
EuroScamacca
I gol di Gianluca Scamacca in Europa League sono già un instant classic.
Nei giorni scorsi un post - capitato per caso nella mia home di X - ha attirato la mia attenzione. Mi ha strappato un sorriso: "Con questa campagna di Europa League mi sa che Scamacca è diventato davvero l'Oscar Cardozo degli anni '20". Al netto del suggestivo paragone tra uno dei giocatori di culto della mia infanzia e uno degli attaccanti che più mi stuzzicano alla quasi metà dei miei vent'anni, ho riflettuto un po' più attentamente su quanto fosse scritto.
Il Gianluca Scamacca 2023/24 sarà inevitabilmente e a imperitura memoria associato all'Europa League. Le sue prospettive di carriera sono possibilmente migliori di quelle di Cardozo o - per citare un altro attaccante del giovedì - del Bufalo Morelos, ma è innegabile che questa campagna europea dell'Atalanta sia il momento in cui Scamacca si è, come si suol dire, messo sulla mappa, dicendo a tutti Eccomi qua. Sono finalmente come vi aspettavate?
Su Scamacca ci sono sempre state aspettative, anche piuttosto grosse. Fino al crepuscolo del 2024, però, l'opinione più condivisa era ancora quella di un attaccante incompiuto. Ci si aspettava ancora la maturazione definitiva. Non poteva essere preso in considerazione per essere davvero la punta titolare dell'Italia a Euro2024. Era soprattutto un fatto di percezione: dopo la stagione sottotono al West Ham, il centravanti romano già da inizio stagione si è espresso su livelli più che rispettabili. Allo stesso tempo, nel corso dell'anno ha affinato i suoi movimenti senza palla, la sua presenza fisica e mentale nel gioco, riuscendo a inanellare poi le prestazioni che tutti abbiamo visto in Europa League. Permettendogli di piantare una bella bandiera con la sua faccia sulla cartina dell'Europa e sul posto da centravanti della nazionale italiana.
Scamacca occupa il terzo gradino del podio della classifica marcatori dell'Europa League 2023/24, a parimerito con Joao Pedro, alle spalle solo di Aubameyang e Lukaku. È andato in gol 6 volte nelle 9 partite disputate; ha fatto un gol più o meno ogni tre tiri (92° percentile nella competizione), e lo ha fatto ogni volta in grande stile.
I gol di Scamacca sono sempre stati belli, ma quelli sotto la luce dei riflettori del giovedì sera lo sono - magicamente - ancora di più. Il modo migliore per tracciare il percorso europeo di Gianluca Scamacca è dunque attraverso i suoi gol, che probabilmente guarderemo fra 10 anni in qualche compilation, come facciamo con quelli di Falcao o, appunto, di Oscar Cardozo. Il tutto con l'augurio, in ottica azzurra, di aver trovato il centravanti d'Europa per tutte le competizioni e le giornate, non solo per il giovedì.
Atalanta-Sporting 1-1: molto forte, da molto lontano
Il primo acuto europeo di Scamacca con la maglia nerazzurra arriva nella prima gara che conta davvero. A Bergamo arriva lo Sporting, distante tre punti dall'Atalanta all'ultima gara del girone F. Qualsiasi risultato diverso dalla sconfitta permetterebbe alla Dea di qualificarsi direttamente agli ottavi, saltando il turno infernale dei play-off. Gasperini si affida alla miglior formazione e riserva il posto al centro dell'attacco a Scamacca, fino a quel momento comprimario nelle serate europee: primo match saltato, secondo e terzo giocati da subentrato - scenario che l'attaccante romano deve ancora imparare a gestire a suo favore - quarto steccato senza appello.
Contro lo Sporting, Scamacca ha dunque l'occasione dal 1' di incidere su una gara che può indirizzare il destino dell'Atalanta. Al 23', lo ha già fatto, aprendo il suo conto europeo. Su una ripartenza nerazzurra, il 90 si tuffa tra le maglie della disordinata retroguardia portoghese e riceve sulla corsa da Koopmeiners. Davanti a lui c'è una prateria, ma St. Juste sta giungendo di gran carriera a chiudere la corsa dell'atalantino, a una ventina di metri dalla porta. Scamacca non prova a superare il difensore ma, prima che questo possa raggiungerlo, sceglie di dare fondo al suo repertorio. Lascia andare la gamba: un destro leggerissimamente esterno ma secco, potente, che gira quel tanto che basta per insaccarsi sul primo palo dopo aver piegato le mani ad Adán.
Sporting-Atalanta 1-1: freddo, da opportunista
Due sfide tra Atalanta e Sporting non sono abbastanza per il fato, a quanto pare. L'urna di Nyon assegna ai bergamaschi come avversario degli ottavi di finale proprio i Leões. Andata in Portogallo, ritorno al Gewiss Stadium. Sono passati circa tre mesi dalla precedente sfida con i Verde e Brancos ma Gianluca Scamacca è di nuovo lì. Al centro dell'attacco, pronto a sfidare Diomandé e i suoi compagni di reparto. È uno Scamacca cresciuto quello che scende sul prato del José Alvalade, migliorato rispetto alla versione autunnale. Più presente nel gioco (42 tocchi contro 36), più preciso (77% di passaggi riusciti contro 69%), più solido nei duelli (7 vinti contro 2).
I nerazzurri approcciano malissimo la gara, vanno sotto poco dopo il quarto d'ora e iniziano una costante ricerca del gol del pareggio. Nella rosa di tentativi andati a vuoto ce n'è uno anche di Scamacca: più o meno dalla stessa mattonella del gol di novembre fa partire un tiro ugualmente potente, dalla traiettoria bassa e indirizzata all'altro palo. Bam. Legno pieno.
Il 90 dell'Atalanta vuole però far vedere che queste sere sono le sue sere. Riceve il pallone da Miranchuk al limite dell'area. Il portiere dello Sporting è fuori posizione. Ci vuole calma. Scamacca finge di tirare e se la sposta sul sinistro, mandando a vuoto il diretto avversario. Ora ci vuole rapidità.
Il sinistro del centravanti nerazzurro scatta come la corda di un arco e colpisce il pallone esattamente un istante prima del rientro in scivolata di Morita. Suono secco della rete. Imprecazione del portiere. Gol.
Atalanta-Sporting 2-1: di piatto, iniziando e finendo l'azione
Atto IV della sfida infinita sull'asse Bergamo-Lisbona. Si riparte dall'1-1 sigillato proprio da Gianluca Scamacca, con l'Atalanta favorita dal fattore campo. Ad andare sopra è però lo Sporting, che trova il gol della provvisoria qualificazione con Gonçalves dopo alcuni sprechi nerazzurri. Tra questi anche uno di Scamacca: la bravura nel trovare i tempi per bucare la difesa biancoverde in corsa è la stessa, quando riceve il pallone dal solito Miranchuk; la chiusura di Diomandé gli fa affrettare la conclusione, che finisce in bocca al portiere. Allo scadere del primo tempo ci pensa Lookman a riequilibrare il risultato, ma ci vuole un altro gol per la qualificazione.
Ed ecco, quindi, che arriva il momento di Scamacca. Djimsiti recupera il pallone appena dietro la metà campo e lo consegna a Éderson, che a sua volta serve l'attaccante italiano. Siamo ad una quarantina di metri abbondante dalla porta. Scamacca conduce per alcuni metri, alza la testa e allarga su Miranchuk, continuando a correre verso l'area col piglio dell'ariete che carica. Superati di forza e velocità due avversari, il novanta nerazzurro si vede restituire da Miranchuk il pallone esattamente sulla sua poderosa corsa: piattone destro che incrocia - come la stecca la palla sul biliardo - e portiere immobile. La mazza chiodata e il fioretto, tutto in un'azione. Seguono baci alla curva, entusiasmi vari e, soprattutto, Atalanta ai quarti di finale.
Liverpool-Atalanta 0-3: al posto giusto al momento giusto, due volte
Anfield ha un'aura che quasi intimorisce nelle notti europee. È uno dei pochissimi stadi di cui in Italia si contano i vincitori tricolori con le mani di un solo essere umano: Genoa, Roma, Fiorentina, Udinese, Inter e - già prima di quest'anno - Atalanta. I bergamaschi lo avevano fatto in uno stadio freddo e surreale causa Covid: perché non riprovarci nella partita più importante della stagione - forse della storia - nerazzurra? Per provare l'assalto al fortino Reds Gasperini sceglie Koopmeiners e De Ketelaere, rispetto ai Miranchuk e ai Lookman che avevano conquistato lo scalpo dello Sporting. Al centro dell'attacco, immutabile e irremovibile, c'è Gianluca Scamacca.
L'ex West Ham, ancora una volta, veste i panni del Superman del giovedì sera. La prima volta al 37': attende intelligentemente il pallone di Zappacosta al limite dell'area, vorrebbe quasi telecomandare il passaggio del compagno verso i suoi piedi; i suoi desideri vengono accontentati e può colpire di piattone. Non impatta alla perfezione, ma forse anche per questo Kelleher si lascia goffamente sfuggire il pallone in rete. 1-0.
23' dopo, è di nuovo il momento: Scamacca scatta sul filo del fuorigioco per andare a raccogliere un traversone di prima di De Ketelaere dalla destra, leggermente dietro alla linea di corsa del centravanti. Il tempismo con cui il 90 dell'Atalanta e il pallone si incontrano è perfetto: l'attaccante romano dosa la forza e la palla, colpita al volo, finisce dentro a pelo d'erba. Doppio vantaggio ad Anfield (sarà triplo) ed esultanza che emana arroganza - nel senso buono del termine - da ogni frame.
Marsiglia-Atalanta 1-1: preciso, con sicurezza
Ogni partita, per l'Atalanta, scotta. Ogni partita di coppa - in Italia o in Europa - spinge l'asticella ogni volta oltre alla linea del momento più importante della storia. Marsiglia è uno dei crocevia di questo viaggio nella storia dei bergamaschi: contro l'Olympique ci si gioca l'accesso alla finale di Europa League. Scamacca è ormai pienamente investito del ruolo ufficiale di uomo di coppa, venendo lasciato a completo riposo contro Monza e Empoli e riprendendo il suo posto davanti a Koopmeiners e De Ketelaere per la gara del Vélodrome.
Questa volta il gol di Gianluca Scamacca arriva subito: 11' e Koopmeiners è in possesso circa ai 25 metri, in attesa di decidere la prossima mossa. Il 90 vede in quel momento Murillo che stringe sull'avanzata blanda dell'olandese e su quella più tagliente di Éderson. Capisce che la cosa giusta da fare è lasciarsi sfilare a destra e invitare al passaggio, dimostrando ancora una volta la sua abilità nel leggere gli spazi e attaccarli. Koopmeiners lo serve, Scamacca stoppa il pallone - che si solleva leggermente da terra - e ha la pazienza di aspettare il rimbalzo giusto. Zac, come la lametta della Rettore. Il pallone fende in diagonale l'area e fa schioccare la rete, certificando l'1-0 bergamasco.
Marsiglia-Atalanta è poi finita 1-1. C'è ancora un momento più importante della storia dell'Atalanta da poter scrivere. Che la firma sia ancora dell'uomo più cool e decisivo del giovedì sera?
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