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Bologna-Juventus
, 21 Maggio 2024

Bologna-Juventus (3-3) - Considerazioni Sparse


Uno spettacolare finale, che rispecchia nell'andamento lo stato emotivo di Bologna e Juventus nei due tempi.

L'atmosfera di Bologna-Juventus è quella di un amichevole estiva di inizio stagione, il vernissage della squadra di casa reduce da un mercato estivo luculliano. Qualcosa che in Italia non si vede da tempo. Dall'altra parte uno sparring partner messo in campo all'ultimo secondo, una sorta di Washington Generals per gli Harlem Globetrotters. Fuor di metafora, i primi 25/30 minuti della partita sono un dominio di gioco, possesso palla e fisicità del Bologna, che semplicemente fa quello che vuole contro una Juventus balneare, in vacanza fisica e mentale dopo tutto ciò che è accaduto negli ultimi giorni. Era forse lecito aspettarselo, ma non è mai bello scordarsi il valore della maglia che si indossa.
Il Bologna invece vola, aggredisce alta, dopo 90 secondi è già in vantaggio con il gol di Calafiori e al 12esimo il raddoppio di Castro sembra creare il contesto giusto per una bella festa sotto la pioggia.

Attorno alla mezz'ora la Juventus comincia dare segni di aver capito di giocare una partita ufficiale e, soprattutto, di rischiare la figuraccia epocale, che non fa mai piacere. I timidi segnali sono il nervosismo di Locatelli (di solito tra i più tranquilli), di Gatti e soprattutto l'entrataccia di Miretti su Castro: difficile pensare ad una cosa più monteriana di quella per provare a trasmettere un impulso ai propri compagni. Il ritmo del Bologna inevitabilmente si abbassa e la Juve comincia perlomeno ad avere il pallone tra i piedi, anche se Aebischer, Urbanski e Freuler triturano i rispettivi avversari. Dall'esterno qualche spazio in più c'è, ma Cambiaso non è nella sua miglior serata e Illing e Chiesa si perdono in tentativi solitari senza mai pensare al cambio di gioco.

A inizio secondo tempo la pioggia cade copiosa e la partita entra in una fase di stallo, rotto dal bellissimo raddoppio di Calafiori: in appoggio alla sortita difensiva dei suoi, sfruttando la giornata di riposo di Danilo e Bremer, il n° 33 del Bologna sfodera un controllo di palla da centrocampista consumato e un tocco sotto contro il portiere in uscita da trequartista. Un gioiello, un gol difficile fatto sembrare semplicissimo. La partita del 33 del Bologna è una masterclass di pulizia tecnica, posizionamento difensivo e fisicità: se voleva impressionare qualcuno, sembra proprio ci sia riuscito. Da li in poi il Bologna si accontenta, comprensibilmente. La Juventus anche, perché vista la mal parata, non vorrebbe svegliare il can che dorme. Poi accade che su un rimpallo strano Lucumì sbagli clamorosamente e Chiesa segni il gol dell'3-1. A quel punto alla Juve scatta la scintilla e si ribalta la situazione dell'inizio: l'unica squadra in campo è quella di Montero e prima Milik e poi Yildiz completano una rimonta. Al 90esimo si potrebbero invocare gli shoot out, un tempo utilizzati per dirimere le situazioni di pareggio al Birra Moretti o al Trofeo Tim.

Non è estate però, perlomeno non ancora e la pioggia incessante sul Dall'Ara lo conferma: saranno 3 mesi importantissimi per entrambe le squadre. Il Bologna deve decidere cosa fare da grande: spingere sull'acceleratore o contare su un nuovo miracolo, forse con un nuovo allenatore o con nuovi giocatori. L'impressione, visto il suo passato, è che Sartori abbia già deciso le sue mosse ma debba ancora svelarcele. Questa squadra ha fatto un cammino eccezionale, costruendo prima di tutto da una solidità difensiva eccezionale: anche stasera, fino alla follia degli ultimi 20 minuti, non aveva corso il minimo rischio. Tutto passerà da cosa farà Motta, inevitabilmente, ma l'ambiente di Bologna merita una squadra di questo livello.

La Juventus è a fine corsa, lo si sa. La sconfitta epocale è stata evitata grazie ad un mix di orgoglio, precisione balistica e di pace dei sensi dell'avversario. I primi 30 minuti di Bologna-Juventus danno l'idea del valore di questa squadra quando la concentrazione non è quella adeguata. Chiesa sembra non fidarsi dei compagni, Vlahovic in queste partite letteralmente sparisce, affossato più da se stesso che dagli avversari. Locatelli e Rabiot senza benzina nella testa non sono proponibili. Perfino Danilo e Bremer sono passivi di fronte alle cariche avversarie palla al piede. Ma è ingiusto oggi giudicare i bianconeri, reduci da una tempesta emotiva negli ultimi 10 giorni: la prima parte di partita è quasi una naturale conseguenza. I tifosi bianconeri ora aspettano l'estate per capire che direzione prenderà la loro squadra: i destini di Bologna e Juve probabilmente non hanno smesso di incrociarsi ieri sera.

  • Guastallese, classe 1987. Italia-Nigeria del '94 gli fa scoprire questa cosa chiamata Sport, con effetti anche gravi. Altre passioni: i numeri, i libri e la ricerca dello One Piece.

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