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Copertina Hellas Verona-Inter
26 Maggio 2024

La passerella finale dell'Inter


Hellas e Inter combattono, divertono e fanno calare il sipario su una stagione straordinaria per entrambe.

Doveva essere la prima amichevole estiva per entrambe le squadre, l'equivalente di quando la maestra portava pizza e Coca Cola l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. E invece Hellas Verona-Inter è una partita combattuta e ad alta intensità, ricca di reti, belle giocate e tanto, tanto agonismo. Saranno state le scorie della andata finita in modo così rocambolesco (come ci hanno ricordato costantemente i fischi esagerati a Federico Dimarco), la voglia di mettersi in mostra di tanti giocatori che per un motivo o per l'altro vivranno un'estate ricca di avvenimenti o semplicemente la voglia di vincere delle due squadre, fatto sta che Inzaghi e Baroni ci regalano la partita più bella dell'ultima giornata di Campionato, il giusto modo per celebrare una stagione straordinaria per entrambe le squadre.

Il Verona scende in campo con la determinazione di chi si gioca la salvezza e la spavalderia di chi la festeggia in modo sorprendente e meritato. Baroni ingabbia bene il possesso basso dell'Inter con una grande efficienza nel recupero palla e con un pressing a tratti asfissiante. Le combinazioni tra Serdar, Lazovic, Suslov e Noslin riescono poi ad esprimere una qualità che a tratti non ha nulla da invidiare a quella del centrocampo avversario e permettono ai padroni di casa di rimontare lo svantaggio iniziale in modo pienamente meritato. Gli ultimi 15 minuti del primo tempo sono giocati da una squadra in trance agonistica che esprime una superiorità rara e incontrastata.

L'Inter, dal canto suo, parte altrettanto bene trascinata dalla voglia di quei giocatori consapevoli di dover sfruttare l'occasione per guadagnarsi una conferma nella squadra Campione d'Italia. Ma dopo il primo gol di Arnautovic emerge soprattutto la stanchezza di una squadra che è presa alla sprovvista dalla foga agonistica del Verona. La difesa, già in (meritata) vacanza da più d'un mese soffre una composizione praticamente inedita che non aiuta a mantenere concentrazione e distanze mentre la pressione dei centrocampisti rossoblù impedisce una fuoriuscita del pallone pulita. L'austriaco e Thuram sono costretti ad un lavoro di raccordo e sponda inaspettato su cui cercano di ricamare preziosismi e tocchi di prima assieme all'estro di Barella. Il pareggio di Arnautovic alla fine del primo tempo permette a Inzaghi di rimettere, almeno per il momento, la partita sui binari giusti.

Nella ripresa cala l'intensità ma non la foga del Verona. Tra un'occasione e l'altra, la festa dell'Hellas va avanti mettendo in mostra le parate della riserva Perilli (oggi in versione "questo portiere contro di noi le para sempre tutte") e le prestazioni di Suslov e Noslin: l'ex Groningen segna, crea, dribbla e aggiunge alla qualità un'efficienza nel contenere la regia di Calhanoglu da mediano di altri tempi; Noslin invece colleziona un gol e un assist ma soprattutto si conferma giocatore duttile, capace di fare da riferimento centrale ma anche di svariare su tutto il fronte d'attacco, dalle prospettive (anche tattiche) al momento difficilmente prevedibili. Ma il pareggio contro la capolista è soprattutto il giusto omaggio al lavoro di quello che è stato probabilmente il miglior allenatore della parte destra della classifica ovvero Marco Baroni, il vero artefice della salvezza scaligera.

Per l'Inter invece gli ultimi 45 minuti della stagione sono una passerella per i coprotagonisti dello Scudetto. Esordisce con merito Di Gennaro e c'è anche spazio per i saluti di Sanchez e Cuadrado. La sfortuna nel finale nega a Frattesi una rete meritatissima a conclusione di una partita in cui ben figura e che dà indicazioni importanti in ottica europeo mentre Calhanoglu rimane (o e costretto a farlo) nell'ombra. A proposito di addii, 9 delle ultime 10 reti siglate dall'Inter nella partita finale della stagione sono arrivati da giocatori che hanno poi detto addio nel mercato successivo. Che sia un segnale malaugurante per Marko Arnautovic? Di certo la sua prima doppietta nerazzurra che arriva proprio quando conta di meno suggella perfettamente una stagione sfortunata e interlocutoria. Rimane forse solo l'Europeo per convincere il popolo nerazzurro di meritare davvero un posto nella squadra d'Inzaghi.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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