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Frosinone-Inter
, 10 Maggio 2024

Frosinone-Inter (0-5) - Considerazioni Sparse


L'Inter questa volta non si scansa e rifila una cinquina a un Frosinone che paga fin troppo caro le sue colpe.

La terzultima giornata del campionato di Serie A si apre con un Frosinone-Inter estremamente piacevole e con un risultato rotondo. Uno 0-5 che paradossalmente dice molto poco sull'atteggiamento delle squadre in campo e tantissimo sulla differenza tecnica abissale che le separa. I Campioni d'Italia dell'Inter scendono in campo, come si suol dire, in ciabatte e schierando una formazione zeppa di seconde e terze linee, badando più a divertirsi e a far divertire. Dal canto suo, il Frosinone parte deciso e motivato a raggiungere un risultato preziosissimo ma nonostante ciò deve soccombere all'immensa qualità dei giocatori nerazzurri, alle parate di un Sommer oggi pienamente tirato in causa e ai limiti di una fase difensiva che continua a mostrare quasi stoicamente tutte le sue lacune.

Come dicevamo, il risultato finale è per certi versi menzognero: il Frosinone costruisce tanto e arriva più volte vicina alla rete. In realtà, i ciociari sono da lodare più per l'aggressività del pressing sulla costruzione bassa nerazzurra e l'intensità con cui rimangono in partita almeno fino alla splendida rete di Buchanan che per altro: la maggior parte delle occasioni gialloblù sono (de)merito di una difesa interista distratta, con Bisseck e Carlos Augusto più attenti ad attaccare che a contenere i tagli di Brescianini. Per sua sfortuna, invece, Yann Sommer ha deciso che non è ancora il momento di andare in vacanza e sfodera una grandissima prestazione, tirando giù la saracinesca e negando più volte ai frusinati la rete che, quantomeno nel primo tempo, avrebbe cambiato l'inerzia della partita. Per il resto ci pensa la traversa a soffocare in gola l'urlo dello Stirpe.

Neanche la difesa dei padroni di casa brilla per concentrazione e solidità: Frattesi e Barella sono pienamente a proprio agio in area di rigore e i movimenti delle punte e dei quinti tagliano la retroguardia come un coltello nel burro. Il Frosinone però non è l'Inter e in porta non ha Sommer e sui 90 minuti non può permettersi il costante rischio d'imbucate. Per questo il pokerissimo nerazzurro è, in fin dei conti, pienamente meritato: nonostante il minimo sforzo, l'Inter la vince facendo valere la propria qualità contro una squadra ammirevole per l'atteggiamento arrembante ma che non ha studiato la lezione impartita la scorsa settimana dal Sassuolo. Un atteggiamento equilibrato, prudente avrebbe forse reso di più di un lungo assalto all'arma bianca ma sicuramente avrebbe evitato la goleada. Una partita, quella di questa sera, che dice molto sulla stagione del Frosinone nel suo complesso.

L'Inter scende in campo per divertirsi e sembra quasi relegare la ricerca del risultato ad un mero pro forma. La rabona di Arnautovic, i tiri al volo di Bisseck, le giocate di Barella sono le immagini plastiche di una squadra che vuole dare spettacolo e che sa di avere la tecnica per farlo. E poco male se la difesa si prende una serata libera: Sommer riesce a mettere in mostra tutte le sue abilità da portiere "tradizionale", con grandi parate in estensione, esplosive e reattive che sono da sempre il marchio di fabbrica dello stile del portiere svizzero. Al netto del misero dato sugli xG (1.36), le cinque reti testimoniano la netta superiorità di una squadra pure scesa in campo per fare allenamento: le marcature di Frattesi e Arnautovic sono praticamente la riproposizione degli schemi provati in settimana.

Semplicemente è una di quelle serate in cui va tutto bene. Torna al gol capitan Martinez, che deve ringraziare la sua velocità nel girarsi nello stretto ma anche la marcatura da distanziamento sociale di Okoli; torna al gol anche Arnautovic, stasera finalmente freddo sotto porta. La ciliegina sulla torta è però la prima rete in Italia di Tajon Buchanan che ha deciso di presentarsi a coloro che lo reputano (giustamente) ancora un oggetto misterioso con un gol bellissimo. Anche se difficilmente vedremo ancora spunti di questo genere, il canadese ha dimostrato di avere quella frizzantezza che spesso manca a un attacco nerazzurro a volte troppo prevedibile.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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