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Gol Inter
, 6 Maggio 2024

I gol della Seconda Stella


Quali sono state le reti fondamentali per lo Scudetto dell'Inter?

L’Inter, con lo scudetto vinto matematicamente grazie al trionfo nell’ultimo derby, è entrata automaticamente nella storia. Non solo per aver raggiunto la tanto agognata seconda stella, ma anche per aver stabilito (o meglio, eguagliato) il record di giornate in anticipo utili a consegnare aritmeticamente la vittoria ad una squadra (le altre ad esserci riuscite sono il Torino nel ‘48, la Fiorentina nel ‘56, ancora l’Inter nel 2007 e la Juve di Cristiano Ronaldo nel 2019). Con la vittoria di quest’anno, anche i tifosi che, dopo la grande contestazione che si è manifestata nella stagione scorsa nei confronti di Inzaghi, hanno accantonato ogni tipo di riserva. Con il tecnico piacentino, infatti, i nerazzurri sono stati indomabili e inarrestabili fin dall’inizio, nonostante la concorrenza della Juventus (durata fino a febbraio).

Lo scudetto è sicuramente il trofeo più importante vinto da Inzaghi non solo della sua permanenza all’Inter (esperienza che ormai conta ben cinque trofei in tre anni, sommando anche le due Coppe Italia e le due Supercoppe degli anni scorsi) ma della sua intera carriera. La caratteristica che ha contraddistinto l’Inter dalle rivali è sicuramente la costanza perdurata dalla gara inaugurale con il Monza fino ad arrivare alla storica vittoria del derby; ma quali sono state le tappe fondamentali e i gol più simbolici e significativi del campionato di Lautaro e compagni?

Mkhitaryan, Inter-Milan 5-1

Il campionato dei nerazzurri è stato convincente fin dalle prime battute: le prime tre gare, infatti, sono state vinte agevolmente contro Monza (2-0), Cagliari (0-2) e Fiorentina (4-0), confermando come la squadra fosse in fiducia. Alla quarta giornata, però, arriva il primo vero banco di prova: il derby. Anche il Milan ci arriva dopo tre vittorie (ai danni di Bologna, Torino e Roma), e i rossoneri sperano di poter dare un segnale al campionato invertendo il disastroso trend recente contro i cugini. La partita, però, si sblocca al minuto otto a favore dei nerazzurri: dopo aver vinto il contrasto con Thiaw, Thuram crossa in mezzo, Dimarco controlla e tira (in modo un po’ sbilenco) con Mkhitaryan che, in traiettoria con il tentativo del compagno, fredda Maignan: 1-0. Nel corso del primo tempo il Milan ha l’occasione di pareggiare i conti grazie ad una delle solite sgroppate di Theo, ma con un lancio visionario Lautaro serve Dumfries che allarga per Thuram dall’altra parte del campo. Il francese si inventa un gol sensazionale. All’intervallo, il gol è sul 2-0 per l’Inter. Nel secondo tempo, però, al Milan basta una fantastica imbucata di Giroud per permettere a Leao di segnare e di accorciare le distanze. Pochi minuti dopo, il momento che ha deciso il match. Calhanoglu recupera un importante pallone in mezzo al campo, una rapida successione di passaggi con Darmian e Frattesi lo mette nelle condizioni di cambiare fronte, Lautaro raccoglie e si accentra. E’ importante sottolineare il fatto che l’argentino, con freddezza e maturità, non prova il tiro sul secondo palo (una delle sue giocate più caratteristiche), sintomo della sua crescita, preferendo un appoggio per Mkhitaryan che, grazie ad una deviazione, trafigge nuovamente Maignan. Questo è il colpo del K.O tecnico: il Milan subisce il colpo, si sfilaccia nel tentativo di recuperare il risultato e l’Inter infligge altri due colpi ai suoi acerrimi rivali. La partita finisce con il roboante risultato di 5-1, e la travolgente marcia dell’Inter ha ufficialmente inizio. 

Il gol di Mkhitaryan che ha chiuso definitivamente il derby.

Thuram, Inter-Roma 1-0

La partita del 29 ottobre è sentitissima: per la prima volta dalle famose vicende estive, Lukaku fa visita all'Inter nelle vesti di avversario. La tensione, a San Siro, si taglia a fette, dopo che le applicazioni che producono il suono di un fischio hanno fatto la loro fortuna nelle ore che precedono la gara. Ad ogni tocco di palla del belga i tifosi sugli spalti inveiscono all’unisono, e il diretto interessato ne risente sul campo. Parlando della partita, i padroni di casa nei 90 minuti hanno le occasioni migliori, con le sassate di Calhanoglu che si stampano prima sulla traversa e poi su Mancini (la palla esce di poco a lato), Thuram che non riesce a ribadire in rete a pochi centimetri da Rui Patricio e il velenoso esterno di Dimarco che sibila sul fondo a pochi centimetri dal secondo palo. Per la Roma, si registra il solo poderoso stacco di Cristante che travolge Bastoni: Sommer è reattivo. Il momento decisivo arriva all’80°: Asslani, subentrato, fa il Calhanoglu con un cambio di gioco che taglia tutto il campo; Dimarco stoppa il pallone, con Kristensen che non effettua una marcatura molto convinta, concedendogli il cross basso. Qui, Thuram approfitta della mancata comunicazione tra Ndicka, Llorente e Rui Patricio bruciando la statica difesa giallorossa e sbloccando il risultato a pochi passi dalla linea di porta. Questo gol, oltre che estremamente rilevante ai fini del risultato, è molto simbolico: nella partita del ritorno a San Siro di Lukaku, a decidere il match è proprio Thuram, che di fatto ha sostituito il belga nel reparto offensivo a disposizione di Inzaghi. Probabilmente, se fuori dallo stadio, prima della partita, avessimo chiesto ai tifosi dell’Inter “Come vorresti finisse questa partita?”, questo sarebbe stato uno scenario molto ambito. 

Thuram manda in visibilio San Siro.

Lautaro, Atalanta-Inter 1-2

Un neo dell’Inter della scorsa stagione sono state le partite con le big: nelle dodici partite con Juventus, Milan, Napoli, Lazio, Roma ed Atalanta, infatti, sono arrivate ben 6 sconfitte (ed altrettante vittorie). Un fattore che, in quest'anno, è stato sicuramente aggiustato: contro le stesse squadre, nel campionato corrente, i nerazzurri hanno vinto nove volte senza mai perdere (manca solo il ritorno con la Lazio). L’Inter nelle prime 11 giornate ha incontrato, di big, solo Milan e Roma, battendole entrambe tra le mura casalinghe. Il primo vero test per verificare la credibilità interista nelle gare di vertice fuori casa è stata Atalanta-Inter del 4 novembre. La prima vera palla gol della partita, molto intensa e tirata, ce l’hanno i bergamaschi con Koopmeiners che in spaccata non trova la deviazione vincente sul tagliente tiro-cross di Ruggeri. Per svoltare una partita tatticamente bloccata è necessaria un’invenzione del singolo, e a fornirla è Calhanoglu. Manovrando a centrocampo, l’Inter fa fatica a trovare il varco giusto, ma al turco viene un lampo di genio dei suoi: dopo aver notato con la coda dell’occhio che Darmian si è staccato dalla sua posizione per puntare l’area, con un passaggio di prima millimetrico serve con successo l’ex Manchester United che viene atterrato in area di rigore da Musso. Proprio il regista si incarica della battuta e sblocca il risultato. Il gol decisivo, però, è quello di Lautaro al minuto 56: dopo il recupero alto di Mkhitaryan (il fatto che l’armeno sia stato nominato spesso in questo articolo fa capire la sua assoluta importanza nello scacchiere di Inzaghi), proprio il capitano, con uno dei suoi marchi di fabbrica (già citato in precedenza, vale a dire il tiro sul secondo palo) punisce Musso e raddoppia il passivo. Il nativo di Bahia Blanca, in quest’occasione ha dato la conferma che l’Inter nelle partite importanti è tornata a dire la sua. Se ci aggiungiamo l’elevato coefficiente di difficoltà che caratterizza la trasferta a Bergamo, questa vittoria prende ancora più significato. Il successivo gol di Scamacca non basta all’Atalanta per compiere la rimonta, e l’Inter si aggiudica tre punti importantissimi.

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La sensazionale firma di Lautaro Martinez sul match.

Frattesi, Inter-Verona 2-1

Lo snodo fondamentale dello scudetto dell’Inter è indubbiamente il periodo che va da gennaio alla partita di ritorno partita contro la Roma, giocata il 10 febbraio. Questo specifico filotto di partite, intervallate dalla Supercoppa, rappresentano il momento clou della stagione sia per le squadre che sono state affrontate sia perché, non perdendone nemmeno una, l’Inter ha tenuto testa ad una Juventus in gran forma senza concederle la prima posizione. La partita contro il Verona del 6 gennaio ha inaugurato questa striscia di vittorie determinante. Il match inizia con una palla gol importante capitata sui piedi di Suslov (respinta bene da Sommer), che preannuncia come il Verona sia tutt’altro che arrendevole. A mettere il muso davanti è però l’Inter con Lautaro, il quale buca un Montipò non posizionato al meglio al tredicesimo. Gli scaligeri però non si perdono d’animo e si fanno rivedere in area nerazzurra con Djuric, il quale incorna senza dare angolo al suo colpo di testa. La partita è combattuta. Al settantaquattresimo, il frangente che infiamma il finale di gara: Henry, appena entrato, va a prendere posizione in area di rigore. Il Verona, manovrando sulla destra, riesce a crossare in mezzo, e proprio il francese prende il tempo ad Acerbi deviando il pallone di quel tanto che basta per insaccare il pallone alle spalle di Sommer. Complici degli errori sotto porta di Arnautovic che definire clamorosi è una gentilezza nei confronti dell’austriaco, una partita tutto sommato tranquilla diventa estremamente concitata e caotica. Minuto 92: i locali cercano disperatamente il gol della vittoria (senza il quale la Juventus sarebbe prima in solitaria). Su un cross arrivato dopo il famoso scontro Bastoni-Duda, proprio il centrale scocca un mancino che si infrange sulla traversa; il pallone, dopo essersi impennato sopra l'area di rigore con tutta San Siro che ne segue la traiettoria con il cuore a mille, capita sul destro di Barella, il quale prova un tiro al volo che risulta abbastanza leggibile; malgrado ciò, Montipò respinge male il tentativo del sardo, sul pallone si avventa Frattesi e il resto è storia (rigore sbagliato da Henry compreso).

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Inter-Verona 2-1 verrà ricordata come una delle partite più emozionanti dell'intera Serie A 2023/2024.

Una parentesi proprio su Frattesi: il giocatore arrivato in estate dal Sassuolo è stato fondamentale per il trionfo a fine stagione grazie ai suoi pesantissimi gol, ed è da sottolineare come i suoi subentri dalla panchina a gara in corso sono micidiali. Sebbene, per il giocatore che è adesso, schierarlo dal primo minuto al posto di Mkhitaryan fa perdere molto in fase di possesso (ed anche in fase di non possesso: ad esempio, col Benfica, i tre gol di Joao Mario sono viziate da tre non marcature gravi del numero 16), avere Frattesi tra le carte da potersi giocare a partita in corso quando le maglie si allargano e gli spazi aumentano rappresenta un lusso che poche squadre in Europa possono vantare

Lautaro (e Sommer), Fiorentina-Inter 0-1

Mentre l’Inter, il Napoli, la Fiorentina e la Lazio sono in Arabia Saudita a competere per la Supercoppa Italiana, la Juventus batte con un netto 3-0 il Lecce in Puglia. I bianconeri, con una partita in più, sono in vetta a +1 sull’Inter. Una giornata divide Inter e Juventus dallo scontro diretto di San Siro del 4 febbraio: la Vecchia Signora pareggia abbastanza sorprendentemente in casa contro l’Empoli, e gli uomini di Inzaghi hanno la possibilità, vincendo a Firenze, di superare nuovamente i rivali malgrado un incontro da recuperare (contro l'Atalanta). A destare sospetti tra i tifosi però è l’assenza di vari tasselli chiave (in particolar modo a centrocampo) in vista della viola, vale a dire Barella e Calhanoglu (squalificati per somma di ammonizioni proprio in Supercoppa) che, oltre all’infortunato Dumfries, costringono Inzaghi a schierare una formazione rimaneggiata. La partita, giocata a ritmi altissimi, verrà ricordate come una delle più emozionanti della cavalcata nerazzurra. Al 14° l’Inter gela il Franchi con un gol del suo capocannoniere, Lautaro Martinez, che beffa Terracciano con uno dei cavalli di battaglia dei nerazzurri: il colpo di testa sul primo palo da calcio d’angolo (l'Inter si è spesso resa pericolosa con questa giocata, sia tramite spizzata in mezzo sia direttamente verso lo specchio della porta). Il match procede ad incredibile intensità con occasioni da una parte e dall’altra, ma al 72° si consuma uno dei momenti più decisivi della Serie A 2023/2024. Ranieri, privo di pressioni avversarie, si spinge palla al piede e crossa in mezzo; Gonzalez, gran colpitore di testa, effettua una velenosa sponda al centro dell'area; Nzola si immola nel tentativo di ribadire a rete e viene atterrato da Sommer: calcio di rigore. I viola, in questa stagione, dal dischetto sono stati tutt’altro che cinici, e quest’occasione non fa eccezione. Proprio Nico con un calcio di rigore alla Jorginho si fa ipnotizzare da Sommer, mancando una chance che avrebbe reso il finale di gara estremamente complicato per l’Inter, la quale vince e rimanda il discorso al 4 febbraio, data di Inter-Juventus.

Il match-winner dell'argentino contro la Fiorentina.

Autogol di Gatti, Inter-Juventus 1-0

I novanta minuti più attesi della stagione sono arrivati. Si fronteggiano le due rivali di sempre; coloro che non si sopportano; Inter e Juventus. Ad arrivarci meglio sono i nerazzurri, con i bianconeri che sono reduci dallo stop con l’Empoli. Nessuno dei due allenatori sorprende l’altro con le formazioni schierate dal primo minuto, e dopo settimane di frecciatine e paragoni in conferenza stampa, la resa dei conti inizia. Il canovaccio della gara è chiaro fin da subito: Allegri punta a ferire l’Inter dopo un suo errore, con Lautaro e compagni che controllano stabilmente la gara. Dopo un errore grossolano di Vlahovic (il quale conclude male dopo uno stop poco felice all’altezza dell'area di rigore), al minuto 37 il risultato si sblocca. Pavard, spintosi fino sulla trequarti, riceve da Darmian; il francese sfrutta l’appoggio offertogli da Barella e si butta in area di rigore; dopo un uno-due nuovamente effettuato con Darmian, Barella pesca Pavard che nel frattempo non era stato seguito da Danilo, il quale si è fermato qualche attimo a capire se dovesse marcare lui o Dimarco, il quale aveva svariato fino al lato destro del campo; l’ex Bayern, con una rovesciata sbilenca ma incredibilmente efficace, vanifica l’intervento di Bremer e il pallone si avvicina pericolosamente dalle parti di Szczesny; Thuram, che intanto aveva attaccato lo spazio bruciando Gatti, costringe l’italiano ad inseguirlo e, con il petto, quest'ultimo spinge accidentalmente il pallone alle spalle dell’estremo difensore polacco. San Siro esplode. Il resto della partita è semplice amministrazione per l’Inter, la quale va vicina al raddoppio e corre qualche rischio solo con un tiro da fuori area di Gatti. Inzaghi trionfa, dando un chiaro messaggio al campionato.

Forse, il gol più importante della stagione.

Bisseck, Bologna-Inter 0-1

Prima di questa partita, la direzione del campionato sembra quasi definitivamente definita: l’Inter è a 72 punti, mentre la Juventus, che ha perso punti a destra e a manca, staziona a 57, ormai quasi sorpassata dal Milan. I nerazzurri si preparano ad una trasferta davvero, contro una delle favole più entusiasmanti ed incredibili di questa stagione, che nel 2022 era costata lo scudetto vinto poi dal Milan: il Bologna di Thiago Motta. Sul campo la partita l’intensità è eccezionale, e a deciderla è una delle giocate più utilizzate dall’Inter dell’Inzaghiball: l’azione da quinto a quinto. A rendere questo gol speciale, però, è il fatto che marcatore ed assistman, in questo caso, sono stati addirittura i due terzi! Da una parte Bastoni con il suo educato mancino effettua un cross al bacio, dall’altra Bisseck che come un trattore penetra in area di rigore, sfugge alla marcatura di Saelemakers e, in tuffo di testa, schiaccia la sfera con Skurupski che nulla può. Questo gol è importante sotto più punti di vista: perché è arrivato su un campo che, data il recente stato di forma del Bologna, sembrava inespugnabile; perché ha reso palese che l’assetto tattico di Inzaghi non ha eguali all’interno dei confini italiani con gli avversari che faticano a stare appresso alla fluidità dei movimenti che l’Inter propone; infine, banalmente, perché questa vittoria è valsa altri tre punti di fondamentale importanza ai fini della classifica, con la Juventus che, dopo aver perso altri punti per strada contro l’Atalanta, è stata addirittura superata dal Milan.

L'incornata del gigante tedesco pesa come un macigno.

Thuram, Milan-Inter 1-2

Per settimane su TikTok vengono condivise possibili combinazioni che vedrebbero l’Inter crollare e il Milan trionfare con un come back ai limiti del fantascientifico, ma si prospetta anche una remota possibilità che fa rabbrividire i milanisti: in seguito a determinati risultati in campionato, l’Inter potrebbe vincere aritmeticamente il campionato al derby della 32° giornata. Un evento del genere sarebbe storico non solo per il fatto di vincere uno scudetto contro il Milan, ma anche perché questo consegnerebbe la seconda stella ai nerazzurri con i Diavoli fermi a 19 scudetti vinti in casa loro. Effettivamente, questa coincidenza potrebbe realmente avvenire, dopo il pareggio casalingo dell’Inter per 2-2 con il Cagliari e quello del Milan al Mapei Stadium contro il Sassuolo. In un San Siro che teoricamente dovrebbe essere a tinte rossonere ma di fatto è invaso per la stragrande maggioranza dai cugini, l’arbitro Colombo fischia l’inizio di uno di quei derby che è entrato di diritto negli annali. Come nella stracittadina d’andata, è la formazione allenata da Inzaghi a sbloccare il risultato. Grazie al canonico calcio d'angolo battuto teso sul primo palo, Pavard spizza, Adli fa confusione con l’assegnazione delle marcature e Acerbi, lasciato solo nel cuore dell’area di rigore, non deve fare altro che deviare il pallone in porta. 1-0, la seconda stella si avvicina. L’Inter è più in palla, e va vicino al raddoppio dopo pochi minuti, ma Lautaro è totalmente scoordinato e manda il pallone in curva. Per l’attaccante non è un periodo facile: come al suo solito in campo dà l’anima e rincorre ogni avversario, oltre a dare una mano in impostazione abbassandosi a dialogare coi compagni, ma il gol manca da tanto (troppo) tempo. Le lancette dell'orologio scorrono inesorabilmente e vengono sciupate più occasioni da una parte e dall’altra, complici ottimi e reattivi interventi dei due portieri. Si va negli spogliatoi con l’Inter che è avanti. Come nel primo tempo, però, i nerazzurri entrano meglio sul rettangolo verde e al 49° arriva il gol che sancisce, di fatto, la seconda stella: Bastoni lancia lungo, direzione Thuram; il francese piazza il corpo tra pallone e Tomori, evitando lo scippo dell’inglese; dopo aver controllato la sfera, l’ex ‘Gladbach prova un suggerimento con l’esterno destro per favorire l'inserimento di Mkhitaryan, ma il numero 23 del Milan non fa passare il pallone; il possesso torna tra i piedi di Thuram, il quale si accentra con Tomori che non riesce a contenerlo; dopo due tocchi, l’attaccante è nelle condizioni perfette per tirare, e complice un Calabria che forse ostruisce la vista di Maignan, la sua rasoiata fa venir giù San Siro. Il moto d’orgoglio milanista e il gol del 2-1 proprio di Tomori non sono abbastanza per ribaltare il risultato. L’Inter è campione d’Italia, lo è davanti ai tifosi del Milan e la seconda stella non è più un sogno. 

Thuram firma il gol-scudetto.

Ora ad Inzaghi ed ai suoi giocatori non resta altro che concludere la stagione al meglio e preparare la prossima, con il tecnico piacentino che è in procinto di firmare il rinnovo del suo contratto con tanto di adeguamento salariale. Lo stesso Marotta, pochi giorni fa, parlando proprio della situazione contrattuale di Inzaghi, ha confermato la volontà di non cambiare guida tecnica dicendo le seguenti parole: “questo ciclo non è arrivato neanche a metà”. Musica per le orecchie interiste.


  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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