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Gennaro Tutino esulta sotto la curva del Cosenza
, 20 Maggio 2024

Tutino è diventato un totem


L'attaccante del Cosenza ha brillato in questa stagione.

Nel calcio è facile imbattersi in un’annata praticamente perfetta di un singolo giocatore, il quale non riuscirà più a replicare quel momento idilliaco nel proseguimento della sua carriera. Tuttavia, allo stesso tempo esistono anche quelle stagioni che rappresentano un vero e proprio spartiacque nel percorso di un atleta, sia per il loro impatto sulla sfera prettamente tecnica che per la loro influenza nell’ottica della crescita mentale. Ad ogni modo, se attualmente è impossibile prevedere quale dei due casi possa andare a combaciare con il futuro di Gennaro Tutino, d’altra parte è pur logico sottolineare come il ritorno a Cosenza sia stato l’ideale contesto dove riscattarsi per lui, che spegnerà 28 candeline ad agosto e che quindi sarà chiamato anche dall’età a concretizzare il suo talento.

In effetti finora è stato proprio questo rendimento discontinuo ad impedire all’attaccante rossoblù di solcare cieli ampiamente alla portata delle sue qualità, visto che prima di quest’anno Tutino aveva alternato picchi eccellenti - su tutti la prima esperienza all’ombra del “Marulla” tra il 2017 e il 2019 ed il 2020/21 da 13 reti in cadetteria con la maglia della Salernitana - a mesti passaggi a vuoto, come avvenuto recentemente a Parma ed a Palermo.

Simbolo

Al netto di questi discorsi, però, adesso è giunta l’ora di tratteggiare quello che, nella stagione appena terminata, è stato il reale apporto del figliol prodigo alla causa della compagine silana, letteralmente aggrappatasi ai gol del suo numero 9 nelle fasi più delicate del campionato e riuscitasi, infine, ad allontanare matematicamente dalla lotta salvezza con un paio di giornate d’anticipo. Ciononostante, in realtà, Tutino non è stato “solamente” lo stoccatore da 20 centri complessivi nella competizione (record assoluto nella storia del club calabrese in Serie B), ma ha pure incarnato in toto la figura del leader dentro e fuori dal campo, riuscendo così ad agire simultaneamente come centro gravitazionale dell’intera squadra e come amatissimo capopopolo della piazza: in sostanza, un valore aggiunto veramente imprescindibile, che di conseguenza ha contribuito in maniera decisiva all’ottimo piazzamento finale di capitan D’Orazio e soci.

A testimonianza di quanto appena detto, l’esempio più lampante di tale ruolo cruciale è simboleggiato dalle tre partite in programma a marzo, quando i Lupi, seppur orfani del loro condottiero - infortunatosi nei minuti iniziali del primo match di questo mini-ciclo -, riescono a conquistare soltanto un misero punto sui nove a disposizione, per di più chiudendo tutte le sfide a bocca asciutta; inoltre, in questo medesimo segmento del torneo il sodalizio rossoblù prova anche ad imprimere una scossa e opta per il cambio di guida tecnica, sostituendo Fabio Caserta con William Viali e puntando così sull’allenatore che l’annata precedente aveva condotto il Cosenza stesso ad un’insperata ed eroica salvezza.

Proprio questa scelta si dimostra poi assolutamente azzeccata, dato che Viali diventa subito fondamentale per costruire una rinnovata stabilità tattica. Il tutto ovviamente passa anche, e forse soprattutto, dai piedi e dalle invenzioni di Tutino, abile ad indossare definitivamente i panni dell’uomo-copertina e capace di siglare addirittura 8 reti pesantissime nelle ultime 7 gare.

Completezza

Fulminei attacchi della profondità, diaboli che conclusioni chirurgiche, incornate perentorie e stupendi arcobaleni a giro: eccolo qui il variegato bagaglio di un cannoniere di primissimo livello, perfettamente a suo agio sia nel piazzare le classiche zampate da navigato pirata d’area che nel firmare vere e proprie opere d’arte. Insomma, il Tutino versione prime è questo, ovvero una prima punta stilosa, tremendamente efficace e dotata di elevati tassi di potenza atletica e scaltrezza, oltre che perennemente disponibile a partecipare alla manovra grazie ad una tecnica d’avanguardia.

Tuttavia, per comprendere al meglio il killer instinct dell’ex Palermo dobbiamo ordinare alcune delle sue prodezze stagionali, così da analizzare con precisione le molteplici sfaccettature di un repertorio davvero completo.

Affondi in verticale

Una delle armi principali di Tutino è sicuramente quella di riconoscere gli spazi aperti dietro la retroguardia rivale, per poi andarli ad aggredire e ricevere il pallone sulla corsa; tra l’altro nello specifico si tratta pure di una situazione difficilmente leggibile per i difensori avversari, chiamati continuamente a decidere se salire per azionare il fuorigioco oppure scappare all’indietro.

In ogni caso, sugli evidenti progressi del cecchino campano in questa sua particolare caratteristica non si può sorvolare sul lavoro svolto da Caserta, il quale sin dall’avvio della pre-season ha chiesto spesso al suo goleador di venire meno incontro ai compagni e, consequenzialmente, di dettare con maggior frequenza il passaggio in profondità.

Partenza sul filo del fuorigioco, allungo verso la porta e lucida cattiveria nella finalizzazione. Da notare inoltre come il numero 9 scatti in avanti prima ancora che Forte si predisponga per la giocata diretta.

Fendenti mortiferi

Naturalmente un’altra specialità del vicecapocannoniere della Serie B 2023/24 è quella inerente all’esecuzione dei tiri, anzitutto per via di una concretezza veramente impressionante. In tal senso, la prima perla della tripletta realizzata contro il Venezia ci permette di individuare un’attitudine innata al momento di premere il grilletto, ossia una dote da piano di sopra nel trovare il più delle volte una precisione millimetrica e letale, peraltro coordinandosi nel più breve tempo possibile.

Coefficiente di difficoltà discretamente alto, considerando che Tutino calcia da fuori area e con il piede debole (ammesso ne abbia uno), ma per Joronen alla fine non c’è comunque niente da fare.

Nella seguente circostanza invece è da ammirare pure il movimento a staccarsi dai difensori del Südtirol, propedeutico per scagliare poi un dardo estremamente velenoso.

Classe a pioggia

Se invece siete alla ricerca di una compilation di colpi intrisi di eleganza e bellezza, ecco un tris che sicuramente non vi deluderà.

Un colpo di tacco raffinato e micidiale, due qualità che per giunta sono riscontrabili in molte delle gemme incastonate durante l’anno.

Un affresco sul secondo palo che gela l’Ascoli e certifica la salvezza del Cosenza. A riprova del fatto che i gol non devono essere solo contati, ma soprattutto pesati.

Infine, per non farsi mancare nulla, al “Garilli” di Piacenza Tutino ha pure timbrato in rovesciata, librandosi in aria come una libellula, dopo essere sfuggito ai radar di un distratto Ceppitelli, e andando a bersaglio per mezzo di una traiettoria pungente e beffarda.

Elevazione super

Infine, nonostante il totem rossoblù abbia esultato soltanto due volte di testa, bisogna ugualmente evidenziare un’abilità nel gioco aereo che non deve passare sottotraccia; d’altra parte, questo graffio contro il Modena deve rientrare di diritto nella lunga lista di magie dell’anno.

Gyamfi crossa dalla trequarti, il classe ’96 piomba nel cuore del fortino nemico e anticipa il marcatore con un’inzuccata imparabile: praticamente Re Mida, visto che tutto quel che tocca si trasforma in oro.

Assistman

Per ultimare il ritratto di un attaccante dalle svariate risorse, però, occorre pure far riferimento all’inclinazione di Tutino per il passaggio vincente, una propensione che tra l’altro si unisce alla ripetuta ricerca del dribbling a effetto o del trick barocco. E così, i due assist che troverete qui in basso sono la chiusura ideale del cerchio.

Doppio passo ubriacante e cioccolatino depositato a vantaggio dell’accorrente D’Orazio, che si arrampica sulle spalle di Fiamozzi e scarta il regalo.
Stavolta è il fido scudiero Marras ad approfittare della giocata inarrestabile del compagno. Un giusto riconoscimento per la roboante stagione del numero 7, vera pedina-chiave nello scacchiere tattico del Cosenza e splendida spalla di Tutino nelle giornate più gloriose dei Lupi.

Non sappiamo, dicevamo, dove potrà arrivare Gennaro Tutino alla fine della stagione. Sappiamo solo che ormai a 28 anni ha finalmente completato il suo repertorio, come ci ha dimostrato nel corso di quest'anno. Con la speranza che questo sia solo un nuovo inizio.

  • Nato ad Avellino il 27/06/2002. Collaboratore del Quotidiano del Sud, è tifoso dell'Inter, ma considera l'obiettività il più grande pregio di un tifoso. Ama il bel calcio, la salida lavolpiana e Iniesta.

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