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Fiorentina-Napoli
, 17 Maggio 2024

Fiorentina-Napoli (2-2) - Considerazioni Sparse


Lo spareggio per l'ottavo posto termina con un pareggio.

In quella che con ogni probabilità (tempistiche dei cantieri permettendo) sarà l'ultima partita della Curva Fiesole - almeno per come architettonicamente appare oggi, Fiorentina-Napoli è di fatto soprattutto uno spareggio per l'ottavo posto, l'ultimo valido per l'Europa chiamata Conference. Obiettivo minore, forse non così auspicabile per la Fiorentina di inizio 2024, sicuramente inaspettato e depressivo per gli oramai ex campioni d'Italia, ma comunque almeno per quanto riguarda il campionato ultimo obiettivo per dare un senso a questo finale di stagione. Se il 2-2 finale non chiude matematicamente i conti (la Fiorentina resta a +2, con una gara in meno e gli scontri diretti a favore), questo punteggio profuma molto di chiosa finale sulla stagione dei partenopei.

C'è tutta la fragilità del Napoli in questa partita, una squadra lontana anni luce da quella che circa un anno fa batteva proprio la Fiorentina al Maradona nella giornata della festa scudetto. Un buon approccio, il vantaggio, una prima mezz'ora positiva dove aveva mostrato più qualità della Viola e più capacità di agire in verticale negli spazi. Poi il blackout totale sul finale di tempo, una gara ribaltata a sfavore, riacciuffata con il capolavoro su punizione di Kvaratskhelia in replica alla analoga esecuzione di Biraghi, e nonostante un palo (Politano) non ribaltata definitivamente. A meno di combinazioni improbabili, mesta fine di stagione quella degli azzurri.

Vincenzo Italiano fa le prove di finale in vista del 29 maggio di Atene. E probabilmente non ottiene risposte troppo rassicuranti, almeno sul piano della concentrazione: i suoi che vanno sotto dopo appena 8 minuti causa incornata di Rrahmani su corner. Ennesima distrazione difensiva dei Viola nelle marcature, ma anche ennesima conferma delle difficoltà proprio sotto l'aspetto di reattività e concentrazione degli elementi del pacchetto arretrato, alla fine spesso più pericolosi (per il portiere gigliato, s'intende) proprio quando si trovano a difendere nella propria area. Ma Italiano ha piuttosto risposte convincenti dai singoli, forse su tutti M'Bala Nzola prima ancora del piede caldo di Biraghi: l'angolano trova il gol del provvisorio 2-1 ben finalizzando un recupero palla aggressivo, confermando un po' la sensazione che certo, non si parla di un attaccante incontenibile, ma comunque almeno in parte sabotato - e spiegato nelle sue prestazioni - dalla spirale emotiva negativa in cui si era andato a cacciare. Certo, la piazza gigliata è folle ed esigente, e per quanto si sia fatta andar bene quasi di tutto, è stata in tempi recenti e meno recenti abituata a standard un po' più alti...

Kvara, sempre lui. Croce e delizia. Croce che forse sembra più che altro portare lui, visto come unico argine a un mondo andato in pezzi pochi mesi dopo il terzo scudetto e gli addii di Giuntoli e Spalletti. Il georgiano, ben lontano dall'essere inserito nel contesto armonico che ne esaltava le caratteristiche, sembra sempre più la agognata e ricercata soluzione costante di una squadra insicura e a tratti smarrita. Una costante pressione che gli costa incisività e lucidità nel rendimento, per quanto seriamente si possa parlare in questi termini di un esterno d'attacco a quota 11 gol e 6 assist in campionato.

Si dovesse andare ai punti, forse questo instabile Napoli avrebbe meritato qualcosa in più di una Fiorentina per lunghi tratti inconsistente, il cui costante e predominante possesso (63%) spesso si traduce in terribili difficoltà nel creare occasioni e calciare in porta (xG creati con 14 tiri, di cui metà da fuori area? Appena 0.58). I Viola hanno sperimentato soluzioni più verticali e dirette, hanno provato a variare lo spartito, ma alla fine è parso quasi più il Napoli avvantaggiarsi delle accelerazioni in risalita della Fiorentina. Ne ha guadagnato in bellezza e ritmo la partita, ma i crucci irrisolti per Italiano restano tutti lì. Di contro, l'organizzazione della pressione in avanti il vero punto di forza dei gigliati, insieme alla loro capacità di reazione: proprio il gol di Nzola sembra confermarlo. Questo resta a cui aggrapparsi in questo finale di stagione; per studiare ennesimi rimedi e soluzioni alternative è ormai tardi.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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