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, 10 Giugno 2024

Liga 2023/24, la squadra della stagione


Con tanto Real Madrid ma anche tante sorprese.

La Liga 2023/24 è andata in archivio e, anche quest’anno, non sono mancati gli spunti di interesse. Il Real Madrid ha vinto con merito il campionato, ma fino a febbraio è stato il Girona a prendersi la scena. La squadra allenata da Michel ha occupato per lunghi tratti la vetta della classifica e, nonostante un piccolo calo nel girone di ritorno, ha chiuso con un ottimo terzo posto e la storica qualificazione alla prossima Champions League.

Barcellona e Atletico Madrid, entrambe tra mille problemi, hanno fatto il loro senza però mai dare l’impressione di poter infastidire i blancos nella lotta al titolo, mentre nelle zone europee va registrata la grande annata dell’Athletic Bilbao, che chiude con un quinto posto meritato e una Copa del Rey in bacheca. Real Sociedad e Betis chiuderanno il contingente europeo per la stagione 2024/25, mentre Cadiz, Granada ed Almeria retrocedono in seconda divisione.

In tutto questo, stilare una Top XI richiede riflessioni e la scelta di un modulo che, come spesso accade in questi casi, risulti offensivo in modo tale da valorizzare la tantissima qualità dei singoli espressa dal campionato appena terminato. Lo schema scelto è quindi un 4-1-3-2, con esclusioni eccellenti ma tantissimi nomi di alto profilo.

Portiere: Unai Simón (Athletic)

Unai Simón, estremo difensore dell’Athletic, merita senz’altro la menzione come miglior portiere de La Liga 2023/24. Il numero uno del club basco è stato il secondo meno battuto del campionato e, sfondando i 600 minuti consecutivi di imbattibilità, si è portato meritatamente il trofeo Zamora mettendosi dietro diversi competitors di livello.

Al di là dei riconoscimenti personali, però, va sottolineato in particolare come, parlando di portieri di nazionalità spagnola, Unai Simón a oggi non abbia rivali. A tal punto che, com’è lecito aspettarsi, la titolarità a Euro 2024 ormai da tempo non è più in discussione. In attesa di vederlo difendere la porta delle Furie Rosse in Germania, quindi, il ventisettenne di Vitoria manda in archivio la sua miglior stagione in carriera per rendimento e statistiche.

Infatti, secondo FBref, Unai Simón è 4° per percentuale di porta mantenuta inviolata e nella top 10 per difesa della porta avanzata, percentuale di parate effettuate e precisione nei passaggi. Tutto questo, assieme a un’innata leadership messa a disposizione della squadra allenata da Ernesto Valverde, gli è anche valso il rinnovo del contratto fino al 2027.

Terzino destro: Eric Garcia (Girona)

In questi giorni si sta parlando molto di Eric Garcia. Il difensore del Girona, salvo sorprese, dovrebbe essere una delle prime conferme in vista della prima storica campagna in Champions League dei catalani. Che, a breve, lo acquisteranno a titolo definitivo dal Barcellona, club dal quale Garcia è arrivato in prestito un anno fa alla ricerca di spazio e fiducia.

Missione compiuta, perché a Montilivi il difensore cresciuto nella Masia ha trovato in Michel una sorta di mentore, capace di lavorarlo a tal punto da cucirgli addosso un ruolo tutto nuovo. Infatti, Eric Garcia ha giocato praticamente tutta la stagione da terzino destro, adattandosi alla grande e fornendo un grosso contributo in entrambe le fasi di gioco.

In fase di non possesso, d’altronde, si parla di un giocatore di grande impatto, bravo nelle letture difensive e nei tempi di chiusura, rude quanto basta nel vincere i duelli sia di campo che aerei; viceversa, da centrocampo in su ha sfruttato le sue falcate in aiuto alla fase offensiva, con una precisione di passaggio vicina al 90% e una contribuzione dal punto di vista realizzativo di 5 reti.

Difensore centrale: Antonio Rüdiger (Real Madrid)

Antonio Rüdiger è stato di fatto il leader difensivo del Real Madrid versione 2023/24. Il centrale tedesco, accolto nella capitale spagnola tra qualche mugugno (figlio dei soldi spesi per prelevarlo dal Chelsea) ci ha messo pochissimo a farsi amare dai tifosi, fornendo prestazioni sempre sopra la media e limando alcuni limiti caratteriali che ne avevano un po’ minato lo status in passato.

Venendo all’annata attuale, Rüdiger è stato il migliore della sua squadra per spazzate e nella top 5 per contrasti e intercetti. Numeri di tutto rispetto per un giocatore che, tra l’altro, gli altri anni statisticamente non eccelleva quasi in nulla. Al netto dei numeri, l’importanza del tedesco nello spogliatoio madridista è stata sottolineata più volte dai suoi compagni e dallo staff.

Parliamo di un giocatore forte e completo, con esperienza internazionale, che in campo dà sicurezza, è dotato di un ottimo posizionamento e fortissimo di testa” ha detto di lui Carlo Ancelotti, elogiando l’applicazione del suo calciatore e aggiungendo come la sua qualità migliore sia “il pessimismo, perché pensando sempre al peggio riesce ad anticipare le potenziali situazioni pericolose in campo”.

Difensore centrale: Dani Vivian (Athletic)

Nell’ottima stagione dell’Athletic, culminata con un bellissimo quinto posto in Liga, Dani Vivian ha avuto un ruolo fondamentale. Il centrale classe 1999 è stato uno degli uomini maggiormente impiegati da Valverde, chiudendo con 33 presenze e "macchiando" l’annata solo per via dello zero scritto nella casellina dei gol segnati.

In una recente intervista lo stesso Vivian ci ha scherzato su, dicendo che - rispetto ad altri suoi colleghi – il gol è un po’ quello che gli manca. Eppure le prestazioni sono state sostanzialmente tutte di grande livello, dato che il basco in stagione si è preso la responsabilità di marcare tutte le punte pericolose del campionato.

Spesso, facendo un’ottima figura. Dal punto di vista statistico, spiccano il primato per passaggi medi effettuati a partita (51.1 ogni 90 minuti) e l’84.4% di precisione nel medesimo fondamentale. Dati, questi, che sottolineano l’importanza in costruzione di un centrale dalle caratteristiche tecnico-tattiche estremamente moderne, a tal punto da essere entrato nei radar di alcuni club di Premier League, nonostante sia fresco di rinnovo fino al 2032.

Terzino sinistro: Miguel Gutierrez (Girona)

Il contributo offensivo dei terzini del Girona è stato probabilmente quello più importante de La Liga di quest’anno. Se infatti Eric Garcia ha chiuso il campionato con 5 gol, Miguel Gutierrez si è "accontentato" di segnarne solo 2, ma mettendo a referto la bellezza di 7 assist. Un dato impressionante, che proietta il mancino dei catalani nella classifica dei migliori calciatori per quanto riguarda l’ultimo passaggio.

Miguel Gutierrez è solo uno dei tanti ragazzi rigenerati dalla cura Michel: arrivato al club nell’estate 2022 per 4 milioni di euro, dopo un’annata di apprendistato è stato definitivamente lanciato dal tecnico madrileno. Uno dei primi a crederci, dato che il nome dell’ex canterano del Real Madrid venne fatto alla dirigenza proprio da Michel, suo vecchio estimatore.

Mancino affilato, capace di coprire con precisione ampie porzioni di campo, ottima visione di gioco, corsa e dinamismo sono le caratteristiche migliori di questo ragazzo, per il quale il Real si è preservato un diritto di recompra a 8 milioni di euro o, in alternativa, il 50% sulla futura rivendita. Entrambe soluzioni lungimiranti, che adesso potrebbero tornare comode proprio ai blancos, alla ricerca di un rinforzo sulla fascia sinistra dopo il flop di Fran Garcia.

Regista: Toni Kroos (Real Madrid)

Su Toni Kroos ci sarebbe molto da dire, il problema è che tutto ciò che si può sottolineare di questa stagione giocata dal tedesco è semplicemente l’ovvio. Il centrocampista del Real Madrid ha girato su numeri, statistiche e prestazione decisamente eccezionali, in barba all’età che lo ha portato – qualche settimana fa – ad annunciare l’addio al calcio.

La Liga di Kroos è piena zeppa di esibizioni in veste di professore. Per esempio, la partita giocata al Montjuïc nello scorso mese di ottobre contro il Barcellona, dove a braccetto con Bellingham ha letteralmente fatto impazzire la fase difensiva dei catalani. La sua visione di gioco, i suoi lanci, i suoi passaggi taglienti a spaccare chilometri di campo ne hanno confermato il ruolo di pietra angolare per il Madrid di Ancelotti, rendendolo – seppure a 34 anni – un elemento irrinunciabile. Inoltre, sotto la sua ala protettiva sono esponenzialmente cresciuti Valverde, Tchouameni e ultimamente anche Camavinga.

Segno di come, anche nel momento di dire basta, l’eredità di Kroos rimanga a imperitura memoria di ogni singolo tifoso del club. Unico neo? La fase realizzativa: infatti il tedesco ha chiuso il campionato segnando solo una volta ma, di fronte all’importanza tattica e a un lieve arretramento dal punto di vista del raggio d’azione, la questione gol rimane tranquillamente marginale.

Trequartista destro: Isco Alarcón (Real Betis)

L’infortunio verso fine campionato gli ha tolto la possibilità di prendersi un posto per l’Europeo, ma la stagione di Isco verrà sicuramente ricordata per diversi motivi. Il primo, ovviamente, riguarda il rendimento: nessuno, in tempi recenti, avrebbe potuto pronosticare una rinascita così brillante per un calciatore considerato in fase di declino da almeno un biennio.

In secondo luogo, rilanciarsi al Betis dopo le delusioni, gli sberleffi e le critiche subite al Siviglia è un riscatto che lo spagnolo si è goduto in pieno. Infine, va menzionato l’incrocio con Manuel Pellegrini: tra i due si è subito sviluppata una chimica impressionante, col tecnico cileno che prima lo ha rimesso in piedi per poi lavorarlo a 360 gradi, sia psicologicamente che tatticamente.

In campo le risposte sono state straordinarie: con 9 gol e 7 assist, Isco si è imposto come la pietra angolare del Betis che si riaffaccia in Europa, perno e trequartista in un 4-2-3-1 capace di mettere in difficoltà tutte le big del campionato con picchi di calcio totale. Tra gli highlights della stagione ci finiscono di diritto la doppietta di gennaio al Barcellona e la rete nel derby di ritorno a metà aprile, con tanto di esultanza in faccia ai suoi ex tifosi.

Trequartista centrale: Jude Bellingham (Real Madrid)

Se questa doveva essere la stagione di apprendistato di Jude Bellingham in Spagna, figuriamoci cosa possa prefigurare il futuro per l’asso inglese acquistato, per una cifra record, dal Borussia Dortmund. Il ragazzo originario di Stourbridge ha chiuso la Liga con 19 gol e 6 assist, dimostrando che se sei veramente forte la differenza la fai ovunque. E, soprattutto, contro chiunque.

Infatti, Bellingham si è preso subito un ruolo centrale nel Real Madrid di Ancelotti, che lo ha utilizzato – nell’anno della partenza di Benzema – da perno tra le linee per scardinare le difese avversarie, liberandolo da troppi compiti tattici e permettendogli di giostrare un po’ per tutto il fronte d’attacco. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il 4-3-1-2 imbastito con l’ex BVB a innescare la velocità di Vinicius Junior e Rodrygo ha letteralmente spaccato il campionato, chiuso dal Real con statistiche offensive top.

Secondo FBref, Bellingham ha chiuso l’annata con il secondo coefficiente per gol segnati nei 90 minuti, il quarto per gol più assist medi a partita, il terzo per gol segnati non su rigore e, soprattutto, ha messo a referto un rapporto ultrapositivo tra xG e retti effettivamente realizzate, trovando la rete quasi otto volte in più rispetto alle attese. Numeri da capogiro, soprattutto per un classe 2003 all’esordio in un campionato completamente nuovo.

Trequartista sinistro: Vinicius Junior (Real Madrid)

In queste settimane in Spagna si è consumato un dibattito estremamente profondo sulle prospettive di Vinicius Junior. Una discussione che, al centro di tutto, poneva sostanzialmente una domanda: quanto ci metterà Vinicius Junior a vincere il Pallone d’Oro? Il fatto che non ci si chieda se, ma quando succederà pone l’asso brasiliano del Real Madrid già oggi tra i calciatori più decisivi e influenti del calcio mondiale.

E, in effetti, anche La Liga 2023/24 non fa eccezione: Vini l’ha conclusa con numeri di alto livello - 15 gol totali e i 6 assist che fanno da apice a statistiche da top del campionato. Quella che balza maggiormente all’attenzione è senz’altro legata al numero di xG, ovvero i gol attesi: Vinicius ha chiuso a quota 13 expected goals, ma segnandone ben tre in più, segno di come – oltre a essere ormai arrivato a un livello di completezza assoluto – sia diventato anche estremamente concreto.

Questo, insieme al modo di stare in campo più tranquillo e responsabile, lo hanno portato a diventare un giocatore più affidabile, nonostante anche in questa stagione non siano mancate provocazioni, critiche e, purtroppo, diversi episodi di intolleranza che lo hanno portato più volte a esporsi in prima persona contro il razzismo nel calcio. A 23 anni, il brasiliano ha comunque trovato la sua consacrazione e, adesso, resta davvero solo da capire quando potrà definitivamente sedersi al tavolo dei grandi.

Punta: Artem Dovbyk (Girona)

Se il Girona ha centrato la sua prima storica qualificazione in Champions League, molto lo deve ai gol di Artem Dovbyk. Il centravanti ucraino si è laureato capocannoniere de La Liga, chiudendo con 24 gol segnati sostanzialmente alla prima vera stagione in un campionato di livello competitivo top. Infatti, l’estate scorsa il suo arrivo dall’Ucraina era stato accolto con molta diffidenza, ma già dalle prime partite si era capito di essere di fronte a un attaccante differente.

Su di lui Michel ha lavorato molto bene, sistemandolo subito al centro del fronte offensivo e chiedendogli, principalmente, da lavorare tanto sull’apertura degli spazi in modo tale da favorire i tanti inserimenti senza palla dei compagni. Del suo lavoro hanno beneficiato gli esterni, il tuttofare Aleix Garcia ma anche centrocampisti e terzini, capaci di creare con Dovbyk connessioni eccezionali.

L’ex Dnipro è risultato fondamentale anche nella gestione delle seconde palle, imponendosi come uno dei calciatori più efficaci nelle statistiche legate al gioco aereo. I gol sono poi stati il contorno a tutto: tanti e decisivi, soprattutto nella prima parte di stagione. Le sue prestazioni non sono passate inosservate: il Girona vorrebbe tenerlo, ma Serie A - campionato in cui sarebbe potuto approdare visto che in passato è stato molto vicino al Torino - e Premier League restano vigili.

https://twitter.com/apuntobracco/status/1794429399929880655

Punta: Alexander Sørloth (Villarreal)

L’infortunio patito all’ultima giornata non gli ha permesso di giocarsi fino in fondo il titolo di Pichichi, tuttavia Alexander Sørloth è uno dei motivi per i quali il Villarreal è riuscito a rilanciarsi dopo una stagione opaca. La punta norvegese, arrivata in estate dalla Real Sociedad via Lipsia, si è calata subito bene nel contesto tattico del Submarino Amarillo, con Marcelino che ha lavorato sin dall’estate sul binomio in attacco con Gerard Moreno.

I due si sono completati alla grande, a tal punto che Sørloth non solo ha stabilito la sua stagione record a livello realizzativo, ma ha praticamente doppiato il suo massimo score in campionato. Con 23 gol, la maggior parte dei quali risolutivi, ha scritto il proprio nome sulla mappa del calcio europeo. Ed è davvero un peccato non vederlo al prossimo Europeo in rappresentanza di una della nazionali più talentuose in circolazione.

Contrariamente a Dovbyk, Sørloth ha cominciato a rilento per poi salire di tono nel girone di ritorno. Infatti, fino a fine aprile non era mai andato oltre al gol segnato a partita. La primavera lo ha esaltato, con le doppiette stampate a Rayo Vallecano e Siviglia prima dei quattro gol nel rocambolesco 4-4 contro il Real Madrid. Che, secondo la stampa spagnola, avrebbe chiesto sue notizie al Villarreal prima di concentrarsi totalmente sull’affare Mbappé. Pagato 10 milioni di euro, oggi Sorloth vale il quadruplo. E la Premier League rimane alla finestra.


  • Cuneese classe 1984, ha lavorato per l'edizione online di Fox Sport Italia e fondato il primo sito in italiano dedicato al calcio sudamericano. Si occupa principalmente di Liga e Sudamerica, con un occhio a ciò che succede in giro per il mondo.

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