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Boston Dallas
, 7 Giugno 2024

L'impatto di Kristaps Porzingis


Nella prima notte di sempre alle Finals, il lettone dei Celtics indirizza gara-1 tra Boston e Dallas.

NBA Finals al Boston Garden. Abbinamento naturale come l'ultima tappa del Tour sotto la Tour Eiffel o una festa per la Champions League per le strade di Madrid. I Celtics, anche questi Celtics, sono già stati qui e sanno cosa vuol dire. I Mavs meno, molto meno. E il primo quarto si può spiegare anche cosi. L'altra parte della spiegazione sta dentro a 218 cm per 110 kg di un ex della serie, fermo dalla serie contro Miami al 1° Turno e che risponde al nome di Kristaps Porzingis. Il suo ingresso in campo dopo 5 minuti cambia tutte le carte in tavola. Offensivamente è una macchina ad attaccare il cambio della difesa sui P&R che lo coinvolgono da bloccante, segnando a ripetizioni dei tiri dalla media, tirando ad una altezza improponibile per il suo diretto marcatore (spesso Irving o comunque un esterno), ma è difensivamente che muta tutti gli scenari: all'apparenza la sua drop dovrebbe essere più porosa dello switch proposto nei minuti in campo con Horford, ma la lunghezza chilometrica della sue braccia impedisce a Doncic e Iriving sia di crearsi tiri comodo, sia di fornire alley-oop per il Gafford o il Lively di turno, non a caso tenuti complessivamente a 4 punti nei primi 2 quarti. Aggiungiamoci 3 stoppate nel solo primo quarto ed ecco che Boston chiude a +17 i primi 12'.

Non ci sogneremmo mai di pensare che ciò sarebbe bastato contro Luka e Kyrie, ma la difesa di Boston si è rivelata eccezionale in tutti gli aspetti: difesa sul Point of Attack, rim protection, aiuti e posizionamento degli altri 4 giocatori una volta che le due stelle di Dallas cercavano di creare. La strategia di Mazzulla è stata quella di far vedere più corpi possibili a Doncic e Irving, scommettendo sulle percentuali dall'arco dei Derrick Jones Jr., PJ Washington e compagnia: la scommessa è stata stravinta in gara 1. Il supporting cast di Dallas ha tirato 3/10 da 3 punti e ciò che esemplifica meglio la portata di ciò che ha fatto Boston nella propria metà campo è il fatto di aver tenuto Doncic ad un solo assist nella partita, quando Luka in questa Post-Season viaggiava a quasi 9 di media.

Dallas nel prosieguo della serie dovrà assolutamente ricorrere maggiormente al contropiede e ad aumentare il ritmo della gara: permettere alla difesa Celtics di piazzarsi renderebbe tutto più difficile, consentendo a Porzingis e Horford di proteggere il ferro con relativa facilità. Non è un caso che il momento migliore per i Mavs sia stata la prima metà del terzo quarto, dove i Mavs erano riusciti a ricucire fino al -8 ( dal -23 di fine primo tempo), creando qualche tiro in transizione in più e beneficiando di un piccolo slump al tiro dei Celtics. Solitamente l'impatto delle Finals non risparmia nessuno, ma proprio proprio nessuno: lo stesso Doncic ha fatto molta fatica nel primo tempo (significa comunque metterne 17, ma con 14 tiri e 3 palle perse), ma trattandosi di un fenomeno di proporzioni storiche si è subito rimesso in carreggiata nella ripresa. Discorso diverso per i role players di Dallas: storicamente quel tipo di giocatore rende meglio in casa che fuori, figurarsi alla prima partita della propria carriera in una finale NBA, quando soprattutto fino a febbraio si era in squadre devote al tanking (Gafford e PJ Washington) o addirittura al college (Lively).

Dei Celtics ha impressionato la prestazione corale difensiva, in cui anche Hauser e Pritchard hanno fornito un contributo fattivo. Offensivamente, la capacità di creare un vantaggio con Brown e Tatum e poi di espanderlo con continua circolazione di palla è stata costante per l'intero incontro: nell'unico momento di difficoltà al tiro (3Q) questa cosa non sia mai stata abbandonata dai Celtics, sintomo di grande tranquillità mentale e lucidità per un gruppo che in passate esperienze si era affidato alla qualità dei propri singoli nei momenti difficili. Sono partiti con un piano e hanno proseguito con esso sempre e comunque.

Dopo un lungo periodo di inattività spesso la partita del rientro è sopra la media. Gara-2 ci dirà se questo discorso vale anche per un Porzingis in stato di grazia. Dallas ha senza dubbio da lavorare molto su aggiustamenti, specialmente offensivi per rendere il proprio attacco più in grado di mettere in difficoltà la difesa biancoverde, specialmente distribuendo maggiormente i punti. Una sconfitta per 107-89 farebbe pensare ad una serie già scritta, ma ovviamente non è cosi. La strada è molto lunga per entrambe e per assurdo la pressione in gara-2 su Boston sarà ancora più forte. Tatum dovrà fare un passo in avanti (6 palle perse sono dato da ripulire) e siamo pronti a scommettere su una partita diversa da parte di Irving, stanotte troppo brutto per essere vero.

  • Guastallese, classe 1987. Italia-Nigeria del '94 gli fa scoprire questa cosa chiamata Sport, con effetti anche gravi. Altre passioni: i numeri, i libri e la ricerca dello One Piece.

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