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Euro 2024 giocatori che hanno bisogno
, 6 Giugno 2024

I giocatori che hanno bisogno di Euro 2024


Sette giocatori che devono farsi notare all'Europeo.

Il 14 giugno avrà ufficialmente inizio la diciassettesima edizione dell’Europeo di calcio. Euro 2024, che si svolgerà in Germania dopo la versione itinerante proposta nel 2021, porta con sé molti spunti, curiosità e fascino. A partire dall’Italia: in pochi si sarebbero aspettati il trionfo nello scorso Europeo. Dopo una clamorosa mancata eliminazione ai Mondiali del 2022 (la seconda consecutiva, non era mai successo), come sappiamo, dovrà difendere il titolo di campione d’Europa sotto la guida di Luciano Spalletti, al suo primo palcoscenico importante da CT.

Uno degli aspetti più interessanti e sottovalutati dei grandi tornei estivi è che ci offrono la possibilità di vedere i calciatori più forti al mondo (letteralmente) in una veste diversa, immersi in un contesto inusuale, in alcuni casi in mezzo a compagni di squadra di livello molto diverso da quelli del club in cui giocano il resto dell'anno. Allo stesso modo, Mondiali e tornei continentali offrono ai calciatori l’opportunità di far parlare di sé, di acquisire grandissima visibilità in pochissimo tempo proprio a ridosso del calciomercato.

Chiedere a Renato Sanches, che dopo un formidabile Europeo 2016 vinto da protagonista con il Portogallo, si trasferì al Bayern Monaco per 35 milioni di euro senza riuscire poi a ripetere prestazioni di quel livello. Altri, invece, devono sfruttare la grande occasione per l'obiettivo opposto, cioè per dimostrare ai loro allenatori che dovrebbero puntare su di loro, nella speranza di veder lievitare il loro minutaggio o di non essere ceduti. Sorge spontanea, a questo punto, una domanda: quali sono i giocatori che hanno bisogno di questo Europeo?

Strahinja Pavlovic (Salisburgo), Serbia

Il difensore centrale ha disputato una buona stagione in Austria. La sua storia lo ha legato in qualche modo alla Lazio: nel 2019 Lotito ebbe la meglio sulla concorrenza della Roma, strappando il giocatore per 5 milioni. Un vero affare. Poi però, fu scartato, perché non passò le visite mediche. Pavlovic, all’epoca, militava nel Partizan, e dopo essere passato per il Monaco, il Salisburgo (nota fucina di talenti) lo ha prelevato per 7 milioni. Ora è sbocciato, e dopo che la Serbia ha disputato un pessimo Mondiale due anni fa, punta a rifarsi nel girone con Slovenia, Danimarca ed Inghilterra.

Pavlovic è un roccioso difensore alto 1,94m che si trova a suo agio sia in una retroguardia a quattro sia centrale nella difesa a tre. La Serbia probabilmente adotterà quest’ultima opzione, relegando Pavlovic in marcatura sui numeri nove avversari ed schierando Milenkovic braccetto di destra e Babic a sinistra. Questa scelta può rivelarsi azzeccata sotto alcuni punti di vista ed azzardata considerandone altri: Pavlovic fa registrare un buon numero di contrasti vinti (2,2, dati Fbref), salvataggi (4,75) e recuperi (6,39) a partita. Deve però stare attento ai duelli aerei (in media ne vince il 56,28%, non un valore esaltante), considerando che nel girone si confronterà con Harry Kane.

Dunque, questo Europeo per Pavlovic rappresenta una ghiotta occasione per farsi notare: dopo due stagioni al Salisburgo e la mancata firma con i biancocelesti, molte squadre sono interessate a lui, sia in Europa che in Italia (tra cui Juventus, Roma e proprio la Lazio), e questo potrebbe essere il momento giusto per fare il salto di qualità.

Denzel Dumfries (Inter), Olanda

Riavvolgendo il nastro, noteremo una coincidenza interessante parlando dell’esterno olandese. Dumfries, nel 2021, era un giocatore del PSV, e l’Inter lo stava monitorando per il post-Hakimi. Disputò un grande europeo, segnando due gol pesanti nella fase a gironi ma fermandosi prematuramente agli ottavi di finale (la Repubblica Ceca ebbe la meglio sull'Olanda, imponendosi con il risultato di 2-0). I nerazzurri in estate lo acquistarono per poco meno di 15 milioni.

Dopo tre stagioni all’Inter, però, si è giunti alla classica fase di stallo che separa un giocatore dall’ultimo anno di contratto: Dumfries, conscio del fatto che l’Inter perdendolo a zero subirebbe una grande perdita, ha il coltello dalla parte del manico e può spingersi a chiedere un rinnovo al rialzo; Marotta e Ausilio però, non possono promettergli lo stipendio che domanda, e cercano acquirenti. Questo Europeo, dunque, al termine di una stagione condizionata da qualche infortunio e in cui ha perso la titolarità in favore di Darmian, può essergli molto utile per dimostrare le proprie capacità all’Inter e ad eventuali club interessati.

C’è però un fattore al quale deve fare (molta attenzione), il quale ha un nome e un cognome: Jeremie Frimpong. L’esterno del Leverkusen è in forma straripante, e sebbene Dumfries sia stato una colonna portante nelle ultime uscite dell’Olanda, il neo-campione di Germania potrebbe insidiarlo.

Pascal Groß (Brighton), Germania

Il centrocampista allenato da De Zerbi sembra il favorito per affiancare Toni Kroos nel centrocampo della Germania ed è un profilo particolarmente stuzzicante. Il trentaduenne quest’anno è stato protagonista di una grande stagione al Brighton (nonostante la squadra non abbia brillato), mettendo a referto 4 gol e ben 10 assist. Per comodità identifichiamo Groß come un centrocampista, ma la sua heatmap stagionale dice che è un giocatore onnipresente e che influenza ogni più remoto angolo del campo. 

Groß, oltre che essere fondamentale in fase di possesso con quasi 100 tocchi a partita (96,85 per l’esattezza), non fa mai mancare il suo apporto anche in zone offensive: produce, infatti, 4,89 occasioni da tiro per i suoi ogni 90 minuti. Il centrocampista nato a Mannheim si può catalogare come una versione low cost di Bernardo Silva, in quanto - nonostante venga impiegato talvolta anche come mediano - la sua vocazione è tutt’altro che difensiva. 

Arrivato a 32 anni questa potrebbe risultare una delle ultime opportunità per ricevere la chiamata da una big, dopo aver militato, nella sua carriera, al Brighton, all’Ingolstadt, al Karlsruhe e all’Hoffenheim. Intanto, il primo passo è fatto: Nagelsmann lo ha convocato

Arda Güler (Real Madrid), Turchia

Il gioiellino turco sarà, con ogni probabilità, uno dei cavalli di battaglia di Montella. Certo, ha passato la stragrande parte della stagione in infermeria, ma un giocatore come lui può spaccare in due le partite, rendendosi utile sia dal primo minuto che a gara in corso. Ancelotti ha di recente espresso il suo gradimento per il giocatore, dicendo che ha un dono: la palla è innamorata di lui. Sicuramente i tifosi del Real Madrid e della Turchia (e non solo) si sono anch’essi innamorati del talento classe 2005.

Sono infatti bastate 9 partite in Liga per segnare 4 reti, dimostrando che l’anno prossimo i blancos possono certamente affidarsi a lui, considerando la mole di partite che dovranno disputare (ricordiamo che entrerà in vigore il nuovo format della Champions League, che comporterà un calendario ancora più fitto di quanto non lo sia già). La Turchia cercherà di riscattare il pessimo Europeo scorso, dove ha perso tutte le partite ed ha segnato un solo gol, ma quest’anno la rosa sembra molto intrigante.

Per quanto riguarda Güler, sarà per lui fondamentale mettere minuti nelle gambe dopo esser stato fermo ai box per quasi 6 mesi e stupire Ancelotti data la concorrenza che lo aspetterà con giocatori del calibro di Vinicius, Mbappé, Bellingham, Rodrygo e il nuovo acquisto Endrick. Di per certo, potrà dare il suo apporto in fase realizzativa, grosso neo della formazione turca nella scorsa edizione.

Benjamin Šeško (Lipsia), Slovenia

È uno dei possibili craque di quest’Europeo. L’attaccante ora in forza al Lipsia ha segnato 13 gol in 30 partite in Bundesliga confermando la sua squadra in Champions League con svariate giornate di anticipo. Un ritmo di un gol ogni centoundici minuti: niente male per un esordiente nei top 5 campionati europei, di cui qualche mese fa avevamo scritto che "vale il prezzo del biglietto". Va considerato però che disputerà l'Europeo in una delle nazionali meno quotate, di cui è l'unica stella, e che quindi potrebbe affrontare un compito più arduo.

Šeško è fisicamente prorompente, pesando 85kg ed essendo alto 1,95 mt, ragion per cui potrebbe creare qualche grattacapo nello scontro proprio con Pavlovic, il quale - come detto - soffre sulle palle alte. La caratteristica principale dell'attaccante nato a Radeče è il cinismo, aspetto fondamentale per i numeri 9: pur non tirando tantissimo (2,88 tiri a partita), centra la porta molto spesso (il 52,2% dei tiri è indirizzato verso lo specchio) e ha registrato l’impressionante media realizzativa di un gol ogni quattro tiri.

D’altro canto, i suoi punti deboli sono il passaggio (completa solo il 67,5% dei suggerimenti rivolti ai suoi compagni) e il controllo palla. La tecnica influenza molto il suo stile di gioco, portandolo ad effettuare solo 31 tocchi a partita. Il tempo, però, è dalla sua parte, avendo appena compiuto 21 anni, e la sua qualità nel fraseggio non potrà che migliorare. Sesko è senza dubbio una delle punte più promettenti del panorama mondiale, tanto da aver attirato l’interessamento di diverse squadre su di sé, tra cui il Milan.

I rossoneri lo puntano per sostituire Giroud nella prossima stagione, ma devono stare attenti: se il talento sloveno dovesse far bene quest’estate, potrebbero essere costretti ad aumentare l’offerta per accaparrarselo, essendo il Salisburgo una bottega già di per sé molto cara.

Romelu Lukaku (Roma/Chelsea), Belgio

Le estati che non hanno visto Lukaku protagonista sono davvero poche. Il belga è ormai il tormentone costante che puntualmente ritorna ad occupare le prime pagine dei giornali quando il mercato estivo si avvicina. Quest’anno, per lui, Euro 2024 è di fondamentale importanza per il suo futuro: la Roma, considerato l’esborso economico che Lukaku comporta, non rinnoverà il prestito e tantomeno tenterà di accaparrarselo a titolo definitivo, mentre il Chelsea difficilmente lo reintegrerà in squadra memore dei capricci passati.

Con il Belgio difficilmente ha deluso, diventando per distacco il miglior marcatore all time della sua nazionale, grazie ad una sorprendente media di 0,73 gol a partita. L’età però avanza anche per Big Rom, e non è ancora mai riuscito vincere un trofeo con i Diavoli Rossi nonostante la rosa di tutto rispetto. In questi giorni, tra l’altro, si vocifera di un Osimhen ormai lontano da Napoli a fine stagione e che proprio i partenopei sarebbero interessati a Lukaku per sostituire il nigeriano. Inoltre, è ormai ufficiale l'arrivo di Conte sulla panchina del Napoli, e potrebbe dunque riformarsi la coppia d’oro che ha portato l’Inter sul tetto d’Italia nel 2021.

Riuscirà Lukaku a trionfare con il Belgio? Non lo sappiamo. Una cosa è certa: l’attaccante di Anversa sarà al centro delle chiacchiere di calciomercato anche nella prossima sessione estiva

Federico Chiesa (Juventus), Italia

Concludiamo questa guida con il calciatore dell’Italia che più necessita di una buona prestazione a Euro 2024, e non poteva che non essere Federico Chiesa. L’ex Fiorentina nella scorsa edizione ha trascinato gli azzurri alla vittoria con le sue sgroppate, la sua contagiosa garra e due gol che sono pesanti come macigni. Il più iconico è stato forse quello contro l’Austria, con la celebre “chiesa tornata al centro del villaggio”, citazione di Fabio Caressa entrata automaticamente nel linguaggio comune.

Dopo quella formidabile estate, però, Chiesa ha faticato a replicare i livelli raggiunti a Euro 2020, complice il bruttissimo infortunio al legamento crociato che lo ha tenuto ai box per 9 mesi. Da quel momento lo juventino ha cominciato un calvario che lo ha visto spesso lontano dal campo, senza riuscire mai a tornare in forma del tutto e perdendo qualche posto nelle gerarchie bianconere. Ora però Spalletti ha bisogno del miglior Chiesa per difendere il titolo europeo e Chiesa necessita a sua volta di ritrovare fiducia vestendo una maglia che lo ha sempre visto esprimersi al meglio.

In vista di sapere ufficialmente quale sarà il prossimo allenatore della Juventus, questa è una grossa occasione per tornare a stupire, e Chiesa lo sa bene.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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