
Liga Portugal 2023/24, la squadra della stagione
La Top XI del campionato portoghese, i quattro migliori semi-sconosciuti e il migliore della Liga Portugal 2.
Se la scorsa stagione le squadre portoghesi avevano stupito mezza Europa con le loro prestazioni nelle coppe, quest’anno la buona salute del calcio lusitano è stata meno evidente e meno sorprendente. Le due ottime partite del Porto contro l’Arsenal agli ottavi di Champions e il fatto che un quarto di finale di Europa League fosse visto come un enorme fallimento per il Benfica, confermano però che i recenti risultati delle squadre portoghesi non sono frutto del caso, ma di un sistema molto ben funzionante ed ambizioso.
In patria, invece, c’è stato spazio per un risultato piuttosto sorprendente. Lo Sporting di Amorim alla fine dello scorso campionato sembrava una squadra a fine ciclo, quasi più vicina al duello per la Champions col Braga che alla lotta scudetto con Porto e Benfica. Queste, invece, dopo aver vinto un campionato a testa nelle ultime due edizioni, si preparavano a una resa dei conti finale, fra due società e due allenatori con idee di calcio agli antipodi, prima di rifarsi puntualmente la pelle nel mercato. L’epilogo è stato molto diverso. È bastato un acquisto clamorosamente azzeccato, probabilmente il più azzeccato delle ultime sessioni di mercato, e il definitivo sbocciare di alcuni giovani, per far sì che i Leões tornassero a dominare il campionato con un calcio offensivo ed efficace, come tre anni fa.
Della top XI che avevamo delineato un anno fa, solo in quattro sono presenti anche in quella di questa stagione. Altri hanno avuto una stagione difficile, mentre Grimaldo, Al-Musrati e Gonçalo Ramos sono partiti, rispettivamente in direzione Leverkusen, Besiktas e Paris Saint Germain. Prima di partire con le nostre scelte per la squadra dell’anno, però, come per la scorsa edizione abbiamo scelto quattro giocatori poco conosciuti a chi non segue assiduamente la Liga Portugal. Visto l’enorme divario che c’è fra le prime quattro e il resto del campionato, diventa infatti molto complicato inserire giocatori di squadre che non siano di Benfica, Porto, Braga e Sporting in una Top XI realistica e veritiera.
I migliori quattro semi-sconosciuti
Portiere: Ricardo Velho (Farense) - A 25 anni ha disputato senza ombra di dubbio la miglior stagione della sua carriera, difendendo strenuamente la porta di una neopromossa. Se a Faro hanno potuto festeggiare una salvezza più tranquilla di quanto potessero sperare, il merito è anche suo e delle sue parate. A proposito di parate, nessuno ne ha fatte più di lui (135) e solo Trubin ha una percentuale più alta di tiri parati. Poi bisogna anche capire di che parate si tratta… e allora ecco qui una bella compilation (alcune sono davvero fenomenali).
Difensore: Costinha (Rio Ave) - In realtà in questa stagione ha giocato come esterno a tutta fascia in un centrocampo a cinque, ma nasce come terzino destro. È un giocatore veramente interessante sotto diversi punti di vista ed è ancora relativamente giovane (24 anni). In questo campionato ha segnato 3 gol (di cui uno addirittura su rigore) e mandato in rete i compagni 5 volte. Nessun difensore del campionato ha partecipato attivamente a più gol di lui. Ha un ottimo piede e ama variare le sue azioni offensive. Crossa con efficacia sia dalla trequarti che dal fondo e non ha un binario fisso come molti esterni a tutta fascia, ma ama entrare dentro il campo palla al piede, da terzino moderno. È anche il miglior dribblatore fra i difensori di questa Liga Portugal, con 1,2 dribbling riusciti a partita. Vi sorprenderà ma anche le sue statistiche difensive non sono affatto male: è primo per contrasti effettuati, contrasti vinti, dribbling contrastati e chiusure. In realtà ci sarebbe anche un dato a suo sfavore: è secondo per palle perse. Il primo, però, è Di María. Della serie: chi non risica non rosica.
Centrocampista: Zaydou Youssouf (Famalicão) - è il classico mediano francese, fisicamente straripante. Ex Bordeaux e Saint-Étienne, nel nord del Portogallo ha trovato la sua consacrazione. I suoi numeri non sembrano dire nulla di speciale: 2 gol e 1 assist, settimo per palloni recuperati, primo per palle lunghe precise a partita (6,3) e per falli subiti (a pari merito con un esterno dribblomane come Pêpê). Eppure, in uscita palla sembra avere qualcosa di speciale, sia nel primo dribbling che nell’appoggio di prima che rompe le linee. Nessuno sembra riuscire a vanificare il pressing avversario con la sua stessa pulizia, qualità ed efficacia. Difficilmente lo vedremo vestire la maglia del Fama anche la prossima stagione.
Attaccante: Rafa Mújica (Arouca) - Cresciuto fra Barça, Las Palmas e Leeds Utd (esotico, penserete), nei suoi ultimi quattro campionati, fra LaLiga2 ed Liga Portugal, aveva segnato un totale di dieci gol. Quest’anno ne ha fatti il doppio (più tre assist) ed ha chiuso il campionato al terzo posto della classifica marcatori dietro a Banza (21) e Gyökeres (29). Per un attaccante che alle spalle non ha l’impianto di gioco di una delle big dei Portogallo sono numeri veramente inusuali. Per trovare un altro attaccante capace di toccare quota venti senza giocare in Porto, Benfica, Sporting o Braga, bisogna tornare alla stagione 2008/09. Allora fu Nenê, con la maglia del Nacional di Madeira (la squadra di CR7) e i suoi 20 gol gli valsero la chiamata del Cagliari in Serie A. Per Mujica e l'Arouca si sono spalancate le porte dorate della Qatar Stars League: €10 mln nelle casse societarie versate dall'Al-Sadd SC, dove lo spagnolo andrà a fare compagnia a un altro "esule" della Primeira Liga come Mateus Uribe.
La squadra della stagione
Partiamo ora con la Top XI vera e propria della Liga Portugal 2023/24. Come modulo abbiamo scelto il 3-4-2-1, con due difensori centrali puri (ma bravi tecnicamente e con un raggio d’azione molto ampio) ai lati di capitan Coates, due mediani abili sia in rottura che in prima costruzione, due esterni a tutta fascia molto offensivi (da anni il vero punto di forza della squadra, prima con Nuno Mendes, poi con Pedro Porro e ora con Geny Catamo) e due fantasisti dietro a una punta fisica. È il sistema con cui gioca da sempre lo Sporting di Rúben Amorim e con cui ha vinto due degli ultimi quattro campionati, portando dopo tanti anni i Leões a competere continuativamente con le altre due grandi di Portogallo.
Portiere: Anatolyi Trubin (Benfica)
È arrivato in estate dallo Shakhtar dopo aver vinto cinque titoli ucraini in sei anni. Lo voleva anche l’Inter in estate, ma vista la scelta di non investire in quel ruolo e prendere Sommer a zero non si può parlare di una vera e propria concorrenza. Rispetto al suo predecessore Vlachodimos rappresenta certamente un salto di qualità per Schmidt, che finalmente può contare su un portiere forte, sempre affidabile (Vlachodimos era forte fra i pali ma talvolta commetteva errori in uscita) e soprattutto giovane. Anche se il calcio portoghese è meno competitivo e probabilmente meno sfidante rispetto ai top 5 campionati europei, il Benfica è un ambiente a sé stante, molto esigente: ogni anno senza vittoria è un fallimento. Non era quindi così scontato convincere tutti fin da subito come ha fatto lui. Aiutato certamente da una difesa di primissimo livello, è primo praticamente in tutte le statistiche: 22 gol subiti in 28 partite, 13 rete inviolate (al pari di Diogo Costa del Porto e Kewin del Moreirense) e una percentuale di parate del 79,6% lo rendono, senza lasciar spazio a discussioni, il miglior portiere del campionato.
Difensore di sinistra: Gonçalo Inácio (Sporting)
Nato ad Almada come un altro grande talento lanciato dall’Acadêmia Cristiano Ronaldo, Rafael Leão, è allo Sporting da quando aveva 10 anni e gioca in pianta stabile in prima squadra da quando ne aveva 18. Nel 2021, anno dell’ultima vittoria in campionato, era stato una delle grandi sorprese dello Sporting. Oggi è uno dei difensori più ambiti d’Europa, non solo per le sue capacità difensive, ma soprattutto per le sue abilità in fase di possesso, che lo hanno reso irrinunciabile per Amorim. È il miglior giocatore del campionato per distanza progressiva percorsa palla al piede, per palloni toccati e per numero di passaggi progressivi. Ha l’89% di accuratezza nei passaggi. Questi numeri, però, vanno pesati, perché è chiaro che un passaggio rasoterra nella propria trequarti senza pressing non vale come un passaggio nella trequarti avversaria. Ecco quindi un dato che fugge ogni dubbio sull’utilità e la modernità di questo difensore 22enne: è anche il giocatore che ha effettuato più passaggi nell’ultimo terzo di campo di tutto il campionato, da difensore. Insomma, è una sorta di Bastoni portoghese, con tre anni in meno.
Difensore di destra: António Silva (Benfica)
A proposito di difensori giovani, moderni e completi, l’altra estremità della difesa della squadra della stagione non poteva non essere riempita dal predestinato centrale del Benfica, António Silva. Formerebbe una coppia formidabile con il precedentemente citato Gonçalo Inácio, che è più efficace in fase di costruzione, nonostante anche il benfiqusta abbia numeri importanti, come il 92,9% di accuratezza nei passaggi (fondamentale in cui è il migliore del campionato). Il 2003 di Viseu è però superiore nei fondamentali difensivi: è ad esempio il migliore fra i difensori delle big nella percentuale di dribbling fermati. Quando parliamo di António Silva, però, spesso sembriamo dimenticarci che è solo alla sua seconda stagione fra i professionisti e per la seconda volta fa parte della nostra top XI della stagione (e, con ogni probabilità, non solo nella nostra). Se questo non basta a spiegare tutta la sua eccezionalità, qui trovate tutto su di lui.
Difensore centrale: Nicolás Otamendi (Benfica)
Se oggi possiamo parlare delle 13 reti inviolate e dei soli 22 gol subiti da Trubin, è perché davanti all’ottimo portiere ucraino Schmidt può schierare una coppia di centrali forti, affidabili e che si completano a vicenda. Se oggi possiamo parlare di António Siva come di uno dei difensori più promettenti al mondo, è, in parte, perché al suo fianco il classe 2003 ha trovato il partner perfetto per crescere. Otamendi, però, è molto più di una chioccia in questo Benfica. È la prima fonte di gioco - il terzo della squadra per palloni toccati, con una percentuale dell’89,5% e terzo di tutto il campionato per metri percorsi palla al piede in avanti. È anche un gran difensore, moderno ma vecchia scuola allo stesso tempo, forte in tutti i fondamentali difensivi, come dimostrano, anche qui, i suoi numeri: è il migliore fra i difensori delle big per intercetti e per duelli aerei vinti. È, soprattutto, un leader vero, un leader di cui il Benfica non può assolutamente fare a meno.
Esterno di sinistra: Nuno Santos (Sporting)
Dicevamo poco sopra che uno dei punti di forza del gioco di Amorim sono sempre stati gli esterni a tutta fascia. Nuno Santos, da quando è arrivato allo Sporting nel 2020 dopo esser cresciuto fra Benfica e Porto, ne ha visti passare di esterni forti sulla sua fascia o su quella opposta. Ma lui, a differenza loro, è ancora lì e a 29 anni ha avuto la miglior stagione della sua carriera con 4 gol e 12 assist. Oltre a questo è il secondo migliore della squadra in praticamente tutte le statistiche che riguardano la creazione di occasioni - passaggi chiave, passaggi in area di rigore, cross, passaggi progressivi ricevuti, azioni da tiro per partita, azioni da gol - numeri che ci ricordano che Nuno Santos è in realtà un esterno d’attacco a cui l’intuizione di Amorim ha allungato il raggio d’azione. Poi oggi tanto fa gol come questo.
Esterno di destra: Geny Catamo (Sporting)
A proposito di esterni molto offensivi, eccone uno che nessuno si sarebbe aspettato di vedere in Top XI a inizio stagione. Cresciuto in Mozambico, è stato portato in Europa a 18 anni dall’Amora (la prima squadra di Leão di cui avevamo già parlato qui) e dopo soli 6 mesi ha fatto lo stesso percorso del numero 10 rossonero, in direzione Alcochete, dove si allenano i giovani dello Sporting. Solo che lui, a differenza del milanista, è rimasto fino a diventare un giocatore irrinunciabile per il suo allenatore. È Geny Catamo la più grande sorpresa di questo campionato, un ventitreenne che ha più e caratteristiche dell’esterno d’attacco che di quello a tutta fascia: rapido, brevilineo, discretamente skillato, con un gran primo dribbling e un ottimo piede. Dopo una serie di stagioni interlocutorie, ha raccolto la pesante eredità di Pedro Porro sera esitazioni: 5 gol e 3 assist in questo campionato, ma soprattutto la doppietta nel derby del 6 aprile che ha deciso la Liga Portugal.
Mediano di centro-destra: João Neves (Benfica)
Su João Neves di parole se ne sono sprecate tante. È entrato nelle rotazioni di Schmidt lo scorso inverno dopo la cessione di Enzo Fernández non ne è più uscito. Oggi è impossibile immaginare un Benfica senza di lui, che a 20 anni è già leader di una delle squadre più importanti al mondo, sia nella fase di costruzione (è il migliore dei suoi per palloni toccati e passaggi nell’ultimo terzo di campo), che in fase di rottura e recupero palla. Ma soprattutto è fondamentale per la sua personalità e per il suo legame con il mondo Benfica, un mondo di cui fa parte da quando aveva 8 anni e al quale non rinuncerebbe a cuore leggero, a differenza di molti prima di lui. Il suo gol nel derby d’andata, vinto in rimonta nel recupero, è stato probabilmente il momento più alto della stagione del Benfica (e anche uno dei rarissimi momenti felici).
Mediano di centro-sinistra: Alan Varela (Porto)
Alzi la mano chi a metà agosto non era curioso di vedere come se la sarebbe cavata Alan Varela al suo primo anno in Europa in una squadra molto europea come il Porto di Conceição. Spoiler: benissimo, nonostante la pessima stagione dei Dragões. L’argentino arrivato dal Boca per 9 milioni di euro è diventato immediatamente irrinunciabile per il suo allenatore, con la cui filosofia la sua garra bostera dal tackle facilissimo si sposa alla perfezione. Assomiglia per certi versi a Neves - forte nel recupero palla e molto pulito tecnicamente - anche lui è il giocatore che ha toccato più palloni della propria squadra ed ha un raggio d’azione molto simile. Se non fosse per quel mostro di cui parleremo fra poco, Alan Varela sarebbe stato senza dubbio il miglior acquisto del campionato
Trequartista di sinistra: Pedro Gonçalves (Sporting)
L’anno scorso spesso era stato usato anche in cabina di regia, quest’anno invece, è tornato al suo ruolo naturale, sulla trequarti: come nell’anno dell’ultimo scudetto, ma a sinistra (allora giocava a destra con Nuno Santos alto a sinistra e Nuno Mendes a tutta fascia). Allora era la sua prima stagione allo Sporting e arrivava da un anno al Famalicão con 7 gol e 8 assist. Era stato la più grande sorpresa di quel campionato, nonché il capocannoniere con 23 gol. Oggi ha bilanciato il suo apporto fra gol e assist - rispettivamente 11 e 12, e, a 25 anni, è diventato un leader. Al di là dei numeri, è un giocatore delizioso e molto funzionale. Sarà molto difficile trattenerlo per la dirigenza dei Leões.
Trequartista di destra: Rafa Silva (Benfica)
Lui invece se ne andrà sicuramente, da svincolato di lusso, resta da capire dove. Dopo 8 anni sulla trequarti del Benfica lascerà un vuoto impossibile da colmare - credeteci, non stiamo esagerando - in campo, in spogliatoio, dove era uno dei senatori, e fra i tifosi, che lo amavano follemente nonostante la sua riservatezza. La sua ultima stagione da encarnado è stata la migliore di sempre, con 14 gol e 12 assist (è secondo solo un giocatore per partecipazione ai gol). Insomma, più invecchia, più migliora e le sue giocate diventano sempre più belle, utili e decisive.
Centravanti: Viktor Gyökeres (Sporting)
29 gol e 9 assist in 33 partite. Contando tutte le competizioni sono 43 gol e 15 assist in 49 partite. 8 doppiette, di cui una fondamentale contro il Porto il 28 aprile, una tripletta, contro il Boavista. Arrivato da Coventry per 21 milioni, il suo valore è già almeno triplicato in un anno. È una forza della natura: fortissimo fisicamente, cattivo, se gli lasci un centimetro se lo prende - non a caso o chiamano il cannibale e lui stesso esulta alla Hannibal Lecter. Non è però un perfido individualista: gioca con la squadra, detta la profondità, fa a sportellate, si rende utile in tutti i modi. Dimenticavamo, segna in qualunque modo: in questa stagione ne ha fatti 6 di sinistro, 12 di destro, 2 di testa, 4 su rigore, mai nello stesso modo nella stessa partita. Il suo gol manifesto? Quello all’andata col Benfica, in cui in un solo istante si fuma sia António Silva che Trubin.
Miglior giocatore Liga Portugal 2: Nenê (AVS Futebol SAD)
L’AVS Futebol SAD, di Vila das Aves è stato fondato nel 2023 grazie all’acquisizione del titolo sportivo dell’União Desportiva Vilafranquense. Non centra nulla con il Desportivo das Aves. In una sola stagione, è arrivato a giocarsi l’accesso alla Liga Portugal all’ultimo stadio, il doppio spareggio col Portimonense. Ricordate quel Nenê (come dimenticarlo), che fu l’ultimo giocatore non di una big a segnare 20 gol in campionato? Ecco, dopo 57 gol in 9 stagioni in Italia, fra Cagliari, Verona, Spezia e Bari, ha scelto di tornare in Portogallo, prima nel Moreirense e ora nell’AVS Futebol SAD. Risultato? A 40 anni, con 23 gol (e una carrellata di punizioni da fare invidia al miglior Juninho Pernambucano) è il capocannoniere della Liga 2 e ha trascinato la sua giovanissima squadra alla promozione in Liga Portugal.
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