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, 7 Giugno 2024

Un salto (europeo) nel vuoto, intervista a Mattia Furlani


Abbiamo parlato con il lunghista italiano, prossimo all'esordio agli Europei di Roma.

L’8.36 di Mattia Furlani nel recente Meeting di Savona, nuovo record assoluto U20, è l’ultima di una serie di imprese del giovane atleta azzurro, che sta bruciando le tappe e si sta facendo largo nell’élite mondiale del salto in lungo. Ora che la sua estate sta per entrare nel vivo - con il sentore di una doppia prova di maturità, negli Europei prima e nei Giochi olimpici poi - ci siamo fatti raccontare lo stato d’animo con cui sta vivendo questo avvicinamento, del tutto nuovo per un 19enne al debutto su palcoscenici del genere. Nelle sue risposte c’è ambizione e ottimismo, ma anche una profonda consapevolezza, nei propri mezzi e nel punto a cui si trova del percorso, appena all’inizio.

E anche se, come si suol dire, il meglio deve ancora venire, e pur essendo circondato da aspettative ormai alle stelle, Mattia sembra attendere il futuro con calma e sorprendente maturità. Senza forzare i tempi, per usare le sue stesse parole. A partire dai prossimi Europei, che però si disputeranno davanti al pubblico di Roma, “in casa”, in quella che inevitabilmente non può essere una gara come tutte le altre.

Hai il pensiero che questa occasione, a cui so che tieni molto, arrivi un po’ troppo presto nella tua carriera?

Prima di tutto penso che per me sarà una grande esperienza, importantissima, a prescindere dal risultato. E sono contento di poterla vivere “a casa”. Posso anche fare tre nulli in pedana: sarà d’esperienza per quello che è, per il futuro. Ho solo 19 anni, una carriera e gare importanti da fare, e Roma è un momento di avvicinamento alla gara principale di quest’anno, che è Parigi. Se guardo avanti poi c’è il Mondiale dell’anno prossimo, a Tokyo, cui arriverò con una struttura fisica molto più potente di quella attuale, perché ho ancora una crescita da portare avanti.

Una tappa di passaggio insomma, ma comunque in un contesto speciale.

Esatto. Gli Europei a Roma saranno molto particolari per me proprio per questo: arrivano in un momento in cui non sento l’obbligo di fare risultato, ma ovviamente mi piacerebbe fare bene. Quando ci penso, mi dico che le gare vanno prese come se fossero tutte fuori casa - poi, se mi chiedi se mi piacerebbe “rinviare” di qualche anno…

Mattia Furlani

Risolviamola così: inversione delle sedi con Chorzów 2028.

Se avessi davanti un pulsante con scritto che il Campionato Europeo di Roma viene rinviato al 2028, lo premerei senza pensarci, per affrontarlo con più maturità ed esperienza. Mentirei se dicessi che è il tempismo giusto per me, per questioni biologiche: non sto nella miglior condizione fisica in cui sarò nella mia carriera, sono in un’età di passaggio, ancora troppo fresco e giovane, e al mio primo Europeo. Potrei arrivare molto più pronto, insomma. Anche perché alla fine io ho solo due anni di esperienza nel salto in lungo.

Va detto che ci sarà anche un certo Miltiadis Tentoglou.

Appunto. Entrerò in pedana con gente che ha tanta esperienza più di me a questo livello, e soprattutto con un campione olimpico, mondiale ed europeo che sta facendo il panico da un sacco di anni. L’obiettivo sarà cercare di superarlo, a tutti i costi, ma se un atleta del genere mi batte… non è che caschi il mondo, anzi. Per l’età che ho, per il percorso che sto facendo, lui è semplicemente un esempio da seguire. Un saltatore si deve costruire un po’ alla volta, e io sono all’inizio della mia costruzione, la gente deve esserne consapevole.

Hai paura che non sia così?

È una questione di conoscenza dello sport, credo. E di questa disciplina in particolare, perché i tempi e la crescita nell’atletica, nel salto, sono diversi rispetto a quelli di altri sportivi. Nel nuoto magari, o nel tennis, lo sviluppo biologico è meno necessario, capita di vedere ragazzi di sedici anni che fanno risultati incredibili.

Nel tuo caso serve più pazienza.

Nell’atletica in generale penso che sia importante crescere con pazienza, senza forzare i tempi. È il nostro corpo che ci impone di non velocizzare i processi: se gli vai contro rischi di romperti, e alla lunga stare in salute ed evitare infortuni gravi, che ti porti dietro per anni magari, fa la differenza. Io ho messo su chili piano piano, aumentando progressivamente i carichi, e spero di continuare ad avere il percorso che ho avuto fin qui, “pulitissimo” da questo punto di vista.

Mattia Furlani

E questa pazienza la vedi nel pubblico?

In generale quando si parla di atleti e sportivi, non molto. Ad esempio quando si parla di calciatori, che è lo sport di cui si parla di più in Italia, non si guarda abbastanza alle persone, ai loro momenti, anche semplicemente ai loro tempi di recupero. Giochi giovedì, poi nel weekend, poi ancora infrasettimanale: non puoi dare per scontato che uno sia sempre al meglio, come fai. Basta guardare come ha giocato la Roma, con che spirito, nelle due partite col Milan in Europa League, e in quella di mezzo con l’Udinese, o in quella del weekend successivo contro il Bologna.

A proposito, se ti dico: Mattia Furlani sta all’atletica italiana, come (dimmelo tu) sta a questa Roma…

Mi potrei paragonare a Dean Huijsen. Per l’età e per quello che sta facendo, è un ragazzo in cui mi rivedo con piacere, anche perché mi piace molto. Penso che Huijsen sia veramente forte, ha doti tecniche clamorose, ma è ancora piccolo, deve entrare nel mondo del calcio e capirlo bene, un po’ come me nell’atletica. Io mi sto “specializzando” solo adesso, diciamo. Ma non è tardi, anzi penso che essere versatile faccia la differenza nell’atletica e soprattutto nel salto in lungo, in cui correre è proprio la base.

Tornando alla gara in arrivo, un’ultima domanda: qual è il tuo obiettivo?

Vado lì per vincere, come giusto che sia, perché il mio obiettivo è continuare a vincere anche salendo di livello. Però ecco, non potrò mai saltare in questa stagione 8.80, 8.90. Per arrivare a quelle misure servono anni di lavoro, sacrifici e sofferenze che io ancora devo passare. Non avrebbe senso mettermi pressioni, ma credo di potermi permettere di essere ottimista.

Allora ci si vede, con ottimismo ma anche con pazienza, a Roma. In bocca al lupo, Mattia.

Crepi!

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