla vittoria del Cimbom.

Nella selezione di Montella, Akturkoglu sarà chiamato a dialogare e a combinarsi con Calhanoglu e Yazici e a essere il grimaldello fondamentale per scardinare i blocchi bassi delle difese della Georgia e della Repubblica Ceca, il contesto ideale per un giocatore pronto a mettersi in mostra anche davanti agli occhi dell’alta borghesia del calcio europeo.

Georgiy Sudakov – Ucraina

Il Girone E si preannuncia come uno dei più interessanti ed equilibrati di tutta la competizione. Dietro ai favoritissimi del Belgio un trittico dal sapore di Cortina di ferro come Slovacchia, Ucraina e Romania si contenderanno fino all’ultima giornata una qualificazione che non ha favorite da pronostico. L’Ucraina si prepara a partecipare alla prima grande competizione internazionale dopo l’inizio dell’invasione russa del 2022 e lo fa con una squadra di buon livello, in grado di esprimere un calcio solido e quadrato.

Gente del calibro di Zinchenko, Mudryk, Dobvyk, Matviyenko, Malinovskyi e Tsygankov sono i leader tecnici di una squadra estremamente verticale e rapida che troverà, se mai ce ne dovesse essere bisogno, nella resistenza all’invasore la motivazione in più per cercare di regalare una gioia immensa a un popolo martoriato. Tra quelli che probabilmente avvertiranno maggiormente l’importanza di Euro 2024 ci sarà Georgiy Sudakov. Uno che in Germania non ci sarebbe neanche dovuto andare, almeno secondo le pretese folli del Cremlino.

Il trequartista dello Shakhtar Donetsk nasce nel Lugansk, una delle due regioni separatiste annesse alla Russia per mezzo di un referendum farsa e che ad oggi fa si che una delle più grandi promesse del calcio ucraino non sia in Ucraina. Cresciuto tra le giovanili del Metalist Kharkiv e dello Shakhtar, Sudakov ha un primo controllo dolce e delicato e che fa il paio con una gestione della palla da giocatore maturo e navigato. Alla precisione delle sue giocate fa seguito una velocità d’azione e di decisione che lo rendono praticamente immarcabile, anche grazie alla natura che lo ha dotato di un fisico bilanciato e di un ambidestrismo micidiale.

Sebbene con lo Shakhtar agisca principalmente da ala sinistra, nell’Ucraina di Rebrov lo vedremo giocare principalmente da seconda punta nel 4-4-1-1 oppure da trequartista nel 4-2-3-1 per lasciare spazio all’ex compagno Mudryk. Ciò faciliterà la sua propensione alla costruzione e alla rifinitura: nell’ipotetico schieramento titolare ucraino spetterà principalmente a lui e a Zinchenko orchestrare i movimenti della batteria di trequartisti, dettare i tempi per gli inserimenti di Malinovskyi e assicurare i rifornimenti a Dobvyk.

I cinque attaccanti (di Giacomo Visconti)

Uno dei mantra di Pantaleo Corvino è che in ogni squadra si può sbagliare tutto tranne il portiere e il centravanti. Sono spesso i tornei brevi a ricordarci come avere un attaccante affidabile sia una soluzione per quasi tutti i problemi.

Il gol è il simbolo per eccellenza della felicità, l’evento che all’interno di una partita fa gioire o piangere, esultare o recriminare, e anche per questo finiamo più volentieri a ricordarci dei grandi tornei degli attaccanti più che degli altri. Per molti di questi, Europei e Mondiali sono il punto d'arrivo delle loro carriere e il punto di partenza delle loro narrazioni.

Ecco cinque attaccanti di Euro 2024: non necessariamente giovanissimi, le cui storie sono ancora da scrivere o sono appena all'inizio.

Niclas Füllkrug - Germania

Niclas Füllkrug probabilmente sarà il titolare della Germania a Euro 2024. La sua carriera non è stata sempre rose e fiori: dopo aver fatto il pendolo tra Bundesliga e Bundesliga 2, finalmente si è stabilito con continuità nella massima serie tedesca da due anni a questa parte. Il passato, caratterizzato da numerose promozioni e retrocessioni, è stato fortemente influenzato dagli infortuni, culminati nel settembre del 2019 con la rottura del legamento crociato. Il tempismo di quest'ultimo è stato particolarmente drammatico: anche la stagione precedente era stata condizionata da un brutto infortunio che lo aveva tenuto ai box per quasi cinque mesi.

Füllkrug ha però deciso di remare contro al suo beffardo destino, e dopo due ottime stagioni (21/22, in Zweite, e 22/23, in Bundesliga) condite rispettivamente da 19 e 16 gol (con tanto di titolo di capocannoniere in campionato assieme a Nkunku) è arrivato l'assegno da 17 milioni da parte del Borussia Dortmund. Con i gialloneri, Füllkrug ha disputato una buona stagione e anche per questo probabilmente guiderà l’attacco della Germania - anche se dovrà giocarsi il posto con il miglior Kai Havertz di sempre - dopo averlo fatto anche al mondiale, dove ha segnato 2 gol e messo a referto 1 assist.

Füllkrug è un attaccante molto fisico (83 kg per 189 cm d’altezza) ma non per questo lento o impacciato, come per altro dimostra il gol segnato ai danni del PSG di Luis Enrique nell’andata della semifinale di Champions appena passata.

Uno dei gol che ha aiutato il Borussia a raggiungere la finale di Champions League.

Con la Germania Füllkrug dovrà fare soprattutto da riferimento offensivo, capace di aprire spazi per tutti i talenti della trequarti tedesca, far salire la squadra nei momenti di difficoltà e aprire spazi per i tagli dei propri compagni in profondità (vedasi la connessione di movimenti con Sané). Più o meno quanto fatto anche in questa stagione con il Borussia, in cui ha contribuito a 0.81 azioni da gol per 90 minuti.

Come prevedibile da uno con il suo fisico, Füllkrug è anche un ottimo strumento per gestire i duelli aerei - ne vince 3.49 di media a partita - e questo nei tornei brevi può spesso fare la differenza. Gli elementi che possono consentire a Füllkrug di disputare un buon Europeo, dunque, non mancano. 

Nico Williams - Spagna

Come suo fratello Iñaki, Nico Williams è cresciuto a Bilbao, nelle giovanili dell'Athletic Club, entrando regolarmente nelle rotazioni della prima squadra intorno ai 19 anni. Come Füllkrug, Nico è già al suo secondo grande torneo, dopo che Luis Enrique lo aveva convocato per il Mondiale del 2022: a questo, però, Nico arriva in uno stato di forma decisamente migliore e con due anni da professionista in più.

In questa stagione, Nico Williams è stato una macchina da assist, distribuendone ben 11 in Liga. Il basco è un giocatore funambolico e tecnico ma che sa anche usare bene il suo fisico per creare superiorità in dribbling. Proprio in questo aspetto i suoi numeri sono straordinari: nell'ultima Liga, Williams ha viaggiato con una media di 2.8 dribbling riusciti ogni 90' - Rafa Leao ne effettua 2.3, per capirsi, seppur con una miglior percentuale di successo.

Nico Williams è anche uno dei giocatori che crossa di più in Europa (6,01/90 minuti, dati FBref): questa combinazione di qualità lo rende una macchina da occasioni - 4.85 azioni da tiro e 0.95 azioni da gol per 90', entrambi numeri di primissimo livello per la Liga.

Uno dei suoi difetti più evidenti è sicuramente la mancanza di cinismo sotto porta: nonostante la sua esperienza in importanti palcoscenici sia già molta, Nico è un 2002 con tutto il tempo di migliorare i propri punti deboli. Questo però è un fattore per la Spagna, dal momento che la punta sarà Morata, che, pur venendo da una grande stagione, non è un finalizzatore brillantissimo.

Williams non avrà la titolarità certa, complice la concorrenza con Dani Olmo, (il posto sulla fascia destra pare monopolio di Lamine Yamal), ma le occasioni non dovrebbero mancare anche a partita in corso. Con la sua rapidità, esplosività e gamba, il basco potrebbe rappresentare un vero e proprio fattore per la squadra di de la Fuente. E chissà che Euro 2024 non serva per permettergli di fare anche un ulteriore salto di livello, dato che diverse big - in particolare l'Arsenal, che lo ha sotto osservazione da oltre un anno - sono molto interessate a lui.

Alcune giocate di Nico Williams.

Artem Dovbyk - Ucraina

Di Artem Dovbyk abbiamo già parlato nella squadra della stagione della Liga: l'ucraino non è più giovanissimo, dal momento che compirà 27 anni a giugno, ma è senz’altro stato uno dei giocatori più in forma d'Europa.

Fino al 2020, Dovbyk aveva fatto fatica ad emergere, con qualche esperienza in Ucraina e in Danimarca tutt’altro che esaltante. Anche lui è stato condizionato dalla rottura del legamento crociato, che lo ha tenuto fermo per svariati mesi durante la sua parentesi al Midtjylland.

Dopo aver fatto ritorno in patria al Dnipro, però, la sua carriera è cambiata: in tre anni Dovbyk ha collezionato 71 presenze caratterizzate da ben 44 gol e 10 assist. Le ottime prestazioni hanno attirato l’attenzione del Girona, che lo ha prelevato in estate per quasi 8 milioni di euro. Un gran colpo: l’ucraino ha segnato 25 gol e offerto 8 assist al suo debutto in Liga, trascinando i suoi a una storica qualificazione in Champions League.

Come Füllkrug, il numero 9 del Girona è un giocatore dal fisico imponente - è intorno al metro e novanta - e che fa del gioco aereo la sua specialità - statisticamente parlando vince il 49% dei duelli aerei. L'ucraino è un finalizzatore estremamente pulito: in media tira meno di tre volte a partita, ma lo fa con discreta pericolosità - produce 0.62 xG su azione, tra i migliori in Liga - e ha anche una percentuale di conversione molto elevata, con circa un gol ogni cinque tentati.

Dovbyk è un centravanti molto classico nelle apparenze ma molto più mobile e associativo nei fatti: non pensa solo a finalizzare ma, nonostante numeri modesti sia nei palloni toccati che nei passaggi tentati, possiede una grandissima capacità nel farsi trovare nella posizione migliore per creare seconde palle da attaccare.

La sua stagione col Girona gli ha dato grande visibilità: Dovbyk è uno degli attaccanti più corteggiati del momento - si è parlato recentemente di Milan e Napoli - e la clausola rescissoria di 40 milioni presente sul suo contratto è molto intrigante. Mentre aspettiamo sviluppi, ad Euro 2024 rappresenterà certamente il punto di riferimento offensivo dell’Ucraina, e sarà interessante vederlo all’opera al fianco di Mudryk, che a differenza sua viene da una stagione molto deludente nel Cheslea.

Il gigante ucraino è una macchina da gol.

Lawrence Shankland - Scozia

Lawrence Shankland è sicuramente il nome più esotico di questa lista. Lo scozzese è il classico attaccante di categoria che sposta gli equilibri nelle leghe di secondo piano. Con gli Hearts of Midlothian, Shankland ha segnato 24 gol e fornito 7 assist, numeri che gli sono valsi il titolo di capocannoniere della Scottish Premiership.

Lo scozzese è un giocatore polivalente, che può sia attaccare lo spazio che fare il riferimento centrale. Segna in tutti i modi: 5 gol di testa e 6 con il piede debole, il sinistro, in stagione. Shankland non è molto conosciuto: ha militato finora solo in Scozia e in Belgio, ma alla nazionale allenata da Steve Clark può tornare utile.

Shankland non ha i favori del pronostico per quanto riguarda il posto da titolare: verosimilmente darà Dykes a partire titolare, soprattutto grazie alla sua capacità di gestire il lavoro sporco. Tuttavia, il centravanti del QPR non è un finalizzatore particolarmente affilato: in determinati spezzoni di gara o contro alcuni avversari, Shankland può rappresentare un’arma interessante da poter utilizzare. Non è la prima volta che viene convocato in nazionale, dove ha già 9 presenze e due gol. Non è sicuramente un attaccante che vince le partite da solo, ma può dare il suo prezioso apporto. 

Alcuni dei gol segnati quest'anno dallo scozzese.

Loïs Openda - Belgio

Anche Loïs Openda non sembra destinato a fare il titolare a Euro 2024, dovendo dividersi lo spazio con un Lukaku che in nazionale sembra sempre la miglior versione di sé. Eppure, complice la grande stagione disputata al Lipsia - insieme a Sesko ha prodotto 38 gol - questo potrebbe essere un momento di svolta per la sua carriera.

Openda è un giocatore travolgente quando porta il pallone, molto attratto dalla porta: il belga tira circa quattro volte a partita, con una media di un gol ogni cinque tiri, ma è anche bravo a costruire azioni pericolose. Per essere un attaccante che tira così tanto, Openda crea anche un discreto numero di occasioni da gol per i compagni - 0.44 per 90' - ed è anche uno degli attaccanti che subisce più falli in Europa - 2.10 per 90' - risultando difficile da marcare per i difensori avversari e dando la possibilità alle proprie squadre di sfruttare spesso le palle inattive.

In questa stagione, il belga ha segnato 24 gol, chiudendo al terzo posto nella classifica dei marcatori della Bundesliga, dietro a Guirassy (28) e all’inarrivabile Harry Kane (36).

Come Shankland e Nico Williams, dovrà sudarsi il posto da titolare: anche se non riuscisse a smuovere Lukaku dal campo, può comunque rappresentare una più che valida alternativa come carta da giocarsi a partita in corso. Il Belgio non ha sempre rispettato le aspettative della vigilia nelle grandi competizioni internazionali: quale miglior occasione di Euro 2024 per mettersi in mostra?

Il belga, dopo una grande stagione, cercherà di stupire anche all'Europeo.

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