
Roma-Juventus (1-1) - Considerazioni Sparse
Un pareggio che nella corsa Champions serve più ai bianconeri che ai giallorossi.
La Juve si presenta all'Olimpico in formazione tipo, con Weah che sembra aver scalzato ciò che resta di Kostic dall'11 di partenza, la Roma dal canto suo cambia 4 difensori su 4 rispetto alla partita col Leverkusen, proponendo Kristensen e Angeliño in fascia e Ndicka-Llorente coppia centrale, in avanti chance importante per Baldanzi. La Juventus illude tutti pressando alto nelle primissime battute e recuperando palla nella trequarti casalinga addirittura con Bremer, in un'azione che manda Vlahovic al tiro da posizione ghiotta, ma si tratta di un fuoco di paglia: nemmeno 10 minuti e la Signora si rifugia al calduccio del suo 5-4-1, piumone buono per tutte le stagioni a dispetto della primavera, climatica e calcistica, che s'intravede dalla finestra. Il fortino crolla quasi subito sotto i colpi della squadra di De Rossi: prima bussa Kristensen con un colpo di testa che si stampa sulla traversa, poi sull'out di destra fa irruzione Baldanzi, che fa il vuoto e serve Dybala in area, l'argentino pulisce il pallone per Cristante il cui tiro trova una respinta corta di Gatti in direzione Lukaku, il belga ringrazia e sigla l'1-0 da dentro l'area piccola.
La squadra di Allegri prova a riversarsi (con parsimonia) in avanti nel tentativo di trovare il pari, ma le idee palla al piede sono poche e allora la Juve deve aggrapparsi a ciò che l'ha portata così in alto in classifica, ovvero i gol sugli sviluppi dei piazzati. In seguito a un'azione da angolo, la palla arriva a Chiesa sulla fascia destra, il numero 7 mostra di non aver dimenticato il suo passato da esterno e pennella col mancino un cross in area che trova Gleison Bremer, nel frattempo proiettatosi in cielo per impattare la palla che vale il gol dell'1-1. La Juventus prova a non commettere l'errore di inizio gara e a cavalcare l'entusiasmo generato dal gol senza abbassarsi, cercando nel frattempo di prendere in mezzo Angeliño coi continui scambi di posizione tra Weah e McKennie, situazione che frutta un'occasione di testa per Locatelli, in una delle sue rare incursioni, messa alta da buona posizione. Per contro, la totale assenza di contropressing e di preventive permette alla Roma di mettere in difficoltà gli ospiti ad ogni verticalizzazione rapida sui palloni recuperati. Proprio in queste situazioni Baldanzi si procura due calci di punizione interessanti, anche se da appena fuori la lunetta Dybala grazia due volte l'ex compagno Szczesny.
La ripresa si apre con Zalewski per Dybala, ma soprattutto con Federico Chiesa che con una sterzata tramortisce Kristensen, il mancino che ne segue è perfetto per potenza e precisione, forse troppo dato che s'infrange sul palo a Svilar battuto. Continua comunque a tenere le redini della partita la Roma, che si fa preferire per capacità nel presidiare la metà campo avversaria e rapidità nel recupero palla, mentre la Juve si aggrappa agli assoli di un Chiesa ispirato per mettere paura ai padroni di casa. Col passare dei minuti la gara si sporca, la Juve acquisisce coraggio e tira fuori la testa da sotto le coperte alzando il baricentro, ma a metà ripresa l'occasione più grande è della Roma, propiziata da un indemoniato Baldanzi che libera Pellegrini al limite dell'area, e la conclusione del mediano giallorosso murata dalla difesa ospite. Ne esce una serie di corner che creano non pochi grattacapi alla Juventus, i cui difensori sono abili a schermare le conclusioni degli avversari, anche sostituendosi a Wojciech Szczesny laddove necessario.
La gestione delle energie pianificata da De Rossi porta in campo Abraham e Azmoun in luogo di Lukaku e Baldanzi, anche Allegri a 15' dalla fine cambia le punte mettendo in campo Milik per Vlahovic e, a sorpresa, Kean per Chiesa, nettamente il migliore in campo. La partita diventa confusionaria ed è la Juventus a trovarsi più a suo agio nel caos, mentre la Roma deve aggrapparsi ancora una volta a Mile Svilar, fenomenale nel togliere dall'incrocio il tiro sporco di Locatelli e fulmineo nel mandare sopra la traversa l'inzuccata di Kean su azione da corner. L'ultima palla importante del match è della Roma, con Tammy Abraham che si presenta in area ma spara addosso a Szczesny, bravo a uscire e restringere lo specchio della porta, anche se i demeriti del centravanti britannico sono piuttosto evidenti.
Daniele De Rossi ha scelto di credere nella rimonta di Leverkusen e di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per gestire le forze dei suoi; se da un lato la "nuova" difesa non ha sofferto eccessivamente le avanzate della Juventus, dall'altro il progressivo abbassamento della qualità negli 11 in campo (con l'uscita dei 3 attaccanti, ma anche di Pellegrini per Bove) ha reso la Roma molto meno pericolosa nel secondo tempo rispetto al primo. Max Allegri, col suo classico piano gara fatto di fiammate estemporanee e gestione dei momenti, porta a casa un altro mattoncino utile alla qualificazione in Champions League; che la Juventus abbia per l'ennesima volta preso gol con la squadra tutta arroccata in area, non sembra più rappresentare per lui un problema, ciò indipendentemente dal futuro che attenderà il tecnico bianconero quando il pallone, al termine di una stagione estenuante, smetterà finalmente di rotolare.
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